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  <title><![CDATA[AMBROTECNO]]></title>
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		<title><![CDATA[Dal Fondo Kyoto incentivi per il risparmio energetico in edilizia]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/26055.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>23/02/2012 - &Egrave; ai blocchi di partenza il Fondo Kyoto da 600 milioni di euro destinato a finanziare misure di riduzione delle immissioni dei gas a effetto serra, in attuazione del Protocollo di Kyoto.Il Fondo, istituito dalla Finanziaria 2007 presso la Cassa Depositi e Prestiti, è stato presentato il 16 febbraio scorso dal Ministro dell'Ambiente Corrado Clini (leggi tutto). Il prossimo 1&deg; marzo sarà pubblicata una Circolare che illustrerà le procedure da seguire e la documentazione da presentare per accedere ai finanziamenti relativi al Primo Ciclo di Programmazione da 200 milioni di euro. Dal 16 marzo sarà possibile presentare le domande, attraverso il sito web della Cassa Depositi e Prestiti, soggetto gestore del Fondo.  I beneficiari del Fondo Kyoto sono: Persone fisiche, Comproprietà, Imprese/Persone giuridiche private, Energy Service Company (ESCo), Soggetti pubblici, Condomini/Comunioni. Gli interventi finanziabili sono: Misura usi finali - Risparmio energetico e incremento dell'efficienza negli usi finali dell'energia. Sono ammessi investimenti per singolo intervento:- sull'involucro di edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari esistenti, riguardanti strutture opache verticali, orizzontali o inclinate, chiusure trasparenti comprensive di infissi e vetri, chiusure apribili e assimilabili quali porte e vetrine anche se non apribili, delimitanti il volume riscaldato, verso l'esterno e verso vani non riscaldati; beneficiari solo soggetti pubblici.Investimenti per singolo intervento:I. per la climatizzazione diretta tramite teleriscaldamento da impianti di cogenerazione di potenza nominale fino a 500 kW elettrici, alimentati da gas naturale, biomassa vegetale solida, biocombustibili vegetali liquidi, biogas e in co-combustione gas naturale-biomassa. Tale intervento è ammissibile solo se contempla sia la realizzazione dell'impianto di cogenerazione che la realizzazione della rete di teleriscaldamento ad esso abbinata, inclusi gli allacciamenti agli edifici; beneficiari: persona fisica, imprese, persona giuridica privata, condominii, soggetti pubblici.II. per la climatizzazione degli edifici da impianti geotermici a bassa entalpia (quantità di energia che un sistema termodinamico può scambiare con l'ambiente) fino a 1 MW termico; beneficiari: persona fisica, imprese, persona giuridica privata, condominii, soggetti pubblici.III. impianti di cogenerazione di potenza nominale fino a 5 MW elettrici alimentati da gas naturale, biomassa vegetale solida, biocombustibili vegetali liquidi, biogas e in co-combustione gas naturale-biomassa. beneficiari solo soggetti pubblici. Sistema integrato - presentazione di un unico progetto di investimento che contempla l'integrazione di più interventi relativi alle misure microcogenerazione diffusa, rinnovabili e usi finali, comunque combinati, da realizzarsi nello stesso sito.Misura microcogenerazione diffusa - Installazione di impianti di microcogenerazione ad alto rendimento elettrico e termico, alimentate da gas naturale, biomassa vegetale solida, biocombustibili liquidi di origine vegetale, biogas e in co-combustione gas naturale-biomassa - beneficiari: persona fisica, imprese, persona giuridica privata, condominii, soggetti pubblici. Misura rinnovabili - Installazione di impianti di piccola taglia e di nuova costruzione per l'utilizzazione delle fonti rinnovabili per la generazione di elettricità o calore: eolici, idroelettrici solari termici termici a pellets o cippato, fotovoltaici integrati o parzialmente integrati negli edifici - beneficiari: persona fisica, imprese, persona giuridica privata, condominii, soggetti pubblici. Le altre Misure: motori elettrici, protossido di azoto, ricerca, gestione forestale sostenibile. Il plafond delle risorse è ripartito tra le Regioni e Province autonome. I benefici del Fondo Kyoto sono cumulabili con i seguenti incentivi e tariffe:- Incentivi alla produzione di energia da fonti rinnovabili, con rilascio dei "Certificati verdi".- Terzo e Quarto Conto Energia per la produzione di energia da impianti solari fotovoltaici.- Incentivi per la produzione di energia da fonti rinnovabili riservati al settore bieticolo-saccarifico.- Incentivi per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e per interventi di efficienza  energetica di piccole dimensioni. Per accedere al finanziamento, occorre compilare la domanda esclusivamente online accedendo all'Applicativo web sul sito della Cassa Depositi e Prestiti. La domanda va spedita per raccomandata con a/r o 'Raccomandata 1' con prova di consegna entro 3 giorni solari dalla conferma di avvenuta registrazione, pena l'esclusione. Alla domanda deve essere allegata la documentazione richiesta per ciascun tipo di beneficiario. Guida alla compilazione della domanda Per le sole misure microcogenerazione diffusa, rinnovabili e usi finali, le Regioni e le Province autonome possono occuparsi direttamente della ricezione delle domande e della fase istruttoria. Hanno scelto questa opzione: Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte. Se l'importo del finanziamento richiesto è superiore alla disponibilità residua del Plafond, si determina la "Gestione fuori plafond". Non si procede pertanto all'apertura del plico e si sospende il procedimento di ammissione al finanziamento. Questo non costituisce motivo di decadenza della domanda; il procedimento sarà riavviato nel momento in cui saranno nuovamente disponibili le risorse. La durata dei finanziamenti è compresa fra 3 e 6 anni (tra 3 e 15 anni per i soggetti pubblici). Ai finanziamenti agevolati è applicato un tasso di interesse dello 0,50%. Calendario1&deg; marzo 2012 - pubblicazione della Circolare che definirà le modalità operative del Fondo Kyoto.2 marzo 2012 - attivazione Applicativo web sul sito della Cassa Depositi e Prestiti per accreditamento.16 marzo 2012 - avvio presentazione domande attraverso l'Applicativo web, previo accreditamento.14 luglio 2012 - termine per la presentazione delle domande. Sono disponibili l'indirizzo e-mail: cdpkyoto@cassaddpp.it e il numero verde 800 098 754 attivo dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 13:30 e dalle 14:30 alle 18:00. Scarica il Vademecum della CDP]]></description>
		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1875</link>
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		<title><![CDATA[Campania, un ddl per la certificazione energetica degli edifici]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/26025.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>22/02/2012 - Presto anche la Campania avrà la sua legge per la certificazione energetica degli edifici. &Egrave; stato infatti presentato nei giorni scorsi il disegno di legge "Disposizioni in materia di certificazione del rendimento energetico nell'edilizia". Con questa legge - ha dichiarato Nicola Caputo, Consigliere regionale e Presidente della Commissione Trasparenza, firmatario della proposta di legge - "intendiamo promuovere il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici esistenti e di nuova costruzione". L'obiettivo è quello di fare in modo che ogni edificio abbia una certificazione sull'efficienza energetica, evidenziando una qualità dell'edificio, quella energetica, che contribuisce in modo rilevante all'economia delle famiglie. "Certificare un edificio dal punto di vista energetico - ha spiegato il consigliere Caputo - vuol dire calcolarne il fabbisogno energetico per poter mantenere le condizioni di benessere termoigrometrico da cui poi fornire una classificazione di qualità energetica sulla base di una scala di valori, o classi, predefiniti. L'attestato di certificazione energetica - ha proseguito - comprende i dati relativi alle prestazioni energetiche proprie dell'edificio, i valori vigenti a norma di legge e i valori di riferimento, che consentono ai cittadini di effettuare valutazioni e confronti". La legge si propone di incentivare il raggiungimento dei requisiti minimi di prestazione energetica per gli elementi edilizi che hanno un impatto significativo sulla prestazione energetica dell'edificio, adeguandosi ai livelli ottimali di efficienza energetica e costi compatibili, così come indicato dalle direttive europee. "Con questa legge - ha concluso Caputo - anche la Regione Campania si mette al passo con le altre regioni italiane puntando al miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici esistenti e di nuova costruzione al fine di favorire lo sviluppo, la valorizzazione e l'integrazione delle fonti rinnovabili e la diversificazione energetica, dando la preferenza alle tecnologie a minore impatto ambientale".]]></description>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1871</link>
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		<title><![CDATA[Efficienza energetica degli edifici, al via una consultazione pubblica]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/26010.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>21/02/2012 - Se non si mettono in atto misure immediate per la riduzione dei consumi energetici, l'Unione europea rischia di non raggiungere l'obiettivo di efficienza energetica previsto per il 2020 e, invece di una riduzione del 20% dei consumi rispetto ai livelli del 1990, ci si fermerà appena al 9%. Per evitare questo allarmante scenario, la Commissione europea ha deciso di lanciare una consultazione pubblica per migliorare il sostegno finanziario all'efficienza energetica degli edifici a livello nazionale ed europeo, e di avviare una revisione della direttiva sulle performance energetiche degli edifici. Secondo la Commissione, infatti, agli edifici deve essere riservato un ruolo centrale nella politica europea di efficienza energetica, dal momento che quasi il 40% del consumo finale di energia (e il 36% delle emissioni di gas serra) è dovuto a case, uffici, negozi e altri edifici. Inoltre, il settore dell'edilizia, dopo quello dell'energia, ha il maggiore potenziale di riduzione dei consumi. Alla consultazione sono invitati a partecipare tutti i soggetti interessati, dalle autorità locali e nazionali a banche e investitori, imprese edili, produttori di materiali da costruzione e componenti tecniche, fornitori di energia, alberghi, consumatori, sindacati, ambientalisti. &Egrave; possibile partecipare alla consultazione visitando la pagina dedicata. La scadenza è fissata al 18 maggio 2012.]]></description>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1867</link>
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		<title><![CDATA[Legambiente lancia il ''Regolamento edilizio d'Italia'']]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25988.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>20/02/2012 - La casa ideale per vivere? Quella progettata e costruita in modo tale da avere bisogno di una ridotta quantità di energia per il riscaldamento e il raffrescamento, che sfrutta comunque le fonti rinnovabili, che garantisce un concreto risparmio economico e energetico, favorendo una migliore qualità della vita per i suoi abitanti e riducendo l'emissione di gas climalteranti.E com'è possibile realizzare questa casa? Attraverso l'assunzione delle migliori norme dei Regolamenti edilizi adottati in Italia.In occasione del settimo anniversario dell'entrata in vigore del protocollo di Kyoto, Legambiente lancia il "Regolamento edilizio d'Italia", e invita le amministrazioni comunali a dotarsi del "regolamento per eccellenza", realizzato, appunto, selezionando le migliori norme di tutti i regolamenti edilizi comunali, perché il settore delle abitazioni è proprio uno dei principali responsabili dei consumi energetici italiani e dell'aumento delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera.La casa ideale quindi, seguirà la norma per l'isolamento termico di Collegno (To) e Oristano, monterà i serramenti come richiesto da Bassano del Grappa (Vi), integrerà le fonti rinnovabili come indicato dalle amministrazioni dell'Emilia-Romagna, Lignano Sabbiadoro (UD), Brembate di Sopra (BG), Rovello Porro (CO), Falconara Marittima (AN) e Monopoli (BA); l'efficienza energetica e la contabilizzazione del calore sarà come richiesto da Novi di Modena (MO), Divignano (NO), Guidonia Montecelio (RM) e Castel Maggiore (BO). L'orientamento e la schermatura degli edifici si rifarà alla norma di Bergamo e dei Comuni dell'Empolese-Val d'Elsa (PI-FI); i materiali da costruzione saranno quelli indicati dal regolamento di Lignano Sabbiadoro (UD) e dai Comuni della Bassa Romagna (RA); il risparmio idrico e il recupero delle acque meteoriche si baserà sul modello dei Comuni del Meratese (LC) e di Caneva (PN); per l'isolamento acustico andremo a copiare la norma di Bareggio (MI); per la permeabilità dei suoli citeremo Bolzano, mentre per la certificazione energetica sarà Udine a dettare legge. Scarica il documento "La proposta che vogliamo rivolgere alle amministrazioni comunali - ha dichiarato il vice presidente di Legambiente Edoardo Zanchini - è di guardare a queste realtà e di copiare bene. Abbiamo messo assieme, infatti, il meglio di quello che si può trovare nei regolamenti edilizi italiani perché edifici ristrutturati o costruiti in questo modo possono arrivare concretamente ad azzerare i consumi energetici, a ridurre sensibilmente i consumi idrici migliorando il comfort degli spazi pubblici e nelle abitazioni. E nei Comuni dove questa strada è già oggi stata intrapresa è cresciuta non solo la consapevolezza di come queste innovazioni migliorino la qualità del costruire, ma anche quanto queste nuove tecniche permettano di accrescere competenze, di creare lavoro, oltre a realizzare edifici sostenibili con un costo che incide pochissimo sul prezzo di vendita finale".Per Legambiente le città italiane possono diventare un grande laboratorio di manutenzione e riqualificazione con obiettivi energetico-ambientali. In una prospettiva capace di creare nuovi posti di lavoro, in termini di qualità e vivibilità, nella direzione di una città che consuma meno energia, ed è più pulita e bella, quindi più sostenibile.Al centro del ragionamento abbiamo posto gli obiettivi di alcuni campi di intervento fondamentali:- la riduzione dei consumi energetici, attraverso interventi che riducano il fabbisogno nelle abitazioni, aumentando l'isolamento termico degli edifici e valorizzando gli apporti solari passivi e l'efficienza negli usi;- le fonti energetiche rinnovabili, da utilizzare e integrare negli edifici per i fabbisogni di riscaldamento dell'acqua igienico-sanitaria e la produzione di energia elettrica;- il ciclo dell'acqua, riducendo fabbisogni e consumi di acqua nelle abitazioni attraverso il recupero, la depurazione, il riutilizzo per gli usi compatibili; nella direzione di aumentare la permeabilità dei suoli; sviluppando l'utilizzo di tecnologie e sistemi di risparmio. Proprio per la grande varietà di situazioni climatiche e territoriali presenti nel territorio italiano vengono così individuate proposte riferite ai diversi temi di intervento, inserendo le migliori norme ed esperienze già applicate in ambito regionale e comunale, che possono essere facilmente adattate ai contesti locali. L'obiettivo è di contribuire ad innovare il settore edilizio, di avviare un processo di ricerca e di sperimentazione sulle tecnologie e sulle migliori scelte architettoniche e tecnologiche.  Fonte: Legambiente]]></description>
		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1863</link>
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		<title><![CDATA[Fondo Kyoto, a breve 200 milioni per l'efficienza energetica]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25962.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>16/02/2012 - Saranno disponibili a breve 200 milioni di euro per la riqualificazione energetica. Arriverà all'inizio di marzo la Circolare applicativa del Decreto Interministeriale del 25 novembre 2008, che definirà le modalità operative del "Fondo Kyoto" destinato ad incentivare gli interventi di efficienza energetica e produzione di energia da fonti rinnovabili. Il fondo rotativo, istituito dalla Finanziaria 2007 presso la Cassa Depositi e Prestiti, per finanziare misure di riduzione delle immissioni dei gas a effetto serra e dare attuazione al Protocollo di Kyoto, viene presentato oggi dal Ministro dell'Ambiente Corrado Clini in una conferenza stampa con CdP e Abi. Il Decreto 25 novembre 2008, emanato dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, stabilisce le modalità per l'erogazione di finanziamenti a tasso agevolato a favore degli interventi di riqualificazione energetica. In cima ai lavori agevolabili spiccano l'installazione di impianti di microcogenerazione, l'installazione di impianti di piccola taglia per l'utilizzazione delle fonti rinnovabili per la produzione di elettricità e calore, la sostituzione di motori elettrici industriali di potenza superiore a 45kW con motori ad alta efficienza, l'incremento dell'efficienza negli usi finali dell'energia nei settori civile e terziario, l'eliminazione delle emissioni di protossido di azoto dai processi industriali.Particolare attenzione meritano anche i progetti pilota per lo sviluppo di nuove tecnologie e di nuove fonti di energia a basse emissioni e i progetti regionali di gestione forestale sostenibile, diretti a ridurre il depauperamento dello stock di carbonio nei suoli forestali e nelle foreste. Il fondo potrà contare su circa 600 milioni di euro ed è definito rotativo perché alimentato con le rate di rimborso dei finanziamenti concessi, ai quali sarà applicato un tasso di interesse determinato dal Ministro dell'economia e delle finanze. In generale, i finanziamenti avranno una durata compresa tra i 3 e i 6 anni, che salgono a 15 per i soggetti pubblici. La Circolare applicativa, attesa per i primi di marzo, servirà ad avviare il primo ciclo di programmazione di 200 milioni di euro. Le domande di ammissione al finanziamento potranno essere presentate dal quindicesimo al centotrentacinquesimo giorno successivo alla pubblicazione della circolare.]]></description>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1855</link>
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		<title><![CDATA[Edifici a Energia Quasi Zero: presentato il nuovo tour nazionale]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25960.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>16/02/2012 - &Egrave; stato presentato ufficialmente ieri al MAXXI di Roma "Edifici a Energia Quasi Zero 2012", il tour nazionale organizzato da Edilportale e Archiportale in collaborazione con Agorà. Queste le città coinvolte nel nuovo giro d'Italia in partenza il prossimo 15 marzo e che si concluderà il 25 maggio: Ancona, Bergamo, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Lecce, Napoli, Parma, Perugia, Pescara, Roma, Torino, Udine, Verona. Dopo il successo dell'edizione 2011 - che ha visto la partecipazione attiva di 10.000 tra architetti, ingegneri, geometri, tecnici di imprese e enti locali, professionisti del settore ed il coinvolgimento di oltre 1 milione di contatti sul web - "Edifici a Energia Quasi Zero" riparte sui temi della sostenibilità e dell'efficienza energetica, i due fattori che maggiormente condizionano e condizioneranno il modo di costruire. Le direttive europee hanno indicato le modalità e i tempi con cui si deve procedere a ridurre i consumi energetici. Garantire livelli quasi zero di consumi energetici non è un utopia, ma un'esigenza. Per questo diventa essenziale da un lato disporre con certezza delle regole oggi esistenti sia a livello nazionale e regionale che sul piano locale, dall'altro conoscere le soluzioni tecnologiche offerte dal mercato. "Mettere insieme questi due piani in una logica di confronto tra gli operatori e i 'regolatori' è oggi una necessità ed è anche lo scopo di questo tour per il 2012" spiega Ferdinando Napoli, Presidente di Edilportale. Tra le novità che saranno trattate nell'edizione 2012, c'è il 'Fondo rotativo Kyoto' per il finanziamento delle misure per l'efficienza energetica nel settore edilizio e in quello industriale rivolto a imprese, cittadini, condomini e soggetti pubblici, per interventi quali la diffusione di piccoli impianti ad alta efficienza per la produzione di elettricità, calore e freddo; l'impiego di fonti rinnovabili in impianti di piccola taglia; la promozione di tecnologie innovative nel settore energetico. Come ha ricordato anche Gaetano Fasano, Responsabile del Dipartimento Efficienza Energetica dell'ENEA, "il tour si conferma un'occasione significativa per portare conoscenza e sensibilizzazione di tutto il settore imprenditoriale verso questo tema che è l'edificio quasi zero in un'ottica nazionale". Per ulteriori informazioni e per iscrizioni: www.edificiaenergiaquasizero.it LE TAPPE1. PUGLIA - Lecce, giovedì 15 marzo2. SICILIA - Catania, 22 marzo3. SARDEGNA - Cagliari, giovedì 29 marzo4. CAMPANIA - Napoli, mercoledì 4 aprile5. MARCHE - Ancona, mercoledì 18 aprile6. ABRUZZO - Pescara, giovedì 19 aprile7. LAZIO - Roma, mercoledì 9 maggio8. UMBRIA - Perugia, giovedì 10 maggio9. TOSCANA - Firenze, venerdì 11 maggio10. LOMBARDIA - Bergamo, mercoledì 16 maggio11. FRIULI V.G. - Udine, giovedì 17 maggio12. VENETO - Verona, venerdì 18 maggio13. LIGURIA - Genova, mercoledì 23 maggio14. PIEMONTE - Torino, giovedì 24 maggio15. EMILIA ROMAGNA - Parma, venerdì 25 maggioLE TEMATICHE GENERALIOgni convegno sarà incentrato sulle seguenti tematiche, che verranno di volta in volta "aggiustate", eventualmente implementate e ridefinite, al fine di centrare quanto più possibile le peculiarità esistenti nelle diverse Regioni:&bull; Quadro introduttivo: le norme, le principali problematiche in campo, gli strumenti a disposizione per il territorio e le strategie di attuazione.&bull; Un percorso per l'approccio:a) Il comportamento passivo dell'edificio;b) Il recupero energetico-ambientale del patrimonio edilizio esistente e nuovo;c) Le fonti energetiche rinnovabili e convenzionali: la funzione integrativa nel bilancio energetico dell'edificio.&bull; Focus "in 15 minuti": la qualità dei materiali, tecnologie e sistemi costruttivi per "edifici a consumo quasi zero" (aggiornamenti, esperienze e necessità a confronto).&bull; Il punto di vista dei professionisti: l'impatto sulla professione.&bull; Le esigenze di certezze da parte dei produttori, delle imprese, dei cittadini. Tutti i soggetti tratteranno argomenti "pratici" con l'obiettivo di illustrare le strategie, le tecnologie e i sistemi costruttivi che possono essere già attuate per raggiungere gli obiettivi prefissati dalla Commissione Europea. Guarda la SINTESI DEL TOUR 2011 Il tour è patrocinato da: Ministero dello Sviluppo Economico - Ministero dell'Ambiente - Patto dei Sindaci - Consiglio Nazionale degli Ingegneri - Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori - Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri laureati - Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e Periti Industriali laureati - Consiglio Nazionale dei Geologi -  Istituto Nazionale di Urbanistica - Federcostruzioni - ENEA - Legambiente - Unione Nazionale Costruttori Serramenti, Alluminio, Acciaio, Leghe.Foto 1: la presentazione al MAXXIFoto 2: Carlo Belvedere - Segretario generale ASCOMAC - Federazione Nazionale Commercio MacchineFoto 3: Massimiliano Pescosolido - Dirigente ATECAP - Associazione Tecnico Economica del Calcestruzzo PreconfezionatoFoto 4: Alberto de Vizio - Segretario generale FedercostruzioniFoto 5: Alessio Rosati - Responsabile MAXXI B.A.S.E.]]></description>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1856</link>
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		<title><![CDATA[Fotovoltaico penalizzato dalla burocrazia]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25937.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>15/02/2012 - &Egrave; la burocrazia uno dei maggiori ostacoli alla diffusione del fotovoltaico. Ad affermarlo è il rapporto PV Legal, progetto che riunisce alcune tra le maggiori associazioni di categoria del fotovoltaico in Europa (Assosolare per l'Italia), che traccia una panoramica dei tempi necessari nei paesi Ue per la realizzazione e attivazione degli impianti. Secondo quanto emerge dal rapporto e da fonti di stampa, in Italia per sviluppare il progetto di un impianto a terra ci vogliono in media 82 settimane. I tempi scendono invece a 17 settimane di lavoro per le installazioni sulle residenze e a 15 settimane per gli impianti installati sugli edifici commerciali. Ad aggravare la situazione sarebbe poi l'onere della burocrazia, che a detta del rapporto PV Legal assorbe il 69% dei costi totali, cifra alla quale vanno poi aggiunti i costi per l'acquisto dei materiali. Secondo i grafici che corredano il rapporto, la burocrazia incide maggiormente sugli impianti a terra. I costi sono considerevoli anche per le installazioni sui tetti degli edifici residenziali, ma scendono invece per le coperture degli immobili commerciali. &Egrave; laboriosa anche la durata media dei procedimenti amministrativi necessari per ottenere le autorizzazioni. Gli impianti a terra hanno infatti bisogno di 46 settimane di lavoro, quelli sui tetti delle residenze richiedono 21 settimane, mentre le installazioni sugli edifici commerciali impiegano in media 27 settimane per ottenere il via libera. Molti Paesi europei stanno snellendo le procedure con registrazione on-line, e sistemi a "sportello unico", che aiutano a ridurre i tempi di attesa e a tagliare i costi. Rendendo più convenienti gli investimenti per l'efficienza energetica.]]></description>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1851</link>
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		<title><![CDATA[Umbria, 5 mln di euro per le tecnologie ''verdi'']]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25915.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>14/02/2012 - Sarà pubblicato nei prossimi giorni un Bando della Regione Umbria che sosterrà con 5 milioni di euro i programmi delle piccole e medie imprese pronte ad innovarsi e investire nelle tecnologie "verdi" finalizzate alla produzione di energia da fonti rinnovabili e al risparmio energetico. Il Bando intende dare un'opportunità di sviluppo alle imprese di nuova costituzione, in particolare a quelle create da giovani e donne, per le iniziative promosse nell'area di crisi della "A. Merloni", e a quelle aziende che vogliano diversificare o riconvertire le loro produzioni. L'intervento - proposto dell'assessore allo Sviluppo economico Vincenzo Riommi e finanziato con fondi europei - integra il "pacchetto verde" che, attraverso due bandi approvati nelle scorse settimane, mette a disposizione ulteriori 10 milioni di euro per le aziende che sfidano stagnazione e crisi puntando sul "green business" (leggi tutto). "La Giunta regionale - ha sottolineato l'assessore Riommi - ha stabilito di incrementare le risorse inizialmente previste per questo nuovo bando, portandole da 3 milioni e mezzo a 5 milioni di euro, poiché riteniamo prioritario stimolare e sostenere con sempre maggior efficacia le scelte di investimento degli operatori lungo la direttrice di sviluppo della 'green economy'. Con questo nuovo strumento intendiamo favorire una riconversione delle produzioni esistenti verso quelle legate alle tecnologie verdi nel campo dell'efficienza energetica e delle energie rinnovabili, incentivando ricerca, innovazione di processo e di prodotto". A questa finalità sarà destinata la parte più cospicua delle risorse, 4 milioni di euro, con cui verranno sostenuti in particolare i programmi di investimento per la realizzazione di apparecchiature o macchinari per la produzione di energia da fonti rinnovabili che utilizzino le tecnologie più innovative e quelli per la produzione di componenti e sistemi per la gestione e il controllo dei consumi energetici, che includano servizi di supporto all'innovazione tecnologica, organizzativa e commerciale. Il restante milione di euro servirà ad avviare un primo progetto pilota per la promozione di "start up" ad alto contenuto tecnologico. &Egrave; previsto il finanziamento di investimenti e servizi qualificati di imprese neocostituite in settori extra agricoli, con particolare riferimento alla realizzazione di componenti e impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili e per il risparmio energetico, con una riserva di 500mila euro a favore delle iniziative promosse nei 17 comuni dell'area di crisi della "A.Merloni" individuati nell'Accordo di programma tra le Regioni Umbria e Marche e il Ministero dello Sviluppo economico.  ]]></description>
		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1847</link>
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		<title><![CDATA[Fotovoltaico a terra, il Governo modificherà il DL Liberalizzazioni]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25891.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>13/02/2012 - Il Governo è intenzionato a modificare l'articolo 65 del Decreto Liberalizzazioni al fine di tutelare i diritti acquisiti da chi ha realizzato impianti fotovoltaici contando sugli incentivi. Lo ha detto il sottosegretario all'Ambiente, Tullio Fanelli, intervenendo in Commissione Ambiente e Territorio del Senato, durante l'esame del ddl di conversione del Decreto Liberalizzazioni (DL 1/2012). L'articolo 65 del Decreto Liberalizzazioni - ricordiamo - blocca, a partire dal 24 gennaio 2012, l'accesso degli impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra in aree agricole, agli incentivi statali previsti dal Decreto Rinnovabili (leggi tutto). Contro la norma si sono scagliate le imprese del settore fotovoltaico, secondo le quali essa rappresenta "una ulteriore grave minaccia in termini di investimenti già in essere, posti di lavoro, reputazione nei confronti degli investitori e delle banche, di stabilità normativa e certezza delle regole" (leggi tutto).La Commissione Ambiente e Territorio di Palazzo Madama, nel suo parere, ha chiesto che venga assicurata certezza al regime transitorio degli incentivi previsto dal Decreto Rinnovabili (Dlgs 28/2011), sulla base del quale numerosi progetti sono stati approvati e sono in avanzato stato di realizzazione o di avvio all'esercizio secondo le modalità già disciplinate dallo stesso Dlgs 28/2011. Inoltre, la Commissione chiede che venga imposto il vincolo della permanenza della produzione agricola all'interno delle serre su cui vengono installati gli impianti fotovoltaici, al fine di impedire che la produzione di energia fotovoltaica sottragga terreno alle produzioni agricole.]]></description>
		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 01:02:03 +0100</pubDate>
		<guid>1843</guid>
		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1843</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Il Decreto Semplificazioni pubblicato in Gazzetta Ufficiale]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25907.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>10/02/2012 - &Egrave; stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto legge in materia di semplificazione e di sviluppo (DL 5/2012), approvato nel Consiglio dei Ministri del 27 gennaio e poi tornatoci il 3 febbraio per modifiche. Alcune norme sono immediatamente efficaci, altre introducono misure che saranno realizzate nei prossimi mesi. SCIA in ediliziaLe Segnalazioni Certificate di Inizio Attività dovranno essere corredate dalle attestazioni e asseverazioni dei tecnici abilitati solo nel caso in cui queste siano espressamente previste dalle norme vigenti. Negli altri casi se ne potrà quindi fare a meno. Si tratta di una semplificazione notevole, che segue l'iter di alcune norme dell'ultimo periodo (leggi tutto).Responsabilità solidale negli appaltiNegli appalti di opere e servizi, il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato assieme all'appaltatore e agli eventuali subappaltatori, entro due anni dalla cessazione dell'appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi, le quote di trattamento di fine rapporto e i contributi previdenziali dovuti in relazione al periodo di esecuzione del contratto di appalto, restando escluso qualsiasi obbligo per le sanzioni civili di cui risponde solo il responsabile dell'inadempimento.Sponsorizzazioni per interventi sui beni culturaliPotranno essere selezionati sponsor per la realizzazione di interventi sui beni culturali. Le amministrazioni aggiudicatrici competenti dovranno inserire nel programma triennale dei lavori gli interventi in relazione ai quali intendono ricercare sponsor e quelli per i quali siano pervenute dichiarazioni spontanee di interesse alla sponsorizzazione. La ricerca dello sponsor avverrà mediante bando pubblico. Le disposizioni sulla qualificazione di progettisti ed esecutori si applicano solo se l'importo dei lavori supera i 40 mila euro. Abilitazione installatori di impianti negli edificiL'abilitazione delle imprese esercenti attività di installazione, ampliamento e manutenzione degli impianti negli edifici, di cui all'articolo 3, del DM 37/2008, varrà per tutte le tipologie di edifici, indipendentemente dalla destinazione d'uso.Nei prossimi mesi vedranno la luce interventi più strutturali, per l'edilizia scolastica e per la gestione degli  appalti pubblici.Modernizzazione e miglioramento energetico degli edifici scolasticiSarà redatto un Piano nazionale di edilizia scolastica per riqualificare e razionalizzare il patrimonio immobiliare e ridurre le spese di funzionamento. Il Piano, che dovrà essere approvato dal Cipe, dovrà prevedere interventi di ammodernamento e recupero del patrimonio esistente, anche ai fini della messa in sicurezza degli edifici, e di costruzione e completamento di nuovi edifici scolastici, da realizzare nel rispetto dei criteri di efficienza energetica e di riduzione delle emissioni inquinanti. Entro 60 giorni dall'entrata in vigore del decreto, il Ministero dell'Istruzione, in collaborazione con i Ministeri dell'Ambiente, dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture e trasporti, dovrà predisporre delle Linee guida che gli enti proprietari di edifici scolastici ed università dovranno seguire per predisporre, entro 24 mesi dall'entrata in vigore del decreto, misure di manutenzione ed efficientamento energetico degli edifici. Al fine di adeguare la normativa tecnica vigente agli standard europei e alle più moderne concezioni di realizzazione e impiego degli edifici scolastici, e per abbassare i costi, entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del DL, saranno emanate norme tecniche-quadro, contenenti gli indici minimi e massimi di funzionalità urbanistica, edilizia e didattica indispensabili a garantire indirizzi progettuali di riferimento adeguati e omogenei sul territorio nazionale. Banca Dati Nazionale dei Contratti PubbliciSarà istituita presso l'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori servizi e forniture la "Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici" (Bdncp). Dal 1&deg; gennaio 2013 la Banca dati acquisirà la documentazione sul possesso dei requisiti da parte delle imprese che partecipano alle gare e le stazioni appaltanti verificheranno il possesso di tali requisiti esclusivamente tramite la Bdncp.]]></description>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 01:02:03 +0100</pubDate>
		<guid>1839</guid>
		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1839</link>
	</item>
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		<title><![CDATA[Fotovoltaico a terra, definite le procedure in Toscana ]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25850.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>09/02/2012 - Nuovi chiarimenti per il fotovoltaico in Toscana. Dopo aver stabilito quali sono le aree idonee alla localizzazione degli impianti, la Giunta ha approvato una proposta di delibera che spiega come gli impianti fotovoltaici a terra dovranno inserirsi nel territorio. Il documento fornisce un vademecum sulla salvaguardia del paesaggio e sulle modalità con cui conciliare le installazioni con il rispetto di risorse ambientali, culturali e produzioni agricole, evitando anche il consumo di suolo. La proposta detta inoltre le modalità per il corretto ripristino dei luoghi dopo la dismissione degli impianti. La norma, rivolta a tutti gli impianti fotovoltaici a terra, tranne quelli di potenza inferiore a 20Kwp situati in aree non tutelate, si fonda su quattro cardini: minor consumo di territorio, riutilizzo di aree degradate, progetti ad hoc in base alle caratteristiche dell'area in cui l'intervento viene realizzato, e innovazione. Ogni progetto dovrà infatti partire dal rapporto del nuovo impianto con il territorio preesistente, tenendo conto anche di una serie di criteri che riguardano aspetti idrogeomorfologici e di localizzazione. Fondamentali anche le condizioni di interferenza nei coni visivi, le modalità di recinzione, quelle per i sistemi di sicurezza, e soprattutto le caratteristiche con cui si dovranno costruire gli impianti, le relative infrastrutture e la viabilità di accesso. La proposta di delibera mette infatti a disposizione una serie di riferimenti cui rifarsi dalla fase di progettazione e realizzazione fino alla dismissione dell'impianto. Momento in cui deve essere garantita la rimessa in pristino dello stato dei luoghi.]]></description>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1831</link>
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		<title><![CDATA[Rinnovabili, solo la Regione decide sulle aree non idonee]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25841.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>07/02/2012 - Spetta solo alla Regione l'individuazione di aree non idonee alla realizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili. Lo ha stabilito il Tar Puglia, che con la sentenza 2162/2011 ha ricordato che, ai sensi delle norme nazionali, le valutazioni sull'idoneità delle aree deve essere effettuata dall'ente locale nell'ambito del procedimento di Via per la valutazione dell'impatto ambientale. Sulla base di queste considerazioni, il Tribunale Amministrativo ha annullato le prescrizioni con cui la Provincia invitava un'impresa, che aveva richiesto la Via per la realizzazione di un impianto fotovoltaico, a conformare il progetto alle indicazioni provinciali sulle aree non idonee. I giudici amministrativi hanno spiegato che la Provincia, pur avendo la delega in materia di Via, ha solo un potere attuativo e organizzativo e non può decidere quale area sia idonea all'installazione di un impianto per la produzione di energia da rinnovabili.]]></description>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 01:02:03 +0100</pubDate>
		<guid>1832</guid>
		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1832</link>
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	<item>
		<title><![CDATA[Rinnovabili, il Piemonte attua le linee guida nazionali]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25829.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>08/02/2012 -  Sono state pubblicate sul Bollettino Ufficiale n.5 del 2 febbraio scorso le delibere con cui il Piemonte regola l'installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili, dando attuazione alle linee guida nazionali. La delibera 5-3314/2012 definisce il procedimento per il rilascio dell'autorizzazione per la costruzione degli impianti. Viene così attuato il DM 10 settembre 2010, recante le linee guida per l'autorizzazione degli impianti da rinnovabili, che a sua volta fornisce i parametri operativi ai sensi del D.lgs. 387/2003, adottato per il recepimento delle norme comunitarie in tema di energia rinnovabile. La delibera tenta di uniformare l'operato di tutte le Province fornendo indicazioni su documentazione da presentare al momento della richiesta, oneri istruttori, iter procedurale e compatibilità paesaggistica dell'intervento. La delibera 6-3315/2012 individua invece le aree non idonee all'installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da biomasse. Diventano off limits le aree sottoposte a tutela del paesaggio e del patrimonio storico, artistico e culturale, i territori dei Comuni ricadenti nella 'Zona di Piano' del Piano regionale di Tutela e Risanamento della Qualità dell'Aria, le aree agricole e naturali ricadenti nella prima e seconda classe di capacità d'uso del suolo, i terreni agricoli irrigati con impianti irrigui a basso consumo idrico realizzati con finanziamento pubblico e i Comuni ad alto carico zootecnico.Gli impianti non potranno essere realizzati neanche nelle aree forestali e in quelle in dissesto idraulico e idrogeologico. Il testo individua inoltre alcuni ambiti territoriali con elementi di criticità paesaggistica, ambientale, o correlata alla presenza di produzioni agricole ed agroalimentari di qualità, dove si richiede un particolare livello di attenzione nella valutazione dei progetti.]]></description>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 01:02:03 +0100</pubDate>
		<guid>1827</guid>
		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1827</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Piemonte, novità per fonti rinnovabili e biomasse]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25733.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>02/02/2012 - Nella seduta del 30 gennaio, la Giunta regionale del Piemonte ha approvato due delibere in materia di energia. Con la prima sono state definite le indicazioni per il procedimento unico di rilascio dell'autorizzazione alla costruzione e all'esercizio di impianti per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile. Il provvedimento intende conciliare le esigenze di semplificazione delle linee guida nazionali con le peculiarità del territorio piemontese, a tutela delle politiche di salvaguardia del paesaggio, dell'ambiente e del territorio rurale. Per uniformare i procedimenti affidati alle Province, si fa particolare riferimento alla documentazione da allegare alla richiesta, agli oneri istruttori, alle modalità di conduzione dell'iter procedurale, alla compatibilità paesaggistica ed ambientale dell'intervento, alla variante al piano regolatore, alle garanzie finanziarie. La seconda delibera individua le aree e i siti non idonei all'installazione ed all'esercizio di impianti alimentati da biomasse, relativamente alle filiere dei combustibili ligno-cellulosici, liquidi e del biogas, con lo scopo di conciliare la tutela del paesaggio, dell'ambiente, del territorio rurale e delle tradizioni agroalimentari locali con lo sviluppo e la valorizzazione delle energie rinnovabili stabiliti dalle normative europee. Sono stati dichiarati inidonei, tra gli altri, i siti inseriti o candidati a patrimonio mondiale dell'Unesco ed i tenimenti dell'Ordine Mauriziano, i Comuni che presentano le peggiori criticità sotto il profilo della qualità dell'aria, le aree agricole più fertili e quelle con elevato carico zootecnico, i boschi da seme o costituenti habitat ad interesse comunitario, gli impianti di arboricoltura finanziati con fondi comunitari, le zone soggette ad esondazione dei fiumi e fenomeni gravi di dissesto idraulico e idrogeologico.]]></description>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1823</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Efficienza energetica edifici storici, l'Ue chiede norme flessibili]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25718.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>01/02/2012 - Soluzioni maggiormente flessibili per l'efficientamento energetico degli edifici storici. &Egrave; una delle proposte contenuta nel parere del Comitato economico e sociale europeo in merito alla bozza di Direttiva sull'efficienza energetica, che abrogherà le Direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE.Come già osservato dal Senato, secondo il Comitato, una delle difficoltà riscontrate tra quanti intendono effettuare interventi di miglioramento energetico, interessa gli edifici classificati come di interesse storico. In questi casi ci sono ad esempio una serie di intralci pratici nell'installazione di contatori intelligenti, che andrebbero infatti ad impattare su un immobile vincolato.Dato che la legislazione dei Paesi membri spesso impedisce al proprietario di un edificio storico di installare nuovi sistemi di gestione dell'energia, a detta del Comitato gli Stati dovrebbero essere liberi di  decidere caso per caso se un particolare edificio storico debba essere escluso dall'applicazione della direttiva  o se, al contrario, occorra applicare una serie di soluzioni maggiormente flessibili.Il Comitato ha anche raccomandato a Consiglio e Parlamento di verificare la capacità dell'Unione di realizzare l'obiettivo del 20 % in materia di risparmio energetico entro il 2020, così come di individuare finanziamenti aggiuntivi da destinare alle misure che consentiranno di raggiungere gli obiettivi. Al momento, secondo il Comitato, si devono capire le cause dello scarso utilizzo delle risorse disponibili e del potenziale industriale per definire le misure più opportune da adottare. In particolar modo, i Paesi membri dovrebbero adottare misure più incisive e vincolanti per la riqualificazione del patrimonio immobiliare. Al tempo stesso, gli obiettivi dovrebbero andare di pari passo con percorsi formativi e di ricerca mirati a rendere strutturale il risparmio energetico.]]></description>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1819</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Registro grandi impianti fotovoltaici: precisazioni dal Gse]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25665.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>30/01/2012 - Qualche giorno fa il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha comunicato che il Registro Grandi Impianti fotovoltaici non si aprirà per il secondo semestre 2012 (leggi tutto). Giovedì scorso, a seguito delle numerose richieste di delucidazioni pervenute, il GSE è tornato sull'argomento con alcune precisazioni. In primo luogo, la non apertura del Registro per il secondo semestre 2012 - spiega il GSE - deriva dall'applicazione di una specifica disposizione contenuta nel DM 5 maggio 2011 che non ha ripercussioni sui  "piccoli impianti" i quali, salvo eventuali modifiche della normativa, potranno accedere agli incentivi per essi previsti. Ai "grandi impianti" già ammessi nelle precedenti graduatorie nei limiti di costo sarà riconosciuta, qualora conformi alla normativa di riferimento, la tariffa incentivante vigente alla data di entrata in esercizio dell'impianto. Ai "grandi impianti" che, pur non iscritti nel Registro, entrino in esercizio nel 2012, gli incentivi potranno essere riconosciuti, sussistendone i requisiti, a decorrere dal 1&deg; gennaio 2013. Per tali impianti - i quali potranno fare richiesta di ammissione agli incentivi a partire dal 1&deg; gennaio 2013 - ai fini della determinazione della tariffa spettante, sarà individuata una data convenzionale di entrata in esercizio, coincidente con il primo giorno del semestre in cui è presentata la richiesta di incentivazione al GSE. Infine, per i "grandi impianti" a concentrazione (Titolo IV del DM 5 maggio 2011)  e quelli integrati con caratteristiche innovative (Titolo III del DM 5 maggio 2011), il riconoscimento degli incentivi non è subordinato all'iscrizione al Registro.]]></description>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 01:02:03 +0100</pubDate>
		<guid>1815</guid>
		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1815</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Innovazione energetica in 855 Regolamenti edilizi comunali]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25667.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>27/01/2012 - Edilizia sempre più sostenibile nei Comuni italiani. Sono 855, infatti, le realtà locali che hanno modificato i propri Regolamenti Edilizi per inserire nuovi criteri e obiettivi energetico-ambientali in modo da migliorare le prestazioni delle abitazioni e la qualità del costruito, con una spinta dal basso che riguarda grandi città e piccoli centri. Complessivamente sono 20 milioni i cittadini che vivono nei Comuni dove sono in vigore questi strumenti innovativi. Il dato arriva dal Rapporto ONRE (Osservatorio Nazionale Regolamenti Edilizi per il risparmio energetico) di Legambiente e Cresme, presentato ieri a Bolzano in un convegno nell'ambito di Klimahouse, la Fiera internazionale specializzata per l'efficienza energetica e la sostenibilità in edilizia, al quale hanno partecipato Lorenzo Bellicini (direttore tecnico Cresme), Edoardo Zanchini (vicepresidente Legambiente), Norbert Lantschner (ideatore e già direttore Agenzia CasaClima di Bolzano), Antonio Pezzi (vicepresidente Unione Comuni della Bassa Romagna), oltre a rappresentanti  e aziende del settore delle costruzioni.Il Rapporto ONRE  da cinque anni fotografa il cambiamento in atto nella filiera delle costruzioni e ne racconta la costante crescita (erano 705 i regolamenti sostenibili nel 2010, rispetto al 2008 il dato è aumentato di quattro volte), a partire proprio dalle novità introdotte nei Regolamenti Edilizi comunali che vanno oltre la normativa in vigore, con l'obiettivo di spingere una maggiore attenzione alla sostenibilità e qualità del costruire. I parametri presi in considerazione nell'analisi sono: isolamento termico, utilizzo di fonti rinnovabili, efficienza energetica degli impianti, orientamento e schermatura degli edifici, materiali da costruzioni locali e riciclabili, risparmio idrico e recupero acque meteoriche, isolamento acustico, permeabilità dei suoli e effetto isola di calore. A partire da quest'anno poi, sono state introdotte nuove valutazioni che riguardano le prestazioni dei serramenti, la contabilizzazione del calore e la certificazione energetica, a sottolineare l'interesse dei Regolamenti Edilizi come snodo fondamentale di indicazioni tecniche e procedurali, dove s'incrociano competenze in materia di urbanistica, edilizia ed energia di Stato, Regioni e Comuni. "I Regolamenti Edilizi comunali - ha dichiarato Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente - rappresentano sempre di più una efficace indicazione per capire l'innovazione in corso in Italia nel modo di progettare e costruire. Questi risultati dimostrano che l'innovazione in questo settore sta andando avanti, e che la spinta alla certificazione energetica e al miglioramento delle prestazioni impressa dall'Unione Europea sta producendo risultati. Ora occorre accompagnare questa prospettiva con una regia nazionale che spinga a fare dell'edilizia un settore di punta della green economy, capace di creare lavoro e di riqualificare le città italiane. La sfida che abbiamo di fronte - ha aggiunto Zanchini - è di portare l'intero settore delle costruzioni a raggiungere gli obiettivi fissati dall'Unione Europea al 2021, quando tutti i nuovi edifici dovranno essere progettati e costruiti in modo tale da avere bisogno di una ridotta quantità di energia per il riscaldamento e il raffrescamento che, in ogni caso, dovrà essere prodotta da fonti rinnovabili. I Regolamenti Edilizi comunali sostenibili e le tante buone pratiche diffuse nelle città italiane dimostrano che l'obiettivo è raggiungibile e utile per aprire una nuova fase per il settore delle costruzioni". Dal rapporto si evince come i regolamenti sostenibili siano diffusi oggi in tutte le Regioni italiane con forte prevalenza nelle regioni del nord: è la Lombardia infatti a mostrare la quantità più elevata di Comuni virtuosi (227), seguita da Emilia-Romagna (con 121) dove va segnalata l'esperienza del Regolamento Edilizio condiviso da 10 Municipi della Bassa Romagna con contenuti innovativi per risparmio idrico, energetico e utilizzo delle fonti rinnovabili, cui seguono il Veneto (con 87 Comuni) e il Piemonte (68).La ricerca traccia il quadro della normativa in vigore in Italia e la strada che il nostro Paese dovrà intraprendere nei prossimi anni per rispettare le Direttive europee in materia di efficienza energetica in edilizia. Tra le norme regionali più avanzate rispetto a questi temi sono da segnalare le Province Autonome di Trento e Bolzano, dove la certificazione energetica è oggi una pratica conosciuta e diffusa e dove si è stabilito che per tutte le nuove costruzioni la classe B deve essere, per tutti i nuovi interventi, quella minima obbligatoria. Bene anche la Regione Emilia-Romagna dove si è deciso di anticipare gli obblighi di sviluppo delle energie rinnovabili previsti dal Decreto 28/2011 e quindi di soddisfare una percentuale crescente dei fabbisogni di riscaldamento, raffrescamento, elettricità. Nel corso del convegno Legambiente ha anche evidenziato i tre temi più delicati che questa prospettiva di innovazione ha davanti per potersi diffondere adeguatamente in tutta Italia. Il primo riguarda i nuovi interventi edilizi, dove è possibile da subito stabilire un obbligo minimo di Classe A per tutti i nuovi interventi in modo da preparare il settore delle costruzioni alla scadenza fissata al 2021 dall'UE. Il secondo riguarda la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente, dove si deve dare certezze agli incentivi del 55% e introdurre un nuovo sistema che premi i miglioramenti della classe energetica degli edifici, in modo da quantificare il risparmio energetico e in bolletta e sensibilizzare così le famiglie. Infine, una regia nazionale per le regole che riguardano l'accreditamento dei certificatori, e poi i controlli e le sanzioni da parte delle Regioni, che rappresentano una condizione imprescindibile per dare certezze al sistema e garantire i cittadini. Fonte: Legambiente]]></description>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1811</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Rinnovabili, fissato il contributo regionale agli obiettivi 20 20 20]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25645.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>26/01/2012 - Fissati gli obiettivi delle regioni per la produzione di energia da fonti rinnovabili. La bozza di decreto sul burden sharing delinea uno scenario in cui ogni ente locale dovrà apportare il proprio contributo al raggiungimento del target del 20-20-20. Il contesto normativoRicordiamo infatti che il Decreto Legislativo 28/2011 ha previsto un DM del Ministero dello Sviluppo Economico e dell'Ambiente, da emanare di intesa con la Conferenza Stato Regioni per definire gli obiettivi regionali in attuazione della Finanziaria 2008. Il D.lgs 28/2011 è stato a sua volta varato per attuare la Direttiva europea 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili. Il compito delle RegioniSecondo gli obiettivi europei del 20-20-20, entro il 2020 in Italia il 17% del totale di energia dovrà essere prodotta da fonti rinnovabili. Ad ogni Regione viene quindi assegnata una soglia obbligatoria per contribuire al raggiungimento dello scopo. L'obiettivo più consistente spetta alla Basilicata, che dall'attuale 7,9% di energia prodotta da rinnovabili, dovrà passare al 33% entro il 2020. In termini assoluti, l'apporto maggiore sarà dato da Valle d'Aosta con il 52%, dalle Province di Trento e Bolzano con 36,5% e 35,5% e dal Molise, che contribuirà con il 35%. Lo sforzo minore spetterà invece a Valle d'Aosta, che dovrà incrementare la sua produzione solo dell'1%, e alla Provincia di Bolzano, che rispetto agli obiettivi prefissati, parte dal 32,4% sulla produzione totale. Gli obiettivi sono stati quantificati in base ai consumi e al potenziale tecnico-economico presente in ogni realtà locale. Sanzioni e mancato raggiungimento degli obiettiviLa bozza di decreto ministeriale prevede che entro il 2012 siano sviluppate metodologie per il monitoraggio e la contabilizzazione annuale degli obiettivi. La prima verifica, prevista per il 2014, rivelerà gli eventuali scostamenti dagli obiettivi. Nel caso in cui questi siano superiori al 30%, sarà attivato un meccanismo per capire se l'inadempimento è dovuto ad inadeguatezza e inefficacia delle misure o se, al contrario, è necessaria una revisione degli obiettivi da parte del ministero dello Sviluppo Economico. Il mancato raggiungimento degli obiettivi apre un contraddittorio con la Regione inadempiente. Il presidente del Consiglio dei Ministri concede un periodo di sei mesi per provvedere. Trascorso inutilmente il tempo a disposizione, scatta il potere sostitutivo del Governo, che può decidere di nominare un commissario ad acta.]]></description>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 01:02:03 +0100</pubDate>
		<guid>1799</guid>
		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1799</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Appalti, efficienza energetica, scuole: in arrivo semplificazioni]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25642.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>26/01/2012 - Dopo la pubblicazione in Gazzetta e l'entrata in vigore del decreto-legge sulle liberalizzazioni e le infrastrutture (DL 1/2012), il Governo è di nuovo al lavoro per definire le misure di semplificazione delle procedure amministrative.Sarà infatti sul tavolo del Consiglio dei Ministri di domani, il decreto-legge Semplificazione e sviluppo, che prevede importanti novità per numerosi settori, tra cui appalti, efficienza energetica, edilizia scolastica e abitativa, ambiente.Banca Dati Nazionale dei Contratti PubbliciSarà istituita presso l'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori servizi e forniture la "Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici" (Bdncp), che dovrà "favorire la riduzione degli oneri amministrativi derivanti dagli obblighi informativi e assicurare l'efficacia, la trasparenza e il controllo in tempo reale dell'azione amministrativa anche al fine del rispetto della legalità e del corretto agire della pubblica amministrazione e prevenire fenomeni di corruzione". Dal 1&deg; gennaio 2013 la Banca dati nazionale dei contratti pubblici acquisirà la documentazione sul possesso dei requisiti da parte delle imprese che partecipano alle gare e le stazioni appaltanti verificheranno il possesso di tali requisiti esclusivamente tramite la Bdncp. Responsabilità solidale negli appaltiNegli appalti di opere e servizi, il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato assieme all'appaltatore e agli eventuali subappaltatori, entro due anni dalla cessazione dell'appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi, le quote di trattamento di fine rapporto e i contributi previdenziali dovuti in relazione al periodo di esecuzione del contratto di appalto, restando escluso qualsiasi obbligo per le sanzioni civili di cui risponde solo il responsabile dell'inadempimento. Sponsor per interventi sui beni culturaliPotranno essere selezionati sponsor per la realizzazione di interventi sui beni culturali. Le amministrazioni aggiudicatrici competenti dovranno inserire nel programma triennale dei lavori Gli interventi in relazione ai quali intendono ricercare sponsor e quelli per i quali siano pervenute dichiarazioni spontanee di interesse alla sponsorizzazione. La ricerca dello sponsor avverrà mediante bando pubblico. Modernizzazione degli immobili scolasticiPer riqualificare e razionalizzare il patrimonio immobiliare scolastico e per ridurre le spese correnti di funzionamento, verrà redatto un Piano nazionale di edilizia scolastica. Il Piano, che dovrà essere approvato dal Cipe, dovrà prevedere interventi di ammodernamento e recupero del patrimonio esistente, anche ai fini della messa in sicurezza degli edifici, e di costruzione e completamento di nuovi edifici scolastici, da realizzare nel rispetto dei criteri di efficienza energetica e di riduzione delle emissioni inquinanti, favorendo il coinvolgimento di capitali pubblici e privati. In particolare, il Piano dovrà: individuare il patrimonio immobiliare pubblico (aree ed edifici, anche militari, non più utilizzati) che possa essere destinato a funzioni scolastiche; prevedere la costituzione di fondi immobiliari destinati alla valorizzazione del patrimonio scolastico o alla promozione di strumenti finanziari immobiliari innovativi per l'acquisizione e la realizzazione di immobili per l'edilizia scolastica; favorire la partecipazione dei privati, attraverso agevolazioni amministrative e fiscali (trasferimento di diritti edificatori, riduzione del prelievo fiscale di pertinenza comunale o degli oneri di costruzione, ecc.); promuovere la messa a disposizione di immobili di proprietà pubblica a uso scolastico suscettibili di valorizzazione e dismissione in favore di soggetti pubblici o privati, mediante permuta con immobili già esistenti o da edificare e da destinare a nuove scuole. Nel frattempo, in attesa della definizione del Piano, saranno avviati gli interventi prioritari e immediatamente realizzabili per la messa in sicurezza delle scuole e il risparmio energetico. Il Ministro dell'istruzione potrà, inoltre, definire un piano straordinario di costruzione di nuovi edifici scolastici, da emanare entro 30 giorni dall'entrata in vigore del presente decreto. Efficienza energetica degli edifici scolastici e universitariEntro 24 mesi dall'entrata in vigore del decreto le amministrazioni proprietarie di scuole, università ed enti di ricerca dovranno adottare misure per il contenimento del consumo energetico e per migliorarne l'efficienza energetica, anche utilizzando, in deroga all'articolo 12 del DL 98/2011, i contratti di servizio energia di cui al Dpr 412/1993 e al Dlgs 115/2008. Abilitazione delle imprese installatrici di impianti negli edificiL'abilitazione delle imprese esercenti attività di installazione, ampliamento e manutenzione degli impianti negli edifici, di cui all'articolo 3, del DM 37/2008, varrà per tutte le tipologie di edifici, indipendentemente dalla destinazione d'uso. Piano nazionale di edilizia abitativaPer accelerare l'iter del Piano nazionale di edilizia abitativa, l'intesa per gli accordi di programma verrà resa nella seduta del Cipe ed eventuali rimodulazioni degli interventi saranno approvate con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Eventuali atti aggiuntivi agli accordi di programma saranno ratificati con decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti di concerto con il ministro dell'Economia e delle finanze. Dichiarazione unica ambientale per le PMIPer semplificare gli adempimenti a carico delle piccole e medie imprese, sarà rivista la disciplina dell'autorizzazione unica ambientale, in base ai seguenti principi: l'autorizzazione sostituisce ogni atto di comunicazione, notifica ed autorizzazione previsto dalla legislazione vigente in materia ambientale; l'autorizzazione unica ambientale è rilasciata da un unico soggetto; il procedimento deve essere improntato al principio di proporzionalità degli adempimenti amministrativi in relazione alla dimensione dell'impresa e al settore di attività, nonché all'esigenza di tutela degli interessi pubblici e non dovrà comportare l'introduzione di maggiori oneri a carico delle imprese.]]></description>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<title><![CDATA[Le imprese contro lo stop agli incentivi per il fotovoltaico a terra]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25634.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>	26/01/2012 - Colpo di scena per lo stop all'accesso degli impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra in aree agricole agli incentivi statali previsti dal Decreto Rinnovabili (Dlgs 28/2011).	 	Il blocco dell'erogazione degli aiuti, a partire dal 24 gennaio scorso, è disposto dall'art. 65 dal Decreto-legge sulle liberalizzazioni (leggi tutto).	 	ANIE/GIFI e APER hanno immediatamente chiesto lo stralcio della norma (nel testo della bozza uscita dal Consiglio dei Ministri di venerdì 20 gennaio), spiegando che le disposizioni relative al fotovoltaico non hanno niente a che vedere con lo scopo del Decreto sulle liberalizzazioni.	 	Come noto - hanno spiegato le Associazioni -, il Dlgs 28/2011 ha normato in modo definitivo le installazioni fotovoltaiche su terreni agricoli, prevedendo restrizioni in termini di potenza massima installabile e di rapporto fra la superficie occupata dall'impianto e quella totale. Tale normativa si pone l'obiettivo di preservare i terreni agricoli da improprie speculazioni pur lasciando alle imprese agricole la possibilità di realizzare impianti fotovoltaici ad integrazione dell'attività agricola.		Qualora l'art. 65 venisse confermato dal Parlamento - avvertivano ANIE/GIFI e APER -, il Dlgs 28/2011 verrebbe smentito, dimostrando l'assenza di un chiaro ed univoco disegno sullo sviluppo delle energie rinnovabili. Infatti l'art. 65 del Decreto sulle liberalizzazioni introdurrebbe un anno di totale anarchia durante il quale sarebbe possibile realizzare impianti su terreni agricoli di qualsiasi dimensione, senza i limiti di rapporto superficie impianto/superficie agricola.		Ma ad una lettura attenta del testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 gennaio ed entrato in vigore lo stesso giorno, le Associazioni hanno scoperto che il testo dell'art. 65 è stato modificato prima della pubblicazione, "con gravi effetti per numerosi operatori che hanno investimenti in corso".	 	Il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale - denunciano le Associazioni - introduce, incredibilmente, disposizioni retroattive che ledono gravemente i diritti dei produttori fotovoltaici che in buona fede hanno iniziato a realizzare nuovi impianti secondo la normativa vigente, da  soli 10 mesi (Dlgs 28/2011).	 	L'articolo 65, nella sua versione di ieri mattina - affermano - stralcia parte dell'articolo 10 del Dlgs 28/2011, che concedeva un anno di tempo ai produttori per mettere in esercizio gli impianti fotovoltaici a terra in area agricola, il cui iter autorizzativo fosse già avviato.	 	L'abrogazione di questa norma transitoria getta nel panico i produttori i quali - prosegue la nota -, avendo già sostenuto tutti i costi per la realizzazione degli impianti, a meno di due mesi dalla scadenza dell'anno di tempo concesso dal Dlgs 28/2011, non sanno ora se mai potranno ricevere un incentivo per gli impianti prossimi a entrare in esercizio.	 	Le Associazioni di categoria ribadiscono con forza la necessità che si evitino interventi normativi estemporanei e retroattivi che minano la stabilità del sistema e ledono la fiducia degli investitori e chiedono che finisca, in maniera definitiva, la fase in cui si decide senza ascoltare la voce delle forze sociali ed economiche che operano in concreto.	 	ANIE/GIFI, APER, ASSOSOLARE e ASSO ENERGIE FUTURE unitamente chiedono con forza il rapido e autorevole intervento del Parlamento, affinchè in sede di conversione del Decreto venga stralciata definitivamente la nuova norma antifotovoltaico.	 ]]></description>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<title><![CDATA[Dall'Enea il primo Rapporto sull'efficienza energetica]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25624.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>25/01/2012 - &Egrave; stato presentato la scorsa settimana dall'ENEA, il primo "Rapporto sull'Efficienza Energetica", uno strumento di monitoraggio e valutazione a supporto delle politiche energetiche nazionali. Il Rapporto - predisposto dall'ENEA nell'ambito del suo ruolo di Agenzia nazionale per l'efficienza energetica (Dlgs 115/2008) - traccia il quadro complessivo delle politiche e delle misure per l'efficienza energetica negli usi finali dell'energia attuate a livello nazionale e territoriale, analizza l'evoluzione dell'intensità energetica, valuta l'efficacia e i risultati ottenuti dagli strumenti già messi in atto e il grado di raggiungimento degli obiettivi nazionali di risparmio energetico. "Questo Rapporto - ha dichiarato Giovanni Lelli, Commissario dell'ENEA - evidenzia come il nostro Paese abbia saputo impegnarsi in questi ultimi anni per migliorare la propria efficienza energetica, attuando una riconversione del sistema produttivo e dei servizi energetici attraverso l'adozione di tecnologie più innovative. Ha contribuito a questo miglioramento anche una maggiore consapevolezza dei cittadini che hanno saputo cogliere le opportunità offerte dallo Stato con gli incentivi per la riqualificazione del patrimonio immobiliare migliorando il proprio benessere abitativo. L'efficienza energetica è ormai diventata uno dei capisaldi su cui si basa la nostra strategia energetica per ridurre sia la domanda che la dipendenza negli approvvigionamenti ed ha permesso all'Italia di raggiungere ottimi risultati, in linea con gli indirizzi e le politiche energetiche europee. Per mantenere questo trend nei prossimi anni serviranno nuovi interventi ed azioni in grado di orientare gli investimenti e di influenzare i comportamenti di imprese, Pubblica Amministrazione e cittadini".Nel Rapporto vengono analizzati e valutati gli strumenti normativi ed incentivanti attivati o in vigore in Italia dal 2007 al 2010. L'azione costante di monitoraggio operata in questi anni dall'ENEA, che fornisce il proprio supporto tecnico-scientifico nell'implementazione delle principali misure di politica energetica a livello nazionale, quali i Titoli di efficienza energetica e gli incentivi del 55%, ha permesso di rilevare l'entità del risparmio energetico conseguito, che a fine 2010 è stato calcolato pari a 47.800 GWh/anno. Si tratta di un risultato che va ben oltre gli obiettivi prefissati dal Piano di Azione per l'Efficienza Energetica del 2007 (PAEE), che prevedeva un risparmio energetico di circa 35.658 GWh/anno.A questo risultato hanno contribuito gli interventi attuati nei diversi settori, ed in particolare: il settore dell'edilizia ha registrato un forte incremento delle installazioni di impianti di riscaldamento efficiente; il settore terziario ha adottato standard di prestazioni energetiche per combattere gli sprechi; nel settore industriale c'è stato un rinnovamento tecnologico che ha portato all'installazione di impianti di cogenerazione al alto rendimento e di motori elettrici ad alta efficienza e il recupero del calore; infine, nel settore dei trasporti si è verificato uno svecchiamento del parco autoveicoli con l'acquisizione di nuove vetture più ecologiche.In occasione dell'evento è stato illustrato anche il primo volume della collana "Ogni chilowattora conta", una pratica guida predisposta dall'ENEA, anche in formato e-book, per fornire ai cittadini una chiave di lettura del Rapporto sull'efficienza energetica, in modo da accrescerne la consapevolezza sulle opportunità e sui vantaggi economici, ambientali e sociali dell'efficienza energetica.]]></description>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<title><![CDATA[Lazio, via libera al regolamento per la bioedilizia]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25570.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>24/01/2012 - La commissione Lavori pubblici e politica della casa del Consiglio regionale del Lazio ha dato via libera all'unanimità al regolamento sulla certificazione energetica e ambientale. Il regolamento, molto atteso dagli operatori del settore, è previsto dalla Legge regionale 6/2008 in materia di architettura sostenibile e di bioedilizia e permetterà di avviare la certificazione energetica e ambientale degli edifici. Inoltre, per gli interventi edilizi conformi al protocollo regionale, i Comuni potranno ridurre gli oneri concessori dovuti per il rilascio del permesso di costruire. Sono anche previsti incrementi della volumetria utile ed incentivi economici che la Regione e le Province possono destinare a soggetti pubblici e privati, rispettivamente del 50 e del 20% del costo complessivo dell'intervento."Si tratta di una legge del 2008 - ha spiegato l'assessore alla Casa, Teodoro Buontempo - che con questa delibera può avere finalmente piena applicazione. Una legge importante per la qualità e la compatibilità ambientale delle abitazioni". La commissione ha formulato una serie di osservazioni che riguardano principalmente la figura dei tecnici abilitati alle certificazioni. "Un lavoro condiviso da tutti - ha spiegato il presidente della commissione Rodolfo Gigli (Udc) - che permette di applicare in pieno una legge importante come quella sulla bioedilizia, un provvedimento che mette insieme risparmio energetico e tutela dell'ambiente". La Giunta dovrà ora approvare definitivamente lo schema di delibera.]]></description>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<title><![CDATA[Detrazione 55%, la Camera ne chiede la stabilizzazione]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25547.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>20/01/2012 - &Egrave; stata approvata all'unanimità dalla Commissione Ambiente della Camera una risoluzione che impegna il Governo a dare stabilità alla detrazione del 55% per il miglioramento energetico degli edifici e ad estenderla agli interventi di consolidamento antisismico. La Risoluzione approvata unifica tre diverse risoluzioni presentate dai deputati Manuela Lanzarin (leggi tutto), Ermete Realacci e Sergio Piffari. La proposta di quest'ultimo riguardava anche misure di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio pubblico. Il sottosegretario all'Ambiente, Tullio Fanelli, si è dichiarato favorevole alla stabilizzazione del bonus del 55% ma ha espresso dubbi sulla proposta Piffari di adottare un programma pluriennale di riqualificazione energetica di tutta l'edilizia residenziale pubblica, ritenendo che non sempre l'intervento pubblico è lo strumento più efficace per l'ammodernamento di tale patrimonio. Tornando al testo approvato, nelle premesse della Risoluzione di ricorda che le indagini condotte dall'ENEA e dal Cresme attestano che l'agevolazione fiscale del 55% ha rappresentato lo strumento più efficace e virtuoso in tema di sostenibilità ambientale, di sostegno del mercato dell'edilizia di qualità e di risparmio di emissioni di CO2. Al dicembre 2011, sono stati contabilizzati 1.400.000 interventi di efficientamento energetico degli edifici per 17 miliardi di euro complessivi di investimento, che ha interessato soprattutto piccole e medie imprese nell'edilizia e nell'indotto e che ha attivato ogni anno di oltre 50 mila posti di lavoro, dalle fonti rinnovabili alla domotica, dagli infissi ai materiali avanzati. Gran parte del patrimonio edilizio italiano - prosegue la Risoluzione - è di qualità scadente e lontano dagli standard antisismici indispensabili nel nostro Paese; quindi, avviando immediatamente un piano straordinario di consolidamento e miglioramento sismico degli edifici pubblici e privati, non solo si potrebbe mettere in sicurezza gran parte della popolazione, ma si potrebbe rilanciare un'economia legata all'edilizia di qualità, attivare il sistema delle piccole e medie imprese e produrre anche un rilevante effetto sul terreno occupazionale. Non sono mancate negli scorsi mesi le prese di posizione e le dichiarazioni di impegno da parte del Parlamento e del Governo per la stabilizzazione del bonus del 55%. Senza dimenticare che la Manovra Salva Italia (Legge 214/2011) ha prorogato di un anno la detrazione del 55% e reso stabile quella del 36% che dal 2013 si sostituirà al 55% per gli interventi di riqualificazione energetica (leggi tutto).]]></description>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1787</link>
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		<title><![CDATA[Puglia, 32 mln per il risparmio energetico negli edifici pubblici]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25487.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>17/01/2012 - Sono stati siglati lo scorso 13 gennaio i primi 64 disciplinari tra Regione Puglia ed enti locali per l'efficientamento energetico e il miglioramento della sostenibilità ambientale degli edifici pubblici. I disciplinari (64 corrispondenti ad altrettanti progetti) regolano il rapporto tra la Regione e gli enti aggiudicatari delle risorse (53 Comuni e una Provincia, Brindisi, appartenenti a 6 Aree Vaste: "Metropoli Terra di Bari", Valle d'Itria", "Area Vasta Brindisina", "Salento 2020", " Lecce 2005-2015", "Area Vasta Tarantina") e precedono l'avvio delle gare d'appalto per l'assegnazione dei lavori, scandendo con un cronoprogramma le fasi dell'intervento. Gli Enti avranno 150 giorni di tempo per la partenza degli appalti e altri 130 giorni per l'avvio delle attività. Le risorse saranno erogate direttamente ai comuni e alle Province dopo la presentazione da parte degli stessi dello studio di fattibilità che precederà la redazione del progetto e dovrà avvenire entro 75 giorni dalla firma del disciplinare. I disciplinari appena firmati valgono 31,7 milioni di euro di risorse pubbliche (provenienti dal PO FESR 2007-2013) e permetteranno interventi per 37,6 milioni di euro, di cui 5,9 milioni saranno erogati dai Comuni a titolo di cofinanziamento. Le risorse serviranno a rendere energicamente efficienti 53 scuole di ogni ordine e grado, 10 sedi municipali e 1 mercato ortofrutticolo. Al termine dei lavori gli edifici dovranno raggiungere un significativo miglioramento della sostenibilità ambientale, cioè il livello 2 del Protocollo Itaca, lo strumento di valutazione della sostenibilità ambientale degli edifici. "Se dovessimo poter immaginare la Puglia nel 2020 - ha dichiarato il Presidente della Regione, Nichi Vendola - dobbiamo pensare che la valorizzazione del patrimonio pubblico produrrà un tetto per l'energia solare in testa ad ogni ospedale, ogni scuola, ogni municipio, ogni parcheggio. Comincia oggi la "fase due", che è quella della modernizzazione e civilizzazione delle nostre città. Vogliamo smart city, città intelligenti e vogliamo puntare, soprattutto, sugli edifici scolastici, metterli in sicurezza, fare la manutenzione e determinare l'efficientamento energetico". "Firmando questi disciplinari - ha continuato Vendola -, facciamo il primo passo per cominciare una nuova rivoluzione. Si tratta di oltre 70 milioni di euro che diventeranno nel corso del 2012 cantieri per migliorare le scuole e far lavorare la gente". "Per noi - ha detto la vicepresidente della Regione Puglia e assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone - risparmiare energia è il primo passo per "produrre" energia. Per questo oggi aggiungiamo un tassello fondamentale ad uno dei capisaldi di questo governo regionale. Le nostre politiche infatti oltre a promuovere la diffusione delle rinnovabili anche per l'autoconsumo, si occupano attivamente di rendere più efficienti gli edifici sotto il profilo energetico. La promozione del risparmio energetico e dell'impiego di energia solare nell'edilizia pubblica non residenziale è un'azione alla quale abbiamo assegnato in tutto 110milioni di euro, un investimento rilevante che ci permetterà di continuare a spingere lo spostamento dei pannelli dai campi ai tetti". Per tutti gli Enti vige l'obbligo di cofinanziare i progetti per il 15% (mentre l'85% è a carico dei fondi pubblici comunitari messi a disposizione dalla Regione Puglia). I Comuni avranno la possibilità di recuperare le risorse del cofinanziamento, cedendo in locazione per 20 anni tetti e altre aree pubbliche agli operatori nel settore delle energie rinnovabili iscritti nell'"Albo regionale dei locatari" istituito proprio a questo scopo dalla Regione Puglia, nel 2010 (leggi tutto). I locatari potranno prendere in affitto le aree solo ed esclusivamente per installare impianti di energie rinnovabili.]]></description>
		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1783</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Detrazione 55%, si torna a chiederne la stabilizzazione]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25477.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>16/01/2012 - Non si fermano le richieste per la stabilizzazione delle detrazioni del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Mercoledì scorso la deputata di Lnp Manuela Lanzarin ha presentato una risoluzione per ricordare che, alla luce del successo ottenuto in questi anni dagli incentivi, si può affermare che il risparmio energetico costituisce un elemento strutturale della politica economica. Gli investimenti hanno finora consentito non solo un risparmio per le famiglie, ma anche ripercussioni positive per l'economia e il lavoro. Secondo i dati riportati dall'on. Lanzarin, nel 2010 sono stati realizzati 843 mila interventi, che hanno movimentato 11 miliardi di euro. In ogni anno di vigenza della norma sono stati inoltre attivati oltre 50 mila posti di lavoro nelle piccole e medie imprese operanti nei settori delle fonti rinnovabili, domotica, infissi e materiali avanzati. Ricordiamo che la manovra Salva Italia ha prorogato le detrazioni del 55% fino al 31 dicembre 2012. Dal primo gennaio 2013 il bonus scende al 36% e viene assimilato alla disciplina sulle ristrutturazioni. La stabilizzazione nella misura del 55%, fa notare l'on. Lanzarin nella sua risoluzione, renderebbe però più convenienti i lavori, trasformandosi in un volano non solo per la riduzione delle emissioni inquinanti, ma anche per l'incremento dell'occupazione sia nel settore delle costruzioni sia nell'intera filiera industriale dei materiali connessi. Il tema della stabilizzazione era stato affrontato anche al Senato durante la fase di discussione per la conversione in legge della manovra Salva Italia. Le proposte non sono state però prese in considerazione perché il provvedimento è stato approvato con l'apposizione della questione di fiducia, quindi senza modifiche rispetto a quanto deciso dalla Camera.]]></description>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1779</link>
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		<title><![CDATA[Scuole in classe A, le proposte del Ministro dell'Istruzione]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25440.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>12/01/2012 - Efficienza energetica e sicurezza degli edifici scolastici, ma anche green economy e smart cities. Gli obiettivi, esposti dal Ministro dell'Istruzione Francesco Profumo in un'audizione alla Camera, potrebbero implicare un risparmio di circa dieci miliardi di euro. Scuole: risparmio energetico e sicurezzaSecondo il Ministro Profumo, al momento le scuole rappresentano un costo energetico pari a 12,5 miliardi di euro. Si arriva a questo risultato considerando che quasi tutti gli edifici, per un totale di 64 milioni di metri quadri, si trovano in classe energetica G, con un costo di 200 euro a metro quadro. La situazione potrebbe cambiare radicalmente con una "reingegnerazione" degli edifici. Portando le scuole in classe A, che, come ricorda Profumo, è ciò che chiede l'Europa a partire dal 2020, i consumi scenderebbero a 35 euro a metro quadro. Ciò significa che il costo totale si abbasserebbe a 3 miliardi, con un risparmio di 9,5 miliardi di euro da mettere in circolo per altri progetti A questo punto rimane solo un interrogativo, cioè capire cosa fare nella fase intermedia. Durante la sua audizione, il Ministro ha annunciato la creazione di un tavolo tecnico con Cassa Depositi e Prestiti, Inps e Inail, che si occuperà di individuare soluzioni per la costruzione di nuove scuole. Green Economy e Smart CitiesMa l'attenzione alla sostenibilità energetica e ambientale penetra anche il settore della ricerca e delle infrastrutture, che potranno contare rispettivamente su 3,3 e 1,7 miliardi. Secondo quanto emerge da fonti di stampa, il Ministro mira anche ad accelerare la capacità di spesa dei fondi messi a disposizione a livello nazionale ed europeo. Al momento ci sarebbero da indirizzare ancora circa 500 milioni di euro, che potrebbero essere convogliati verso le smart cities. Si tratta di un nuovo modello di città ecosostenibile, basata su infrastrutture intelligenti e sulla soluzione dei problemi urbani grazie alla collaborazione tra settore pubblico e privato. A detta del Ministro Profumo, le città diventano infatti centro di domanda e di innovazione, rappresentando un nodo strategico per il raggiungimento degli obiettivi 20-20-20. Sia nelle aree di convergenza che in quelle del centro Nord, saranno quindi predisposti dei bandi per individuare progetti pilota in sette filiere, cioè scuola, mobilità, salute, energia, ambiente, cultura e turismo. Secondo le indicazioni del Ministro, le iniziative si articoleranno in una parte hardware, che rimarrà sul territorio, e in una soft, da condividere per la creazione di un nuovo sistema Paese.]]></description>
		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1775</link>
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	<item>
		<title><![CDATA[Clini: il fotovoltaico è fermo al 10-12% delle sue potenzialità]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25423.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>11/01/2012 - Potenziare le rinnovabili, investendo su ricerca e sviluppo; incrementare il fotovoltaico, puntando su grandi quantità di energia in piccole estensioni; sviluppare l'eolico, specialmente per gli usi civili. Lo ha detto due giorni fa il Ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, intervenendo su RaiUno alla trasmissione "Uno Mattina". "Nei prossimi anni - ha affermato il Ministro - il fotovoltaico dovrebbe fare un salto tecnologico come quello compiuto alla fine degli anni '80 dalla telefonia nel campo delle comunicazioni. Il settore ha un potenziale enorme di sviluppo, attualmente viene infatti utilizzato soltanto il 10-12% dell'energia solare".Il Ministro ha anche sottolineato l'importanza dello snellimento dell'iter autorizzativo per gli impianti di energia rinnovabile: "Abbiamo due impegni: finire di giocare al gioco dell'oca per le autorizzazioni relative agli impianti, versante sul quale stiamo lavorando, e dare garanzie al settore". E ha aggiunto che "il sostegno alle rinnovabili non è il peso più importante in bolletta".Ricordiamo che su questo tema si è accesa una polemica nei giorni scorsi che ha visto contrapposte l'Autorità per l'energia elettrica e il gas - secondo la quale gli incentivi alle rinnovabili contribuiscono ad aumentare il peso in bolletta - e Anie/Gifi, la quale sostiene che gli incentivi al fotovoltaico sono responsabili solo in minima parte dell'aumento del prezzo dell'energia elettrica (leggi tutto).]]></description>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1771</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Aumenti prezzo energia, fotovoltaico colpevole o no?]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25384.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>09/01/2012 - &Egrave; giallo sul ruolo delle rinnovabili nell'aumento dei prezzi dell'energia. Alla tesi di Aeeg si contrappone lo studio sugli incentivi condotto da Anie Gifi. Secondo l'Autorità per l'energia elettrica e il gas, gli incentivi alle rinnovabili contribuiscono ad aumentare il peso in bolletta. Al contrario, Anie Gifi spiega come il sistema incentivante influisca in modo decisamente minore sugli aumenti. Lo scenario secondo AEEG Nel quadro delineato dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas, l'aumento del 4,9% dei prezzi dell'energia elettrica è determinato da un insieme di elementi, tra cui i rialzi del prezzo alla produzione, influenzati anche dal cambiamento della curva di domanda e offerta nel nuovo scenario dominato dallo sviluppo delle rinnovabili, e l'incentivazione a sostegno delle fonti alternative. Nel 2011, si legge nella relazione di Aeeg, gli incentivi alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e assimilate finanziati attraverso le bollette sono stati circa 7,9 miliardi di euro. Per garantire la sostenibilità dello sviluppo di queste fonti caratterizzate da elevata intermittenza ed il loro il pieno sfruttamento, si renderanno necessari interventi, con conseguenti oneri sulle bollette, per sviluppare le infrastrutture di rete così da continuare ad assicurare il mantenimento in sicurezza ed in efficienza del sistema. A detta di Aeeg, infatti, il sostegno delle rinnovabili ammonterebbe al 90,28 per cento degli oneri totali. La risposta di GIFI-ANIEPronta la replica di Valerio Natalizia, Presidente di Gifi-Anie, che ritiene gli incentivi al fotovoltaico responsabili solo in minima parte dell'aumento del prezzo medio di riferimento dell'energia elettrica. Dallo studio Gifi-Anie emerge come dei 467 euro di aumento medio a carico delle famiglie, 32 euro saranno spesi per gli incentivi al fotovoltaico. Industria che fino ad oggi ha creato oltre 100 mila posti di lavoro diretti e indotti, facendo affluire circa 4 miliardi di euro di tasse nelle casse dello Stato.Secondo i calcoli effettuati da Gifi-Anie l'aumento del 4,9% del kilowattora è imputabile al fotovoltaico per meno del 30 per cento. Al contrario la variazione del costo dei combustibili fossili peserebbe all'incirca per il 70 per cento.Il fotovoltaico, aggiunge Natalizia, nel 2011 ha contribuito alla copertura del 3 per cento della domanda nazionale di energia elettrica. Allo stesso tempo, il Decreto Rinnovabili ha limitato la realizzazione di grandi impianti sui terreni agricoli. Elementi importanti, a detta del presidente Natalizia, anche per rendere l'Italia indipendente dagli equilibri geopolitici. Che influiscono sull'approvvigionamento energetico.]]></description>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1767</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Basilicata, proposta di legge per le rinnovabili]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25370.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>05/01/2012 - La Giunta regionale della Basilicata ha adottato una proposta di legge che fissa nuove disposizioni per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.L'articolato introduce l'estensione della procedura abilitativa semplificata agli impianti per la produzione di energia elettrica, alimentati da fonti rinnovabili di potenza nominale fino ad 1 megawatt. Vengono anche posti precisi limiti oggettivi (concernenti gli impianti) e soggettivi (concernenti i proponenti) alla facoltà di ricorrere all'istituto della procedura abilitativa semplificata (Pas).Il disegno di legge prevede l'estensione del regime della comunicazione ai progetti di impianti alimentati da fonti rinnovabili, con potenza nominale tino a 50 kW, nonché agli impianti solari fotovoltaici di qualsiasi potenza da realizzare sugli edifici. La Società Energetica Lucana è esonerata dal versamento degli oneri istruttori, in considerazione della sua peculiare missione.Gli impianti non rientranti nelle "soglie fissate dal Piear vengono raggruppati in tre tipologie. La prima riguarda quelli già in "esenzione" sulla scorta della vigente normativa regionale (autoproduzione e fotovoltaici realizzati o da realizzare su edifici) e quelli per i quali, in coerenza con il sistema di agevolazione della cosiddetta "tariffa omnicomprensiva", viene elevato l'attuale livello di esenzione da 100 a 200 kW per tutte le fonti, eccetto che per il biogas (250 kW).La seconda tipologia riguarda gli impianti che non comportano il consumo di ulteriore territorio (realizzati o da realizzare in discariche esaurite) che attenuano l'impatto negativo sull'ambiente. La terza tipologia si riferisce invece agli impianti recentemente cofinanziati dalla Regione Basilicata, nell'ambito del Programma di sviluppo rurale Basilicata 2007/2013.Prevista infine una più compiuta disciplina del cosiddetto procedimento unico, per quanto concerne la fase del rilascio dell'autorizzazione e per la proposta di eventuali modifiche non sostanziali in sede di Conferenza di servizi."La Giunta regionale - commenta il presidente della Regione De Filippo - con questo disegno di legge intende dare sul piano legislativo, una prima risposta sia alle problematiche apertesi a seguito delle innovazioni normative, sia nei contesti in cui la previgente legislazione regionale non forniva una compiuta disciplina della materia. &Egrave; nostro interesse - aggiunge De Filippo - incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili per giungere ad un uso più sostenibile delle risorse e alla diversificazione del mercato energetico. Le fonti rinnovabili - conclude De Filippo - rappresentano una concreta opportunità di sviluppo sostenibile"."L'articolato - dichiara l'assessore alle Attività Produttive, Erminio Restaino - tiene conto delle recenti innovazioni intervenute sul piano normativo e riconducibili, per un verso alle sentenze della Corte Costituzionale, per altro all'entrata in vigore delle linee Guida del Ministro dello sviluppo economico e della direttiva della Comunità Europea che introduce semplificazioni di carattere procedurale. Dal dicembre 2010 - ricorda Restaino - ha preso avvio il complesso procedimento del rilascio delle autorizzazioni uniche, propedeutiche alla costruzione e all'esercizio di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili con potenza uguale o superiore ad 1 MW. &Egrave; da evidenziare che le circa 300 istanze ad oggi pervenute, tra fotovoltaico e eolico, svilupperebbero una potenza di gran lunga superiore alle soglie definite nel Piear stesso. Per facilitare tutto ciò - conclude l'assessore alle Attività Produttive - la Giunta regionale ha adottato questo disegno di legge". La proposta di legge sarà ora inviata al Consiglio regionale per la definitiva approvazione.  Fonte: Regione Basilicata]]></description>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1763</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Rinnovabili, nel Lazio ok alla legge per la semplificazione]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25365.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>04/01/2012 - Approvata dalla Regione Lazio la Legge Regionale 16/2011, contenente norme in materia ambientale e di fonti rinnovabili. Il testo, che a maggio aveva ottenuto il parere favorevole della Commissione Ambiente, è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale. La legge promuove la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, incrementando del 30% la soglia dimensionale per la verifica di assoggettabilità alla Via, Valutazione di impatto ambientale. Si tratta di una semplificazione in base alla quale gli impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, che per dimensioni sarebbero stati assoggettati alla Via, ne saranno adesso esentati. Questo snellimento delle procedure non si applica però nei siti appartenenti alla rete Natura 2000. La semplificazione coglie anche la possibilità, offerta dal Decreto legislativo 28/2011, di autorizzare gli impianti fino a 1 Mw con Pas, Procedura abilitativa semplificata.In attesa di una delibera regionale a riguardo, gli oneri istruttori relativi alla Pas sono stati fissati allo 0,03 per cento del costo dell'investimento. Ai sensi del DM 10 settembre 2010, contenente le linee guida esplicative del Decreto Legislativo 387/2003, è possibile effettuare la semplice comunicazione inerente alle attività di edilizia libera per gli impianti di potenza nominale fino a 50 Kw. Rientra nelle attività di edilizia libera anche l'installazione di impianti fotovoltaici sugli edifici e di impianti fotovoltaici i cui moduli costituiscono elementi costruttivi di pergole, serre, barriere acustiche, tettoie e pensiline precedentemente autorizzate. Il testo della norma specifica inoltre che le nuove regole si applicheranno ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della legge.]]></description>
		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1759</link>
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	<item>
		<title><![CDATA[La prestazione energetica entra negli annunci immobiliari]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25350.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>02/01/2012 - &Egrave; in vigore da ieri 1&deg; gennaio 2012 l'obbligo di indicare l'indice di prestazione energetica negli annunci immobiliari. Per vendere un edificio o una singola unità immobiliare sarà quindi necessario far redigere l'attestato di certificazione energetica da un certificatore accreditato e poi riportare i dati negli annunci affissi all'edificio o pubblicati su riviste, siti web e altri mezzi di comunicazione. La disposizione è contenuta nell'articolo 13 del Dlgs 28/2011, di recepimento della Direttiva 2009/28/CE sulla promozione delle energie rinnovabili, che ha aggiunto all'articolo 6 del Dlgs 192/2005 il comma 2-quater che recita "Nel caso di offerta di trasferimento a titolo onerosodi edifici o di singole unità immobiliari, a decorrere dal 1&deg; gennaio 2012 gli annunci commerciali di vendita riportano l'indice di prestazione energetica contenuto nell'attestato di certificazione energetica". L'indice di prestazione energetica - ricordiamo - misura il consumo totale di energia primaria per il riscaldamento invernale (in regime continuo per 24 ore) riferito all'unità di superficie utile o di volume lordo, espressi rispettivamente in kW/mq anno o kWhmc anno. Ad un indice più basso corrisponde un consumo di energia più basso e, quindi, una prestazione energetica migliore. La legge nazionale richiede quindi di indicare l'indice di prestazione energetica e non la classe energetica, che può variare su una scala colorata da A a G di più immediata comprensione. Nelle RegioniIn Emilia Romagna l'obbligo di indicare negli annunci commerciali di vendita l'indice di prestazione energetica e la relativa classe contenuti nell'attestato è già in vigore dal 6 ottobre 2011, ai sensi della Delibera 1366/2011 (leggi tutto). In Lombardia, la LR 3/2011 ha introdotto l'obbligo - dal 1&deg; gennaio 2012 - di inserire la classe e l'indice di prestazione energetica degli edifici o delle singole unità abitative in tutti gli annunci commerciali finalizzati alla vendita o alla locazione (leggi tutto). L'inosservanza di questo obbligo è soggetta a una sanzione da 1.000 a 5.000 euro di competenza dei Comuni in cui è situato l'immobile oggetto dell'annuncio. Con la deliberazione IX/2555 del 24 novembre 2011, la Regione Lombardia ha fornito chiarimenti in merito alle modalità di dichiarazione delle prestazioni energetiche degli edifici messi in vendita o in affitto. La Delibera spiega che l'annuncio commerciale deve indicare la prestazione energetica per la climatizzazione invernale (kWh/m2 per anno o KW/h/m3 per anno, a seconda della destinazione d'uso dell'edificio) e la classe energetica riportata nell'attestato di certificazione energetica, redatto ai sensi della dgr 5018/2007.Nella foto: annuncio immobiliare in Francia con indicazione della classe e dell'indice di prestazione energetica]]></description>
		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1755</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Fotovoltaico in discarica, linee guida in E. Romagna]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25325.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>29/12/2011 - Favorire la realizzazione degli impianti fotovoltaici sulle aree di sedime delle discariche esaurite per minimizzare l'impatto ambientale. Così la Delibera di Giunta 1514/2011 dell'Emilia Romagna, contenente le linee guida per l'installazione e la gestione dei campi fotovoltaici. In generale, la Regione dà la priorità ai campi fotovoltaici da realizzare su siti improduttivi o da recuperare e ripristinare. Le linee guida pubblicate riprendono una serie di delibere e accordi stipulati a riguardo nei mesi passati. A seconda della potenza, gli impianti fino a 1Mw sono regolati dalla Pas, procedura abilitativa semplificata, mentre per quelli di potenza maggiore è richiesta l'autorizzazione unica. In quest'ultimo caso, alla Conferenza di Servizi devono partecipare il titolare dell'attività di gestione post operativa della discarica, il servizio provinciale competente per le autorizzazioni e il controllo e il Comune avente titolo sull'area. Perché la discarica chiusa sia idonea alla realizzazione dell'impianto, il titolare deve realizzare una copertura provvisoria, mettere in sicurezza il sito, procedere alla gestione post operativa, installare una copertura definitiva e ripristinare il sito in base alla destinazione d'uso dell'area. La delibera specifica poi che il rilascio dell'autorizzazione unica o la conclusione della Pas può avvenire anche prima che la copertura sia finita, a patto che i lavori inizino dopo. &Egrave; inoltre necessario valutare le possibili interferenze degli impianti fotovoltaici con le attività di gestione post operativa. Tra queste, oltre a manutenzione, recinzione e smaltimento delle acque meteoriche, rientra anche la gestione dell'impianto fotovoltaico, che deve quindi integrarsi con le altre attività.]]></description>
		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1751</link>
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	<item>
		<title><![CDATA[Torino città più ''eco-mobile'' d'Italia]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25304.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>28/12/2011 - &Egrave; Torino la città più "eco-mobile" d'Italia. Il capoluogo piemontese si aggiudica il trofeo italiano della mobilità sostenibile. Vince grazie a un trasporto pubblico che funziona, al miglior car sharing della penisola e ad un efficiente servizio di biciclette messe a disposizione dei cittadini, ad una quota significativa di auto a basso impatto ambientale e ad una elevata sicurezza sulle strade cittadine. Condizioni che tutte insieme non riescono tuttavia a far rientrare i valori di inquinamento atmosferico nei limiti, a causa delle sfortunate condizioni climatiche che interessano Torino e tutto il bacino padano. Nella "top ten", che vede sul podio tutte città del nord, tranne Firenze al nono posto, ci sono Venezia che guadagna il secondo posto, seguita da Milano, Brescia e Parma. Dal sesto all'ottavo posto troviamo Bologna, Padova e Bergamo, mentre al decimo posto si piazza Genova. Fanalini di coda nella classifica della mobilità sostenibile, Campobasso e Foggia. Questa graduatoria delle città italiane alla ricerca della mobilità sostenibile è contenuta nel quinto Rapporto "Mobilità sostenibile in Italia: indagine sulle principali 50 città", elaborato da Euromobility con il contributo di Assogasliquidi, Consorzio Ecogas e Bicincittà e con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Si arricchisce in questa quinta edizione l'insieme degli indicatori di cui si è tenuto conto per stilare la classifica: oltre alle innovazioni introdotte per la gestione della mobilità (car sharing, bike sharing, mobility manager, ecc) e alla loro efficacia, allo stato di salute delle città in relazione alla presenza di auto di nuova generazione o alimentate a combustibili alternativi (gpl, metano), all'offerta di trasporto pubblico, alle piste ciclabili, all'adozione di strumenti di gestione e di pianificazione del traffico, si è tenuto anche conto del numero di parcheggi di scambio e di quelli a pagamento, del numero di incidenti e dell'indice di mortalità, del numero di autovetture per kmq, della qualità dell'aria e delle iniziative di promozione e comunicazione a favore della mobilità sostenibile. Per le innovazioni (car sharing, bike sharing ed eventi di comunicazione) si è anche tenuto conto dei miglioramenti registrati nel 2011. Le 50 città monitorate sono tutti i capoluoghi di Regione, i due capoluoghi delle Province autonome e le città con una popolazione superiore ai 100.000 abitanti. Per la prima volta Euromobility ha sondato anche le abitudini e i gusti dei cittadini. Oltre il 55% dei cittadini delle 50 città usa l'automobile (quasi il 70% invece come media nazionale) e solo per il 10% degli spostamenti ci si reca fuori città (33,4% invece come media nazionale). Nell'ultimo anno è aumentato soprattutto l'uso del trasporto pubblico extraurbano e quello della bicicletta, merito forse anche della crisi economica. "Questo quinto Rapporto - ha detto Lorenzo Bertuccio, Direttore scientifico di Euromobility- ha registrato qualche passo in avanti sulla strada dell'eco mobilità. Nell'ultimo anno si conferma la diffusione del bike sharing e il forte aumento delle auto a gpl e metano: oltre 7 auto su 100 sono a gas, anche se negli ultimi mesi la crescita si è arrestata a causa della mancanza degli incentivi che avevano così tanto contribuito a raggiungere questi obiettivi. E ciò a dispetto di quello che chiedono i cittadini: oltre l'85% vorrebbe che i carburanti gpl e metano costassero di meno e l'82% chiede incentivi economici per l'acquisto o la trasformazione a gas della propria automobile." Gli fa eco il Presidente Riccardo Canesi che invita ad "ascoltare di più i cittadini, che spesso si dimostrano più maturi dei loro amministratori e di chi li governa: l'83% di loro è ad esempio convinto che la diffusione del bike sharing può essere un valido contributo alla riduzione del traffico e dell'inquinamento in città e circa l'80% vorrebbe una flotta di biciclette anche nella propria città o, dove già esiste vorrebbe, che aumentassero il numero di parcheggi dove trovare una bicicletta disponibile. E' importante che si spinga con maggiore convinzione sull' innovazione e su una nuova cultura della mobilità che renda più vivibili le nostre città".  Fonte: Ufficio Stampa Euromobility]]></description>
		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1747</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Bonus 55%, chiesta la proroga fino al 2014]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25267.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>22/12/2011 - Prorogare fino al 31 dicembre 2014 la detrazione fiscale del 55% sulle spese di riqualificazione energetica e ridurre l'IMU sugli edifici in classe A. Sono le proposte avanzate dalla Commissione Territorio e Ambiente del Senato, contenute nel parere sul ddl di conversione della Manovra Salva Italia. L'articolo 4, comma 4, della Manovra - ricordiamo - proroga al 31 dicembre 2012 la detrazione fiscale del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. Nel corso della discussione in Commissione il senatore Roberto Della Seta (Pd) ha chiesto di rendere permanente questa agevolazione fiscale, introdotta alla fine del 2006 dall'ultima Legge Finanziaria del Governo Prodi. Il sottosegretario all'Ambiente, Tullio Fanelli, ha però sottolineato che la stabilizzazione dell'agevolazione del 55%, benché auspicabile, pone problemi di reperimento delle risorse finanziarie indispensabili per la copertura della relativa spesa. "Indubbiamente numerose indicazioni e suggerimenti formulati nel corso del dibattito - ha detto Fanelli - appaiono in grado di migliorare i contenuti del decreto in esame e il Governo non mancherà di tenerne conto in sede di adozione di futuri provvedimenti". Nel parere la Commissione ha chiesto quindi di posticipare di almeno un triennio il termine per usufruire della detrazione fiscale del 55%, rinviando al 31 dicembre 2014 il termine entro cui tali spese devono essere sostenute per ottenere il beneficio fiscale.La Commissione ha anche proposto di prevedere riduzioni o detrazioni dell'Imposta Municipale Unica (IMU) per gli edifici ai quali siano state apportate migliorie finalizzate al risparmio energetico (leggi tutto).Tuttavia, è molto improbabile che l'Aula del Senato accolga le richieste delle Commissioni, dal momento che Governo e Parlamento hanno deciso di approvare la legge di conversione senza modifiche rispetto al testo messo a punto dalla Camera.]]></description>
		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1739</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Puglia, i nuovi ipermercati saranno a impatto zero]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25264.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>22/12/2011 - Le nuove grandi strutture di vendita pugliesi dovranno essere a impatto zero. Lo prevede il nuovo regolamento varato dalla Giunta regionale della Puglia. Il regolamento è dedicato allo sviluppo sostenibile del commercio, cioè tiene conto dell'impatto dei grandi ipermercati periferici che generano traffico ed eccessiva mobilità, soprattutto se destinati ad una frequenza elevata, come avviene nel caso degli alimentari. Le nuove norme sono finalizzate a limitare l'impatto delle strutture sull'ambiente, a fare in modo che esse si dotino di adeguate infrastrutture (come i parcheggi) e di misure di limitazione dei consumi (elettrici, di acqua ecc.). In base a tali principi, saranno favorite le strutture commerciali che aiutano la riqualificazione del tessuto urbano; gli ipermercati raggiungibili anche a piedi o con mezzi pubblici; le strutture commerciali che non siano cattedrali nel deserto ma si integrino con altri servizi; gli ipermercati già esistenti che intendano evolvere verso un minore impatto sul territorio.Il rilascio delle nuove autorizzazioni per le grandi strutture di vendita sarà basato sulla sostenibilità dell'insediamento commerciale da un punto di vista ambientale e urbanistico. La valutazione delle proposte sarà dunque basata su tre indicatori: la valutazione dell'impatto sul servizio all'utenza (ad esempio assicurare all'utente ogni tipo di esercizio di vendita); la valutazione dell'impatto sul territorio (quindi, per esempio, parcheggi interrati e multipiano anzichè a raso, raggiungibilità pedonale e in bicicletta); la valutazione dell'impatto ambientale (utilizzo delle energie rinnovabili, recupero dei materiali di scarto ecc.). Una particolare premialità sarà destinata all'impatto occupazionale dell'ipermercato, attraverso l'impegno ad assumere personale con regolare contratto di lavoro o ad impiegare manodopera a rischio del settore commercio. Tra le premialità anche l'impegno a vendere prodotti locali, alimentari che non. Infine, è previsto un contributo di circa 50 euro a metro quadro a carico di chi realizza l'ipermercato, che la Regione Puglia destinerà allo sviluppo dei distretti urbani del commercio. "Con questo regolamento - ha detto la vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone - stiamo creando l'ipermercato a impatto zero. &Egrave; una rivoluzione che tutela l'ambiente, i consumatori, i lavoratori e l'intero territorio, e che non costringerà più gli utenti a recarsi in luoghi individuati solo in base agli interessi di chi costruisce, ma che porterà le stesse grandi strutture lì dove più vicino è l'utente. Teniamo conto della liberalizzazione che lo stesso Monti ci chiede, rispettando il principio costituzionale dell'utilità sociale dell'iniziativa commerciale e tenendo conto di tutte le norme comunitarie in materia". Le domande per gli ampliamenti e le trasformazioni potranno partire subito dopo la pubblicazione del regolamento sul Bollettino ufficiale della Regione Puglia, mentre le richieste per le nuove strutture dovranno essere presentate dal 1&deg; al 30 aprile e dal 2 al 30 novembre 2012.]]></description>
		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 01:02:03 +0100</pubDate>
		<guid>1740</guid>
		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1740</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Bando da 100 milioni di euro per le biomasse]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25253.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>21/12/2011 - &Egrave; stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 19 dicembre scorso, il Bando del Ministero dello Sviluppo Economico che incentiva l'attivazione di filiere produttive delle biomasse nelle regioni Convergenza (Campania, Sicilia, Puglia e Calabria). Il Bando (DM 13/12/2011) è volto a promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili, il risparmio energetico e la riduzione degli impatti ambientali, attraverso agevolazioni in favore dei programmi di investimento riguardanti interventi di attivazione, rafforzamento e sostegno di filiere delle biomasse che integrino obiettivi energetici di salvaguardia dell'ambiente e sviluppo del territorio attraverso il riutilizzo e la valorizzazione delle biomasse. Per "biomasse" si intende la frazione biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui di origine biologica provenienti dall'agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali), dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, comprese la pesca e l'acquacoltura, gli sfalci e le potature provenienti dal verde pubblico e privato, e la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani. Le risorse finanziarie messe a disposizione sono pari a 100 milioni di euro, a valere sulla Linea di attività 1.1 "Interventi di attivazione di filiere produttive che integrino obiettivi energetici ed obiettivi di salvaguardia dell'ambiente e dello sviluppo del territorio" del POI Energie rinnovabili e risparmio energetico 2007-2013. Gli aiuti sono di due tipi: contributo in conto impianti e finanziamento agevolato. Una quota massima pari a 70 milioni di euro è destinata alla costituzione presso Invitalia, Soggetto gestore del Bando, di un Fondo rotativo finalizzato all'erogazione dei finanziamenti agevolati. Il 60% dello stanziamento complessivo è riservato ai programmi di investimento proposti da micro-imprese o da piccole e medie imprese. Possono accedere al Bando le Società, i consorzi e le Società consortili, per realizzare impianti produttivi, compresi gli impianti di fabbricazione di biocarburanti, impianti di produzione e distribuzione di energia elettrica, di biometano e di calore alimentati da biomasse, e attività di servizi connessi. Si tratta, in particolare, di:- impianti di cogenerazione (produzione combinata di energia elettrica ed energia termica per riscaldamento) e rigenerazione (produzione combinata di energia elettrica ed energia termica per riscaldamento e raffrescamento), alimentati da biomasse legnose (cippato, pellet, legna), biocombustibili liquidi (olio vegetale), biogas o dalla frazione organica dei rifiuti solidi urbani (provenienti da raccolta differenziata);- impianti di produzione di energia termica associati ad una rete di teleriscaldamento/teleraffrescamento, alimentati da biomasse legnose (cippato, pellet, legna), biocombustibili liquidi (olio vegetale) o biogas;- impianti di produzione di biocarburanti (biodiesel e bioetanolo) di prima e seconda generazione;- impianti di produzione di biometano. Sono ammessi alle agevolazioni i programmi con importo complessivo delle spese ammissibili compreso tra 2 milioni e 25 milioni di euro. La domanda va inoltrata attraverso il sito www.sviluppoeconomico.gov, mentre il plico contenente la domanda in versione cartacea deve essere presentato a partire dal 18 marzo 2012 (novantesimo giorno successivo alla pubblicazione del Bando in Gazzetta Ufficiale) e fino al 17 aprile 2012 (centoventesimo giorno dalla suddetta data).]]></description>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 01:02:03 +0100</pubDate>
		<guid>1735</guid>
		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1735</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Detrazione fiscale 55%: le novità della Manovra Salva Italia]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25229.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>20/12/2011 - &Egrave; in corso di conversione in legge la Manovra Salva Italia del Governo Monti. Come già detto nelle scorse settimane, l'articolo 4 "Detrazioni per interventi di ristrutturazione, di efficientamento energetico e per spese conseguenti a calamità naturali" della Manovra (DL 201/2011) ha prorogato fino al 31 dicembre 2012 la detrazione fiscale del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Ancora per un anno, quindi, sarà possibile usufruire del bonus del 55% alle attuali condizioni. Dal 1&deg; gennaio 2013 la percentuale scenderà al 36% e l'agevolazione sarà disciplinata dal nuovo articolo 16-bis aggiunto dalla Manovra al Tuir, assimilandola quindi a quella per le ristrutturazioni.Gli interventi di riqualificazione energetica rimasti orfani del 55%, potranno quindi usufruire del 36% che agevola la "realizzazione di opere finalizzate al risparmio energetico, con particolare riguardo all'installazione di impianti da fonti rinnovabili" (leggi tutto). Le ultime novitàIl disegno di legge di conversione della Manovra Monti, nel suo passaggio alla Camera, ha aggiunto agli interventi agevolabili la sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria.  La detrazione del 55%La detrazione fiscale del 55% delle spese sostenute per la realizzazione di interventi volti al contenimento dei consumi energetici degli edifici esistenti è stata introdotta dall'art. 1, commi 344‐349, della Legge 296/2006 (Finanziaria 2007). L'agevolazione per la riqualificazione energetica - a differenza di quella per le ristrutturazioni, riservata ai soli edifici residenziali - interessa i fabbricati esistenti di tutte le categorie catastali (anche rurali) compresi quelli strumentali. Possono usufruire dell'agevolazione tutti i contribuenti che sostengono spese per l'esecuzione degli interventi su edifici   esistenti, su loro parti o su unità immobiliari esistenti posseduti o detenuti. In particolare, sono ammessi all'agevolazione: le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni; i contribuenti che conseguono reddito d'impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali); le associazioni tra professionisti; gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale. Sono agevolabili i seguenti lavori: interventi di riqualificazione globale su edifici esistenti, fino ad un massimo di 100.000 euro di valore della detrazione; interventi sugli involucri degli edifici cioè strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti) strutture opache verticali, finestre comprensive di infissi, fino ad un massimo di 60.000 euro; installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda, fino ad un massimo di 60.000 euro; sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, fino ad un massimo di 30.000 euro. Per fruire dell'agevolazione è necessario acquisire l'asseverazione di un tecnico abilitato; l'attestato di certificazione o di qualificazione energetica, ove richiesto; la scheda informativa relativa agli interventi realizzati. Occorre poi trasmettere all'ENEA, entro 90 giorni dalla fine dei lavori, attraverso il sito internet http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/: l'attestato di certificazione o di qualificazione energetica e la scheda informativa.]]></description>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1727</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Sostituzione amianto con fotovoltaico, 6 mln in Umbria]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25227.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>20/12/2011 - Sei milioni di euro per la rimozione delle coperture in amianto e la loro sostituzione con coperture su cui installare impianti fotovoltaici. &Egrave; lo stanziamento predisposto con la determinazione dirigenziale 8967/2011 dalla Regione Umbria per una serie di interventi di riqualificazione. Il bando rientra nel POR FESR 2007-2013 e finanzia dal 20% al 30% delle spese ammissibili per tre pacchetti di interventi.Rientrano nel primo pacchetto interventi di rimozione della copertura in amianto, realizzazione di una nuova copertura con strato coibente di resistenza termica R almeno pari a 4,5 m&sup2;K/W e installazione sulla nuova copertura di un impianto fotovoltaico con potenza compresa fra 5 e 20 kWp. Nel secondo pacchetto di interventi, l'impianto fotovoltaico sulla nuova copertura deve essere architettonicamente integrato e avere potenza massima compresa tra 5 e 100 kWp. Il terzo pacchetto finanzia invece solo la rimozione dell'amianto, che deve però essere accompagnata dalla realizzazione di un impianto fotovoltaico di potenza superiore a 20 kWp, che non beneficia di nessuno stanziamento. Possono presentare domanda di finanziamento le grandi, medie e piccole imprese extraagricole, con sede operativa nel territorio regionale e con codice principale di attività ATECO 2007 operanti nei settori manifattura, costruzioni, commercio all'ingrosso e al dettaglio, riparazione di autoveicoli, trasporti e magazzinaggio. Le domande possono essere presentate a partire dal 20 febbraio 2012 e fino al raggiungimento di un ammontare pari al 130% delle risorse disponibili.]]></description>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1728</link>
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	<item>
		<title><![CDATA[Edilizia ecologica e casa qualità: lavori in corso alla Camera]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25148.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>13/12/2011 - &Egrave; iniziato lo scorso 6 dicembre in Commissione Ambiente del Senato l'esame del disegno di legge 2770 relativo al Sistema 'casa qualità' per la valutazione e la certificazione della qualità dell'edilizia residenziale, già approvato dalla Camera. Nella stessa seduta è ripreso l'esame del disegno di legge 2645 in materia di edilizia ecologica e risparmio idrico in edilizia. Il relatore Francesco Ferrante, ha illustrato il ddl 2770, che istituisce un sistema di certificazione unico per misurare il comfort abitativo, l'efficienza energetica e lasostenibilità ambientale delle unità immobiliari, denominato 'casa qualità' e finalizzato all'armonizzazione delle norme statali e regionali in tali materie. L'articolo 2 del ddl dispone che le norme si applichino alla progettazione e realizzazione dei nuovi edifici, degli interventi su edifici esistenti e degli ampliamenti. Il provvedimento si applica anche all'edilizia residenziale pubblica; sono esclusi gli edifici tutelati e quelli isolati con superficie ridotta. L'articolo 3 demanda ad un decreto del Ministro dell'Ambiente la definizione dei requisiti minimi del sistema 'casa qualità', i livelli di prestazione e le metodologie di verifica. L'articolo 4 circoscrive l'oggetto della certificazione alla valutazione dell'efficienza energetica, del comfort e dell'ecocompatibilità. L'articolo 5 disciplina la classificazione delle unità immobiliari. Ai fini della valutazione del comfort, l'articolo 6 elenca i parametri relativi al grado di soddisfacimento psico-fisico di chi utilizza l'edificio, in base ai quali classificare l'edificio stesso. L'articolo 7 prevede che l'unità immobiliare sia classificata 'ecocompatibile' in presenza di materiali da costruzione caratterizzati da prestazioni ambientali di ridotto impatto sull'ecosistema. L'articolo 8 disciplina la procedura per la richiesta e il rilascio della certificazione di qualità, mentre l'articolo 9 individua gli strumenti per incentivare la diffusione del sistema di qualità, tra cui criteri di priorità per i programmi di edilizia sovvenzionata o agevolata che aderiscano al sistema 'casa qualità', bonus volumetrici per interventi di coibentazione delle abitazioni e sconti sugli oneri di urbanizzazione o sulle imposte ICI e IMU. Infine, il relatore ha proposto di adottare come testo base il ddl 2645 che - ricordiamo - prevede che nei nuovi edifici e negli edifici sottoposti a ristrutturazioni radicali, vengano adottati standard avanzati di risparmio idrico, utili anche a ridurre i consumi energetici, e vengano installati impianti alimentati da fonti rinnovabili che soddisfino almeno il 50% del fabbisogno energetico (leggi tutti i contenuti).]]></description>
		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1723</link>
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	<item>
		<title><![CDATA[Quarto Conto Energia: il Gse aggiorna le regole applicative]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25092.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>07/12/2011 - Il GSE comunica che le "Regole applicative per il riconoscimento delle tariffe incentivanti previste dal DM 5 maggio 2011" sono state aggiornate per meglio specificare alcuni aspetti emersi a seguito delle richieste di chiarimento pervenute da parte degli operatori. Le principali modifiche hanno riguardato:a) la documentazione da presentare ai fini del riconoscimento della maggiorazione della tariffa incentivante del 10% per utilizzo di componenti UE/SEE, inclusi i moduli in silicio cristallino extra UE/SEE facenti uso di silicio cristallino o wafer o celle prodotte in UE/SEE;b) la documentazione da presentare ai fini del rispetto di quanto previsto dall'art. 67 del D.lgs. n.159/2011 (certificazione antimafia);c) chiarimenti sui fabbricati rurali che è possibile equiparare agli edifici. Più in particolare le parti del documento oggetto di aggiornamento rispetto alla precedente versione sono state le seguenti:- par. 3.5: integrato il testo della tabella, relativa alla cumulabilità degli incentivi;- par. 4.2: aggiornata la documentazione da allegare alla domanda per tenere conto dei contenuti del nuovo paragrafo 4.2.1;- par. 4.2.1: specificata la documentazione da presentare ai fini del rispetto di quanto previsto dall'art. 67 del D.lgs. n.159/2011 (certificazione antimafia);- par 4.4.1.1: inserita una precisazione sulla definizione dei fabbricati rurali;- par. 4.5.1: integrato il paragrafo relativo alla maggiorazione del 10% della tariffa per componenti UE/SEE. Le modifiche del testo hanno riguardato  essenzialmente i seguenti punti:*informazioni da fornire nell'Attestato di controllo del processo produttivo per l'identificazione dell'origine del prodotto nel caso di moduli non assemblati in EU/SEE e che utilizzano componenti (silicio cristallino, wafer o cella) prodotti in EU/SEE;*recepimento della Variante 1 della Guida CEI 82-25 2011, pubblicata agli inizi di novembre, che introduce nuovi requisiti sugli Organismi di certificazione abilitati ad emettere Certificazioni o Attestati.- par. 4.5.2: precisazioni sul riconoscimento premio per sostituzione eternit;- allegato A5: inserito il Modello di Dichiarazione di esenzione certificato antimafia, in conformità a quanto specificato al paragrafo 4.2.1  Fonte: GSE]]></description>
		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1715</link>
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	<item>
		<title><![CDATA[In vigore la Manovra Salva Italia: tutte le novità per l'edilizia]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25106.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>07/12/2011 - &Egrave; stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 6 dicembre, ed è entrata in vigore il giorno stesso, la Manovra Salva Italia (DL 201/2011) varata dal Governo Monti. Da oggi il testo è all'esame del Parlamento, che dovrà convertirlo in legge. Ricapitoliamo tutte le novità di interesse per l'edilizia e per i professionisti. IMPOSTE SULLA CASAL'Imu, imposta municipale unica, introdotta col federalismo fiscale, sostituirà l'Ici. Dal primo gennaio 2012 il tributo dovrà essere pagato anche sulla prima casa con un'aliquota dello 0,4%, ma si potrà beneficiare di una detrazione di 200 euro. I Comuni possono inoltre prevedere aggiustamenti in aumento o diminuzione fino al 0,2%. L'aliquota sulle seconde case e sugli edifici a destinazione diversa da quella residenziale, è stata fissata invece allo 0,76%, ma i Comuni hanno un margine di manovra del 0,3%.L'imposta è accompagnata dalla rivalutazione delle rendite catastali.  DETRAZIONI FISCALI DEL 36% E DEL 55%La detrazione per le ristrutturazioni edilizie diventa permanante, dopo anni di continue scadenze e proroghe. Le nuove norme, infatti, modificano direttamente il Testo Unico delle Imposte sui Redditi - Tuir (Dpr 917/1986). Restano confermati la percentuale di detrazione del 36%, il tetto massimo di 48.000 euro per unità immobiliare e la ripartizione della detrazione in 10 rate annuali. Agli interventi detraibili già previsti dalla normativa vigente, si aggiungono quelli per la ricostruzione o il ripristino di immobili danneggiati da calamità naturali.La detrazione del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici viene invece prorogata fino al 31 dicembre 2012 alle attuali condizioni. Dal 1&deg; gennaio 2013 la percentuale scenderà al 36% e l'agevolazione sarà disciplinata dal nuovo articolo 16-bis aggiunto dalla Manovra al Tuir, assimilandola quindi a quella per le ristrutturazioni. ORDINI PROFESSIONALIGli Ordini professionali dovranno essere riformati entro il 13 agosto 2012, altrimenti verranno soppressi. La scadenza del 13 agosto 2012 è stata fissata dal DL 138/2011. Qualche mese dopo, la Legge di Stabilità 2012 ha disposto che la riforma avvenga con un dPR (e non con legge ordinaria, che comporta tempi più lunghi) e che le vigenti norme sugli ordinamenti professionali siano abrogate dall'entrata in vigore del dPR. Ora, la Manovra Salva Italia aggiunge che le vigenti norme sugli ordinamenti siano abrogate "in ogni caso, dalla data del 13 agosto 2012".La seconda novità introdotta dalla Manovra è la riduzione da tre anni a diciotto mesi della durata massima del tirocinio. Il tetto massimo dei tre anni era stato introdotto dal DL 138/2011. INCARICHI DI PROGETTAZIONEModificato lo Statuto delle imprese riportando a 100 mila euro la soglia massima per l'affidamento dei servizi di progettazione senza gara. EVASIONE FISCALELa soglia per l'utilizzo del denaro contante viene abbassata a mille euro. Nei pagamenti effettuati da pubbliche amministrazioni per stipendi e prestazioni d'opera, la soglia scende a 500 euro.EDILIZIANell'ambito degli strumenti attuativi e degli atti equivalenti, nonché degli interventi in diretta attuazione dello strumento urbanistico generale, sia a carico del titolare del permesso di costruire l'esecuzione diretta delle opere di urbanizzazione primaria funzionali all'intervento di trasformazione urbanistica del territorio, di importo inferiore a 4 milioni e 845 mila euro. In questi casi non si applica il Codice Appalti, che prevede invece di indire una gara. IVADal primo ottobre 2012 fino al 31 dicembre 2012 le aliquote Iva del 10 e del 21% sono incrementate di 2 punti. Dal primo gennaio 2014 le aliquote sono ulteriormente incrementate di 0,5 punti. PIANO CASALa stipula degli accordi di programma per la realizzazione di interventi di edilizia residenziale pubblica diventa competenza del Ministero delle Infrastrutture. Non è più necessario il dpcm. ]]></description>
		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1719</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Bonus 55%: l'industria dell'involucro edilizio chiede di stabilizzarlo]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25058.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>05/12/2011 - Le associazioni imprenditoriali del settore dell'involucro edilizio lanciano un nuovo appello al Governo per chiedere che sia confermata la detrazione fiscale del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici. Con un comunicato congiunto, Assovetro, Centro di Informazione sul Pvc, FederlegnoArredo e Uncsaal, che rappresentano l'intero comparto industriale dell'involucro edilizio, chiedono al Governo una decisione chiara in merito agli incentivi per il comparto serramenti e una strutturalizzazione di medio periodo a sostegno della riqualificazione energetica degli edifici. Confortate dalle dichiarazioni di qualche giorno fa del Ministro dell'Ambiente Corrado Clini - che ha promesso il suo impegno per la stabilizzazione o almeno per una proroga di lunga durata delle detrazioni del 55% (leggi tutto), le quattro associazioni hanno inviato al Presidente del Consiglio e Ministro dell'Economia e Finanze Mario Monti, al Ministro dello Sviluppo Economico, Infrastrutture e Trasporti Corrado Passera e al Ministro Clini il Dossier "Conferma delle detrazioni fiscali del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici: una opportunità per lo sviluppo economico". Il dossier illustra l'impatto economico indotto dai primi cinque anni di applicazione del 55%, i suoi riflessi come misura efficace per risparmiare energia e ridurre emissione di CO2, le conseguenze economiche di una mancata conferma o di un depotenziamento del 55% per il mercato italiano dell'involucro edilizio, e si conclude con le richieste argomentate per la conferma di un 55% efficace, strutturale e ampliato nella sua base di beneficiari.  Da Ascomac Cogena - l'Associazione che rappresenta le imprese operanti nel settore dell'efficienza energetica e della generazione distribuita di energia da fonti rinnovabili e da cogenerazione ad alto rendimento - arriva la richiesta di stabilizzare il bonus del 55% e di estenderlo anche alla cogenerazione. "Tra i sistemi alternativi ad alta efficienza - spiega Segretario generale di Ascomac Cogena, Carlo Belvedere -, la cogenerazione consente di incrementare l'utilizzo efficiente del combustibile fino a oltre l'80%, con minori costi e minori emissioni di inquinanti e di gas a effetto serra, rispetto alla produzione separata di elettricità e di calore". Ai fini della riqualificazione energetica degli edifici, la cogenerazione può offrire soluzioni particolarmente vantaggiose: la combustione nelle piccole centrali a cogenerazione raggiunge risparmi fino al 40% nell'utilizzo delle fonti primarie di energia. "Siamo convinti - concludeBelvedere - che questi provvedimenti, abbinati a politiche fiscali incentivanti e alla liberalizzazione del mercato elettrico, darebbero un sicuro impulso anche indotto al mercato sia della riqualificazione edilizia che delle nuove costruzioni. Così facendo si recupererebbe il ruolo anticongiunturale che da sempre caratterizza l'edilizia, ruolo al quale fino ad oggi non si è fatto ricorso".]]></description>
		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 01:02:03 +0100</pubDate>
		<guid>1707</guid>
		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1707</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[La detrazione del 36% diventa strutturale, dubbi sul 55%]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25076.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>05/12/2011 - Con la Manovra approvata dal Governo Monti diventano permanenti tutti gli incentivi per gli interventi di ristrutturazione ed efficientamento energetico degli edifici e per le spese conseguenti a calamità naturali. Come annunciato dal comunicato diffuso al termine del Consiglio dei Ministri di domenica 4 dicembre, l'articolo 4 della Manovra Salva Italia introduce le "Detrazioni per interventi di ristrutturazione, di efficientamento energetico e per spese conseguenti a calamità naturali", inserendo le nuove norme direttamente nel testo Unico delle Imposte sui Redditi - Tuir (Dpr 917/1986), sottraendole così alle continue scadenze e proroghe. L'articolo 4 prevede una detrazione dall'imposta lorda di un importo pari al 36% delle spese, fino ad un massimo di 48.000 euro per unità immobiliare. La detrazione è ripartita in 10 quote annuali costanti e di pari importo nell'anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi.  E LA DETRAZIONE DEL 55%?Resta il dubbio sulla detrazione del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica. La proroga è stata annunciata nei giorni scorsi dal Ministro dell'Ambiente Corrado Clini (leggi tutto) ma, subito dopo, messa in dubbio dal Ministro per i Rapporti col Parlamento, Piero Giarda (leggi tutto). Nel testo entrato in Consiglio dei Ministri la proroga non c'è ma, secondo alcune fonti, sarebbe stata introdotta a seguito di un confronto tra i Ministri competenti. In attesa del testo definitivo della Manovra, non è chiaro per ora se la detrazione per gli interventi di riqualificazione energetica resterà al 55% o sarà invece assimilata a quella sulle ristrutturazioni e quindi ridotta al 36%. A conferma della riduzione dal 55 al 36% dell'aliquota per la riqualificazione, arriva il commento del Presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, che ha dichiarato: "La manovra del governo Monti non coglie l'opportunità che l'ecologia offre per uscire dalla crisi. Non c'è altra spiegazione al fatto che siano saltate le detrazioni sulle eco-ristrutturazioni che dal 55% passano al 36%". "Il Governo - ha aggiunto Bonelli - ha scelto di non innovare avviando programmi ambientali e politiche di riconversione industriale significative e ha depotenziato l'unica vera misura anticiclica degli ultimi anni: i bonus sulle eco-ristrutturazioni".  I CONTENUTI DELL'ARTICOLO 4Sono detraibili le spese sostenute per i seguenti interventi:- manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia sulle parti comuni di edificio residenziale;- manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, e sulle pertinenze;- interventi di ricostruzione o ripristino di immobili danneggiati a seguito di eventi calamitosi, anche diversi dai suddetti (manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia), sempreché sia stato dichiarato lo stato di emergenza;- realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali anche di proprietà comune;- interventi finalizzati all'eliminazione delle barriere architettoniche (installazione di ascensori e montacarichi, interventi di domotica) per favorire la mobilità delle persone portatrici di handicap;- interventi per la cablatura degli edifici e il contenimento dell'inquinamento acustico;- realizzazione di opere finalizzate al risparmio energetico, con particolare riguardo all'installazione di impianti da fonti rinnovabili;- adozione di misure antisismiche;- bonifica dall'amianto e opere volte ad evitare gli infortuni domestici. &Egrave; confermato che tra le spese sono comprese quelle di progettazione e per prestazioni professionali connesse all'esecuzione delle opere edilizie e alla messa a norma degli edifici. La detrazione del 36% spetta anche nel caso di interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro 6 mesi dal termine dei lavori all'alienazione o assegnazione dell'immobile. La detrazione spetta al successivo acquirente o assegnatario delle singole unità immobiliari, in ragione di un'aliquota del 36% del valore degli interventi eseguiti, che si assume in misura pari al 25% del prezzo dell'unità immobiliare risultante nell'atto pubblico di compravendita o di assegnazione e, comunque, entro l'importo massimo di 48.000 euro.Se gli interventi sono realizzati su abitazioni adibite anche all'esercizio dell'arte, della professione o dell'attività commerciale, la detrazione spettante è ridotta al 50%. La detrazione è cumulabile con le agevolazioni già previste sugli immobili vincolati (ex Dlgs 42/2004), ridotte nella misura del 50%. In caso di vendita dell'unità immobiliare sulla quale sono stati realizzati gli interventi, la detrazione non utilizzata in tutto o in parte è trasferita, salvo diverso accordo delle parti, all'acquirente persona fisica dell'immobile. In caso di decesso dell'avente diritto, la fruizione del beneficio fiscale si trasmette, per intero, esclusivamente all'erede che conservi la detenzione materiale e diretta del bene. ]]></description>
		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1711</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Detrazione fiscale 55%: Governo cauto sulla proroga]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25026.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>01/12/2011 - "Prima di rendere permanente la detrazione fiscale del 55% sulla riqualificazione energetica degli edifici occorre valutarne i costi per lo Stato". Lo ha detto ieri alla Camera il Ministro per i Rapporti col Parlamento, Piero Giarda, rispondendo ad una interrogazione a risposta immediata posta dai parlamentari del Pd che hanno chiesto al Governo di dare stabilità alla detrazione e di estenderla agli interventi di consolidamento antisismico del patrimonio edilizio esistente. "Sono interventi condivisi dal Governo in carica - ha detto il Ministro - ma si tratta di valutarne la sostenibilità finanziaria". "Gli obiettivi sono condivisibili - ha aggiunto - ma si tratta di interventi costosi per la perdita di gettito". Giarda ha ricordato che la Finanziaria 2010 ha prorogato fino al fine 2011 il bonus del 55%; il Governo Berlusconi stimava un maggior gettito di 124,8 milioni nel 2011 e un costo, in termini di minori imposte, di 32,4 milioni nel 2012 e 292,8 milioni nel 2013. A quanto pare i calcoli non erano corretti e gli oneri della detrazione sono molto maggiori di quanto previsto: "Non oso dire le stime che mi sono state sottoposte dal Ministero dell'Economia" ha detto Giarda. Tuttavia il Ministro non ha escluso la possibilità di rendere strutturale la misura e ha ipotizzato che il provvedimento venga inserito nella Manovra allo studio del Governo in queste ore. Quest'ultima apertura conferma l'intenzione del Governo di prorogare la detrazione del 55%, come annunciato qualche giorno fa dal Ministro dell'Ambiente Corrado Clini (leggi tutto). Le richieste dei parlamentariGli interroganti hanno ricordato come "nella crisi economica grave e prolungata che l'Italia sta vivendo, gli investimenti in edilizia di qualità, risparmio energetico, fonti rinnovabili, innovazione, ricerca e in generale nella green economy rappresentano un importante volano per la ripresa dell'economia e rendono al tempo stesso l'Italia più rispettosa dell'ambiente". E la detrazione del 55% - hanno sottolineato - ha fino ad oggi riscosso un enorme successo, come dimostrano i dati del Cresme e dell'Enea: il volume complessivo di interventi ad oggi è stato di 16,5 miliardi di euro, per un totale di 1,36 milioni di interventi; sono stati attivati ogni anno oltre 50 mila posti di lavoro; si è favorita l'innovazione e la spinta di tutto il comparto verso la qualità. Il bonus fiscale del 55% è dunque uno dei successi più significativi della green economy e una delle misure anticicliche di gran lunga più importanti che sono state attivate negli ultimi anni. L'interrogazione aggiunge che "gran parte del patrimonio edilizio italiano è di qualità scadente e lontano dagli standard antisismici indispensabili nel nostro Paese", come più volte ribadito dai massimi esperti in materia, inclusi i tecnici del Dipartimento della protezione civile. Per questo, "avviando immediatamente un piano straordinario di consolidamento e miglioramento sismico degli edifici pubblici e privati, non solo si potrebbe mettere in sicurezza gran parte della popolazione, ma si potrebbe rilanciare un'economia legata all'edilizia di qualità, attivare il sistema delle piccole e medie imprese e produrre anche un rilevante effetto sul terreno occupazionale". La necessità di riconfermare e rifinanziare la detrazione del 55% - ricordano i firmatari - è stata più volte ribadita dal Governo, nel Programma Nazionale di Riforma (leggi tutto) e nel cosiddetto allegato Kyoto al Documento di Economia e Finanza, e dal Parlamento, con pareri e atti (l'ultimo a settembre).]]></description>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1703</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Umbria, due nuovi bandi da 10 milioni rivolti alle imprese]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25008.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>30/11/2011 - Sono in arrivo dalla Regione Umbria due nuovi bandi rivolti alle imprese e finalizzati alla ecoinnovazione e alla competitività, per un ammontare totale di 10 milioni di euro. I due bandi si aggiungeranno a quelli rivolti ai Comuni, per l'utilizzo dell'energia solare in edifici comunali e per l'efficienza energetica nella pubblica illuminazione, con una dotazione di 10,5 milioni di euro, annunciati nei giorni scorsi (leggi tutto). Tornando ai bandi per le imprese, quello per l'efficienza energetica e l'uso razionale dell'energia" è finalizzato a promuovere una maggiore diffusione degli impianti di produzione di energie rinnovabili e dei sistemi certificati per la gestione dell'energia e gli aiuti, rivolti a imprese che investono per l'efficienza energetica e la riduzione dei consumi di energia, ammontano a 4 milioni di euro. L'altro, invece, mette a disposizione delle aziende dei settori manifatturiero, costruzioni, commercio e trasporto 6 milioni di euro per la sostituzione di amianto con impianti fotovoltaici. A questi si aggiungerà a breve un nuovo bando per la ricerca e lo sviluppo di tecnologie nel campo del "green business" per ulteriori 3,5 milioni di euro. "Abbiamo sviluppato gli assi fondamentali delle strategie regionali che andranno a governare per il prossimo futuro le politiche energetiche dell'Umbria - ha detto l'assessore regionale all'ambiente, Silvano Rometti - e ciò in piena attuazione degli indirizzi che caratterizzano il programma di legislatura. Ma fra gli impegni che ci siamo assunti - ha proseguito - non c'è solo quello di dettare regole per il settore e quindi disciplinare criteri, localizzazioni e procedure per la realizzazione degli impianti. Ci siamo assunti anche l'onere di far sì che queste indicazioni potessero sostanziarsi in interventi concreti sul territorio, attraverso la messa a disposizione di risorse certe che accompagnassero enti, imprese e cittadini verso una nuova fase di sviluppo sostenibile ed ecocompatibile".]]></description>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 01:02:03 +0100</pubDate>
		<guid>1695</guid>
		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1695</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Nella Manovra di Monti anche rinnovabili, territorio e parchi]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/25001.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>30/11/2011 - Incentivi alle rinnovabili e risorse per la sicurezza del territorio e per i parchi. Sono questi i contenuti del 'pacchetto ambiente' che il Ministro dell'Ambiente Corrado Clini porterà in Consiglio dei Ministri il 5 dicembre.Lo ha annunciato lo stesso Ministro Clini spiegando che nella proposta, da inserire nel pacchetto di misure sullo sviluppo, allo studio del Governo (leggi tutto), rientrano "il completamento degli incentivi per le fonti rinnovabili e l'efficienza energetica, una quota di risorse per la sicurezza del territorio contro frane e alluvioni e la valorizzazione per parchi e riserve marine". Le misure - ha aggiunto Clini - terranno conto della spinta che possono fornire al 'lavoro giovanile'. Qualche giorno dopo il suo insediamento, il Ministro aveva annunciato il completamento entro l'anno degli incentivi alle rinnovabili e assicurato la riconferma della detrazione fiscale del 55% (leggi tutto). E anche la difesa del territorio dai rischi idrogeologici era stata definita prioritaria dal Ministro Clini, anche in considerazione del fatto che la prevenzione dei rischi è uno strumento di crescita e di rilancio delle potenzialità economiche del Paese (leggi tutto). A proposito della 17esima Conferenza delle Nazioni Unite sul clima, che si è aperta ieri a Durban, il Ministro ha detto: "Abbiamo di fronte una sfida molto complicata: per ridurre le emissioni di carbonio e proteggere il clima dobbiamo cambiare il sistema energetico, dobbiamo sviluppare e far crescere il ruolo delle fonti rinnovabili. Tutto questo deve avvenire su una scala globale". Occorre tener presente - ha aggiunto Clini - che "la maggior parte delle emissioni arrivano dalla Cina e dagli Stati Uniti, due Paesi non vincolati dal Protocollo di Kyoto. L'Unione europea vuole il proseguimento del protocollo di Kyoto e l'allargamento ad altre economie". La sfida della Conferenza di Durban sarà proprio quella di dare un futuro al Protocollo di Kyoto, l'unico trattato internazionale vincolante per ridurre le emissioni inquinanti, la cui prima fase si concluderà a fine 2012. Tra gli obiettivi del summit c'è anche la creazione, entro il 2020, di un Fondo per il clima da 100 miliardi di dollari l'anno per aiutare i Paesi più poveri a sostenere i costi della riduzione delle emissioni di gas serra. "Ci sono due soluzioni che viaggiano in parallelo - ha spiegato ieri Clini -, una è l'aumento dell'efficienza energetica: produrre di più consumando di meno, l'altra è quella delle fonti rinnovabili, che però devono essere efficaci. Penso quindi - ha detto ancora il Ministro dell'Ambiente - che dobbiamo lavorare di più per migliorare le tecnologie in particolare la fonte solare che è preziosa ed è ancora suscettibile di grandi evoluzioni". Il Ministro Corrado Clini volerà a Durban dopo il 6 dicembre. Clini ha sempre preso parte, come direttore generale del ministero dell'Ambiente, ai tavoli negoziali sulla riduzione delle emissioni inquinanti; questa volta lo farà in veste di Ministro.]]></description>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1696</link>
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	<item>
		<title><![CDATA[Innovazione Amica dell'Ambiente: i vincitori 2011]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24980.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>29/11/2011 - Sono stati proclamati venerdì scorso i vincitori dell'edizione 2011 del Premio all'Innovazione Amica dell'Ambiente, il prestigioso riconoscimento promosso da Legambiente, Regione Lombardia, Fondazione Cariplo, Confindustria, Camera di Commercio di Milano e Symbola. Le 160 innovazioni che hanno partecipato all'undicesima edizione del Premio si sono sfidate sul tema "Sostenibilità oggi: Città verdi, reti intelligenti e risorse rinnovabili". Questi i premiati e segnalati nelle quattro categorie di quest'anno (energie, agricoltura, mobilità e abitare): Filca Cooperative S.C., Boito Manlio, Enel Green Power Spa, FAAM, Pininfarina Spa, Molinia Soc. Agricola A.r.l., Centrale Adriatica Soc. Cooperativa. Queste, invece, le innovazioni che hanno meritato una segnalazione: Consorzio Casalasco, Coop Adriatica, Dismeco Srl, Epson Italia Spa, Genport Srl, Peugeot Automobili Italia, Renault, Tesa, Eosolare, Soc. Agricola Salcheto Srl. I premiati:FILCA COOPERATIVE: La casa a consumo zero, l'eccellenza del progetto Biocasa Filca (nella foto)BOITO MANLIO: L'energia dal moto ondoso a VeneziaENEL GREEN POWER: Innovazione, tecnologia e design per la nuova pala eolicaFAAM: l'accumulo di energia che serve alle rinnovabiliPININFARINA: Hybus, l'autobus cambia pelle e diventa ibridoMOLINIA: RisosecondonaturaCOOP CENTRALE ADRIATICA: Territori.Coop, prodotti di origine raccontata.I segnalati:CONSORZIO CASALASCO: Pomì Trace, nuova fiducia tra produttore e consumatoreSOC. AGRICOLA SALCHETO: la cantina Off-Grid e la Carbon Foot Print del vinoCOOP ADRIATICA: InCoop Conselice, il supermercato amico dell'ambienteDISMECO: rigenerazione urbana di area industriale dimessaRENAULT: Twizy la piccola ed efficiente city car totalmente elettricaPEUGEOT: la prima auto di serie diesel elettricaGENPORT: generatore elettrico d'emergenza trasportabile, pulito e rinnovabileEOSOLARE: dalla Lucania il sistema fotovoltaico che produce contemporaneamente acqua calda ed energia elettricaTESA: EcoLogo, il nastro senza solventi e da materiale di recuperoEPSON: la stampante MonnaLisa, tecnologia e tradizione."Le performance di successo che premiamo oggi - ha commentato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente -, testimoniano la vitalità della green economy italiana e ci sollecitano a promuovere e a sostenere sempre con maggiore convinzione le aziende che investono in innovazione, efficienza e qualità ambientale. Questa è la ricetta per lo sviluppo futuro del Paese. L'energia verde e la sostenibilità delle produzioni rappresentano le chiavi giuste per uscire dalla crisi che attanaglia la società attraverso la creazione di nuovi posti di lavoro, la riduzione dei consumi e dell'inquinamento, la valorizzazione dell'ingegno italiano. Questo processo virtuoso potrà continuare se anche l'attuale governo assumerà tra le sue priorità lo sviluppo dell'economia sostenibile attraverso precise e innovative politiche nei settori dell'edilizia, della mobilità, dell'efficienza energetica, della chimica moderna".Ideato da Legambiente, il premio ha avuto negli anni il sostegno e la promozione da parte di enti, associazioni e soggetti istituzionali di prestigio, uniti dalla comune volontà di accrescere lo sviluppo e la diffusione di soluzioni innovative che migliorino la qualità della vita nel rispetto dell'ambiente. Al Premio partecipano imprese, amministrazioni pubbliche, istituti di ricerca, liberi professionisti ed associazioni di cittadini. I vincitori avranno diritto all'uso del logo "Innovazione Amica dell'Ambiente", la lampadina dalla foglia verde affiancata al "Cigno" di Legambiente sulla comunicazione legata all'innovazione premiata, per la durata di un anno. Sul sito www.premioinnovazione.legambiente.org è possibile consultare le schede tecniche degli oltre 1500 progetti candidati nelle passate edizioni.]]></description>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1691</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Rinnovabili, distanze minori in Toscana]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24969.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>28/11/2011 - La Toscana modifica le norme sulla localizzazione degli impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Con la Legge Regionale 56/2011, recentemente approvata, sono introdotti alcuni cambiamenti alla LR 11/2011 del marzo scorso, con cui la Regione aveva attuato le linee guida ministeriali - DM 10 settembre 2010. Il nuovo testo vieta la realizzazione di impianti fotovoltaici a terra nei centri storici e nelle aree storiche assimilate negli strumenti della pianificazione territoriale e negli atti di governo del territorio. Al contrario, la localizzazione è possibile nelle aree urbanizzate, destinate ad insedia&shy;menti produttivi, commerciali e servizi. Viene eliminato il riferimento alle aree urbane di recente formazione contenuto nella precedente versione, che aveva generato diverse difficoltà interpretative. Sono inoltre ridotte le distanze minime per la realizzazione di più impianti fotovoltaici vicini. L'attuale limite dei 200 metri rimane in vigore solo per gli impianti di potenza superiore a 200 kW, per quelli localizzati nelle zone interne ai coni visivi e panoramici e nelle aree agricole di particolare pregio paesaggistico culturale. In tutti gli altri casi, il limite scende a 100 metri.]]></description>
		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1687</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Clini: entro l'anno la revisione degli incentivi alle rinnovabili]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24942.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>24/11/2011 - Il Ministero dell'Ambiente completerà entro l'anno la revisione degli incentivi alle rinnovabili, perché "quella dell'energia è una tematica rilevante e urgente" e l'Italia "è già in ritardo". Lo ha detto il Ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, nel corso della sua prima audizione in Commissione Ambiente del Senato. "Il sistema degli incentivi - ha aggiunto - dovrà essere riorientato per consentire alle imprese italiane di svolgere un ruolo più rilevante nella competizione internazionale". Inoltre, il Ministro si è impegnato ad adottare il Piano nazionale per l'efficienza energetica, valorizzando soluzioni tecnologiche e realizzative che sviluppino la capacità competitiva dei campioni nazionali nel settore. Cina ed India - ha detto Clini - hanno importanti programmi per la riduzione dei consumi energetici delle nuove costruzioni ed è importante che le imprese italiane riescano ad essere presenti in questo mercato. Le richieste degli operatoriDue fra le maggiori associazioni di categoria del fotovoltaico, ANIE/GIFIe ASSOSOLARE, hanno scritto al nuovo Governo offrendo la propria collaborazione per garantire lo sviluppo delle fonti rinnovabili. Secondo le due associazioni, il fotovoltaico è ormai un punto fermo nel mix energetico nazionale, con potenzialità che negli ultimi anni sono andate ben oltre le aspettative: per il 2011 si prevede una produzione cumulata pari al 3% della produzione nazionale con picchi registrati in agosto (6%), e settembre (5%). Il prossimo passo è - per Anie/Gifi e Assosolare- quello di accompagnarne l'ulteriore sviluppo fino alla completa competitività con le altre fonti energetiche. Tale obiettivo è dietro l'angolo a patto che si adottino ora le giuste politiche energetiche. E individuano le priorità per lo sviluppo del settore:- stabilità e chiarezza normativa, sia a livello nazionale che locale, per garantire certezza degli investimenti, sviluppo della filiera industriale e creazione di posti di lavoro;- semplificazione degli iter amministrativi, in una logica di omogeneizzazione tra le varie Regioni;- adeguamento delle reti e degli impianti di produzione, favorendo lo sviluppo delle smart grid e dei sistemi di accumulo di energia al fine di agevolare la crescita delle rinnovabili non programmabili in tutto il territorio nazionale;- sostegno alla ricerca e all'innovazione tecnologica, attraverso meccanismi che premino la ricerca interna alle aziende e gli investimenti in impianti e macchinari innovativi;- maggiore trasparenza sui numeri e una seria analisi dei costi e benefici delle energie rinnovabili, dal contributo al PIL (il fotovoltaico ha generato nel 2010 un giro d'affari di circa 40 miliardi di euro), al gettito fiscale conseguente (stimabile per il 2010 a circa 3,9 miliardi di euro). Lo sviluppo del fotovoltaico varrà, al raggiungimento dell'obiettivo del IV Conto Energia (23 GW di impianti installati), circa 30 TWh di energia rinnovabile prodotta, pari al 10% dell'energia attualmente venduta sul mercato, con un costo evitato in termini di emissioni di CO2 pari a circa 350 milioni di euro l'anno per il sistema Paese. Anche SOS Rinnovabili proporrà al Governo la sua ricetta. Ma per metterla a punto ha promosso "le primarie dell'energia green sul web" attraverso un Gruppo su Facebook dal titolo "Ricostruiamo l'Italia con le Rinnovabili". I cinque punti candidati sono:- il superamento del decreto Romani, con i suoi tagli lineari agli incentivi, e la definizione di un nuovo modello che agganci il sostegno al fotovoltaico alle medie europee, uno spread energetico che guidi gli investimenti nazionali nelle fonti rinnovabili;- un nuovo regime per i terreni agricoli, che diversifichi il regime normativo tra i terreni incolti e quelli sottratti a colture;- un Piano regolatore dell'energia nei grandi e medi Comuni, con l'istituzione di un assessorato all'energia;- la costituzione di un fondo per la valorizzazione del patrimonio immobiliare e culturale pubblico tramite efficienza energetica;- l'istituzione di una conferenza nazionale dei servizi energetici dove far sedere i grandi monopolisti accanto a tutti gli attori del settore.]]></description>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1683</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Umbria, 10,5 mln di euro per fotovoltaico e risparmio energetico]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24921.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>23/11/2011 - Sono finalizzati all'utilizzo dell'energia solare per la produzione di energia elettrica in edifici di proprietà comunale ed alla riqualificazione energetica di reti o sistemi di pubblica illuminazione i due bandi approvati dalla Giunta regionale dell'Umbria, su proposta dell'assessore all'ambiente Silvano Rometti, che verranno presentati nel corso della "Giornata umbra dell'energia", in programma il 25 novembre all'Hotel Plaza di Perugia. Nell'anticipare i contenuti dei due provvedimenti, che rientrano tra le Azioni del POR FESR 2007-2013 a sostegno della produzione di energia da fonti rinnovabili e per l'efficienza energetica, Rometti ha annunciato che le risorse stanziate per la realizzazione delle diverse tipologie di intervento assommano complessivamente a 10 milioni 500 mila euro. Quattro milioni di euro andranno a finanziare gli interventi rivolti all'utilizzo dell'energia solare negli edifici comunali e 6 milioni 500 mila euro quelli per la pubblica illuminazione, di questi ultimi 1 milione e mezzo è destinato ai Comuni fino a 5mila abitanti. "Si tratta di azioni complementari, che mettono insieme produzione di energia da fonti rinnovabili e risparmio energetico grazie all'adozione di misure e tecnologie particolarmente efficienti - ha detto Rometti. Il nostro obiettivo - ha aggiunto l'assessore - è di realizzare, con le risorse a disposizione, cento 'scuole solari' e mille 'punti luce intelligenti'". Relativamente al Bando per l'utilizzo dell'energia solare in edifici comunali, potranno essere finanziati impianti per la produzione di energia elettrica in fabbricati destinati a scuole primarie o secondarie di primo grado, a servizi sportivi, ricreativi, culturali e amministrativi, anche in associazione con l'istallazione di collettori solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria, che dovranno comunque essere in grado di soddisfare almeno il 50% del fabbisogno dell'edificio oggetto di intervento. L'ammontare degli interventi ammissibili per ciascuna domanda non potrà essere inferiore a 50 mila euro ed il contributo regionale complessivo non potrà superare per ciascun ente 200 mila euro. Il finanziamento non potrà comunque superare il 60% della quota di spesa riconosciuta ammissibile e sostenuta dal Comune beneficiario. Il Bando per l'efficienza energetica nella pubblica illuminazione, prevede il finanziamento di interventi per la riqualificazione di reti o sistemi di pubblica illuminazione, di proprietà del Comune o di Comuni, che sono al servizio di strutture o infrastrutture di pubblica utilità o interesse. "Questa linea di intervento - ha spiegato Rometti - ha l'obiettivo di razionalizzare l'uso dell'energia per arrivare ad una effettiva contrazione di consumi e costi gestionali e all'abbattimento dell'inquinamento luminoso, favorendo anche l'utilizzo di fonti di energia rinnovabile. Per migliorare il grado di efficienza degli impianti - ha aggiunto l'assessore - è previsto l'utilizzo delle moderne tecnologie presenti sul mercato in termini di risparmio, telecontrollo e fonti di energia solare al servizio dei singoli corpi illuminanti". Oltre che sulla rete di illuminazione pubblica stradale, sono previsti interventi su impianti di illuminazione a servizio di impianti sportivi o per l'illuminazione di soggetti di rilevante interesse artistico, storico, archeologico e di pregio culturale. I progetti ammissibili faranno parte di due distinte graduatorie relative ai Comuni con popolazione inferiore o superiore a 5 mila abitanti, per i quali il contributo non potrà superare, rispettivamente, il 70% o il 60% della spesa ammessa a finanziamento. In entrambi i casi i Comuni avranno 90 giorni di tempo per presentare la domanda di contributo dalla data di pubblicazione dei bandi nel Bollettino Ufficiale della Regione Umbria.  Fonte: Regione Umbria]]></description>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1679</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Puglia, a breve nuove regole per i certificatori energetici]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24905.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>22/11/2011 - L'Assessorato alla qualità del Territorio della Regione Puglia metterà a punto in tempi brevi un protocollo di intesa con i punti chiave del sistema di accreditamento dei certificatori energetici, che rafforzi il ruolo degli Ordini e Collegi professionali nella valutazione dei requisiti di competenza dei professionisti abilitati a emettere certificati di sostenibilità edilizia. La decisione è stata concordata in una riunione alla quale hanno partecipato l'Assessore regionale al Territorio, Angela Barbanente, e i rappresentanti degli Ordini e Collegi professionali coinvolti nell'attuazione della legge regionale sull'abitare sostenibile (Lr 13/2008). "Si è raggiunto un accordo importante per superare l'impasse che è seguito al ricorso amministrativo sulle delibere regionali - ha detto l'assessore Barbanente - e fondare su nuove basi il sistema di certificazione, a garanzia della qualità delle costruzioni, a tutela di acquirenti e affittuari e degli stessi progettisti, e per dare nuovo impulso all'edilizia sostenibile in Puglia". Ricordiamo che nel giugno 2010 il Tar ha annullato le norme regionali che istituivano una specifica abilitazione per il rilascio del certificato di sostenibilità ambientale e dell'Attestato di Certificazione Energetica (ACE), a seguito di un ricorso proposto dagli Ordini degli ingegneri delle Province di Bari, Foggia, Taranto, Lecce. A gennaio 2011 la Regione Puglia ha deciso di non opporsi alla sentenza del Tar ma di modificare il regolamento (leggi tutto). Secondo l'assessore, "dall'incontro è emerso con chiarezza che diffondere e rafforzare l'applicazione del sistema ITACA Puglia è obiettivo comune della regione e dei professionisti pugliesi, sia per migliorare le prestazioni energetiche e ambientali degli edifici, sia per creare nuove opportunità per l'occupazione in un settore molto importante per l'economia regionale e ormai da tempo in profonda crisi".]]></description>
		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1675</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Umbria, in arrivo 3,5 milioni di euro per la bioarchitettura]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24842.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>17/11/2011 - La Giunta regionale dell'Umbria ha approvato il bando di concorso da 3.470.078 euro che finanzierà la costruzione 124 nuovi alloggi da realizzare secondo i principi della bioarchitettura. L'iniziativa, proposta dall'Assessore alle Politica della casa, Stefano Vinti, è destinata agli otto Comuni umbri (Amelia, Corciano, Foligno, Gubbio, Perugia, Terni, Todi ed Umbertide) che hanno aderito al Piano regionale di edilizia abitativa mettendo a disposizione un'area di proprietà pubblica sulla quale realizzare edifici residenziali da destinare alla vendita, che adottino soluzioni sperimentali e riproducibili nel campo della bioarchitettura e del risparmio energetico. "&Eacute; un intervento molto importante quello che stiamo mettendo in cantiere, ha sottolineato l'assessore Vinti. Ci permetterà infatti di avere a disposizione 124 nuovi alloggi per le esigenze abitative della nostra regione, realizzati con tecniche e materiali assolutamente rispettosi dell'ambiente e particolarmente vocati al risparmio energetico. Ed inoltre metterà in moto lavori per circa quindici milioni di euro che in questo momento di crisi rappresenteranno sicuramente una altra buona boccata di ossigeno per le imprese ed i lavoratori dell'Umbria". "Il bando - ha spiegato Vinti - è finalizzato all'assegnazione di contributi per la costruzione di edifici residenziali di elevata qualità architettonica, che sperimentino sistemi e tecniche costruttive indirizzate alla sostenibilità ambientale, alla bioarchitettura, all'inserimento paesaggistico, all'efficienza energetica ed all'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili. In particolare, la Regione sosterrà la realizzazione di abitazioni che rispettino la qualità architettonica dell'edificio, il comfort abitativo degli alloggi e degli spazi circostanti, la riduzione dei consumi energetici ed infine la produzione dell'energia necessaria da fonti rinnovabili". Il contributo massimo richiedibile per la realizzazione dell'intervento è di 35.000 euro per ciascun alloggio. Gli alloggi realizzati dovranno essere destinati alla vendita o all'assegnazione in proprietà a prezzi convenzionati con i Comuni sede degli interventi. Gli acquirenti/assegnatari saranno obbligati, a risiedere negli alloggi per almeno cinque anni dalla data di acquisto o assegnazione. Per lo stesso periodo è vietata la vendita e la locazione. Potranno presentare richiesta di partecipazione alla Regione Umbria, le Imprese di costruzione e le Cooperative edilizie di abitazione entro le ore 13 del 30 marzo 2012 e gli interventi definitivamente ammessi a finanziamento dovranno iniziare i lavori entro sei mesi ed essere ultimati entro ventiquattro mesi dal loro inizio.Foto tratta dal sito agenziacasaclima.it]]></description>
		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1671</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Lazio, in arrivo il Regolamento sugli edifici sostenibili]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24817.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>16/11/2011 - La Giunta regionale del Lazio ha dato il via libera al Regolamento sulla sostenibilità energetico-ambientale degli edifici. Il provvedimento rende operativa la legge regionale 6/2008 che contiene disposizioni in materia di architettura sostenibile e di bioedilizia, e definisce le procedure per l'accreditamento dei soggetti abilitati al rilascio della certificazione. Con il nuovo Regolamento, per gli interventi edilizi conformi al protocollo regionale, i Comuni potranno ridurre gli oneri concessori dovuti per il rilascio del permesso di costruire. Sono anche previsti incrementi della volumetria utile ed incentivi economici che la Regione e le Province possono destinare a soggetti pubblici e privati, rispettivamente del 50 e del 20% del costo complessivo dell'intervento. Grazie a questo provvedimento, inoltre, sarà possibile applicare il Protocollo Itaca - strumento essenziale per valutare la sostenibilità degli edifici - facoltativo per i privati ma obbligatorio per le Ater per accedere ai contributi (il 60% è dato solo a chi costruisce con il Protocollo Itaca) e per tutti gli immobili regionali. Il Regolamento non esclude l'eventualità di adottare altri protocolli, accreditati da organismi italiani o stranieri, la cui applicazione è già stata sperimentata sul territorio nazionale. "Un documento importante - ha dichiarato l'assessore alla Casa, Teodoro Buontempo - che era molto atteso dagli Ordini professionali e dai cittadini, in quanto questo vuoto regolamentare aveva di fatto reso inapplicabile la legge regionale che contiene disposizioni in materia di architettura sostenibile e bioedilizia". "Così come accade per un elettrodomestico - continua Buontempo - si potrà dare un 'voto' all'alloggio, su una scala da 1 a 5, a seconda del livello di prestazione della sostenibilità ambientale posseduta. Diventa quindi importante utilizzare, ad esempio, aree ed edifici dismessi, materiali bioedili meno inquinanti, energia rinnovabile, sistemi di raffrescamento naturali, far ricorso alla domotica per migliorare la qualità della vita nelle abitazioni e razionalizzare l'uso di energia". L'iter Il Regolamento è stato redatto nel febbraio 2010 (leggi tutto). Successivamente, nel marzo 2010, è stata pubblicata la Deliberadi Giunta 72/2010 che approva il Regolamento regionale "Sistema per la Certificazione di sostenibilità ambientale degli interventi di bioedilizia e l'accreditamento dei soggetti certificatori" (leggi tutto). Un anno fa, l'assessore Buontempo, nel corso di un convegno per la presentazione ufficiale del Protocollo Itaca per il Lazio, annunciava l'imminente emanazione del Regolamento (leggi tutto).Il Regolamento passa ora all'esame della competente Commissione consiliare per l'approvazione definitiva.]]></description>
		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 01:02:03 +0100</pubDate>
		<guid>1667</guid>
		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1667</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Solare termico, in arrivo il decreto con i nuovi incentivi]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24762.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>11/11/2011 - Stanno per arrivare le nuove norme per gli incentivi alla produzione di energia termica, messe a punto dal Ministero dello Sviluppo economico. Il provvedimento, previsto dal Decreto Rinnovabili (Dlgs 28/2011), regolerà l'erogazione di contributi per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e per incentivi di efficienza energetica di piccole dimensioni. Nei mesi scorsi il Governo aveva prospettato un Conto Energia per il solare termico, simile a quello per il fotovoltaico (leggi tutto), idea condivisa dalle associazioni imprenditoriali del settore (leggi tutto). Secondo le ultime indiscrezioni, invece, l'ipotesi del Conto Energia sembra essere stata sostituita da un sistema basato sulla detrazione fiscale, come quello del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici, ma con diverse percentuali di detrazione. Il nuovo decreto, i cui contenuti sono stati anticipati dal Sole24Ore, dovrebbe prevedere una detrazione variabile da un massimo del 52% per i sistemi di isolamento e l'installazione di caldaie a condensazione di grande potenza e di pompe di calore per la produzione di acqua calda, al 39% per le caldaie a condensazione più piccole e per la sostituzione degli infissi. Il beneficio dovrebbe essere limitato a dispositivi di potenza termica inferiore a 500 kW o, per gli impianti solari termici, a quelli fino a 700 mq. Il rimborso fiscale dovrebbe essere in percentuale della somma investita, sulla base di prezzi massimi di mercato e con un ammontare massimo. Correttivi sarebbero previsti in relazione alla potenza nominale e alla zona climatica. Il rimborso fiscale sarà erogato in rate annuali costanti per 10 anni e calcolato a forfait per gli impianti fino a 35 kW o 50 mq per il solare termico, mentre per gli impianti più grandi varrà la lettura a contatore. Alle pubbliche amministrazioni dovrebbe essere riservato un aumento del 10% della percentuale di detrazione, mentre premi addizionali del 20% dovrebbero spettare a tecnologie innovative come le pompe di calore geotermiche o il solar cooling. Analoga a quella del Conto Energia per il fotovoltaico, sarebbe la riduzione nel tempo degli incentivi, che dovrebbero diminuire del 20% ogni tre anni. La copertura degli incentivi - che secondo le stime costeranno 120 milioni di euro annui al 2012 e 650 milioni annui al 2020 - sarà assicurata attraverso una componente tariffaria ad hoc sulla bolletta del gas.]]></description>
		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1655</link>
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		<title><![CDATA[Concorso 'Energia sostenibile nelle città', premiati i vincitori]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24748.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>11/11/2011 - Premiati i vincitori della quarta edizione del Concorso nazionale "Energia sostenibile nelle città", lanciato dall'Istituto Nazionale di Urbanistica in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. La Cerimonia di Premiazione si è svolta nel corso della giornata inaugurale di Urbanpromo 2011. Il Concorso,  lanciato nel 2008,  ha raggiunto un primo obiettivo relativo all'opera di sensibilizzazione verso lecittadinanze e le pubbliche amministrazioni ad un uso responsabile ed "intelligente" dell'energia, inserendo l'iniziativa tra le partnership d'eccellenza attivate in Italia  nell'ambito della campagna Sustainable Energy Europe (SEE) - Energia sostenibile per l'Europa. La campagna SEE, volta a sostenere gli obiettivi comunitari di riduzione delle emissioni climalteranti fissati per il 2020, viene coordinata a livello nazionale dal Ministero dell'Ambiente e a livello europeo dalla Commissione Europea. Due le categorie per le quali si è proceduto alla proclamazione dei vincitori, sulla base delle valutazioni della Commissione giudicatrice del Concorso, composta da esperti dell'INU e del Ministero dell'Ambiente. Sezione A - "Piani e Metodologie", indirizzata a valutare strumenti di pianificazione, a scala comunale (piani strutturali e operativi, piani regolatori, piani attuativi) o di area vasta (piani regionali, piani provinciali, piani intercomunali, piani tematici) che adottano approcci metodologici innovativi per la gestione delle problematiche ambientali ed energetiche, con la finalità di contribuire ad un governo del territorio più efficiente, anche in termini di domanda e di offerta di energia. Sezione B - "Progetti urbani energeticamente sostenibili", indirizzata verso la ricerca di nuove soluzioni progettuali "energeticamente sostenibili" o applicazione innovativa di soluzioni già esistenti a livello di comparto urbano o edilizio, volte a migliorare l'efficienza e/o il risparmio nell'uso dell'energia o a impiegare fonti rinnovabili, per accrescere la qualità urbana e la sostenibilità ambientale, migliorando al contempo la gestione del capitale energetico delle città. Nella Sezione A ha vinto il Comune di Padova con il progetto: "Padova Solare". La Motivazione: per aver attivato sul territorio comunale,  un insieme di azioni concrete locali tra loro coordinate, e integrate nel Piano di Azione per l'Energia Sostenibile, previsto dal Patto  dei Sindaci, volte a raggiungere la sostenibilità energetica degli interventi, con l'impiego di fonti di energia rinnovabile, e accompagnando la definizione delle azioni con intensa attività di partecipazione di cittadini e stakeholders. Gli altri finalisti erano il  Comune di Carugate con il progetto: "Costruire una nuova città. E la Provincia di Modena con il  "Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale e Piano Programma Energetico Provinciale di Modena" Nella Sezione B ha avuto la meglio Tasca Studio Architetti Associati con il "Laboratorio di urbanistica partecipata, piano particolareggiato d'iniziativa pubblica e opere di urbanizzazione area ex mercato ortofrutticolo - Bologna".Motivazione: per aver predisposto ed avviato all'attuazione, un progetto di riqualificazione che riguarda un importante pezzo di città, avvalendosi di una pianificazione integrata e che tiene conto anche delle modalità di finanziamento. Merita evidenziare anche l'ottimo processo partecipativo che è stato attuato e che ha avuto importanti ricadute sulle scelte progettuali. Inoltre il progetto ha anticipato, al momento della sua definizione, le disposizioni normative in materia di sostenibilità energetica e ambientale, prevedendo fin da subito edifici di Classe A e la mitigazione degli impatti delle opere previste. Gli altri due finalisti erano  Goldmann & Partners con il progetto "AIDA - come sei verde" e il Comune di Bolzano con il "Piano di attuazione Zona di Espansione C2 - viale Druso".  A partire dall'edizione 2011 il concorso si è arricchito dellacollaborazione con ANIEM - Associazione Nazionale Imprese Edili - in veste di "partner tecnologico".  Fonte: Ufficio stampa Urbit]]></description>
		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<title><![CDATA[Ok del Senato al ddl di Stabilità. Non c'è la proroga del 55%]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24774.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>11/11/2011 - Con 156 voti a favore, 12 contrari e 1 astenuto, il Senato ha approvato il ddl di Stabilità, come modificato dagli emendemanti del Governo. Il provvedimento passa ora alla Camera che lo approverà domani.Il testo non contiene alcun accenno alla riconferma per i prossimi anni della detrazione del 55% per gli interventi di riqualificazione degli edifici che, senza proroga, scadrà il 31 dicembre 2011. La denuncia arriva da FederlegnoArredo e Uncsaal, che nelle scorse settimane avevano già espresso al Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani la loro preoccupazione per le modifiche alla disciplina degli incentivi fiscali del 55% destinati a porte, finestre e vetrine, contenute nella Bozza del DL Sviluppo (leggi tutto). Le due associazioni imprenditoriali avevano inviato alla Commissione Bilancio del Senato il testo di un emendamento per la riconferma delle detrazioni, confidando, da un lato sulla loro sensibilità alle tematiche della sostenibilità ambientale, e dall'altra prendendo atto delle gravissime ricadute economiche e sociali derivanti da una eventuale mancata conferma o depotenziamento del 55%. Ma nel testo appena licenziato da Palazzo Madama non c'è traccia della proroga, che era invece stata inserita in una precedente bozza di maxiemendamento alla legge di Stabilità, seppur con aliquote ridotte (leggi tutto).FederlegnoArredo e Uncsaal auspicano, quindi, che il Parlamento recepisca la necessità e l'urgenza di prorogare il 55%, conseguendo in questo modo un duplice obiettivo: recepire le indicazioni dell'Unione Europea in materia di risparmio energetico degli edifici e rassicurare tutta la filiera industriale italiana dei serramenti con un provvedimento fondamentale per la sua tenuta economica.  Si rivolge invece al "Governo che verrà" il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, per chiedere il rifinanziamento della detrazione del 55%. "Il credito d'imposta per la riqualificazione energetica degli edifici - spiega il Cnappc - è stata una misura importante sia sotto il profilo ambientale che economico, e lo sarà ancora di più in futuro poiché il nostro Paese è ogni giorno alle prese con le drammatiche conseguenze del grave degrado del patrimonio edilizio e - come dimostrano le tragedie avvenute nelle scorse settimane - con l'assenza di un coerente progetto di manutenzione territoriale".  "L'utilizzo del bonus - continua il Cnappc - ha contribuito a sostenere il settore dell'edilizia che, come è noto, è quello che risente maggiormente della crisi e che si trova in condizioni di grandissima difficoltà con un consistente calo dei volumi di attività, dei fatturati e - soprattutto - delle future prospettive lavorative. Contestualmente, il bonus del 55% ha inciso profondamente sul contenimento dei consumi energetici e, permettendo a soggetti privati di detrarre parzialmente i costi degli interventi, ha contribuito in modo rilevante all'emersione di molte attività altrimenti destinate ad alimentare il sommerso costituendo, di fatto, un efficace strumento di contrasto dell'evasione fiscale". "La politica - conclude il Consiglio Nazionale - dia la prova di voler investire concretamente per il futuro del Paese e di voler far fronte alla tutela del territorio e del patrimonio edilizio introducendo o mantenendo - come nel caso dell'eco bonus - misure concrete per lo sviluppo qualitativo dell'intero comparto edilizio". ]]></description>
		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1663</link>
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		<title><![CDATA[Fotovoltaico e cambi d'uso, chiarimenti a Trento]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24743.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>10/11/2011 - La Provincia di Trento chiarisce l'applicazione della legge urbanistica in ambito di installazione di pannelli solari e cambi di destinazioni d'uso. Con il decreto 14-72/2011 viene infatti integrato e modificati il decreto attuativo della Lp 1/2008. FotovoltaicoIl decreto introduce precisazioni per l'installazione di pannelli solari e fotovoltaici su edifici esistenti con tetti piani o coperture con pendenza fino a 5 gradi. L'altezza massima del pannello non deve superare i 30 centimetri. In presenza di una balaustra perimetrale, invece, i pannelli non devono superare la balaustra.Se le coperture non sono piane né a falde, l'installazione dei pannelli deve avvenire in modo più possibile complanare alla tangente o ai piani tangenti del tetto, con una tolleranza di più o meno 10 gradi.Gli impianti che non vanno installati sulle coperture, comprese le strutture di sostegno e supporto, sono collocabili nelle aree in cui è ammesso lo svolgimento delle attività produttive, purché siano espressamente previsti dagli strumenti di pianificazione territoriale. &Egrave; anche possibile il ricorso ai poteri di deroga. Ad ogni modo, deve essere dimostrata la compatibilità dell'installazione con la destinazione delle aree. La realizzazione di questo tipo di impianti da parte di soggetti che svolgono istituzionalmente l'attività di produzione e distribuzione di energia è qualificabile come opera di infrastrutturazione del territorio ed è soggetta al rilascio della concessione edilizia. Ai fini del rispetto delle distanze fra costruzioni e dai confini, per gli impianti valgono le disposizioni in vigore per gli edifici. Cambi di destinazione d'usoIl nuovo decreto inserisce una novità in tema di contributo di concessione. Prevede infatti che nel caso di interventi che implicano la modifica della destinazione d'uso, con contestuale aumento delle unità immobiliari, è dovuto solo il contributo inerente al cambio d'uso.]]></description>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1647</link>
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		<title><![CDATA[Dalle imprese green un Manifesto per un futuro sostenibile]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24736.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>10/11/2011 - Un documento in 7 punti per promuovere la green economy e la sostenibilità. &Egrave; il 'Manifesto per un futuro sostenibile per l'Italia', promosso da organizzazioni di imprese dell'economia verde e presentato lunedì scorso a Milano. "Il Manifesto - spiega Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, tra i firmatari del Manifesto - avanza una proposta per affrontare la crisi economica e sociale insieme a quella ecologica, riqualificando il nostro sviluppo nella direzione di una green economy". I sette punti del manifesto prevedono:- una nuova strategia energetica basata su un programma per l'efficienza e il risparmio;- il mantenimento del ruolo di leader dell'Italia in materia di rinnovabili;- un balzo in avanti per raggiungere una posizione di primato nell'uso efficiente delle risorse e nel riciclo;- una migliore tutela e valorizzazione dell'enorme patrimonio culturale e naturale;- la ricerca di una elevata qualità ecologica e di una nuova sobrietà;- il rilancio e il protagonismo delle città grandi e piccole, i laboratori più capaci di comportamenti innovativi;- maggiore consapevolezza e capacità di individuare un percorso di cambiamento e di sviluppo. In particolare, il primo punto auspica un programma per l'efficienza e il risparmio energe&shy;tico, dalla riqualificazione energe&shy;tica degli edifici esistenti alla realizzazione di nuovi edifici a "consumi zero o quasi zero"; da una mobilità urbana più so&shy;stenibile a mezzi di trasporto a bassi consumi; dalla promo&shy;zione della mobilità ciclopedonale allo spostamento di traffico su ferro, su mezzi collettivi e sul cabotaggio; dalla diffusione delle analisi energetiche dei processi produttivi e dei prodotti alla diffusione dei migliori standard, delle migliori pratiche e delle tecnologie ad alta efficienza energetica nell'industria e nei servizi. E prevede che le Università e gli altri centri di ricerca vadano mag&shy;giormente coinvolti nello sviluppo e nella diffusione dell'inno&shy;vazione per il risparmio e l'efficienza energetica, nella riqualificazione delle professionalità esistenti e nella formazione delle nuove figure professionali richieste.]]></description>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1648</link>
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		<title><![CDATA[Conto Energia, obbligatorio il certificato antimafia]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24705.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>09/11/2011- Chi intende usufruire degli incentivi del quarto Conto Energia per il fotovoltaico (DM 5 maggio 2011) è tenuto a presentare il certificato antimafia. Lo fa sapere il GSE con un comunicato. Il certificato antimafia è rilasciato dalla Prefettura o dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura, della Provincia in cui i soggetti richiedenti hanno la loro sede; deve riportare la dicitura antimafia, ai fini di quanto previsto dall'art. 67 del Dlgs 159/2011. I certificati devono essere trasmessi al GSE in corso di validità (entro sei mesi dal loro rilascio). Sono esenti dall'obbligo di presentazione del certificato antimafia:a) i soggetti  pubblici ossia una pubblica amministrazione, un ente pubblico, un ente e un'azienda vigilata dallo Stato o da altro ente pubblico, una società o impresa comunque controllata dallo Stato o da altro ente pubblico nonché un concessionario di opera pubblica;b) i soggetti, anche privati, i cui organi rappresentativi e quelli aventi funzioni di amministrazione e di controllo sono sottoposti, per disposizione di legge o di regolamento, alla verifica di particolari requisiti di onorabilità tali da escludere la sussistenza di una delle cause di sospensione, di decadenza o di divieto di cui al citato articolo 67;c) i soggetti che esercitano attività agricola o professionale, non organizzata in forma di impresa ovvero esercitano attività artigiana in forma di impresa individuale e attività di lavoro autonomo anche intellettuale in forma individuale;d) i soggetti destinatari di incentivi il cui valore complessivo, inclusi eventuali incentivi riferiti ad altri impianti, non supera 150.000 euro. Con riferimento al punto d):- il valore complessivo degli incentivi può essere stimato moltiplicando il valore unitario della tariffa incentivante (comprensiva di eventuali premi/maggiorazioni) per la producibilità annua, coincidente con quella indicata nella scheda tecnica finale d'impianto, per i venti anni di durata dell'incentivo;- la tariffa incentivante è quella prevista dal DM 5 maggio 2011 con riferimento alla data di entrata in esercizio dell'impianto. I soggetti che rientrano nei casi di esenzione dall'obbligo della presentazione della certificazione antimafia devono compilare il modello di dichiarazione ai sensi del DPR 445/2000. La mancata presentazione della certificazione antimafia o della dichiarazione di esenzione dall'obbligo di cui sopra comporta la non ammissione agli incentivi.]]></description>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1643</link>
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		<title><![CDATA[Efficienza energetica, 3,5 mln per gli edifici pubblici]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24685.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>	07/11/2011 - Stanziati 3,5 milioni di euro per il cofinanziamento di progetti per il miglioramento dell'efficienza energetica e l'impiego delle rinnovabili negli edifici pubblici. &Egrave; il contenuto del comunicato del Ministero dell'Ambiente, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 2 novembre scorso.		Possono beneficiare di queste risorse Amministrazioni  Centrali dello Stato, Regioni, Enti Locali, Aziende Ospedaliere Pubbliche, Università e Enti Nazionali di Ricerca.	 	La percentuale massima di cofinanziamento è il 90% del costo totale ammissibile, ma non può essere superiore a 1 milione di euro.	 	Le spese ammissibili si riferiscono a progettazione, direzione lavori, studi di fattibilità, fornitura dei materiali e dei componenti necessari alla realizzazione degli impianti, installazione e posa in opera degli impianti, opere edili necessarie per l'installazione degli impianti e dispositivi per il monitoraggio delle prestazioni del sistema.	 	I progetti devono assicurare il rispetto di alcune condizioni, come l'integrazione tra impiego delle fonti rinnovabili e misure di efficientamento energetico, innovazione tecnologica, replicabilità dei risultati e monitoraggio dei risultati nei periodi successivi.	 	Le domande devono essere presentate dalle ore 9.00 del 17 novembre 2011, fino alle 17.00 del 2 dicembre.	 	Le risorse per il 2012 e il 2013 verranno determinate con decreto ministeriale e saranno erogate fino ad esaurimento scorte.	Tutte le informazioni sono presenti sul sito web del Ministero dell'Ambiente.	 ]]></description>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1639</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Concorso 'Energia sostenibile nelle città', proclamati i finalisti]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24643.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>04/11/2011 - La quarta edizione del Concorso nazionale "Energia sostenibile nelle città", lanciato dall'Istituto Nazionale di Urbanistica in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ha comunicato ieri la selezione dei finalisti nelle rispettive categorie. Tra i finalisti verranno scelti i vincitori assoluti di categoria che saranno resi noti e premiati nell'ambito della Cerimonia di Premiazione in programma nel corso della giornata inaugurale di Urbanpromo 2011 (Bologna, 9 Novembre 2011). Il Concorso,  lanciato nel 2008,  ha raggiunto un primo obiettivo relativo all'opera di sensibilizzazione verso le cittadinanze e le pubbliche amministrazioni ad un uso responsabile ed "intelligente" dell'energia, inserendo l'iniziativa tra le partnership d'eccellenza attivate in Italia  nell'ambito della campagna Sustainable Energy Europe (SEE) - Energia sostenibile per l'Europa. La campagna SEE, volta a sostenere gli obiettivi comunitari di riduzione delle emissioni climalteranti fissati per il 2020, viene coordinata a livello nazionale dal Ministero dell'Ambiente e a livello europeo dalla Commissione Europea. Il Concorso, che si indirizza nel settore specifico della pianificazione urbanistica e delle costruzioni e ristrutturazioni edilizie, prevedeva per l'edizione 2011, 3 sezioni distinte: Sezione A - "Piani e Metodologie", indirizzata a valutare strumenti di pianificazione, a scala comunale (piani strutturali e operativi, piani regolatori, piani attuativi) o di area vasta (piani regionali, piani provinciali, piani intercomunali, piani tematici) che adottano approcci metodologici innovativi per la gestione delle problematiche ambientali ed energetiche, con la finalità di contribuire ad un governo del territorio più efficiente, anche in termini di domanda e di offerta di energia. Sezione B - "Progetti urbani energeticamente sostenibili", indirizzata verso la ricerca di nuove soluzioni progettuali "energeticamente sostenibili" o applicazione innovativa di soluzioni già esistenti a livello di comparto urbano o edilizio, volte a migliorare l'efficienza e/o il risparmio nell'uso dell'energia o a impiegare fonti rinnovabili, per accrescere la qualità urbana e la sostenibilità ambientale, migliorando al contempo la gestione del capitale energetico delle città. Sezione C - "Urbanpromo Sustainable Energy", mostra delle migliori proposte presentate nell'ambito dell'evento annuale di marketing urbano e territoriale promosso dall'INU. Per l'edizione 2011 del Concorso si sono valutate le schede di segnalazione consegnate dai visitatori durante l'edizione precedente di Urbanpromo. La Commissione giudicatrice del Concorso, composta da esperti dell'INU e del Ministero dell'Ambiente, ha quindi valutato e selezionato i migliori progetti presentati nell'ambito delle sezioni A e B. Nella Sezione A, le Nominations selezionate dalla Commissione giudicatrice del Concorso sono: Comune di Carugate con il progetto: "Costruire una nuova città"Motivazione: per aver proposto all'interno del Regolamento Edilizio, azioni coordinate tra comuni limitrofi, in piena attuazione del Patto dei Sindaci, e facendo particolare riferimento ad edifici con destinazioni quali l'industria e i servizi, prevedendo in fase attuativa il coinvolgendo delle Esco. Va inoltre menzionato il riferimento alla predisposizione di un'intensa attività di monitoraggio delle azioni che saranno intraprese. Comune di Padova con il progetto: "Padova Solare"Motivazione: per aver attivato sul territorio comunale,  un insieme di azioni concrete locali tra loro coordinate, e integrate nel Piano di Azione per l'Energia Sostenibile, previsto dal Patto  dei Sindaci, volte a raggiungere la sostenibilità energetica degli interventi, con l'impiego di fonti di energia rinnovabile, e accompagnando la definizione delle azioni con intensa attività di partecipazione di cittadini e stakeholders. Provincia di Modena con il  "Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale e Piano Programma Energetico Provinciale di Modena"Motivazione: per aver integrato, all'interno di uno strumento d'area vasta come il PTCP, politiche di gestione degli interventi di scala comunale, dando rilevanza ed affrontando in modo innovativo, sia gli aspetti di mitigazione ambientale e di difesa del suolo, sia quelli inerenti il risparmio energetico e la produzione di energia da fonti rinnovabili. Inoltre  per promuovere, come coordinatore territoriale del Patto dei Sindaci, sinergia e integrazione tra le azioni provinciali e comunali. Tra queste 3 FINALISTE verrà scelto il Vincitore assoluto per la Sezione A del Concorso e sarà reso noto il 9 Novembre 2011 nell'ambito di Urbanpromo 2011. Per l'edizione 2011 del Concorso, la Commissione valutatrice ha ritenuto opportuno individuare per la sezione A una MENZIONE per la: Regione Abruzzo per "La gestione del Patto dei Sindaci in Abruzzo: una regione per il Covenant"Motivazione: per aver predisposto uno strumento di programmazione e "governance" che prende in considerazione le più recenti disposizione europee in materia di sostenibilità ambientale e risparmio energetico, coordinando le 4 Province e tutti i Comuni del territorio regionale in una pianificazione d'area vasta.  Nella Sezione B, sono entrati nelle Nominations i seguenti casi: Goldmann & Partners con il progetto "AIDA - come sei verde"Motivazione: per aver predisposto il progetto di un edificio di Classe A+  tenendo in considerazione importanti criteri quali: la flessibilità dell'edificio, la modulabilità e la replicabilità sul territorio dell'approccio progettuale. Per aver altresì verificato la praticabilità economica, prevedendo un notevole contenimento dei costi, integrando una parte di alloggi destinato ad ERS. Tasca Studio Architetti Associati con il "Laboratorio di urbanistica partecipata, piano particolareggiato d'iniziativa pubblica e opere di urbanizzazione area ex mercato ortofrutticolo - Bologna"Motivazione: per aver predisposto ed avviato all'attuazione, un progetto di riqualificazione che riguarda un importante pezzo di città, avvalendosi di una pianificazione integrata e che tiene conto anche delle modalità di finanziamento. Merita evidenziare anche l'ottimo processo partecipativo che è stato attuato e che ha avuto importanti ricadute sulle scelte progettuali. Inoltre il progetto ha anticipato, al momento della sua definizione, le disposizioni normative in materia di sostenibilità energetica e ambientale, prevedendo fin da subito edifici di Classe A e la mitigazione degli impatti delle opere previste. Comune di Bolzano con il "Piano di attuazione Zona di Espansione C2 - viale Druso"Motivazione: per aver predisposto il progetto di un quartiere tenendo in considerazione linee guida sulla sostenibilità energetica ed ambientale dei nuovi insediamenti urbani  e per aver gestito il processo attuativo avvalendosi di un partenariato tra soggetti pubblici e privati, gestito attivamente dal Comune. L'esperienza rappresenta una pratica reiterabile sul territorio e si pone in continuità con le politiche di sostenibilità ambientale già attivamente intraprese dall'Amministrazione del Comune di Bolzano. Tra queste 3 FINALISTE verrà scelto il Vincitore assoluto per la Sezione B del Concorso e sarà reso noto il 9 Novembre 2011 nell'ambito di Urbanpromo 2011. Per l'edizione 2011 del Concorso, la Commissione valutatrice ha ritenuto opportuno individuare nella Sezione B alcune MENZIONI: Urban01 con il progetto : "ZONA CLIMA: piano attuativo per il recupero dell'ex caserma De Cobelli a Brunico"Motivazione: per aver impiegato un approccio progettuale all'avanguardia nella definizione di un progetto di riqualificazione di un'ex caserma, che può essere considerato un punto di partenza per spostare l'obiettivo di sostenibilità dalla casa singola, al tessuto urbano, fino a entrare nel merito della qualità della vita. Nel suo complesso il progetto individua una strada per dare concretezza al principio olistico di sostenibilità. Comune di Faenza che con il "Programma integrato di promozione di edilizia residenziale sociale e di riqualificazione urbana PRUACS VIA FORNARINA - Nuovo ecoquartiere in cohousing e ristrutturazione di un grande complesso degli anni '70" conferma il proprio impegno costante, in particolare negli ultimi anni, nel promuovere attività di pianificazione e progettazione attraverso approcci innovativi per la sostenibilità ambientale ed energetica degli interventi. Cooperativa di Abitazione UNICA che con la "Progettazione di due edifici nel comune di Tavarnelle Val di Pesa" conferma il proprio impegno costante nel ricercare approcci progettuali innovativi per edifici destinati al social housing, integrando aspetti di qualità finalizzati a limitare l'impatto ambientale ed energetico degli interventi.  A partire dall'edizione 2011 il concorso si arricchisce della collaborazione con ANIEM - Associazione Nazionale Imprese Edili - in veste di "partner tecnologico". Le modalità di collaborazione e le prospettive future del concorso saranno presentate al momento dell'apertura della premiazione a Bologna il 9 novembre.  Fonte: Ufficio stampa Urbit ]]></description>
		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1635</link>
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	<item>
		<title><![CDATA[Detrazione 55%: le imprese contestano il Decreto Sviluppo]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24620.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>02/11/2011 - Dovrebbe arrivare a breve sul tavolo del Consiglio dei Ministri il Decreto Sviluppo che il Governo sta mettendo a punto per il rilancio dell'economia. Ma le misure che prevedono la rimodulazione della detrazione fiscale del 55% non smettono di suscitare proteste da parte degli operatori dei comparti interessati. La bozza di Decreto Sviluppo prevede infatti la proroga fino a dicembre 2014 delle agevolazioni per la riqualificazione energetica degli edifici ma con percentuali di detrazione ridotte e differenziate in relazione al tipo di intervento (leggi tutto). Uncsaal, l'associazione confindustriale del comparto dei serramenti metallici, si è già espressa contro l'ipotesi di rimodulazione dell'incentivo, ritenendola "assolutamente non in linea né con quanto richiesto da tempo da tutte le Associazioni confindustriali". In particolare, l'associazione contesta alcuni punti della bozza di Decreto:- l'obbligo, per chi voglia usufruire del bonus sulle finestre, di installare congiuntamente sistemi di termoregolazione o valvole termostatiche;- il periodo di detrazione che resta fissato in 10 anni;- la fissazione di un costo unitario massimo;- l'abbassamento al 41% dell'aliquota per le finestre. Obbligo di installare valvole termostatichePer installarle occorre l'intervento di un idraulico, nonché l'unanimità dell'assemblea condominiale perché alle valvole termostatiche sono associati dei contabilizzatori per ripartire le spese. Secondo Uncsaal è assurdo che per cambiare le finestre ed usufruire del 55% il consumatore sia obbligato ad intervenire sul sistema di riscaldamento, con aggravio dei costi. Nella precedente legislazione del 55% - spiega Uncsaal - l'obbligo di installare valvole termostatiche era legato alla sostituzione dell'impianto di riscaldamento con caldaia a condensazione, mentre ora questo intervento è reso obbligatorio solo per la sostituzione dei serramenti. Detrazione in 10 anniTutto il fronte associativo del comparto delle costruzioni ha da tempo richiesto al Governo una rimodulazione del periodo di detraibilità da 5 a 10 anni, rispetto ai 10 anni vigenti attualmente e confermati dalla bozza del Decreto Sviluppo. La rimodulazione in un tempo minore permetterebbe al consumatore il recupero del credito maturato nei confronti dello stato e renderebbe molto più appetibili le detrazioni. Costo unitario massimoL'introduzione di un costo unitario massimo - secondo Uncsaal -, oltre a rappresentare una scelta dirigista da parte del Governo, crea evidenti problematiche: non tiene conto delle zone climatiche che richiedono serramenti con diverse prestazioni termiche, e quindi diversi prezzi, e risulta ancora più incomprensibile in presenza di un tetto massimo di spesa (che passerebbe da 60.000 a 40.000 euro). L'associazione si chiede poi se nel costo unitario massimo dell'intervento rientrino anche i costi sopportati per le opere idrauliche derivanti dall'installazione delle valvole termostatiche. Infine, per i costi massimi indicati nella bozza, non sarebbe neppure prevista una indicizzazione all'inflazione nel triennio 2012-2014. Abbassamento al 41% dell'aliquota per le finestreSe le Associazioni di rappresentanza del sistema finestre erano disposte ad accettare una rimodulazione dell'aliquota da anni fissata al 55%, l'abbassamento di ben 14 punti è - secondo le imprese - talmente dirompente e ingiustificato da rendere inefficaci le detrazioni.  Infine, Uncsaal torna a proporre l'estensione delle detrazioni per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici anche ai beni strumentali e ai soggetti pubblici non assoggettati all'Ires. In un momento di crisi come l'attuale - spiega l'associazione -, la propensione alla spesa (seppur in parte agevolata) da parte di singoli proprietari di unità immobiliari risulta particolarmente bassa, e lo sarà anche per gran parte del 2012, mentre offrire l'opportunità di riqualificare energeticamente il patrimonio immobiliare detenuto dai grandi gestori finanziari e industriali potrebbe rappresentare un circuito virtuoso per:- riqualificare energeticamente una parte significativa di patrimonio immobiliare italiano, sia esso costituito da appartamenti ad uso residenziale, sia esso costituito da terziario;- produrre una rivalutazione del valore del patrimonio immobiliare italiano;- produrre maggior gettito per l'erario. Se stimiamo che l'intero valore degli investimenti in recupero del patrimonio non residenziale privato valgano 17 miliardi di euro - calcola Uncsaal -, una estensione delle detrazioni fiscali ai beni strumentali potrebbe produrre un incremento del 40-50% di tali investimenti, dando fiato alla ripresa del mercato in questo settore. Inoltre - conclude l'associazione dei serramentisti -, se il Legislatore individuasse forme utili ad estendere gli incentivi per la riqualificazione energetica degli edifici anche ai soggetti pubblici non assoggettati all'Ires, prevedendo, per esempio, che gli importi da detrarre siano scalati dalle utenze energetiche, è ipotizzabile un incremento del 30% del valore degli investimenti nel non residenziale pubblico attualmente stimato in 5 miliardi di euro. In sintesi, Uncsaal ribadisce come condizioni indispensabili per garantire un reale supporto al comparto italiano dei serramenti, l'abolizione dell'obbligo di installazione congiunta di sistemi di termoregolazione e il recepimento dei quattro punti condivisi da tutti i produttori di infissi: 1. conferma del provvedimento legislativo relativo agli incentivi per 4 anni (dal 1&deg; gennaio 2012 al 31 dicembre 2015). La bozza del decreto sviluppo prevede il rinnovo delle detrazioni dal 1&deg; gennaio 2012 al 31 dicembre 2014;2. possibilità di recupero del credito da parte del contribuente modulabile dai 5 ai 10 anni. La bozza del decreto confemerebbe il recupero in solo 10 anni;3. estensione del provvedimento anche ai beni non strumentali e individuazione di forme di applicazione del provvedimento anche ai soggetti pubblici non assoggettati all'IRES. La bozza del decreto non prevede alcuna estensione dei soggetti in grado di accedere alle detrazioni;4. conferma dell'attuale aliquota del 55%. La bozza del decreto fisserebbe al 41% l'aliquota spettante alle finestre.]]></description>
		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1631</link>
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	<item>
		<title><![CDATA[Rinnovabili, impianti realizzabili anche senza il sì del Comune]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24576.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>31/10/2011 - La realizzazione di un impianto per la produzione di energia da fonti rinnovabili non necessita del consenso preventivo da parte del Comune interessato. Si è espresso in questo senso il Tar Puglia con la sentenza 1670/2011. Secondo i giudici amministrativi, in base alle linee guida contenute nel Dm 10 settembre 2010, che ha attuato il D.lgs 387/2003, il procedimento di autorizzazione unica non può essere condizionato da un atto di assenso o di gradimento del comune interessato dalla realizzazione dell'impianto. Il Tribunale Amministrativo ha inoltre affermato che il parere del Comune deve essere espresso in Conferenza di Servizi. In caso di assenza del Comune, o di mancata espressione della volontà dell'amministrazione da parte del suo rappresentante durante i lavori della Conferenza, l'assenso si considera acquisito.]]></description>
		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 01:02:03 +0100</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1627</link>
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		<title><![CDATA[Bonus 55% e 36%,  rischio di decurtazione per le rate in corso]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24567.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>28/10/2011 - Potrebbero essere retroattive le decurtazioni alle detrazioni del 36% e 55% su ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche degli edifici, introdotte con la manovra finanziaria di luglio e anticipate al 2012 dalla manovra di ferragosto. Ad affermarlo è stato il sottosegretario all'Economia Bruno Cesario, che ha risposto a un'interrogazione proposta dai deputati Lo Monte e Zeller. Da dove nasce il dubbioIn base alle manovre, nel caso in cui, fino al 30 settembre 2012, il Governo non vari una valida riforma fiscale, si assisterà a una decurtazione del 5% dal 2012 e del 20% dal 2013.In sede di conversione in legge del DL 138/2011 che, come accennato, ha apportato degli aggiustamenti alla manovra finanziaria, era stato chiesto di applicare le decurtazioni solo ai pagamenti effettuati dopo il 30 settembre 2012. In caso contrario, a detta degli interroganti, si sarebbe verificata una lesione dei diritti già acquisiti. La risposta del GovernoL'Esecutivo ha sottolineato come al momento la scadenza prevista per la detrazione del 55% sia fissata al 31 dicembre 2011, mentre c'è un anno di tempo in più per il bonus sulle ristrutturazioni. L'Esecutivo ha ricordato che le detrazioni sono riconosciute in sede di dichiarazione dei redditi e hanno effetto a partire dal periodo d'imposta successivo a quello in cui le spese sono state sostenute, riducendo i corrispondenti versamenti erariali. Se ne può dedurre che la decurtazione si applica alle rate in corso, riferite alle spese sostenute negli anni precedenti.In caso contrario si assisterebbe a un differimento del termine delle agevolazioni. Circostanza che però, spiega il Governo, implicherebbe effetti sui saldi di finanza pubblica, "i cui oneri dovrebbero essere coperti".]]></description>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1619</link>
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		<title><![CDATA[Quarto Conto Energia, nuove iscrizioni al registro grandi impianti]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24572.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>28/10/2011 - Il Gestore dei Servizi Energetici informa che dal 1&deg; al 30 novembre 2011, in attuazione di quanto previsto dal DM 5 maggio 2011, è aperto un nuovo periodo di iscrizione al Registro informatico per i "grandi impianti fotovoltaici", riferito al primo semestre dell'anno 2012.La graduatoria degli impianti rientranti nel limite di costo è formata applicando, in ordine gerarchico, i criteri di priorità previsti dal Decreto, utilizzando i dati e le informazioni di cui alle dichiarazioni rese ai sensi del DPR 445/00, della cui correttezza e veridicità il dichiarante assume piena ed esclusiva responsabilità. Si invitano dunque i Soggetti Responsabili ad usare la massima attenzione nel caricamento dei dati sul Registro informatico, con particolare riferimento a quelli che determinano la posizione in graduatoria; nessuna responsabilità potrà essere attribuita al GSE per la registrazione di dati non corretti. Trattandosi di un Registro informatico e di una procedura concorsuale, il mancato inserimento dei documenti previsti ai fini dell'iscrizione non potrà essere sanato con il successivo invio di documentazione integrativa, né saranno tenute in considerazione richieste di iscrizione al Registro inviate al GSE avvalendosi di modalità diverse dall'inserimento dei documenti nel portale informatico. Il GSE, in considerazione del previsto limite di costo e della natura dei criteri che determinano la graduatoria, anche al fine di garantire l'efficienza ed efficacia della propria azione, analizzerà la documentazione relativa alle richieste di iscrizione risultate, sulla base dei menzionati criteri di priorità, potenzialmente ammissibili, fino a concorrenza del limite di costo di 150 milioni di euro e pubblicherà l'elenco degli impianti ammessi. In considerazione del fatto che la graduatoria, in conformità a quanto previsto dal Decreto, non è soggetta a scorrimento, non assumendo dunque, in particolare, alcun rilievo l'ordine delle posizioni acquisite, il GSE: -  pubblicherà l'elenco degli impianti esclusi, tra quelli potenzialmente ammissibili, in quanto carenti dei requisiti previsti, - pubblicherà l'elenco degli impianti non rientranti nei limiti di costo, ordinandoli in base alla data di iscrizione al Registro. Il GSE, al fine di sensibilizzare nuovamente gli operatori al caricamento corretto dei dati e dei documenti necessari, ritiene utile segnalare di seguito le cause più frequenti di esclusione dalla graduatoria rilevate nel primo periodo di apertura del Registro: - assenza di fotocopia non autenticata del documento di identità, in corso di validità, del sottoscrittore della dichiarazione, resa ai sensi del DPR 445/00; - assenza del titolo autorizzativo/abilitativo, valido, efficace e regolarmente conseguito (non sono ammissibili, in sostituzione, mere istanze volte ad ottenerne il rilascio, verbali di conferenze di servizi, anche se di esito positivo, titoli la cui efficacia sia sospesa o sia oggetto di impugnazione); - assenza della dichiarazione del Comune attestante l'idoneità alla realizzazione dell'impianto della DIA, della PAS o della Comunicazione relativa alle attività in edilizia libera (non sono ammissibili, in sostituzione, richieste o diffide dirette ad ottenere dall'Amministrazione il rilascio dell'attestazione). Si rammenta che l'assenza anche di uno solo dei documenti e/o dei requisiti previsti dal DM 5 maggio 2011 nonché dalle Regole Tecniche per l'iscrizione pubblicate dal GSE, comporta l'esclusione dell'impianto dalla graduatoria. Relativamente agli impianti fotovoltaici multi-sezione, si ribadisce che deve essere inviata al GSE una specifica richiesta di iscrizione al Registro per ciascuna sezione di cui si compone l'impianto, ai  fini della determinazione del relativo costo ammesso nel periodo di riferimento.  Fonte: GSE]]></description>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1623</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Premio efficienza energetica, di nuovo disponibile il portale]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24531.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>27/10/2011 - Di nuovo disponibile il portale per le domande di ammissione al premio per impianti fotovoltaici abbinati ad un uso efficiente dell'energia. Lo comunica il GSE sul suo sito web istituzionale, in cui chiarisce che il portale potrà essere utilizzato per richiedere il premio per : - gli impianti fotovoltaici incentivati secondo il D.M. 19 febbraio 2007 (Secondo Conto Energia), così come modificato dal D.M. 6 agosto 2010;- gli impianti fotovoltaici incentivati secondo D.M. 6 agosto 2010 (Terzo Conto Energia). Per quanto concerne gli impianti fotovoltaici incentivati secondo il DM 5 maggio 2011 (Quarto Conto Energia), bisogna ancora attendere la disponibilità del relativo portale applicativo. I modelli, riferiti agli impianti su edifici esistenti o edifici di nuova costruzione, dovranno essere compilati in tutte le loro parti e inviati al GSE corredati da tutti i documenti previsti nell'appendice A delle Regole applicative per il riconoscimento delle tariffe incentivanti (Quarto Conto Energia per il fotovoltaico). Le richieste del premio devono essere fatte pervenire al GSE tramite: - plico raccomandato con avviso di ricevimento (A.R.);- posta celere, prioritaria o ordinaria;- corriere;- consegna a mano. Ciascun plico deve contenere una sola richiesta di premio che deve essere trasmessa al GSE separatamente dalla richiesta dell'incentivo.]]></description>
		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1615</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Bonus riqualificazione energetica: proroga fino al 2014 ma con percentuali ridotte al 52% e al 41%]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24497.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>25/10/2011 - Proroga fino a dicembre 2014 delle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici ma con percentuali di detrazione ridotte e differenziate in relazione al tipo di intervento. &Egrave; quanto prevede la bozza di Decreto Sviluppo diffusa ieri sera. Il capitolo 10 'Efficienza energetica - Detrazione rimodulata' prevede che "le detrazioni dall'imposta lorda di cui all'articolo 1, commi da 344 a 347, 358 e 359 della legge 27 dicembre 2006, 296 (Finanziaria 2007), e successive modifiche e integrazioni si applicano anche alle spese sostenute dal 1 gennaio 2012 ed entro il 31 dicembre 2014,  nella misura e nel rispetto di quanto previsto in tabella A". E la tabella A suddivide gli interventi di riqualificazione energetica in 9 tipologie (11 se si comprende l'installazione di motori e inverter). Per ciascun tipo di intervento sono fissati: la percentuale di detrazione dall'imposta lorda; il valore massimo della detrazione; i costi unitari massimi (al netto dell'IVA). Le nuove detrazioniPer le strutture opache orizzontali di copertura verso l'ambiente esterno, la percentuale sarà del 52%, fino ad un valore massimo della detrazione di 60.000 euro, e con un costo unitario massimo di 200 &euro; /m2. Per le strutture opache orizzontali di solaio inferiore (pavimento) verso l'ambiente esterno, la percentuale sarà del 52%, fino ad un valore massimo della detrazione di 60.000 euro, e con un costo unitario massimo di 100 &euro; /m2. Per le strutture opache verticali verso ambiente esterno, la percentuale sarà del 52%, fino ad un valore massimo della detrazione di 60.000 euro, e con un costo unitario massimo di 150 &euro; /m2. Per le chiusure tecniche apribili o assimilabili (porte, finestre e vetrine comprensive di infissi) se installate congiuntamente a sistemi di termoregolazione per singolo appartamento o singolo locale, o valvole termostatiche ovvero in presenza di detti sistemi al momento dell'intervento, la percentuale sarà del 41%, fino ad un valore massimo della detrazione di 40.000 euro, e con un costo unitario massimo di 450 &euro; /m2. Per l'installazione di pannelli solari piani vetrati o sottovuoto per la produzione di acqua calda sanitari, la percentuale sarà del 52%, fino ad un valore massimo della detrazione di 50.000 euro, e con un costo unitario massimo di 800 &euro; /m2. Per l'installazione di caldaia a condensazione di potenza termica al focolare inferiore a 35 kW, la percentuale sarà del 41%, fino ad un valore massimo della detrazione di 7.000 euro, senza costi unitari massimi. Per l'installazione di caldaia a condensazione di potenza termica al focolare superiore o uguale a 35 kW, la percentuale sarà del 52%, fino ad un valore massimo della detrazione di 50.000 euro, senza costi unitari massimi. Per l'installazione di pompe di calore ad alta efficienza, la percentuale sarà del 52%, fino ad un valore massimo della detrazione di 50.000 euro, senza costi unitari massimi. Per l'installazione di impianti geotermici a bassa entalpia, la percentuale sarà del 52%, fino ad un valore massimo della detrazione di 80.000 euro, senza costi unitari massimi. Per l'installazione di motori ad elevata efficienza, nonché sostituzione di motori esistenti con motori ad elevata efficienza, e di variatori di velocità (inverter) resta confermato quanto previsto dall'articolo 1, commi 358 e 359 della Finanziaria 2007.]]></description>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1611</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Il GSE lancia 'Rinnova', portale informativo per le rinnovabili]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24449.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>24/10/2011 - Il GSE lancia RINNOVA, una nuova sezione informativa del proprio sito web dedicata alle energie rinnovabili e all'efficienza energetica. Il nuovo portale nasce in ottemperanza al Dlgs 28 del 3 marzo 2011, per informare su incentivi, benefici, buone pratiche, normative e procedimenti autorizzativi relativi alle rinnovabili. La sezione 'Incentivi' contiene informazioni sugli incentivi per produrre energia elettrica (Conto Energia per il fotovoltaico e il solare termodinamico, incentivi per eolico, idroelettrico, biomasse, geotermia, moto marino), caldo e freddo con le rinnovabili (Detrazione del 55%, incentivi per biomasse, geotermia, pompe di calore) e sugli incentivi per i biocarburanti. La seconda sezione è dedicata alle 'Buone pratiche', esperienze virtuose di pubbliche amministrazioni, cittadini, associazioni e imprese nel campo dell'efficienza energetica, delle fonti rinnovabili, nell'uso razionale dell'energia, della mobilità  e dei comportamenti sostenibili. Uno spazio aperto a tutti, alimentato con il contributo di chi ha attuato progetti e programmi condividendo esperienze esemplari. Nello spazio 'Approfondimenti' si trovano informazioni sui procedimenti autorizzativi previsti a livello nazionale e regionale per l'installazione di impianti a fonti rinnovabili; e ancora guide, approfondimenti economici, tecnici, giuridici, ambientali e confronti internazionali. All'interno di RINNOVA si trova anche l'accesso a SIMERI, il sistema italiano per il monitoraggio statistico dell'elettricità, del riscaldamento-raffreddamento e dei trasporti, che consente di monitorare lo stato di raggiungimento dell'obiettivo nazionale del 17% al 2020 imposto dalla direttiva UE 28/2009. L'applicazione permette di seguire l'evoluzione dei consumi soddisfatti con le fonti rinnovabili attraverso 'cruscotti' interattivi. 'Pillole di Sostenibilità' è la sezione dedicata alle piccole pratiche e agli accorgimenti quotidiani che aiutano a risparmiare e a proteggere l'ambiente. Consigli utili per ogni fase della giornata: a casa, al lavoro, a scuola, in viaggio, al supermercato.]]></description>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1607</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Calabria, via libera alla legge per l'edilizia sostenibile]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24389.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>19/10/2011 - Nella seduta del 17 ottobre scorso, il Consiglio regionale della Calabria ha approvato all'unanimità le "Norme per l'abitare sostenibile". La legge stabilisce criteri, indirizzi, metodi e contenuti degli strumenti di promozione e realizzazione di uno sviluppo sostenibile e durevole degli ambiti urbanistici ed edilizi e si pone come strumento quadro di regolamentazione dei principi fondamentali della sostenibilità in edilizia a partire dalla pianificazione urbanistica. Lo strumento centrale di attuazione è la certificazione della sostenibilità degli edifici che si basa sul Protocollo Itaca. Nello stesso tempo la legge si pone come strumento di promozione ed incentivazione delle azioni per la sostenibilità delle costruzioni, da attuare attraverso una serie di incentivi ed agevolazioni anche economici. La sostenibilità degli edifici - spiega la relazione al ddl - ha inizio dagli strumenti di governo del territorio che devono contenere, già al momento della scelta delle aree, precise indicazioni ambientali, sulle modalità di costruzione e sul migliore utilizzo delle risorse climatiche, ambientali ed energetiche presenti sul sito. La legge disegna il sistema di certificazione della sostenibilità degli edifici e le modalità tecniche di conoscenza e di controllo del livello di prestazione da questi raggiunto (artt. 8 e 9). Sono definiti i principi generali per le procedure di certificazione: l'ente competente è la Regione, che abiliterà i professionisti. Con apposita documentazione, saranno definite le procedure e i relativi controlli per l'accreditamento dei professionisti abilitati alla certificazione, e per l'acquisizione del certificato. L'articolo 9 contiene i principi generali delle procedure tecniche per la valutazione della sostenibilità degli edifici, cioè il disciplinare tecnico, strumento tecnico a base della certificazione dell'edificio. Ad esso si affiancano le linee guida, una sorta di manuale esplicativo e di orientamento contenente anche esempi pratici, che illustra nel dettaglio le modalità per il raggiungimento dei livelli di prestazione prescelti e un sistema informatico che renda più agevole all'utenza (progettisti, e certificatori) la compilazione delle schede contenute nel disciplinare tecnico stesso. La proposta di legge prevede una integrazione volontaria alla certificazione energetica obbligatoria prevista dall'art. 6 del Dlgs 192/2005, con l'intento di creare una sorta di "competizione virtuosa" tra proprietari, costruttori e progettisti. La legge proposta si limita all'enunciazione dei principi e delle norme quadro; successivamente la Regione disciplinerà le modalità di calcolo delle prestazioni energetiche e ambientali degli edifici secondo un metodo prestazionale a punteggio che graduerà il livello di qualità raggiunto. Su tale metodo verranno tarati anche gli incentivi. La certificazione energetico-ambientale, laddove richiesta, comprende anche la certificazione energetica di cui al Dlgs 192/2005, soprattutto per semplificare le procedure nei confronti degli utenti degli alloggi, dei professionisti e delle imprese.Infine, la Regione Calabria ritiene di importanza fondamentale lasciare in mano pubblica il sistema della certificazione, attraverso il ricorso a professionisti accreditati, mantenendo tuttavia controlli a campione non solo sulla sussistenza dei requisiti dei soggetti certificatori, ma anche sul loro operato, al fine di garantire la qualità e l'efficienza del sistema e soprattutto il controllo da parte di soggetti terzi.]]></description>
		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1599</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA['Ecosistema Urbano': prime Venezia, Bolzano e Belluno]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24384.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>19/10/2011 - &Egrave; stata presentata nei giorni scorsi a Genova la XVIII edizione del Rapporto "Ecosistema Urbano" realizzato da Legambiente, Ambiente Italia e Sole 24 Ore. Tanti gli indicatori presi in considerazione: aria, acque, rifiuti, trasporti e mobilità, spazio e verde urbano, energia, politiche ambientali pubbliche e private. Per la prima volta la ricerca pone l'accento sulla sicurezza, intesa come rischio per la salute legato alla cattiva qualità dell'aria e al traffico, alle abitazioni costruite male o nel posto sbagliato, alla presenza di fabbriche inquinanti. Quest'anno non c'è un'unica graduatoria perché, per la prima volta, la fotografia scattata da Legambiente raggruppa i 104 comuni capoluogo in tre categorie: 15 grandi città sopra i 200.000 abitanti, 44 medie città tra 200.000 e 80.000 abitanti e 45 piccole città sotto gli 80.000 abitanti. Per le grandi città al primo posto c'è Venezia, per le medie città conquista la vetta Bolzano, mentre la regina dei piccoli centri è Belluno. L'ultimo posti di tutte e tre le categorie è occupato da città siciliane: Palermo è ultima tra le grandi città, Siracusa tra le città medie e Caltanissetta tra i centri più piccoli.  "Al di là della posizione in classifica - ha dichiarato il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza - se si va a guardare il punteggio di ogni città, salta agli occhi che non ci sono sostanziali variazioni rispetto al 2009, e se ci sono, nella maggioranza dei casi, sono in negativo. E questo vale per Varese come per Reggio Calabria. Le città sono praticamente ferme e questo perché le amministrazioni locali hanno paura di cambiare passo e di imboccare con determinazione la strada del cambiamento ma soprattutto perché manca la politica, a livello nazionale. E la mancanza di politiche innovative - si legge nel Rapporto - si registra anche "nel governo della mobilità, dove non solo le pedonalizzazioni, ma persino le corsie preferenziali per i mezzi pubblici, che sono a co&shy;sto zero, sono bloccate, o ancora nelle politiche per abbattere le emissioni di CO2 e sviluppare la riqualificazione energetica in edilizia, nonostante i regolamenti edilizi siano spesso strumenti ben fatti. Qui, in particolare, se qualcosa si è fatto è stato grazie ai singoli cittadini che con il 55% hanno investito nella propria abitazione, mentre, al contrario di quello che sta succedendo in Europa, non vediamo ecoquartieri, ma neanche edifici a zero emissioni, se non in pochi casi isolati, spesso più diffusi nei piccoli comuni che nelle città medio grandi. Manca una capacità politica di pensare, di immaginare, prima ancora di realizzare, un altro modo di muoversi in città, di consumare, di usare l'energia, un'idea diversa del modo di essere comunità urbana. Il modello è sempre quello della dispersione energetica, del trasporto privato, dello spreco di acqua. E poi si interviene con misure tampone, iniziative spot, incapaci di rispon&shy;dere alle direttive europee".]]></description>
		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
		<guid>1600</guid>
		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1600</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Friuli Venezia Giulia, ok al nuovo Protocollo Vea]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24370.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>18/10/2011 - Nella seduta del 14 ottobre scorso, la Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato in via preliminare il nuovo Protocollo VEA per la Valutazione della qualità Energetica e Ambientale degli edifici, che sostituirà il Protocollo VEA del 2009. Il Protocollo VEA - ha spiegato l'assessore ai Lavori pubblici Riccardo Riccardi - è stato "rimodulato, anche sulla base delle riflessioni delle categorie professionali, ed ora è sicuramente più attuale e rispondente alle esigenze". In particolare, sono state adottate alcune nuove schede tecniche di valutazione riguardanti le tipologie d'intervento 'nuova costruzione' e 'ristrutturazione edilizia' con destinazione d'uso uffici e residenziale, puntando al momento soprattutto sui caratteri energetici, con riserva di approfondire quelli di tipo ambientale, come auspicato nei dibattiti e nelle analisi sviluppati dagli uffici regionali con il mondo delle professioni tecniche. Restano confermate, come previsto dalla legge regionale 23/2005, le date di entrata in vigore della certificazione energetica degli edifici in Friuli Venezia Giulia secondo il Protocollo VEA: - il 31 ottobre 2011, per gli interventi di nuova costruzione (per superfici superiori ai 50 mq), ampliamenti, ristrutturazioni, restauri e risanamenti, manutenzioni straordinarie (nel caso di esecuzione lavori che modificano le prestazioni energetiche e/o ambientali) di alloggi ed edifici;- il 1&deg; gennaio 2012, per l'obbligo di certificazione VEA nei trasferimenti di tipo oneroso e i contratti di locazione (o loro rinnovi). Il Protocollo è ora all'esame della competente Commissione del Consiglio regionale per il necessario parere, mentre l'approvazione definitiva da parte della Giunta è prevista entro la fine di ottobre per consentire l'entrata in vigore del provvedimento il 1&deg; novembre 2011.Foto tratta dal sito agenziacasaclima.it]]></description>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1595</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Carloforte primo Comune d'Italia a zero emissioni nel 2014]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24295.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>12/10/2011 - Il primo Comune a zero emissioni d'Italia sarà in un'isola: Carloforte diventa 'a impatto zero' nel 2014 grazie a un modello di sviluppo, esportabile su tutto il territorio nazionale, basato su energie rinnovabili, eco mobilità e gestione dei consumi energetici e attraverso un algoritmo unico, presentato lo scorso 7 ottobre in anteprima mondiale dai ricercatori del Centro interuniversitario di ricerca per lo sviluppo sostenibile della Sapienza di Roma (Cirps). L'isola di San Pietro, famosa nel mondo per il suo tonno rosso, diventerà così in breve tempo un'area verde, laboratorio nazionale per lo sviluppo ecologico. Il piano energetico - che fa seguito al protocollo d'intesa stipulato con il Ministero dell'Ambiente - è stato in parte anticipato dal sindaco di Carloforte, Agostino Stefanelli, in occasione del 'Carloforte green workshop' (www.carlofortegreen.info), la tre giorni dedicata alla green economy terminata domenica scorsa. Il piano, che risponde all'esigenza di amministratori e cittadini di tornare in piena sintonia con la natura e l'ambiente, si fonda su un mix di innovazioni scientifiche all'avanguardia in ambito internazionale. "Energia in rete", l'algoritmo presentato dai ricercatori della Sapienza, in abbinamento con apparati elettronici dedicati, diventa una sorta di "cervellone" diffuso del risparmio (non esiste un'unità centrale) in grado di monitorare e gestire i consumi e i valori di produzione (ma anche di monitorare gli inquinanti attraverso specifiche sonde)  in tempo reale attraverso sofisticate tecnologie smart grid, reti wireless e sensori di controllo degli sprechi energetici. Un sistema innovativo che si sposa con gli strumenti tradizionali di sviluppo di energia pulita e l'abbattimento di emissioni inquinanti previsti dal piano, come l'ammodernamento delle centrali fotovoltaiche, il trasporto pubblico locale in mobilità sostenibile, elettrico e non, il monitoraggio dell'aria, i tetti fotovoltaici e solari termici in edifici pubblici e abitazioni. E poi, mobilità a zero emissioni per gli addetti comunali, biciclette elettriche gratuite per i cittadini, razionalizzazione dei consumi di acqua, valorizzazione di beni ambientali e turistici. "Il punto forte del piano - hanno spiegato Vincenzo Naso, direttore del Cirps e Daniele Pulcini coordinatore dell'unità di ricerca AERELche ha curato il progetto- è il mix di tecnologie che monitorano e calmierano i consumi entro limiti ampiamente condivisibili, ma forniscono anche un'informazione immediata sui progressi fatti. Un modo importante e veloce per rendere partecipi i cittadini sui risultati conseguiti". E proprio dai 6500 abitanti del comune dell'Isola (ecologica) di San Pietro, secondo il sindaco di Carloforte, Agostino Stefanelli, arriverà il supporto più convinto: "Il piano, che è anche un'azione di marketing territoriale innovativa, coinvolgerà tutti e prevede azioni importanti sul fronte di un nuovo senso civico, a partire dagli addetti comunali e dai bambini".  Si parte dalla mobilità, con un veicolo bimodale che al mattino farà da scuolabus e il pomeriggio accompagnerà le squadre tecniche degli operai comunali, che si avvarranno anche di un pick up a zero emissioni. Un altro veicolo elettrico è stato invece acquistato per la Polizia municipale, mentre le 40 biciclette elettriche (progetto Green bike Carloforte), ma il numero aumenterà, saranno messe a disposizione dei cittadini gratuitamente, ma solo nel periodo invernale perché nel periodo estivo le due ruote saranno destinate alla viabilità turistica. Oltre alla mobilità sostenibile, ai tetti fotovoltaici e solari termici delle scuole medie e materne, al nuovo piano di intervento sul ciclo dei rifiuti, la vera parola d'ordine a Carloforte sarà quella del risparmio. &Egrave; il caso del ripristino delle fontanelle pubbliche per la produzione di acqua potabile di alta qualità, che consentiranno di ridurre il consumo di bottiglie e, ancor più, del nuovo piano regolatore dell'illuminazione comunale, che punta - entro questo mese - a contenere i consumi di energia addirittura fino al 60% lungo le vie del centro, del 46% in città e del 23% fuori matrice. Energia in rete - il software del risparmio che se applicato a livello nazionale risolverebbe più di un problema energetico - mette assieme dispositivi custom, in grado di processare le informazioni acquisite attraverso un network auto configurante, e dei sensori (trasduttori che rilevano dati esterni trasformandoli in segnali elettrici). In breve, si tratta di una tecnologia wireless intelligente che incrocia i dati, monitora e razionalizza il consumo energetico di edifici pubblici, ospedali, abitazioni civili, strade. Ma per il piano, che può contare su un finanziamento di 5 milioni di euro in virtù del protocollo d'intesa con il ministero dell'Ambiente (stipulato con il comune di Carloforte, la Regione Sardegna, la Provincia di Carbonia-Iglesias e il Consorzio del Parco Geominerario della Sardegna), anche paesaggio e cultura rivestono un'importanza ambientale, e quindi economica se considerata sotto l'aspetto del marketing territoriale. Da qui le azioni di recupero e valorizzazione delle risorse ambientali e del patrimonio culturale, come ad esempio la creazione delle 'Vie del sale' con pista ciclabile tra le saline di Carloforte. Tra gli ospiti intervenuti al 'Carloforte green workshop', il presidente Foundation on economic trends, Jeremy Rifkin, il presidente Ispo, Renato Mannheimer (indagine "Italiani e vacanze  green, la nuova domanda turistica del Paese") il presidente Commissione Ambiente del Senato, Antonio D'Ali, il presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli, il presidente di Assosolare, Gianni Chianetta, il primo ricercatore CNR, Mario Tozzi, il primo ricercatore CNR, Valerio Rossi Albertini.  Fonte: InterCOM - Ufficio stampa Carloforte Green Workshop]]></description>
		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1591</link>
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		<title><![CDATA[Emilia Romagna, nuove regole sul rendimento energetico]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24257.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>11/10/2011 - &Egrave; entrata in vigore il 6 ottobre scorso la nuova disciplina regionale dell'Emilia-Romagna relativa al rendimento energetico degli edifici, la Delibera 1366 del 26 settembre 2011, pubblicata sul Bollettino Ufficiale 151 del 6 ottobre 2011. Con il provvedimento, l'Emilia-Romagna è la prima Regione a recepire nella propria disciplina le disposizioni del Dlgs 28/2011 in materia di integrazione di impianti ad energia rinnovabile negli edifici. Rispetto all'attuale disciplina, le principali modifiche riguardano appunto la dotazione di impianti a fonte rinnovabile per gli edifici di nuova costruzione o soggetti a ristrutturazione rilevante. Da questo punto di vista, in realtà, le modifiche apportate avranno effetto a partire dal 31 maggio 2012: fino a quella data, infatti, sono previsti i medesimi standard prestazionali oggi vigenti. Dal 31 maggio 2012, e con una applicazione progressiva, sono previsti nuovi standard, a copertura di quota parte (fino ad arrivare al 50%) dell'intero consumo di energia termica dell'edificio (per la climatizzazione e per la produzione di acqua calda sanitaria) e di produzione di energia elettrica. Sempre in materia di fonti rinnovabili di energia, la nuova disciplina introduce specifici criteri per la determinazione della quantità di energia resa disponibile dalle pompe di calore e qualificabile come rinnovabile. Un'altra significativa modifica riguarda l'attestato di certificazione energetica degli edifici: a partire dal 6 ottobre 2011, infatti, l'indice di prestazione energetica e la relativa classe contenuti nell'attestato devono essere riportati negli annunci commerciali di vendita di edifici o di singole unità immobiliari. L'articolo 13 del Dlgs 28/2011 prevede questo obbligo a partire dal 1&deg; gennaio 2012. Infine, la possibilità di ottenere un bonus volumetrico del 5%, per edifici di nuova costruzione o ristrutturazioni rilevanti, se si aumenta del 30% la dotazione minima di energia da fonti rinnovabili.  Fonte: Regione Emilia Romagna]]></description>
		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<title><![CDATA[Impianti fotovoltaici esenti dall'Ici]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24244.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>10/10/2011 - Centrali fotovoltaiche come immobili. Ma esenti dall'Ici perché di interesse pubblico. &Egrave; la posizione del Consiglio nazionale del notariato, che in due studi ha chiarito l'aspetto civilistico e fiscale degli impianti. Con lo studio 221-2011/C, il Consiglio Nazionale del Notariato ha spiegato che le centrali fotovoltaiche possono essere classificate come beni immobili dal momento che per funzionare non possono prescindere dal collegamento col territorio. L'eventuale precarietà dell'elemento materiale dell'ancoraggio al suolo, si legge nello studio, è compensata infatti dal punto di vista funzionale. La messa in opera di un impianto di grandi dimensioni necessita dell'integrazione tra diversi elementi, nonché dell'allacciamento alla rete elettrica nazionale. Elementi che lasciano presupporre un collegamento con il luogo per la sua utilizzazione prolungata nel tempo. Per acquisire la disponibilità delle aree per la costruzione delle centrali fotovoltaiche è quindi necessaria la costituzione di un diritto di superficie, ma è anche possibile ricorrere alla locazione o al comodato. Con lo studio 35-2011/T, il Consiglio Nazionale del Notariato è invece tornato sul trattamento fiscale degli impianti, attribuendo ai lastrici solari la stessa natura dell'edificio cui appartengono e respingendo la teoria dell'assimilabilità alle aree urbane. Considerazione che li rende assimilabili agli impianti di interesse pubblico. Quindi esenti dall'Ici. Finora, sottolinea lo studio, si sono alternati pareri discordanti sulla natura degli impianti. Secondo l'Agenzia del Territorio gli immobili ospitanti gli impianti fotovoltaici si qualificano come unità immobiliari che devono essere accertate nella categoria "D/1-opifici", quindi equiparate alle turbine delle centrali elettriche. Al contrario, non assumono autonoma rilevanza catastale, costituendo semplici pertinenze delle unità immobiliari cui accedono, le porzioni di fabbricato ospitanti impianti di produzione di energia aventi modesta potenza e destinati prevalentemente ai consumi domestici. L'Agenzia delle Entrate ritiene invece che l'impianto fotovoltaico situato su un terreno, non costituisce impianto infisso al suolo dato che i moduli che lo compongono possono essere agevolmente rimossi e posizionati in altro luogo, mantenendo inalterata la loro funzionalità.]]></description>
		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<title><![CDATA[Al via la 3^ edizione del Premio 'Sostenibilità ambientale e sociale']]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24225.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>10/10/2011 - Al via la terza edizione del "Premio Sostenibilità Ambientale e Sociale per il Comune. Efficienza energetica e innovazione nell'edilizia". L'iniziativa, promossa dal Saint-Gobain Italia assieme ad Ancitel Energia e Ambiente con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente, dell'ANCI e del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, è dedicata ai Comuni italiani che hanno realizzato progetti e iniziative per un'edilizia energeticamente efficiente e ambientalmente sostenibile. L'obiettivo è di premiare e promuovere l'impegno delle Amministrazioni locali più virtuose in termini di sostenibilità ambientale, innnovazione tecnologica e qualità architettonica. I Comuni italiani, i Consorzi fra Comuni e le Unioni di Comuni potranno iscriversi gratuitamente al Premio e presentare i progetti da essi realizzati scaricando il Bando e il Modulo di partecipazione dal sito di Ancitel Energia e Ambiente www.ea.ancitel.it o dal sito dedicato all'iniziativa www.premioediliziasostenibile.it. Le candidature dovranno pervenire entro e non oltre le ore 18.00 del 16 gennaio 2012.  Ciascun Comune potrà candidarsi nell'ambito della propria fascia demografica (Enti con meno di 10.000 ab. / Enti con oltre 10.000 ab.) per una sola delle due categorie previste:CATEGORIA 1: migliore realizzazione per l'efficienza energetica nell'edilizia abitativa comunale;CATEGORIA2: migliore realizzazione per efficienza energetica nell'edilizia comunale non abitativa. Una giuria, composta da autorevoli esponenti del mondo istituzionale, dell'ambiente, del sistema produttivo e della ricerca, valuterà i progetti candidati dalle Amministrazioni locali. Saint-Gobain Italia e Ancitel Energia e Ambiente, in occasione di una cerimonia ufficiale che si terrà a marzo 2012, premieranno i Comuni e le Amministrazioni - due per ciascuna delle categorie e delle fasce demografiche di appartenenza - i cui progetti avranno risposto meglio agli obiettivi del Premio. "Questa iniziativa" afferma il Prof. Giuliano Dall'O', Architetto del Politecnico di Milano e membro della Giuria Ufficiale del Premio"conferma l'importante ruolo che l'edilizia ricopre nel processo di urbanizzazione e riqualificazione delle nostre città in chiave sostenibile. Con il supporto di autorevoli esperti della Giuria finale, saranno riconosciuti i meriti dei progetti comunali realizzati secondo criteri di sostenibilità. Il "Premio Sostenibilità Ambientale e Sociale per il Comune", promosso dal 2009 da Saint-Gobain e Ancitel Energia e Ambiente, ha visto nelle scorse edizioni la vittoria di Comuni importanti come Modena, Palermo, Venezia  e Imola, ma ha anche premiato e portato alla ribalta le iniziative di tante realtà medie e piccole, protagoniste di un impegno esemplare e in grado di raggiungere risultati importanti, fra cui Cerzeto, Villesse, Oriolo Romano, Castelnuovo Magra, Piobesi Torinese, Carugate. "Il successo delle prime due edizioni del Premio - spiega Filippo Bernocchi, Delegato ANCI ai Rifiuti e all'Energia - è testimoniato dal crescente numero di candidature presentate dai Comuni e soprattutto dalla loro elevata qualità progettuale; questo conferma la nostra percezione che, nonostante le difficoltà operative e le crescenti ristrettezze di bilancio, i Comuni hanno le capacità tecniche e vogliono investire in sostenibilità, efficienza energetica e innovazione per un "territorio di qualità". Auspichiamo che anche l'edizione 2001-12 del Premio - continua Bernocchi -contribuisca ad accrescere la sensibilità delle Istituzioni e dei Comuni su questi temi di grande attualità". Grazie a questo Premio, ciascun Comune ha non solo contribuito al benessere dei propri abitanti, ma ha anche partecipato indirettamente all'attività di sensibilizzazione verso quelle realtà più pigre e meno virtuose sul fronte della sostenibilità ambientale. "Saint-Gobain da anni ha rivolto il suo impegno alle politiche di risparmio energetico. Ci siamo dedicati alla ricerca e alla produzione di soluzioni innovative per realizzare un'edilizia sostenibile" - commenta Gianni Scotti, Presidente del Gruppo Saint-Gobain Italia.  "Questo impegno si traduce in azioni concrete, come ad esempio la scelta di installare sui tetti dei nostri stabilimenti in Italia impianti fotovoltaici di ultima generazione. Saranno circa venti gli stabilimenti coinvolti su tutto il territorio nazionale e il primo impianto è già stato già inaugurato nello stabilimento di Casola Valsenio (RA). &Egrave; ormai già in analisi anche il secondo impianto, in Lombardia. &Egrave; importante dunque sostenere iniziative come questa, per sensibilizzare Istituzioni e cittadini a costruire più "ecosostenibile", utilizzando le soluzioni migliori per l'uomo e per l'ambiente. Non tutti sanno che la  conservazione delle risorse energetiche è innegabilmente una delle più grandi sfide del XXI&deg; secolo e il settore edile rappresenta il consumatore numero uno di energia: il 40% circa del fabbisogno energetico è infatti legato al riscaldamento e al raffreddamento degli edifici. L'edilizia ha oggi una grande responsabilità verso il tema energia. E, in qualità di produttori di edilizia sostenibile, noi per primi, dobbiamo impegnarci a sviluppare sistemi sempre più innovativi ed efficaci, per vincere la sfida di costruire un futuro all'insegna della sostenibilità ambientale e della riduzione del consumo energetico". Al suo terzo anno, il "Premio Sostenibilità Ambientale e Sociale per il Comune. Efficienza energetica e innovazione nell'edilizia" di Saint Gobain Italia e Ancitel Energia e Ambiente si conferma come un importante appuntamento e come un'occasione per offrire meritata visibilità alle iniziative dei Comuni finalizzate ad aumentare l'efficienza e il risparmio energetico del proprio patrimonio edilizio mediante soluzioni progettuali e tecnologiche innovative e dall'elevato valore estetico e architettonico.  Fonte: Ufficio Comunicazione Saint-Gobain Italia]]></description>
		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1580</link>
	</item>
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		<title><![CDATA[Aste nelle rinnovabili, doppia minaccia per Aper]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24227.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>06/10/2011 - Rinnovabili a rischio con il meccanismo delle aste. &Egrave; il timore espresso in un documento redatto dal Centro studi dell'Aper. L'Associazione produttori di energia da fonti rinnovabili vede una doppia minaccia nel nuovo sistema di incentivazione introdotto dal D.lgs 28/2011 per il recepimento della Direttiva 2009/28/Ce. Secondo Aper, il rischio di insuccesso e mancato recupero dei costi di sviluppo può scoraggiare le imprese dall'intraprendere nuove iniziative. D'altro canto, l'accesso al credito sarebbe difficile data l'impossibilità di dimostrare agli istituti finanziatori l'entità e l'esistenza dell'incentivo. Gli investimenti si concentrerebbero quindi sugli impianti di piccola taglia, esenti dalla partecipazione alle aste, con conseguenze negative per il raggiungimento degli obiettivi europei del 2020. I progetti che non rientrano nel contingente incentivato, spiega il documento dell'Aper, potrebbero vendere le autorizzazioni a soggetti maggiormente disposti ad accollarsi il rischio della partecipazione all'asta. In questo modo, però, la potenza installata sarebbe minore di quella autorizzata. Uno scenario che desterebbe preoccupazioni nel caso in cui fossero fissati obiettivi regionali. Aper delinea due possibili scenari. Nel primo, con partecipazione consentita solo agli impianti autorizzati, i progetti non vincitori, non percependo nessun incentivo, non riuscirebbero ad entrare in esercizio e recuperare i costi. La situazione non cambierebbe nel caso in cui i progetti potessero accedere ad un incentivo pari al "livello floor" dell'asta. L'incentivo riconosciuto sarebbe infatti diverso da quello richiesto e non consentirebbe l'esercizio dell'attività di produzione. Gli investitori sarebbero disincentivati e si assisterebbe a un dislivello tra iniziative autorizzare e realizzate. Nel secondo scenario Aper ipotizza il coinvolgimento delle aste degli impianti non ancora autorizzati, col rischio di giochi strategici da parte degli operatori. Anche in presenza di meccanismi di garanzia, spiega, non sarebbe certo che i progetti risultati vincitori nell'asta vengano prima autorizzati e poi realizzati. Secondo Aper, se il blocco avvenisse nella fase autorizzativa, l'escussione delle garanzie o l'applicazione delle penali apparirebbe iniqua dato che non si potrebbero riscontrare effettive responsabilità in capo al proponente. Apparirebbe inoltre irragionevole il pagamento di una penale da parte dell'operatore in caso di ritardi, sia da parte dell'amministrazione competente al rilascio dell'Autorizzazione sia da parte del gestore di rete, che comportino il mancato rispetto del termine per l'entrata in esercizio previsto dalla disciplina delle aste. Si verrebbero in ogni caso a creare le condizioni per nuovi livelli di contenziosi tra operatori, amministrazioni e gestori di rete.]]></description>
		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1575</link>
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	<item>
		<title><![CDATA[Efficienza energetica degli edifici: richiamo UE per l'Italia]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24207.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>05/10/2011 - Due mesi di tempo per adeguare la legislazione nazionale alla Direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico nell'edilizia. &Egrave; questo il nuovo ultimatum che la Commissione Europea ha lanciato il 29 settembre scorso all'Italia, il secondo step della procedura di infrazione a carico dell'Italia avviata nel novembre 2010. Lo scorso anno, infatti la Commissione Ue contestava al nostro Paese la non completa applicazione della normativa comunitaria in materia di rendimento energetico degli edifici, rilevando in particolare, che le disposizioni italiane in materia di rilascio degli attestati di rendimento energetico non rispondevano alle norme fissate dalla direttiva (leggi tutto). A seguito della messa in mora di novembre 2010, l'Italia ha modificato la normativa (Dlgs 192/2005, Dlgs 311/2006), ma evidentemente non ha convinto Bruxelles, che ha ritenuto di procedere con un 'parere motivato' per rinnovare l'invito all'Italia a conformarsi alle regole europee. I punti contestati riguardano: - la certificazione energetica: la direttiva prevede che gli Attestati di certificazione energetica siano rilasciati da esperti qualificati indipendenti per tutti gli edifici nuovi e per quelli esistenti. La legislazione italiana - osserva la Commissione - consente ai proprietari di autocertificare il rendimento energetico se dichiarano che il loro edificio appartiene alla classe di consumo inferiore (G) e che i costi energetici per l'eventuale inquilino o acquirente saranno molti alti; questo significa che il nuovo proprietario o inquilino non riceve alcuna informazione sui futuri costi energetici né alcuna indicazione su come migliorare il rendimento energetico dell'edificio.- L'affitto: per la legge italiana gli attestati di certificazione energetica sono obbligatori solo per i nuovi edifici, ma non per gli edifici esistenti che non ne abbiano già uno al momento della conclusione del contratto d'affitto. - Gli impianti di condizionamento dell'aria: l'Italia, secondo la Commissione, non ha ancora messo in atto misure per garantire controlli regolari degli impianti. Se l'Italia non adeguerà la normativa nazionale entro i termini fissati dalla Commissione europea, verrà deferita alla Corte di giustizia dell'Unione europea e rischierà una multa per il mancato recepimento della Direttiva. Nei giorni scorsi, Stefano Saglia, sottosegretario allo Sviluppo economico con delega all'energia, ha dichiarato che "la procedura dell'Europa contro l'Italia sul rendimento energetico degli edifici è uno stimolo in più a inserire la norma per la detrazione del 55% nel Decreto Sviluppo a cui stiamo lavorando" (leggi tutto).  Ricordiamo che a luglio 2010 è entrata in vigore la Direttiva 2010/31/Ue sull'efficienza energetica in edilizia e sugli 'edifici a energia quasi zero', che sostituirà dal 1&ordm; febbraio 2012 la Direttiva 2002/91/CE (leggi tutto) e che dovrà essere recepita nell'ordinamento italiano entro luglio 2012.]]></description>
		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1567</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Serre fotovoltaiche, aggiornamenti in Sardegna]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24204.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>05/10/2011 - La Sardegna aggiorna la disciplina sulle serre fotovoltaiche. Con la Delibera assessorile 1495-50/2011, la Regione si allinea a quanto stabilito nel Quarto Conto Energia. In particolare la nuova disposizione modifica l'allegato A5 della delibera con cui la Sardegna aveva recepito il DM 10 settembre 2010, recante le linee guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili. Per poter garantire la coltivazione sottostante, le serre dopo l'intervento devono avere un rapporto tra proiezione al suolo della superficie dei moduli e superficie totale della copertura non superiore al 50%. Allo stesso modo, non devono superare il 50% neanche i livelli di illuminamento minimo.Vengono quindi abrogati tutti i precedenti riferimenti al limite del 75%.]]></description>
		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
		<guid>1568</guid>
		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1568</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Rinnovabili 2010, Gse pubblica il rapporto]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24187.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>04/10/2011 - Nel 2010 continua la corsa delle rinnovabili: la potenza installata arriva a 30.284 MW (+14% rispetto al 2009) e la produzione a 76.964 GWh (+11%). La crescita della produzione è dovuta principalmente alla fonte idraulica che nel 2010 ha raggiunto il suo massimo storico pari a 51.117 GWh. I consumi finali elettrici da fonti rinnovabili, secondo quanto previsto nel Piano di Azione Nazionale, dovrebbero coprire nel 2020 il 26,4% del consumo lordo di energia elettrica. Nel 2010 questa quota ha raggiunto il 20,1% in crescita rispetto al 18.8% del 2009. I dati sono contenuti nel Rapporto Statistico "Impianti a fonti rinnovabili - Anno 2010" pubblicato dal Gestore dei Servizi Energetici - GSE S.p.A. nella sezione del sito Attività&gt;Statistiche sulle fonti rinnovabili&gt;Dati e pubblicazioni informative Quest'anno la pubblicazione esce come un unico rapporto capace di rappresentare la realtà degli impianti a fonte rinnovabile presenti in Italia. Contiene quindi informazioni su consistenza, potenza installata e produzione elettrica generata a livello nazionale, regionale e provinciale. Il rapporto riporta inoltre la ripartizione dell'energia elettrica rinnovabile a livello regionale utile per il calcolo del futuro burden-sharing. In un'apposita sezione, sono sinteticamente riportati e quantificati i servizi e le diverse tipologie di incentivi riconosciuti dal GSE alla produzione di energia elettrica rinnovabile nell'anno 2010. A conclusione il confronto con i principali Paesi Europei dove si riporta la diffusione della potenza installata in Europa e nel Mondo. Fonte: GSE]]></description>
		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1563</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Riqualificazione energetica, Enea propone il '55% plus']]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24146.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>30/09/2011 - Abbinare il "55% plus" a forme di incentivazione già consolidate. &Egrave; la proposta di Enea, che sulla base di un risparmio energetico conseguibile certificato, prevede un meccanismo per l'accesso a prestiti agevolati fino ad un tetto individuale (e condominiale) stabilito. Se ne è parlato al convegno "Recupero energetico degli edifici: poniamo le basi della Green Economy italiana" svolto ieri in Campidoglio. Tra i partecipanti gli operatori dell'edilizia accomunati da un unico obiettivo: rendere più efficienti il maggior numero di edifici esistenti sfruttandone l'intero potenziale di risparmio energetico. Il Commissario ENEA, Giovanni Lelli si è soffermato sui dati dei consumi. In Italia e in Europa il settore dell'edilizia è responsabile per circa un terzo dei consumi energetici totali. Considerate le scarse prestazioni energetiche del 70% dei fabbricati esistenti, è possibile conseguire elevati risparmi energetici attraverso interventi di riqualificazione energetica sostanziale, che interessano l'involucro e gli impianti. Secondo Lelli, "Per raggiungere gli obiettivi di riduzione dei consumi previsti dal Piano d'Azione Nazionale per l'Efficienza Energetica (PAEE) per il settore edilizio è necessario l'impegno di tutte le forze economiche, sociali e istituzionali. L'ENEA nella sua funzione di Agenzia nazionale per l'efficienza energetica, è impegnata, in stretta collaborazione con gli operatori del settore, nel definire strumenti e procedure per assicurare una "filiera di qualità" del recupero energetico degli edifici. Per accelerare il processo di riqualificazione, con  ricadute positive, oltre che sulla riduzione dei consumi energetici, sulla tutela dell'ambiente e sulle opportunità di crescita economica sono senz'altro utili forme di incentivazione, come dimostrano anche gli ottimi risultati ottenuti con le  detrazioni del 55%. Viene interessato infatti non solo il settore delle costruzioni ma anche l'industria italiana di componenti e materiali ad alta prestazione". Quella di oggi, fa sapere l'Enea, è stata la prima presentazione delle proposte elaborate da specifici tavoli di lavoro per l'efficienza energetica degli edifici esistenti, un meccanismo di consultazione di soggetti pubblici e privati del settore dell'ediliziasupportato dal Ministero dello Sviluppo Economico.]]></description>
		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1559</link>
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	<item>
		<title><![CDATA[Green economy Sardegna, premi a enti e imprese virtuose]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24132.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>29/09/2011 - Più tempo per le candidature al premio "La Sardegna verso la green economy". L'Assessorato dell'Ambiente ha prorogato al 20 ottobre la scadenza per la presentazione delle domande da parte di Enti pubblici e Imprese private che abbiano raggiunto risultati rilevanti nell'attuazione di politiche, bandi, prodotti e servizi di sostenibilità ambientale, sviluppando progetti per la riduzione dell'impatto delle loro attività sull'ambiente. Possono candidarsi al premio enti pubblici, imprese private, pubbliche o individuali di produzione di beni o fornitura di servizi, consorzi, cooperative e organizzazioni no-profit. Per poter ottenere il premio, le buone pratiche devono aver avuto un impatto positivo sul territorio regionale ed essere state realizzate da soggetti operanti in Sardegna. Le categorie del premioIl premio sarà suddiviso in quattro categorie:CATEGORIA A - ENTI PUBBLICIA1 "Miglior bando verde".A2 "Migliore politica di sostenibilità realizzata".CATEGORIA B - IMPRESE PRIVATEB1 "Migliore gestione e processo tecnologico per la sostenibilità ambientale" .B2 "Migliore prodotto/servizio di sostenibilità ambientale"I premiAi vincitori saranno corrisposti:- attestato di premiazione che conterrà una sintetica valutazione della Commissione;- una campagna di comunicazione dedicata e promozione delle esperienze premiate mediante la pubblicazione sul sito istituzionale della Regione Autonoma della Sardegna e GPPinfonet e attraverso articoli dedicati sulla stampa regionale;- utilizzo del logo del Premio in tutte le comunicazioni istituzionali, per due anni a partire dalla data di premiazione;- fornitura di oggetti per la comunicazione, gadget e strumenti per l'ufficio in materiale riciclato. Inoltre, tutte le iniziative presentate saranno raccolte e pubblicate nella collana "I quaderni dell'Ambiente" per ampliarne la diffusione e favorire la replicabilità delle buone pratiche. Ulteriori informazioni potranno essere richieste all'Assessorato alla difesa dell'ambiente.]]></description>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1555</link>
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	<item>
		<title><![CDATA[Detrazione 55%, Aniem chiede di renderla più selettiva]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24103.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>28/09/2011 - Mantenere a quota 55% la detrazione fiscale per la riqualificazione energetica degli edifici ma destinarla agli edifici di pregio, nei centri storici, o a quelli di 20-30 anni, tagliando fuori l'edilizia post bellica senza pregio. &Egrave; questa la posizione dell'Aniem, l'Associazione che rappresenta circa 8.000 pmi edili su tutto il territorio nazionale. Secondo l'Associazione, il bonus fiscale sulla riqualificazione energetica - che ha dato una spinta al gettito fiscale e ha permesso di realizzare un gran numero di interventi - ha generato l'illusione di un sostegno all'edilizia: gli "interventi messi in campo, infatti - si legge nel comunicato -, poco hanno a che fare con l'edilizia in senso generale, ma molto con gli impianti o gli infissi non generando un vero sostegno di sistema, ma solo di alcuni settori". L'Associazione crede che questa illusione sia oltretutto deleteria se si cerca di dare uno sbocco possibile ad una crisi sistemica dell'edilizia attraverso visioni rivolte al futuro. Secondo il Vicepresidente Lapo Borghi, "se il futuro sta nella rigenerazione degli asfittici sistemi urbani, riducendo il consumo del territorio e spingendo la riqualificazione attraverso la demolizione e ricostruzione, che senso ha incentivare l'investimento in risparmio energetico in edifici che diversamente dovrebbero essere demoliti e che non garantiscono sicurezza dal punto di vista strutturale o impiantistico?" Forse è giunta l'ora - secondo l'Associazione - di rendere selettivi gli incentivi, e non ridurne l'entità, come previsto dalla Manovra Bis, di renderli cioè mirati agli edifici di pregio, nei centri storici, o quelli semi recenti (20-30 anni), tagliando fuori l'edilizia post bellica senza pregio, per favorire interventi di riqualificazione urbana come vero volano dell'edilizia del futuro. Ricordiamo che la Manovra bis (DL 138/2011 convertito nella Legge 148/2011) prevede che se il Governo non riuscirà a varare la riforma fiscale entro il 30 settembre 2012, le detrazioni del 36% e del 55% si ridurranno del 5% nel 2012 e del 20% dal 2013 (tagli disposti dalla Legge 111/2011).Aniem ricorda che "in Italia ci sono 11 milioni di edifici edificati dal dopoguerra al 1971, cioè il 44,6% delle abitazioni italiane. In un contesto simile - secondo Aniem -, pensare di intervenire in modo generalizzato sulla riqualificazione energetica e sulle prestazioni termiche di immobili spesso irrimediabilmente energivori pare insensato: occorre coniugare sostenibilità e redditività degli investimenti con obiettivi sociali ed ambientali realmente perseguibili".  Nei giorni scorsi anche l'Ance, Associazione nazionale costruttori edili, si è espressa a favore del mantenimento del bonus fiscale del 55% che, in questi anni - secondo l'Associazione -, insieme alla detrazione del 36%, è stata essenziale per la tenuta del mercato edilizio privato e la lotta all'evasione (leggi tutto). Stessa richiesta era arrivata da Confindustria e R.Ete Imprese Italia (leggi tutto).Segnali positivi per la proroga della detrazione sono arrivati nelle scorse settimane dal Governo: il sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico, Stefano Saglia, ha annunciato che l'Esecutivo intende dare più stabilità alla detrazione del 55% (leggi tutto). Poco prima la Camera aveva approvato un ordine del giorno che impegnava il Governo a stabilizzare la detrazione fiscale del 55% e ad estenderla agli interventi di consolidamento antisismico del patrimonio edilizio esistente (leggi tutto).]]></description>
		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1551</link>
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	<item>
		<title><![CDATA[Marche, nuove regole per i certificatori energetici]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24075.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>27/09/2011 - &Egrave; stato sottoscritto ieri, dopo un percorso non privo di ostacoli, il protocollo di intesa per l' accreditamento dei certificatori energetico-ambientali. A firmare l'accordo, presso la Regione Marche, sono intervenuti, oltre all'assessore regionale all'Ambiente ed Energia, Sandro Donati, il presidente della Federazione degli Ordini degli Ingegneri delle Marche, Pasquale Ubaldi e il dirigente del servizio regionale Territorio Ambiente Energia, Antonio Minetti. "Abbiamo raggiunto questo accordo - ha detto Sandro Donati, assessore regionale all'Ambiente e Energia - attraverso una mediazione che ha permesso di evitare il ricorso da parte della Federazione regionale. La sottoscrizione di questo importante protocollo di intesa sancisce quindi oggi il ritiro dei ricorsi pendenti a l'avvio di una collaborazione che crediamo molto importante". L'oggetto del protocollo è quello relativo all'iter di valutazione delle procedure di accreditamento dei certificatori. Infatti, è previsto un percorso di formazione e l'istituzione dell'elenco dei certificatori da parte della Regione, attestato attraverso un esame finale, che è principalmente finalizzato al riconoscimento del ruolo formativo degli Ordini professionali. Ciò attesta la valida esperienza in materia di progettazione e gestione energetica di edifici e di impianti da parte degli Ingegneri iscritti all'Albo professionale. "La Regione Marche siede a capo del tavolo tecnico nazionale di Itaca - prosegue l'Assessore - per cui il sistema di certificazione energetico-ambientale degli edifici assume un ruolo strategico per la promozione dell'edilizia sostenibile sul territorio regionale e per la crescita delle capacità professionali dei tecnici in tale materia, tenendo anche conto che i relativi strumenti tecnici ed amministrativi sono ormai da più di un anno definiti ed applicati in tutta la Regione". "Siamo soddisfatti - ha sottolineato Ubaldi - per il risultato raggiunto e per l'accoglimento da parte della Regione delle istanze degli oltre 6000 ingegneri marchigiani su un tema di propria competenza e di interesse per la nostra intera comunità. La firma del Protocollo giunge dopo un percorso non facile, fatto di ricorsi sui quali si è espresso recentemente il Consiglio di Stato, che ha accolto la sospensiva degli atti regionali regolanti le procedure per la certificazione energetico-ambientale degli edifici. Gli Ingegneri hanno ribadito più volte di non essere contrari alla formazione professionale, che promuovono costantemente tramite gli Ordini, ma ritengono necessario un confronto sempre più aperto con la Regione per costruire norme rispettose del quadro normativo nazionale, che contemperino la necessità di formare tecnici preparati con il rispetto della professione. La firma del Protocollo consentirà procedure più snelle per attuare il sistema di certificazione energetico-ambientale degli edifici con ricadute positive in campo economico ed occupazionale".  Fonte: Regione Marche]]></description>
		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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	<item>
		<title><![CDATA[Direttiva sull'efficienza energetica: i dubbi del Senato]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24056.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>26/09/2011 - &Egrave; iniziato anche al Senato l'esame della proposta di direttiva sull'efficienza energetica abrogativa delle direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE. Si tratta - ricordiamo - della direttiva presentata nel giugno scorso dalla Commissione Europea, che propone una serie di incentivi a favore di privati e imprese per raggiungere gli obiettivi del 20-20-20 (leggi tutto).La Commissione Territorio e ambiente si è soffermata sulle disposizioni di sua competenza: - l'articolo 4, paragrafo 1, prevede che gli Stati membri garantiscano che, dal 1&deg; gennaio 2014, il 3% della superficie totale degli immobili di proprietà di enti pubblici sia ristrutturato, ogni anno, al fine di rispettare i requisiti minimi di efficienza energetica stabiliti dallo Stato membro interessato, in applicazione dell'articolo 4 della Direttiva 2010/31/UE (la direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia e sugli edifici a energia quasi zero); - l'articolo 5 stabilisce che gli Stati membri garantiscono che gli enti pubblici acquistano esclusivamente prodotti, servizi ed immobili ad alta efficienza energetica; - l'articolo 10 richiede agli Stati membri di adottare Piani Nazionali per valorizzare le potenzialità dei sistemi di generazione energetica ad alto rendimento, come il teleriscaldamento e il teleraffreddamento, e per garantire che le norme di pianificazione territoriale siano conformi a tali piani nazionali. Nel corso della discussione, il Senatore Franco Orsi (PdL) ha sollevato il dubbio che la proposta di direttiva possa essere applicata agevolmente in Italia, a causa dei vincoli architettonici sugli edifici pubblici con più di 50 anni, che limitano gli interventi per l'efficienza energetica, soprattutto quando tali interventi incidono sulla struttura esterna degli edifici. Secondo la senatrice Daniela Mazzuconi (PD), è necessaria un'approfondita riflessione sull'articolo 4 (che impone di garantire che il 3% della superficie totale degli immobili di enti pubblici sia annualmente ristrutturato per rispettare i requisiti minimi di prestazione energetica) e sull'articolo 5 (che impone di garantire che gli enti pubblici acquistino esclusivamente prodotti, servizi ed immobili ad alta efficienza energetica).]]></description>
		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1543</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Rinnovabili, in Emilia R. chiestà omogeneità nelle compensazioni]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24037.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>23/09/2011 - Chiarire la portata degli interventi di compensazione e mitigazione ambientale conseguenti alla realizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. &Egrave; la richiesta avanzata da Silvia Noè, capogruppo Udc nel Consiglio Regionale dell'Emilia Romagna. Intervenuta con un'interrogazione nei confronti della Regione, Silvia Noè ha sottolineato la disparità di trattamento che viene a crearsi tra gli enti locali sul territorio. A fronte della realizzazione di un impianto alimentato da fonti rinnovabili, infatti, alcuni Comuni chiedono percentuali sui ricavi nel primo anno di funzionamento, altri la costruzione di opere di interesse collettivo, altri ancora interventi per la mitigazione dell'impatto visivo. Secondo Noè, le richieste di compensazione avanzate in sede di Conferenza di Servizi non dovrebbero variare da Comune a Comune. Il capogruppo ha chiesto quindi l'intervento della Giunta per l'approvazione di un regolamento in grado di rendere omogenei sul territorio i carichi compensativi.]]></description>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1539</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Efficienza energetica, le richieste delle imprese]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24026.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>22/09/2011 - Introdurre vantaggi fiscali per gli investimenti volti all'efficienza energetica e mantenere la detrazione del 55%. Lo hanno chiesto Confindustria e R.Ete Imprese Italia alla Commissione Attività produttive della Camera, nel corso di un'Audizione sulla proposta di direttiva sull'efficienza energetica. La direttiva è quella presentata nel giugno scorso dalla Commissione Europea, che propone una serie di incentivi a favore di privati e imprese per raggiungere gli obiettivi del 20-20-20 (leggi tutto). Secondo Confindustria, in questi anni l'efficienza energetica ha ricevuto scarsa attenzione, nonostante abbia un potenziale di sviluppo socio economico molto più elevato delle energie rinnovabili. Valutazioni effettuate sulla base della proposta di Direttiva indicano per l'Italia Paese un potenziale impatto positivo sull'occupazione di oltre 1,6 milioni di unità e un contributo alla crescita del PIL di circa 0,4% annuo sino a 2020. Ma per raggiungere gli obiettivi comunitari i meccanismi di incentivazione devono essere definiti sulla base di una analisi costi-benefici inclusi, tra questi ultimi, quelli di tipo economico-sociale su occupazione, innovazione, emersione fiscale. Quanto ai meccanismi di finanziamento, Confindustria auspica che la Direttiva introduca un sistema che recuperi le risorse per gli investimenti necessari all'efficienza energetica. Infatti - spiega l'organizzazione industriale -, per dare impulso alla riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare sia pubblico che privato è indispensabile che le tecnologie per l'efficienza energetica siano considerate alla stregua di un investimento infrastrutturale per la tutela di un interesse generale. E per questo motivo propone di prevedere specifiche misure per enucleare dai vincoli europei di politica fiscale questa tipologia di investimenti, consentendo agli Stati Membri di ricorrere alla fiscalità generale per reperire le risorse necessarie a finanziare gli incentivi, evitando di gravare ulteriormente sulle componenti parafiscali del prezzo dell'energia elettrica e del gas. R.ETE. Imprese Italia (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti) chiede, in particolare, di mantenere il beneficio del 55%, una leva economica potente che ha generato quasi 600mila interventi pari ad oltre 8 miliardi di investimenti, coinvolgendo circa 50 mila imprese e contribuendo a creare circa  120 mila nuovi occupati. La politica degli incentivi - secondo R.ETE. Imprese Italia - ha consentito risultati insperati nelle rinnovabili - ha spiegato Campanile - lo stesso metodo dovrebbe essere applicato anche per raggiungere  l'obiettivo dell'efficienza energetica.]]></description>
		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1531</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Rinnovabili, in Molise via libera alle linee guida regionali]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24025.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>22/09/2011 - Il Molise recepisce le linee guida nazionali per la costruzione e l'autorizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. La Delibera 621/2011 del 4 agosto scorso, emanata ai sensi del D.lgs 387/2003, sostituisce le linee guida regionali approvate nel 2009. La delibera distingue le modalità di realizzazione in base alle caratteristiche degli impianti. Rientra ad esempio nell'attività di edilizia libera la realizzazione all'esterno dei centri storici di impianti solari fotovoltaici aderenti o integrati nei tetti, con stessa inclinazione e orientamento della falda, che non modifichino la sagoma dell'edificio. Necessitano invece della Dia gli impianti solari fotovoltaici, con superficie minore o uguale a quella del tetto e con capacità di generazione inferiore alle soglie previste dal D.lgs 387/2003. Sono inoltre analizzati i casi in cui è richiesta l'autorizzazione unica. Il procedimento, che si svolge con una conferenza di servizi, inizia con la presentazione della domanda utilizzando il modello predisposto dalla Regione. Tra i documenti di accompagnamento spiccano, oltre alla relazione tecnica, i dati del proponente, la descrizione delle fonti utilizzate e l'analisi sulle possibili ricadute sociali, nonché l'impegno del proponente al ripristino dei luoghi. La delibera chiarisce anche i criteri per la localizzazione degli impianti individuando le fasce di rispetto e la distanza dagli edifici. Per la realizzazione dell'impianto, il proponente deve sostenere oneri istruttori pari allo 0,03% dell'investimento. L'importo va versato nel momento in cui si richiede l'attivazione del procedimento unico. Secondo la delibera, i procedimenti avviati con domande precedenti all'entrata in vigore delle linee guida regionali, che abbiano ottenuto una valutazione positiva di Via e siano completi di tutti i documenti richiesti, saranno conclusi secondo la normativa previgente. In caso contrario, le domande dovranno essere integrate ai sensi delle linee guida regionali.]]></description>
		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1532</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Pubblicati in Gazzetta due decreti sulla cogenerazione]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/24009.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>21/09/2011 - Sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale del 19 settembre 2011, due decreti del Ministero dello Sviluppo economico sulla cogenerazione. Il primo (DM 4 agosto 2011) integra il Dlgs 20/2007 sulla promozione della cogenerazione, attuativo della Direttiva 2004/8/CE, ridefinisce le tecnologie di cogenerazione, i sistemi di calcolo della produzione da cogenerazione, del metodo di determinazione del rendimento del processo di cogenerazione e fissa i valori di rendimento di riferimento per la produzione separata di energia elettrica e per quella di calore, Il secondo decreto (DM 5 settembre 2011) definisce il nuovo regime di sostegno per la cogenerazione ad alto rendimento. Il metodo di calcolo dell'incentivo è omogeneo per tutti gli impianti ed è commisurato all'effettivo risparmio di energia primaria, che viene definito secondo i nuovi criteri selettivi introdotti dalla direttiva comunitaria 2004/8/CE, applicabili dal 1&deg; gennaio 2011.L'incentivo si basa sul sistema dei Certificati Bianchi, che vengono riconosciuti per un periodo di 10 anni per gli impianti di produzione e di 15 anni per gli impianti abbinati al teleriscaldamento (leggi tutto). ]]></description>
		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1527</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Val d'Aosta, Guida alla lettura dell'attestato energetico Beauclimat]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23992.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>20/09/2011 - &Egrave; stata pubblicata nella sezione energia del sito regionale della Valle d'Aosta, una guida alla lettura dell'attestato di certificazione energetica Beauclimat. La Guida spiega, nel dettaglio, i dati contenuti nelle diverse sezioni del documento e si rivolge sia ai professionisti del settore che ai cittadini che vogliono approfondire l'argomento. Ricordiamo che l'attestato di certificazione energetica regionale Beauclimat è in vigore in Valle d'Aosta dal 20 luglio 2011. L'attestato di certificazione energetica può essere compilato solo da un professionista iscritto nell'elenco regionale dei certificatori energetici che deve garantire indipendenza ed imparzialità di giudizio rispetto agli interessi dei committenti e dei soggetti coinvolti nella progettazione, nella direzione dei lavori e nella realizzazione delle opere, nonché rispetto ai produttori dei materiali e dei componenti utilizzati per la realizzazione delle opere stesse. La prestazione energetica dell'edificio oggetto di certificazione deve essere calcolata, secondo le metodologie definite con Dgr 1606 del 8/07/2011, utilizzando lo strumento di calcolo denominato "Software per la certificazione energetica degli edifici in Valle d'Aosta - Beauclimat" oppure un qualunque strumento di calcolo che implementi le metodologie stesse. Il valore di prestazione energetica globale così ricavato sarà espresso sull'attestato in mq per edifici aventi destinazione d'uso residenziale di tipo E.1(1) ed E.1(2) - esclusi i collegi,conventi, case di pena e caserme  -  ed in mc per tutte le altre destinazioni d'uso.]]></description>
		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1519</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Detrazione fiscale del 55%, il Governo intende prorogarla]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23984.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>20/09/2011 - Per dare un sostegno alla produttività delle imprese italiane, il Governo intende dare più stabilità alla detrazione del 55%. Lo ha annunciato venerdì scorso Stefano Saglia, sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico con delega all'energia. "Dopo aver assicurato la stabilità dei conti - ha detto Saglia -, stiamo puntando sullo sviluppo. Il Governo sta predisponendo, in questi giorni, un decreto legge per la crescita, che segue la manovra economica". Uno dei driver sui cui il Governo punta è l'efficienza energetica. "Per questo - ha affermato il sottosegretario - tra i vari punti del decreto ci sarà quello che darà alla detrazione del 55% maggior tempo. Infatti il rinnovo annuale non permette ai cittadini di sfruttarne appieno le potenzialità". La detrazione del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici - ricordiamo - scadrà il 31 dicembre 2011. "Se si guarda al bilancio delle detrazione del 55% - ha concluso Saglia - si notano dei significativi risultati: oltre all'emersione del nero e alle opportunità di business per le imprese del comparto, questa iniziativa ha portato un enorme beneficio all'erario pubblico perché è stata in grado di smuovere investimenti miliardari".  Secondo i dati Cresme-Enea, il volume complessivo di interventi al dicembre del 2010 è stato di 11,1 miliardi di euro per un totale di 843.000 interventi. Ad oggi, secondo fonti Enea, si è superato il milione di interventi; sono stati attivati ogni anno oltre 50.000 mila posti di lavoro, soprattutto in piccole e medie imprese nell'edilizia e nell'indotto (leggi tutto).Ricordiamo che la scorsa settimana, nel corso dell'esame della Manovra bis, la Camera ha votato un ordine del giorno che impegna il Governo a dare stabilità alla detrazione fiscale del 55% e ad estenderla agli interventi di consolidamento antisismico (leggi tutto). La stessa Manovra bis, però, anticipa di un anno la riduzione della detrazione del 55%. Saranno quindi anticipati dal 2013 al 2012 il taglio del 5% e dal 2014 al 2013 quello del 20% per le detrazioni fiscali, disposti dalla Legge 111/2011. I tagli scatteranno però solo se il Governo non riuscirà a varare la riforma fiscale entro il 30 settembre 2012 (leggi tutto).]]></description>
		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1520</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Detrazione fiscale 55%, la Camera chiede di stabilizzarla]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23945.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>16/09/2011 - La Camera impegna il Governo a valutare l'opportunità di dare stabilità alla detrazione fiscale del 55% per il miglioramento energetico degli edifici e ad estenderla agli interventi di consolidamento antisismico del patrimonio edilizio esistente.&Egrave; contenuta in un ordine del giorno approvato alla Camera, l'ennesima richiesta del Parlamento di rendere permanente l'agevolazione fiscale per la riqualificazione energetica degli edifici che scadrà il 31 dicembre 2011. Nella premessa dell'odg, i deputati promotori ricordano che nell'attuale grave crisi economica gli investimenti in edilizia di qualità, in risparmio energetico, fonti rinnovabili, innovazione, ricerca e in generale nella 'green economy' rappresentano un importante volano per la ripresa economica dell'Italia e contribuiscono al rispetto dell'ambiente, alla competitività e al soddisfacimento delle esigenze delle persone, delle comunità, dei territori. Inoltre, l'Italia ha già assunto in sede internazionale importanti e vincolanti impegni di riduzione delle emissioni di CO2 nell'ambito del programma "20-20-20". In questo contesto - continua l'odg - l'agevolazione fiscale del 55% ha fino ad oggi riscosso un enorme successo, come dimostra un'indagine Cresme-Enea: il volume complessivo di interventi al dicembre del 2010 è stato di 11,1 miliardi di euro per un totale di 843.000 interventi. Ad oggi, secondo fonti Enea, si è superato il milione di interventi; sono stati attivati ogni anno oltre 50.000 mila posti di lavoro, soprattutto in piccole e medie imprese nell'edilizia e nell'indotto (leggi tutto). Ricordiamo che la Manovra bis - approvata mercoledì scorso alla Camera, contestualmente al suddetto ordine del giorno - anticipa di un anno la riduzione della detrazione del 55%. Saranno quindi anticipati dal 2013 al 2012 il taglio del 5% e dal 2014 al 2013 quello del 20% per le detrazioni fiscali, disposti dalla Legge 111/2011. I tagli scatteranno però solo se il Governo non riuscirà a varare la riforma fiscale entro il 30 settembre 2012 (leggi tutto).La Camera sottolinea, infine, che gran parte del patrimonio edilizio italiano è di qualità scadente e lontano dagli standard antisismici indispensabili nel nostro Paese e sostiene che, avviando immediatamente un piano straordinario di consolidamento e miglioramento sismico degli edifici pubblici e privati, non solo si potrebbe mettere in sicurezza gran parte della popolazione, ma si potrebbe rilanciare un'economia legata all'edilizia di qualità, attivare il sistema delle piccole e medie imprese e produrre anche un rilevante effetto sul terreno occupazionale.]]></description>
		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1515</link>
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		<title><![CDATA[In anteprima i vincitori del Klimaenergy Award]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23912.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>14/09/2011 - Valorizzare le migliori esperienze e i progetti più meritevoli in ambito pubblico, mostrare le potenzialità di un modello energetico sostenibile, sottolineare il ruolo fondamentale di enti locali e territoriali nella diffusione delle fonti rinnovabili. Questi gli obiettivi del Klimaenergy Award, la sfida virtuosa tra Comuni e Province di tutta Italia promosso da Fiera Bolzano e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano, una delle iniziative di spicco di Klimaenergy, fiera internazionale dedicata alle energie rinnovabili per usi commerciali e pubblici in scena a Fiera Bolzano dal 22 al 24 settembre 2011.Il Premio, giunto alla sua quarta edizione, vuole dare un forte segnale agli amministratori pubblici di tutta Italia. La partecipazione al Klimaenergy Award ha riguardato tre categorie di Comuni in base al numero di abitanti:- Comuni con meno di 20.000 abitanti;- Comuni dai 20.000 ai 150.000 abitanti;- Comuni con più di 150.000 abitanti e Province. Una giuria di esperti super partes ha valutato i progetti presentati in conformità a criteri quantitativi e qualitativi: i criteri quantitativi hanno riguardato il risparmio di CO2 (sia in termini assoluti sia in termini relativi, ovvero CO2 per abitante) mentre i criteri qualitativi riguardano il valore aggiunto: ecologico ed economico, la possibilità di adattare il progetto anche alla realtà di altri Comuni, il grado di innovazione, il coinvolgimento e la sensibilizzazione della popolazione. Nella categoria 'Comuni con meno di 20.000 abitanti', il vincitore è il Comune di Peglio (PU), che si è distinto per aver dimostrato, nonostante le sue dimensioni molto ridotte (737 abitanti), l'importanza di un approccio olistico al problema energetico, muovendosi su più fronti per raggiungere una maggiore sostenibilità. Il comune si è infatti impegnato sia nella razionalizzazione dei propri consumi, che nella produzione di energia da fonti rinnovabili. La prima è stata attuata attraverso la messa a norma dell'impianto di pubblica illuminazione del centro storico, la gestione telecontrollata della caldaia del centro sportivo e la sostituzione delle caldaie a gasolio degli immobili comunali. Viene inoltre prodotta energia da fonti rinnovabili quali l'energia solare termica, fotovoltaica ed eolica. Vengono premiate anche le attività di sensibilizzazione, che hanno reso possibile il coinvolgimento della cittadinanza. Il Premio Speciale è andato al Comune di Carloforte (CI), situato su una piccola isola Sarda, per il percorso intrapreso volto a ridurre le emissioni di gas a d effetto serra, tramite l'adozione di misure dirette all'utilizzo delle fonti rinnovabli. Nella categoria 'Comuni dai 20.000 ai 150.000 abitanti', ha vinto il Comune di Vicenza che ha intrapreso un importante percorso volto a riqualificare la città da un punto di vista ambientale. In particolare si premia la volontà di recuperare posizioni nelle classifiche degli indicatori ambientali. Gli interventi realizzati sono molteplici e riguardano lo sfruttamento delle fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica e calore (fotovoltaico, cogenerazione, teleriscaldamento), la ripresa di investimenti a favore della mobilità sostenibile (acquisto di nuovi autobus ibridi, nuove piste ciclabili per 13,7 km, nuovo Piano Urbano della Mobilità in fase di sviluppo), avvio del Piano per il Contenimento dell'Inquinamento Luminoso e sviluppo delle aree verdi. Originale l'organizzazione delle consegne delle merci nella zona a traffico limitato affidato a veicoli elettrici di una società comunale. Premio speciale per il Comune di Fossano (CN) per gli sforzi dimostrati su più fronti per la riduzione delle emissioni di inquinanti in atmosfera e contemporaneamente per la produzione di energia pulita a servizio degli edifici e impianti comunali. Nella categoria 'Comuni con più di 150.000 abitanti e Province' il premio è andato alla Provincia di Mantova ed alla rispettiva Agenzia per l'Energia - AGIRE, per essere riuscite a coinvolgere e motivare le aziende agricole del proprio territorio ad operare in modo sostenibile, perseguendo obiettivi di risparmio energetico e di produzione di energia da fonti rinnovabili, grazie   ad un vasto progetto per la valorizzazione della biomassa in agricoltura (Fo.R.Agri). La commissione premia la Provincia di Mantova per la scelta strategica di utilizzare le biomasse, considerate un potenziale notevole per la produzione energetica, non ancora adeguatamente sfruttato in Italia. Importante è anche il lavoro di comunicazione del progetto, che la provincia ha svolto nell'ambito di convegni, attraverso la stampa e nei confronti dei Comuni della Provincia, delle associazioni di categoria, degli imprenditori e delle Istituzioni europee (Energy Week). Premio speciale alla Provincia di Potenza e alla Provincia di Lucca, distintesi per il particolare impegno sulla formazione. La provincia di Potenza, infatti, ha usato la polifunzionalità delle scuole con il fine di elevare le competenze degli studenti e la capacità di apprendimento della popolazione, ed in contemporanea aumentare la dotazione infrastrutturale di plessi scolastici. La provincia di Lucca ha coinvolto attivamente la popolazione e soprattutto i giovani cittadini, in occasione dell'efficientamento energetico di edifici scolastici che, durante le fasi di svolgimento, ha più volte visto protagonisti gli studenti stessi.  La premiazione avverrà giovedi 22 settembre a Fiera Bolzano in occasione della cerimonia d'inaugurazione di Klimaenergy 2011, la Fiera internazionale delle energie rinnovabili per usi commerciali e pubblici, che si svolge insieme a Klimamobility 2011, Salone della mobilità sostenibile a Bolzano, 22 - 24 settembre 2011.]]></description>
		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1511</link>
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		<title><![CDATA[Energia: incentivi per la cogenerazione ad alto rendimento]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23890.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>13/09/2011 - Il Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, ha firmato il DM 5 settembre 2011 che definisce il nuovo regime di sostegno per la cogenerazione ad alto rendimento, in attuazione dell'articolo 30 della legge 99/2009. Il metodo di calcolo dell'incentivo è omogeneo per tutti gli impianti ed è commisurato all'effettivo risparmio di energia primaria, che viene definito secondo i nuovi criteri selettivi introdotti dalla direttiva comunitaria 2004/8/CE, applicabili dal 1&deg; gennaio 2011.L'incentivo si basa sul sistema dei Certificati Bianchi, che vengono riconosciuti per un periodo di 10 anni per gli impianti di produzione e di 15 anni per gli impianti abbinati al teleriscaldamento. Al valore base del Certificato Bianco è inoltre applicato un coefficiente (K), differenziato per cinque scaglioni di potenza, per tener conto dei diversi rendimenti medi degli impianti e delle potenzialità di sviluppo della piccola e media cogenerazione.La misura è cumulabile solo con fondi di garanzia, detassazione e altri contributi in conto capitale, dunque è sostitutivo dell'attuale Certificato Bianco. La gestione della misura è affidata al GSE, cui l'operatore si rivolgerà per  richiedere la qualificazione come CAR (Cogenerazione ad Alto Rendimento) e che annualmente riconoscerà all'operatore stesso un incentivo corrispondente agli effettivi risparmi di energia primaria conseguiti e misurati.Norme specifiche sono infine previste per definire gli incentivi anche per i rifacimenti di impianti esistenti e per gli impianti entrati in esercizio dopo il 1&deg; aprile 1999 e prima del Dlgs 20/2007, cui spetta  un corrispettivo pari al 30% degli incentivi previsti per i nuovi impianti per un periodo di cinque anni, secondo il recente Dlgs 28/2011 sulle energie rinnovabili.La cogenerazione ad alto rendimento è diffusa soprattutto in settori industriali ad alto consumo di energia termica e nel settore dei servizi annessi a reti di teleriscaldamento urbano.Il nuovo regime di sostegno può assicurare un ulteriore sviluppo di questa tecnologia, conseguendo non solo nuovi obiettivi in termini di risparmio energetico, ma anche significative ricadute positive sui settori industriali che consumano l'energia termica e l'energia elettrica prodotta nel proprio ciclo di lavorazione, abbattendo direttamente il costo dell'energia.Fonte: Ministero dello Sviluppo Economico]]></description>
		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1503</link>
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		<title><![CDATA[Rinnovabili ed efficienza energetica, a breve nuovi bandi]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23889.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>13/09/2011 - Il Ministero dell'Ambiente ha pubblicato le regole per accedere al "Fondo per la promozione delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica attraverso il controllo e la riduzione delle emissioni inquinanti e climalteranti, nonché per la promozione della produzione di energia elettrica da solare termodinamico". Il Fondo è quello istituito dall'articolo 2, comma 322, della Finanziaria 2008 (Legge 244/2007) che destina 40 milioni di euro, a partire dal 2008, alle energie rinnovabili, all'efficienza energetica e al solare termodinamico. Le regole sono contenute nel Decreto Direttoriale 468 del 19 maggio 2011, pubblicato qualche giorno fa sul sito del Ministero dell'Ambiente, ed emanato ai sensi del DM 166/2008 che individua le modalità di utilizzo del Fondo. Il Decreto Direttoriale 468/2011 indica le misure di intervento cui potranno essere destinate le risorse del Fondo:- l'impiego di fonti rinnovabili integrate nelle strutture edilizie in combinazione con tecnologie per l'efficienza energetica degli edifici;- la promozione di impianti di trigenerazione ad alta efficienza (85% almeno) per la generazione di elettricità, calore e freddo, nei complessi pubblici, nell'edilizia popolare e nei grandi centri di distribuzione e vendita di prodotti di largo consumo, in combinazione con l'impiego di fonti rinnovabili;- l'utilizzo del calore derivante da impianti geotermici a bassa entalpia, incluse le pompe di calore nell'edilizia pubblica e privata;- l'analisi dell'impronta di carbonio nel ciclo di vita dei prodotti di largo consumo, ai fini dell'individuazione e attuazione delle misure per la riduzione delle emissioni. Gli interventi proposti dovranno soddisfare le seguenti condizioni:- esemplarità dell'intervento;- integrazione tra impiego delle fonti rinnovabili e misure di efficientamento energetico;- innovazione tecnologica e sua sperimentazione;- valutazione ex ante e ex post dell'impronta di carbonio degli interventi;- massimizzazione della riduzione delle emissioni climalteranti;- eventuale cofinanziamento;- replicabilità e disseminazione dei risultati;- monitoraggio dei risultati per un periodo di tempo significativo al fine di verificarne gli effetti. Nella selezione degli interventi proposti da amministrazioni pubbliche sarà considerato criterio preferenziale il coinvolgimento di Energy Saving Companies (ESCo). Gli interventi per cui si richiede il finanziamento dovranno avere una dimensione economica annua compresa tra 1 e 5 milioni di euro e saranno selezionati attraverso bandi pubblici. Le attività di supporto, istruttoria e valutazione dei programmi presentati saranno svolte da Università e centri di ricerca nazionali.  I soggetti pubblici interessati al Fondo dovranno presentare istanza nei 30 giorni successivi alla pubblicazione dell'apposito comunicato in Gazzetta Ufficiale, comunicato che indicherà anche l'ammontare delle risorse assegnate. Le risorse saranno assegnate "a sportello" cioè seguendo l'ordine crinologico di arrivo delle istanze. Le risorse, i termini e le modalità per la selezione dei progetti presentati dai soggetti privati saranno indicati negli appositi bandi.]]></description>
		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1504</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Liguria, bando per innovazione energetica delle imprese]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23883.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>12/09/2011 - Con la delibera 944/2011, la Regione Liguria ha approvato il bando per la riqualificazione e l'innovazione energetica nei processi produttivi e nei servizi ausiliari delle imprese. La Regione finanzia gli interventi delle piccole, medie e grandi imprese che vogliono riqualificare i cicli energetici con l'obiettivo di razionalizzare la spesa e ridurre i consumi. La dotazione del bando è pari a 800 mila euro e i finanziamenti variano dal 30% per le grandi imprese al 60% per le micro-imprese.  A partire dal 15 settembre e fino al 15 novembre le imprese possono richiedere il finanziamento, a fondo perduto, presentando progetti di diagnosi energetica e individuando i finanziamenti da destinare alla sostituzione, realizzazione o ammodernamento di impianti e macchinari così da migliorare l'efficienza energetica dei cicli produttivi. L'intervento si inserisce nel quadro delle politiche energetiche della Regione Liguria che, nel corso del 2011 e del 2012, intende promuovere un 'pacchetto' di azioni finalizzate a migliorare l'efficienza energetica e l'uso razionale dell'energia con l'obiettivo di diminuire le emissioni di CO2 e traguardare gli obiettivi europei. Scarica il Bando]]></description>
		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1499</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Rinnovabili, 14 mln disponibili in Sardegna]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23838.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>08/09/2011 - La Sardegna stanzia 14 milioni per l'efficienza energetica e la diffusione delle rinnovabili negli edifici pubblici. Con la determinazione 18379/764 del 12 agosto scorso, recentemente pubblicata sul Bollettino Ufficiale, è stato approvato il bando per la concessione di contributi agli interventi di efficientamento energetico negli immobili degli enti pubblici.Il bando rientra nel programma PO FESR 2007-2013 e finanzia il 100% delle spese ammissibili per diverse tipologie di intervento.Tra gli interventi che possono beneficiare del finanziamento c'è l'adeguamento delle prestazioni energetiche degli edifici, che comprende il miglioramento degli indici di prestazione energetica, l'adeguamento delle prestazioni energetiche delle singole componenti e parti dell'edificio e la correzione dei ponti termici.Ammesso anche l'adeguamento degli impianti di produzione di acqua calda sanitaria, di climatizzazione e di illuminazione, anche attraverso l'utilizzo di sorgenti passive.&Egrave; inoltre possibile usufruire del contributo anche per la realizzazione di impianti integrati di produzione energetica da fonte rinnovabile, per la sola produzione elettrica o termica o in cogenerazione, per il soddisfacimento dei fabbisogni energetici dell'edificio a seguito dell'adeguamento.Le risorse disponibili saranno ripartite mettendo a disposizione 9 milioni per gli interventi sugli immobili di proprietà dei Comuni e 5 milioni per quelli appartenenti ad altri enti pubblici.Il termine per la presentazione delle domande è fissato per il 20 ottobre 2011.]]></description>
		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1495</link>
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	<item>
		<title><![CDATA[Marche, gli ingegneri diventeranno certificatori Itaca]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23825.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>07/09/2011 - La Giunta regionale delle Marche ha dato il via libera alla firma del protocollo di intesa Regione Marche - Ordini degli Ingegneri sul sistema di formazione e accreditamento come certificatori ITACA Marche degli iscritti all'albo professionale degli ingegneri. La Regione Marchesi impegna così ad apportare alcune modifiche alle procedure di accreditamento come certificatori degli iscritti all'albo professionale degli ingegneri, mentre la Federazione regionale degli ingegneri delle Marche e i relativi ordini provinciali si impegnano ad abbandonare tutti i ricorsi presentati. Ricordiamo che nel giugno scorso il Consiglio di Stato ha accolto la richiesta degli ingegneri marchigiani di sospendere i provvedimenti della Regione Marche in materia di certificazione energetica degli edifici. Secondo gli ingegneri, era illegittima l'istituzione di un elenco specifico di certificatori, al quale possono iscriversi anche figure sprovviste delle conoscenze e delle competenze necessarie a svolgere l'attività di certificatore. Conoscenze e competenze che - spiegavano - agli ingegneri derivano dal curriculum di studi e che sono assegnate loro per legge a livello nazionale(leggi tutto). "Abbiamo raggiunto un accordo importante - sostiene Sandro Donati, assessore regionale all'Ambiente e Energia. L'intesa permetterà di superare i ricorsi amministrativi pendenti sulle precedenti delibere regionali e, quindi, di velocizzare l'attuazione del sistema di certificazione energetico-ambientale degli edifici e di rilanciare il settore". Ampio consenso viene espresso anche dal presidente della Federazione regionale degli ingegneri, Pasquale Ubaldi: "Esprimo ampia soddisfazione per il percorso condiviso e per l'accoglimento, da parte della Regione, delle istanze degli oltre 6000 ingegneri marchigiani su un tema di propria competenza e di interesse per l'intera collettività marchigiana". Il sistema ITACA Marche, che permette di certificare le prestazioni sia energetiche che ambientali (attenzione ai materiali, utilizzo dell'acqua, illuminazione naturale, localizzazione del sito, servizi pubblici, ecc.) degli edifici, si basa su un percorso di formazione volto alla creazione del registro regionale dei certificatori. Tale percorso formativo, a garanzia della serietà del sistema di certificazione e dell'aggiornamento degli operatori, si basa su un corso base di 120 ore e un corso qualificante di 60 ore comprensivo di prova finale. "Tale accordo è quanto mai necessario - prosegue l'assessore regionale Donati - in quanto il sistema di certificazione energetico-ambientale degli edifici ITACA Marche assume un ruolo strategico per la promozione dell'edilizia sostenibile sul territorio regionale, per la crescita delle capacità professionali dei tecnici in tale materia, nonché per creare nuove opportunità lavorative nel settore edilizio."]]></description>
		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1491</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Sardegna, 12 milioni di euro alle aziende per autoprodurre energia]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23810.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>06/09/2011 - "Con il programma di aiuti alle imprese per la produzione di energia da fonti rinnovabili prosegue quel "filo verde" che orienta l'indirizzo politico della Giunta regionale in materia energetica e che continuerà a ispirare l'attività dell'esecutivo. Quel filo parte da un chiaro e netto "No" all'opzione nucleare, dichiarato già nel programma del 2009 e prosegue con le nostre azioni per la promozione delle energie rinnovabili e la riduzione delle emissioni di anidride carbonica. Abbiamo sintetizzato questo indirizzo col nome di Sardegna Co2.0: il nuovo progetto di Green Economy della Regione Sardegna che sancirà la svolta verde dell'Isola. Attraverso Sardegna Co2.0 la Regione punta a produrre, in linea con gli obiettivi stabiliti dall'Unione europea, almeno il 20% delle energie da fonti rinnovabili entro il 2020, per arrivare nel 2030 al 35%." Così il Presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci,ha aperto la conferenza stampa di presentazione del piano di intervento."C'è una politica - ha aggiunto il presidente della Regione - che abbiamo perseguito a tutti i livelli: regionale, nazionale, europeo. Abbiamo già stipulato il Patto delle Isole, e quello con i Sindaci, ma non ci siamo limitati a siglare accordi. La nostra azione è già operativa: questo mese scadono il bando per i primi Comuni, e quello per i tutor che assisteranno i comuni nel perseguimento delle politiche per la promozione delle energie rinnovabili. Il programma che presentiamo oggi riguarda l'erogazione di aiuti alle imprese per interventi volti ad aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili, per il risparmio energetico, la riduzione dell'intensità e l'efficienza energetica.Il nostro obbiettivo - ha concluso Cappellacci - è quello di favorire condizioni di auto sostenibilità energetica diffusa sul territorio, pertanto gli investimenti dovranno essere destinati all'autoproduzione per almeno il 70%."E' un orgoglio - afferma l'assessore dell'Industria Alessandra Zedda - presentare, dopo alcuni anni il primo bando in materia energetica, finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale. Un lavoro iniziato dall'Assessore Cherchi, portato a compimento nell'ultimo mese dai nostri uffici. Il piano - precisa l'esponente dell'Esecutivo - prevede aiuti alle piccole e medie imprese sarde per la produzione di energia da fonti rinnovabili e promozione dell'utilizzo di tecnologie ad alta efficienza e risparmio energetico e sostegno alla cogenerazione diffusa. Nella logica della semplificazione, le domande saranno a "sportello" e si potranno presentare dal 13 settembre 2011 al 5 aprile 2012. Sempre per favorire la partecipazione delle imprese abbiamo preparato una scheda tecnica che può sostituire lo studio di fattibilità.""Gli investimenti in impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili - conclude Zedda - di cui una quota consistente dovrà essere destinata all'autoproduzione, potranno riguardare impianti per la produzione di energia elettrica da biomassa, pannelli solari termici, impianti eolici di potenza elettrica inferiore a 60 KW o impianti fotovoltaici. Gli investimenti di risparmio energetico, che dovranno comportare una riduzione dei consumi nel sistema produttivo e/o aziendale di almeno il 10% rispetto all'anno precedente, potranno consistere in interventi sulla linea produttiva, sugli impianti di cogenerazione o sulla riqualificazione energetica."Le risorse ammontano complessivamente a 12.442.000,00. L'aiuto concesso consiste in un contributo in conto capitale calcolato sulle spese ammissibili sostenute per la realizzazione del programma di investimento, in una percentuali differente a seconda delle dimensioni aziendali:15% per le grandi Imprese: 25%;per le medie, 35% per quelle di piccole dimensioni. Per favorire il coinvolgimento delle imprese della Sardegna sono previsti tavoli territoriali di animazione.  Fonte: Regione Sardegna]]></description>
		<pubDate>Tue, 06 Sep 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1487</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[La Manovra Bis potrebbe innalzare l'Ires sulle rinnovabili]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23793.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>05/09/2011 - Un innalzamento dal 6,5 al 10,5% dell'addizionale Ires per le aziende energetiche con un fatturato superiore a 10 milioni di euro, comprese quelle che producono energia da fonti rinnovabili. Lo prevede la Manovra Bis (DL 138/2011), attualmente in corso di conversione in legge (ddl 2887) al Senato. Contro questa misura - che potrebbe essere confermata nella legge di conversione - si è espressa Aper, l'Associazione dei Produttori di Energia Elettrica da Fonti Rinnovabili, secondo cui "questa nuova tassa è in aperta contraddizione con i programmi di promozione e sostegno dello sviluppo delle fonti rinnovabili, contenuti nel Dlgs 28 del 3 marzo 2011 (in attuazione del pacchetto Energia/Clima 20-20-20) e colpirebbe ulteriormente un comparto che si è già visto, negli scorsi mesi, tagliare significativamente gli incentivi nonostante il perdurare di elevati oneri autorizzativi e dell'incertezza normativa". "Se la norma venisse realmente approvata - afferma Agostino Re Rebaudengo, Presidente di APER - metterebbe a rischio lo sviluppo di un settore chiave ed anticiclico per la nostra economia che sta già portando benefici diretti a tutti i cittadini/consumatori, riducendo i prezzi di borsa dell'energia elettrica nelle ore di picco estive per un ammontare di circa 500 milioni di euro/anno ed evitando costi per l'acquisto di titoli di emissione di CO2 per un ammontare pari a circa 200 milioni di euro/anno.  La nuova tassa ridurrebbe drasticamente la prospettiva, al 2020, di nuovi posti di lavoro e di nuovi investimenti ad oggi previsti per oltre i 50 miliardi di euro". APER chiede quindi a Governo e Parlamento di rivedere radicalmente le modalità e gli ambiti di applicazione della Robin Hood Tax, eliminando tale iniqua e discriminatoria imposta a carico solo del settore energetico, fonti rinnovabili incluse.]]></description>
		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1483</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Quarto Conto Energia, dubbi del Senato sui 'piccoli impianti']]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23780.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>02/09/2011 - Nell'ambito della conversione in legge (ddl 2887) della Manovra Bis (DL 138/2011), la Commissione Bilancio del Senato ha presentato un ordine del giorno con cui chiede al Governo un chiarimento relativo ai 'piccoli impianti fotovoltaici'. In particolare, la Commissione ricorda che il quarto Conto Energia per il fotovoltaico (DM 5 maggio 2011), dà la definizione di 'piccoli impianti' (impianti fino a 1000 kW realizzati su edifici, impianti fino a 200 kW operanti in regime di scambio sul posto) e assimila ad essi gli impianti 'di potenza qualsiasi realizzati su edifici ed aree delle Amministrazioni pubbliche'. Da questa definizione - argomenta la Commissione - "sembrerebbe che gli edifici e le aree debbano essere di proprietà delle Amministrazioni ovvero che possano anche essere nella disponibilità giuridica delle Amministrazioni attraverso altri diritti di proprietà (diritto di superficie) o di godimento (ad esempio, affitto, comodato, ecc.)". Il problema è sorto a seguito della pubblicazione delle 'Regole Applicative' per l'attuazione del quarto Conto Energia, il documento che definisce le modalità di individuazione della tipologia di tariffa incentivante a cui l'impianto fotovoltaico può accedere, le relative modalità di accesso, incluse quelle riguardanti le maggiorazioni e il premio abbinato ad uso efficiente dell'energia eventualmente richiesti. Le Regole Applicative - sottolineano i senatori - hanno sancito che "gli edifici e le aree devono intendersi di proprietà della PA, che direttamente li utilizza per l'installazione di un impianto fotovoltaico o li mette a disposizione di altro soggetto".  Questa incongruenza, per la Commissione Bilancio, "genera disparità di trattamento fra le Amministrazioni dotate dal punto di vista immobiliare e quelle che invece non hanno immobili nel proprio patrimonio, ed in particolare i Comuni di piccole e medie dimensioni". La precisazione del GSE - continua la Commissione - lede inoltre i diritti acquisiti delle Amministrazioni che hanno in corso la realizzazione di impianti ma che non sono riusciti ad allacciare gli impianti alla rete ENEL entro il 31 agosto 2011. Infatti dopo tale data gli impianti non potranno più godere della tariffa incentivante, se non dopo aver ottenuto l'iscrizione al Registro di cui all'art. 8 del DM 5 maggio 2011. Per questi motivi, la Commissione chiede al Governo di chiarire l'equiparazione tra la proprietà di edifici e aree delle Amministrazioni pubbliche e gli altri diritti di proprietà o di godimento. Chiede, inoltre, di concedere una proroga a quei Comuni sotto i 5 mila abitanti che non sono riusciti ad allacciare gli impianti alla rete entro il 31 agosto 2011.]]></description>
		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1475</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Certificazione energetica edifici: accordo tra Bolzano e Trento]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23792.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>02/09/2011 - Le Province di Trento e Bolzano hanno raggiunto un significativo accordo sui temi della certificazione energetica e di sostenibilità degli edifici. Un apposito team ha operato all'insegna della collaborazione e mutua reciprocità per dare attuazione al protocollo di intesa sottoscritto tra le Province. Secondo i termini di detto accordo, la Provincia autonoma di Bolzano metterà a disposizione la lunga esperienza di qualità e certificazione energetica maturata con il sistema CasaClima, mentre la Provincia autonoma di Trento farà partecipare CasaClima al proprio sistema di certificatori energetici nonché condividerà con la Provincia autonoma di Bolzano l'esperienza maturata, in tema di sostenibilità a seguito della promozione del sistema di "rating Leed".A livello operativo, infatti, CasaClima procederà, secondo quanto previsto dal regolamento della Provincia autonoma di Trento, alla sua iscrizione all'organismo di abilitazione dei certificatori energetici trentini denominato "Odatech", diventando così soggetto certificatore abilitato al rilascio sia della certificazione rispondente ai criteri e ai processi previsti dal modello CasaClima, sia alle disposizioni vigenti in materia energetica in provincia di Trento. Il certificato avrà, quindi, al contempo validità e contenuto amministrativo nonché di qualità di processo.La Provincia autonoma di Bolzano provvederà a fornire, nelle forme di pubblicità che riterrà opportune, informazioni riguardanti il modello di certificazione Leed agli utenti interni ed esterni all'Amministrazione.Sarà inoltre avviata una prima sperimentazione in Provincia autonoma di Bolzano del sistema di certificazione di sostenibilità Leed su uno o più casi, anche al fine di poterne apprezzare costi e benefici. Il Distretto tecnologico trentino potrà a tal fine collaborare con la fornitura di informazioni, pubblicazioni e studi internazionali e nazionali nonché con casi concreti, mentre GBC Italia potrà seguire la sperimentazione e, se richiesto, procedere alla certificazione dei casi di studio.Le iniziative ed i passi operativi concordati tra le due Province consentiranno quindi di proseguire anche sul piano concreto lungo il percorso condiviso ed intrapreso per la costituzione di un metadistretto a livello regionale sui temi degli edifici verdi, confermando la volontà congiunta della due Province di porsi come area leader a livello europeo sul tema della sostenibilità in edilizia e delle energie rinnovabili.  Fonte: Provincia Autonoma di BolzanoFoto tratta da agenziacasaclima.it]]></description>
		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1479</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Detrazione 55%, il Governo sta lavorando per mantenerla]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23758.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>01/092011 - "Il Governo sta lavorando per mantenere la detrazione del 55% sugli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, una una misura che ha generato molto lavoro e ha fatto emergere tanto sommersom e che è costata all'Erario solo 300 milioni di euro". Lo ha dichiarato nei giorni scorsi il Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Stefano Saglia. Sulla scorta di questi segnali incoraggianti, Uncsaal e FederlegnoArredo ripartono alla carica con la richiesta di stabilizzazione delle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici. Nel luglio scorso le due associazioni (serramenti e arredamento) hanno inviato alle Istituzioni e alle altre Associazioni confindustriali del comparto delle costruzioni una proposta di conferma fino al 31 dicembre 2015 della detrazione del 55%. Il documento, oltre ad una analisi puntuale sui benefici prodotti dal 55% nei primi anni di applicazione, conteneva indicazioni concrete per la stabilizzazione nel tempo di un provvedimento virtuoso, non solo per i consumatori e le industrie, ma anche per l'intero Sistema-Paese (leggi tutto). Nel mese di agosto - fanno sapere oggi le due organizzazioni - abbiamo avuto i primi positivi riscontri alla proposta. Oltre alle dichiarazioni del Sottosegretario Saglia, si registra la risposta della Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, che, in una lettera indirizzata ai Presidenti di Uncsaal Corrado Bertelli e di FederlegnoArredo Roberto Snaidero, si è detta molto interessata alla proposta di stabilizzazione degli incentivi, di cui condivide l'impostazione e le linee generali. Uncsaal e FederlegnoArredo segnalano anche la relazione sulla lotta all'evasione fiscale, consegnata dal Presidente dell'Istat, Enrico Giovannini, al Ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, nella quale si sottolinea come gli incentivi fiscali per l'edilizia (bonus del 36% per le ristrutturazioni e bonus del 55% per la riqualificazione energetica) abbiano contribuito a far emergere una quota significativa di economia sommersa. Uncsaal e FederlegnoArredo intensificheranno l'attività di sensibilizzazione delle istituzioni riguardo alla stabilizzazione delle detrazioni, attraverso una serie di incontri con i Ministeri competenti e con le Commissioni parlamentari.]]></description>
		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1471</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Integrazione architettonica del fotovoltaico, rivista la guida]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23711.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>26/08/2011 - Il Gse ha pubblicato la revisione alla guida alle applicazioni innovative finalizzate all'integrazione architettonica del fotovoltaico. Le novità, elaborate dopo il parere rilasciato dal Ministero dello Sviluppo Economico, riguardano il brevetto richiesto per il sistema di monitoraggio dei componenti speciali. Diventano ammissibili i prodotti che, anche se alla data di presentazione della domanda al Gse hanno ancora in corso la procedura per l'ottenimento del brevetto, abbiano già ottenuto dall'European Patent Office il parere preliminare positivo sulla brevettabilità. Nel regolamento sono previste anche alcune deroghe. Come nelle facciate ventilate con moduli fotovoltaici, per le quali è consentito che l'impermeabilizzazione, l'isolamento e la tenuta meccanica possano essere garantite dall'insieme dei moduli e dell'involucro. In questo caso non è necessario il brevetto europeo purchè il rivestimento interessi l'intera parete. Vale lo stesso per le superfici verticali opache non ventilate, purché interessino una superficie omogenea della facciata, opportunamente raccordata a eventuali parti della stessa non ricoperte da moduli fotovoltaici.]]></description>
		<pubDate>Fri, 26 Aug 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1463</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Rinnovabili, nuovo regolamento in Umbria]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23712.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>26/08/2011 - L'Umbria detta i criteri per l'installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Con il Regolamento 7/2011, la Regione oltre ai criteri progettuali, indica i siti non idonei al posizionamento degli impianti. Secondo l'assessore regionale all'Ambiente, Silvano Rometti, il nuovo regolamento supera le precedenti disposizioni e recepisce le linee guida nazionali. In particolare, la norma cerca di raggiungere un equilibrio tra lo sviluppo economico generato dal settore delle rinnovabili e la tutela ambientale. Gli impianti di grandi dimensione dovranno quindi essere sottoposti a valutazione di impatto ambientale. Il regolamento passa in rassegna tutti i tipi di impianti da fonti rinnovabili, indicando procedure autorizzative, casi di estensione della procedura semplificata e di assimilazione alle attività di edilizia libera. A completamento del testo ci sono tre allegati su procedure amministrative, documentazioni a autorità competenti, criteri di localizzazione e progettazione e, infine, aree non idonee. Oltre alle indicazioni per la realizzazione degli impianti, il documento fissa gli obiettivi che ogni settore delle rinnovabili dovrebbe raggiungere entro il 2013. Per il settore biomasse è stata stabilita una crescita del 34%, per il fotovoltaico del 29%, per l'eolico del 20% e per il geotermico del 7%.]]></description>
		<pubDate>Fri, 26 Aug 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1467</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Detrazioni 55%, le Entrate pubblicano la nuova guida]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23705.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>24/07/2011 - Semplificazioni procedurali e riduzione della ritenuta d'acconto sui bonifici per i lavori di riqualificazione energetica. Sono le novità, introdotte da Decreto Sviluppo e manovra correttiva, raccolte nella Nuova Guida dell'Agenzia delle Entrate aggiornata a luglio 2011. Semplificazioni proceduraliDal 14 maggio 2011 non vige più l'obbligo di indicare separatamente in fattura il costo della manodopera. Precedentemente, invece, l'inadempienza comportava la decadenza della detrazione del 55%. La semplificazione, pensata inizialmente per gli interventi di ristrutturazione edilizia che beneficiano del bonus del 36%, è stata estesa ai lavori di riqualificazione energetica degli edifici dal Decreto Sviluppo. Ritenuta sui bonificiLa manovra finanziaria ha ridotto inoltre dal 10% al 4% la ritenuta d'acconto sui bonifici effettuati per ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche che usufruiscono delle detrazioni Irpef. La misura vale per i bonifici effettuati a partire dal 6 luglio 2011, data di entrata in vigore del DL 98/2011 (manovra).]]></description>
		<pubDate>Wed, 24 Aug 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1459</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Rinnovabili, Confindustria propone poteri autorizzativi centralizzati]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23702.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>23/08/2011 - Attuare subito il piano nazionale di efficienza energetica, ridurre la dipendenza dalle importazioni e tornare al potere centralizzato dello Stato per la realizzazione delle infrastrutture energetiche. Sono le proposte di Confindustria, espresse in un'audizione presso la Commissione Industria del Senato in merito all'indagine conoscitiva sulla strategia energetica nazionale. Secondo Confindustria, il settore elettrico è sbilanciato sulla produzione mediante gas naturale, che potrebbe superare il 60% nei prossimi anni. Dovrebbe invece essere incentivata la tecnologia di Carbon Capture e Sequestration (CCS), che potrebbe fornireun adeguato contributo sul piano della sicurezza, dell'impatto ambientale e del contenimento dei costi. A tal proposito Confindustria propone lo sviluppo delle infrastrutture di rete, considerato il metodo più efficace per contenere i costi. Iniziativa a volte bloccata dai ritardi autorizzativi a causa dei quali le inefficienze degli impianti hanno avuto ripercussioni sul prezzo medio nazionale. Oltre a una maggiore responsabilizzazione dei Comuni, Confindustria sostiene di rivedere le disposizioni del titolo V della Costituzione per ricondurre le infrastrutture essenziali del sistema energetico alla competenza esclusiva del Governo centrale. Per quanto riguarda le fonti rinnovabili, Confindustria sottolinea che,nonostante gli obiettivi europei al 2020, l'Italia sconta una grave incertezza normativa che ha determinato per alcune tecnologie lo stallo degli investimenti. In base al D.lgs. 28/2011 il Ministero dello Sviluppo Economico dovrà emanare, a scadenze diverse, circa ventuno decreti che dovranno definire il livello di incentivo delle rinnovabili elettriche (escluso il fotovoltaico disciplinato dal DM 5 maggio 2011) ed il nuovo sistema di assegnazione degli incentivi per asta. Confindustria ha infine messo l'accento sulla necessità di attuare al più presto il Piano Straordinario per l'efficienza energetica, definendoi meccanismi di incentivazione sulla base di una sistematica analisi costi benefici, in grado di valorizzare le diverse opzioni tecnologiche.]]></description>
		<pubDate>Tue, 23 Aug 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1455</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Rinnovabili, pochi i fondi per l'Ue]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23519.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>18/08/2011 - Ancora troppo pochi i sussidi per la lotta al cambiamento climatico, mentre l'Europa consuma risorse a sostegno di attività che danneggiano l'ambiente. A dirlo è uno studio condotto dalla Commissione Ambiente del Parlamento Europeo, che mette in discussione la distribuzione dei fondi disponibili. Al clima sarebbe destinato meno del 3% dei fondi totali. Secondo il report "EU Subsidies for polluting and unsustainable practices", i fondi per l'ambiente che l'Europa stanzia finiscono spesso per promuovere forme di trasporto insostenibili, come la mobilità su gomma, pratiche agricole che impoveriscono suolo e biodiversità e fonti di energia controverse, come incenerimento di rifiuti, nucleare e centrali termoelettriche che solo in futuro potrebbero attrezzarsi per la cattura della CO2. Per contrastare il global warming, dal 2007 al 2013 si è stanziato il 2,8% di un budget da circa 344 miliardi di euro provenienti da fondi strutturali e di coesione. Si tratta del 9% di tutte le spese legate all'ambiente, mentre per le energie pulite si investe invece il 2,6% del totale. Secondo lo studio, i fondi per l'agricoltura e lo sviluppo rurale spesso favoriscono l'agricoltura intensiva perché legati alla produttività agricola e non alla tutela del territorio.  Anche nel settore trasporti, evidenzia il report, il 49% degli investimenti è usato per costruire strade e autostrade, il 30% per le ferrovie, mentre alla sostenibilità della mobilità urbana va solo il 7% degli stanziamenti. Sulla stessa falsariga la ricerca scientifica, col 14% dei fondi agli studi sulla fusione nucleare, cui si aggiunge un altro 12% per studiare altri aspetti del nucleare, mentre le fonti rinnovabili si dividono il 4%. Lo studio critica anche il finanziamento degli inceneritori, situati prevalentemente nell'Est Europa, che potrebbe invece lasciare il posto a riciclaggio e raccolta differenziata.]]></description>
		<pubDate>Thu, 18 Aug 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1451</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Da Aper il 'Rapporto Rinnovabili 2010-2011']]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23597.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>11/08/2011 - &Egrave; disponibile per la consultazione sul portale www.aper.it il 'Rapporto Rinnovabili 2010-2011 Situazione e prospettive delle fonti rinnovabili in Italia' lo strumento di conoscenza e orientamento dedicato agli operatori da quest'anno rinnovato nella grafica e arricchito nei contenuti. A cura del Centro Studi APER - REEF e coordinato dal suo direttore scientifico, Ing. Marco Pezzaglia, il Rapporto fotografa lo stato dell'arte e di avanzamento del settore delle rinnovabili in Italia descrivendone criticità e prospettive, azioni in corso e intraprese dall'Associazione, spaziando dal quadro normativo e regolamentare ai sistemi di incentivazione. Introduce il rapporto una lettera aperta del Presidente di Aper, Agostino Re Rebaudengo, in cui si individuano strategie e azioni per raggiungere gli obiettivi europei del pacchetto Clima Energia, meglio conosciuto come 20-20-20. A questo indirizzo è possibile sfogliare il Rapporto oppure scaricare separatamente i singoli capitoli.]]></description>
		<pubDate>Thu, 11 Aug 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1447</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Umbria: bando da 3,5 milioni di euro per la bioarchitettura]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23690.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>09/08/2011 - Ammontano complessivamente a circa 3 milioni e mezzo di euro le risorse stanziate dalla Regione Umbria per la realizzazione di interventi di edilizia residenziale all'insegna della bioarchitettura e del risparmio energetico. I criteri per l'assegnazione dei contributi previsti dal bando regionale sono stati al centro di un incontro tra l'assessore regionale alle Politiche della casa, Stefano Vinti, i tecnici regionali e i rappresentanti dei Comuni dell'Umbria. L'assessore Vinti ha sottolineato l'importanza dell'azione della Regione "tesa da un lato a incrementare la costruzione di alloggi all'avanguardia sotto il profilo energetico, dall'altro a incentivare la qualità dei progetti che, tramite il bando, che i soggetti interessati dovranno presentare". Particolare attenzione è riservata ai giovani professionisti.  "Le proposte progettuali - ha  rilevato Vinti - dovranno essere redatte da un gruppo di lavoro, in qualsiasi forma costituito, nel quale è comunque obbligatoria la presenza di un giovane laureato iscritto all'Albo professionale da meno di cinque anni, a pena di esclusione". Al bando regionale per costruire di edifici residenziali, da destinare alla vendita, che adottino soluzioni sperimentali e riproducibili nel campo della bioarchitettura e del risparmio energetico, è stato ricordato, potranno partecipare sia imprese di costruzione che cooperative edilizie di abitazione. I contributi, pari a  3.470.078,00 euro,  saranno erogati sulla base delle proposte progettuali che verranno presentate e valutate in base a comfort prestazionale degli alloggi, riduzione delle emissioni ambientali, risparmio e produzione di energia, qualità architettonica del progetto. Le città dove si realizzeranno gli interventi sono Amelia (12 alloggi), Corciano (8 alloggi), Gubbio (18 alloggi), Perugia (24 alloggi), Terni (8 alloggi), Todi (12 alloggi), Umbertide (8 alloggi).  Fonte: Regione UmbriaFoto tratta dal sito agenziacasaclima.it]]></description>
		<pubDate>Tue, 09 Aug 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1443</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Cnappc: 'per uscire dalla crisi fare sistema tra istituzioni, imprese e professioni']]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23692.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>08/08/2011 - "In questo momento di crisi profonda per il Paese gli architetti italiani sono pronti a fare la loro parte, ma, soprattutto, sono pronti a fare sistema con le istituzioni, le università e le imprese per concordare e condividere percorsi e progetti comuni per il rilancio della nostra economia". Così il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori sul documento presentato giovedì scorso al Governo dalle parti sociali, che prevede: pareggio di bilancio nel 2014, riduzione dei costi della politica, liberalizzazioni e privatizzazioni, sblocco degli investimenti, semplificazione e pubblica amministrazione, mercato del lavoro. "A questo proposito gli architetti ricordano come la valorizzazione del made in Italy - attraverso la penetrazione nei mercati esteri - avvenga, da anni, grazie alla realizzazioni di reti tra imprese e professionisti della quali gli architetti italiani, con la loro creatività, sono tra i principali artefici". "Un altro tema prioritario - continua il Cnappc - non solo da un punto di vista economico, ma per le ricadute che esso ha sulla vivibilità delle nostre città, e sul quale stiamo lavorando, è quello della green economy, strumento fondamentale della rigenerazione urbana per gli aspetti della sostenibilità e della riqualificazione dei centri abitati che troppo spesso scontano una scadente qualità costruttiva, energetica ed architettonica". "Altro ambito nel quale i progettisti italiani possono avere un ruolo fondamentale - continua ancora la nota - è quello della sussidiarietà: sia come liberi professionisti, sia come dipendenti della P.A., gli architetti italiani possono essere lo snodo attraverso il quale risolvere lungaggini burocratiche nell'ambito dell'edilizia, assumendo responsabilità ed esercitando gli indispensabili controlli sulla qualità delle procedure e dei progetti." "&Egrave; urgente - ed è a corollario di tutto ciò - realizzare una modernizzazione della professione che salvaguardi il controllo pubblico sulle attività che riguardano il territorio, la qualità ambientale ed urbana e, quindi, la vita delle persone, valorizzando la grande capacità progettuale e le peculiarità culturali e professionali dei 150mila architetti italiani". L'auspicio del Consiglio Nazionale degli Architetti è che il Cnel torni ad assumere il ruolo che il dettato costituzionale gli attribuisce quale luogo di incontro e di mediazione - attraverso tavoli di concertazione - tra istituzioni, università, imprese e professioni.   Fonte: Ufficio stampa Cnappc ]]></description>
		<pubDate>Mon, 08 Aug 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1439</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Il Piemonte incentiva gli 'edifici a energia quasi zero']]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23689.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>05/08/2011 - Con la Delibera 41-2373 del 22 luglio 2011, la Giunta Regionale del Piemonte ha deciso di incentivare la realizzazione di edifici "a energia quasi zero", ossia edifici ad altissima prestazione energetica e che utilizzano energia prevalentemente da fonti rinnovabili. La Delibera fissa i criteri e le modalità per la concessione di contributi in conto capitale, nella misura del 25% dei costi ammissibili e si inserisce nell'ambito degli strumenti di incentivazione previsti dalla legge regionale 23/2002 (Disposizioni in campo energetico). Ai fini del raggiungimento degli obiettivi in materia energetica al 2020 (c.d. "20-20-20") - spiega una nota della Regione -, l'Europa ha attribuito una particolare importanza a tale tipologia di edifici, il cui standard sarà obbligatorio per tutte le nuove costruzioni a decorrere dal 2020, con un anticipo di tale obbligo a partire dal 31 dicembre 2018 per gli edifici di nuova costruzione di proprietà o occupati da enti pubblici (leggi tutto).Con la Determinazione 160 del 25 luglio, sono stati predisposti il Bando, gli allegati tecnici e la modulistica per presentare l'istanza. Scopo del bando è consentire la realizzazione di edifici "pilota" potenzialmente replicabili sul territorio regionale, che possano costituire degli esempi concreti per gli edifici del prossimo futuro. Possono formulare domanda di contributo i privati cittadini e i soggetti pubblici, gli organismi pubblici e privati senza scopo di lucro, in qualità di proprietari o titolari di diverso diritto reale o di godimento rispetto all'intervento, che deve essere realizzato in Piemonte. Il bando, cui sono inizialmente destinati circa 2.000.000 di euro, è gestito da Finpiemonte S.p.A. con procedura "a sportello" e rimane aperto fino all'esaurimento della dotazione finanziaria. Le domande dovranno essere inviate con procedura telematica a Finpiemonte S.p.A. a partire dalle ore 10.00 del giorno 15 settembre 2011.]]></description>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1435</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Umbria, via libera al Regolamento per gli impianti da rinnovabili]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23666.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>03/08/2011 - La Giunta regionale dell'Umbria ha approvato il regolamento sulla "Disciplina regionale per l'installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili". "Si conclude quindi un lungo iter partecipativo che ha visto un confronto serrato con tutti i soggetti interessati, sia con il Tavolo dell'Alleanza, sia con gli Enti locali competenti del governo del territorio" ha commentato l'assessore regionale all'Ambiente, Silvano Rometti, precisando che "il regolamento disciplina le procedure organizzative, i criteri progettuali, nonché le aree e i siti non idonei all'installazione degli impianti di produzione di energie da fonti rinnovabili, con riferimento a tutte le tipologie di impianto". Rometti ha poi precisato che il Regolamento, i cui contenuti saranno illustrati in questa settimana, supera di fatto le precedenti disposizioni emanate dalla Giunta regionale. Inoltre, "recepisce le Linee Guida Nazionali (DM 10 settembre 2010), cercando di raggiungere un sostenibile equilibrio tra lo sviluppo delle energie rinnovabili, indispensabile sul piano del settore energetico, ma anche economico ed occupazionale, e la salvaguardia degli elementi ambientali e paesaggistici, comunque importanti  per la Regione Umbria che ha, da sempre, riservato attenzione a questo aspetto". Pertanto, relativamente alla sentenza del Tribunale amministrativo regionale che ha accolto il ricorso presentato dall'Associazione produttori energie da fonti rinnovabili, l'assessore ha precisato "che questa si riferisce a due precedenti atti (985/2009 e 1909/2008) - di fatto, superati dai provvedimenti adottati in materia dalla Giunta regionale, tra i quali anche il regolamento deliberato stamani". Rometti ha precisato che "gli impianti di grandi dimensioni saranno tutti sottoposti a valutazione di impatto ambientale e, in quella sede, potranno, eventualmente, essere valutati ulteriori aspetti a carattere naturalistico". "Insieme con il Regolamento - ha concluso l'assessore - la Giunta ha approvato la strategia regionale per lo sviluppo dell'energia da fonti rinnovabili 2011/2013, disegnando uno scenario evolutivo nel breve-medio periodo. Anche in questo atto si profila un mix per tutte le tipologie di impianti".  Fonte: Regione Umbria]]></description>
		<pubDate>Wed, 03 Aug 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1431</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[L'Emilia Romagna approva il Piano energetico triennale]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23654.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>01/08/2011 - L'Assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna ha dato il via libera al secondo Piano triennale attuativo del Piano energetico regionale per il triennio 2011-2013. "Una chiara visione di come vogliamo l'Emilia-Romagna nel 2020 - ha commentato l'assessore ad Attività produttive e piano energetico Gian Carlo Muzzarelli. Grande soddisfazione per un percorso che si conclude nei tempi previsti, e che contribuirà ad avere un'Emilia-Romagna più verde, forte e competitiva". "Il nuovo Piano - ha aggiunto Muzzarelli - punta sul risparmio energetico, l'efficientamento energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili, in modo responsabile, concreto, non ideologico. Facciamo la nostra parte sino in fondo nell'interesse del paese".Tre gli assi su cui è fondato il nuovo piano:- aumento dell'efficienza e risparmio energetico in tutti i settori (industriale, civile, trasporti);- sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili;- impulso alla filiera delle tecnologie energetiche e, più in generale all'economia verde.Ammontano a 139 milioni di euro le risorse del piano, così suddivisi: 15 milioni di contributi per il sistema regionale della ricerca e della formazione; 36 milioni destinati allo sviluppo della green economy e qualificazione energetica del sistema produttivo; 9 milioni al settore agricolo; 30 milioni alla qualificazione edilizia urbana e territoriale; 45 milioni alla promozione della mobilità sostenibile; 3 milioni per azioni trasversali e di programmazione locale. Alle risorse del Piano, si aggiungono 64 milioni già impegnati per le aree ecologicamente attrezzate e 22 per il bando dei distretti tecnologici. Mentre altri 478 milioni di investimenti sono inseriti nei bilanci triennali delle aziende multi utility per l'efficienza energetica e le fonti rinnovabili. Dedicati all'energia e all'ambiente anche otto laboratori della Rete regionale per l'Alta tecnologia, con 450 ricercatori coinvolti.]]></description>
		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1423</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Conto Energia, online il Registro dei grandi impianti fotovoltaici]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23665.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>01/08/2011 - Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha pubblicato la graduatoria dei grandi impianti iscritti al Registro che rientrano nei limiti di costo (Elenco A). La graduatoria - spiega il GSE - è stata elaborata secondo i seguenti criteri di priorità:- data di fine lavori dell'impianto;- anteriorità della data del titolo autorizzativo;- minore potenza dell'impianto;- precedenza della data di iscrizione al Registro. &Egrave; pubblicato, inoltre, l'elenco degli impianti che, pur avendo presentato richiesta di iscrizione al Registro, non sono inclusi in graduatoria poiché risultano già entrati in esercizio (Elenco B). I ritardiIl Registro dei grandi impianti fotovoltaici, previsto dal quarto Conto Energia (DM 5 maggio 2011), era stato pubblicato il 15 luglio scorso ma era stato ritirato qualche giorno dopo per 'correggere errori materiali'. Ora il GSE spiega che la graduatoria era stata redatta sulla base dei dati dichiarati dai Soggetti Responsabili degli impianti. Subito dopo la pubblicazione era iniziata l'analisi della documentazione allegata alla richiesta di iscrizione, analisi che 'ha evidenziato - spiega il GSE - la mancanza di documenti essenziali per l'iscrizione nonché numerose incongruenze e difformità tra quanto dichiarato dai Soggetti Responsabili e quanto si deduceva dalla documentazione inviata'. Per questi motivi, lunedì 18 luglio il GSE ha dovuto ritirare gli elenchi e procedere all'analisi di merito della documentazione. La complessità di tale attività di valutazione, data anche la numerosità delle domande pervenute pari a circa 5mila per oltre 6mila megawatt di potenza - si legge nel comunicato -, ha dilatato i tempi di verifica e di pubblicazione della graduatoria. Le protesteIl dietrofront del GSE ha provocato le proteste degli operatori del fotovoltaico: per Assosolare "dopo che gli operatori sono stati costretti a una vera e propria corsa alle iscrizioni, non è stata ancora pubblicata la graduatoria corretta, l''Elenco A', e nemmeno la graduatoria dell''Elenco C' che contiene la lista dei progetti che probabilmente verranno 'ripescati' in sostituzione dei grandi impianti entrati in esercizio entro il 31 agosto" (leggi tutto). Le Associazioni hanno poi chiesto al Governo di rivedere urgentemente i criteri che sono alla base del quarto Conto Energia abbandonando la strada del Registro dei Grandi Impianti (leggi tutto).I prossimi stepNelle prossime settimane, il GSE pubblicherà anche la graduatoria degli impianti iscritti al Registro che non rientrano nei suddetti limiti di costo (Elenco C) e l'elenco degli impianti esclusi (Elenco D). Il GSE precisa, infine, che l'inclusione nella graduatoria non garantisce l'accesso agli incentivi. Il riconoscimento delle tariffe potrà avvenire solo dopo l'entrata in esercizio degli impianti, quando il GSE potrà verificare la reale corrispondenza tra l'impianto realizzato e quello autorizzato, il rispetto di tutti i requisiti previsti dalla normativa, nonché l'assenza delle condizioni ostative di cui agli articoli 23 e 43 del D.lgs. 28/11.]]></description>
		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
		<guid>1427</guid>
		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1427</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Sì delle Regioni al Piano nazionale per l'efficienza energetica 2011]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23660.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>29/07/2011 - La Conferenza Stato-Regioni ha dato il suo via libera al Piano di azione nazionale per l'efficienza energetica 2011. Il provvedimento, che nelle scorse settimane era stato sottoposto a consultazione pubblica, è stato illustrato dal sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico con delega all'energia, Stefano Saglia. Sono 4 le direttrici del Piano: il risparmio energetico in edilizia, lo sviluppo del meccanismo dei certificati bianchi, gli interventi tecnologici e organizzativi nel settore dei trasporti e l'efficientamento energetico nell'industria e nei servizi. Il PAEE 2011 mantiene l'obiettivo quantitativo di riduzione dei consumi al 2016 pari al 9% (126.540 GWh/anno) rispetto alla media del quinquennio 2003-2007. Confermate anche l'impostazione generale e la metodologia di calcolo dell'obiettivo. Le innovazioni riguardano i contenuti e le procedure: l'inserimento di ulteriori settori come generazione e trasmissione di energia (settori non limitati agli usi finali) e degli interventi in in materia di efficienza energetica promossi da Regioni e Comuni, che erano esclusi dal Piano precedente. In particolare, il 'Patto dei Sindaci', l'iniziativa lanciata dalla Commissione Europea nel gennaio 2008, per coinvolgere attivamente le città europee nel percorso verso la sostenibilità energetica ed ambientale. Fra le innovazioni procedurali, il PAEE 2011 si è caratterizzato per l'avvio di contatti con le Regioni con la previsione dell'intesa in conferenza Stato Regioni, l'istituzione di un Gruppo di lavoro congiunto con mandato non limitato al secondo PAEE e l'attivazione della consultazione pubblica sullo schema di Piano. Altri elementi di novità sono il rafforzamento del ruolo della certificazione energetica, il delineamento di un quadro chiaro degli incentivi a disposizione per gli interventi di riqualificazione e il proposito di definire in maniera univoca gli 'Edifici a Energia Quasi Zero' (leggi tutto). I risultati conseguiti nel primo periodo (2007/2010) - spiega il Ministero - sono positivi: l'obiettivo è stato superato del 33,8%. Infatti, al traguardo intermedio del 2010 l'impegno era di realizzare un risparmio di 35.658 GWh/anno; sono stati invece raggiunti risparmi per 47.711 GWh/anno. Per il conseguimento del risultato globale è stato rilevante il contributo del settore residenziale. Aree di miglioramento sono il settore terziario e quello dei trasporti. Le norme per il rinnovo del parco edilizio hanno contribuito per il 48% mentre la normativa sulle detrazioni del 55% per il 9,7%. Il Ministero allo Sviluppo economico presenterà il PAEE 2011 all'Unione Europea, con circa un mese di ritardo rispetto alla scadenza prevista (30 giugno 2011).Foto tratta dal sito agenziacasaclima.it]]></description>
		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1419</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Registro grandi impianti fotovoltaici: le associazioni chiedono intervento del Governo]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23631.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>28/07/2011 - I Presidenti di Aper, Assosolare, Asso Energie Future e Grid Parity Project lanciano un grido d'allarme per la palese inefficacia e pericolosità del Registro dei Grandi Impianti fotovoltaici previsto dal IV Conto Energia (DM 5 maggio 2011) per  l'assegnazione delle tariffe incentivanti. Le Associazioni chiedono al Governo di rivedere urgentemente i criteri che sono alla base di questo provvedimento abbandonando la strada del Registro dei Grandi Impianti. "Se non si interviene immediatamente" dichiarano i quattro Presidenti, "si rischia non solo di assistere a una lunga fase di stallo del mercato dovuta ai molteplici ricorsi da parte delle aziende escluse dalle graduatorie, ma anche di far perdere al Paese una formidabile opportunità industriale, occupazionale e ambientale". Grossolani errori nel calcolo del costo degli impianti hanno costretto il GSE ad annunciare una rettifica della graduatoria pubblicata il 15 luglio scorso, imponendo al mercato un' ulteriore esasperante attesa (leggi tutto). Sorprende inoltre vedere, nei primi posti della graduatoria, impianti con una data di fine lavori precedente alla data di ottenimento delle autorizzazioni o addirittura impianti ancora da costruire con titoli abilitativi che potrebbero essere già inefficaci. Assegnare ora una tariffa a valere sul IV conto energia a impianti autorizzati addirittura nel 2007 non fa altro che spingere alla compravendita di autorizzazioni, non certo l'obiettivo di un'industria sana ed efficiente. Tutti aspetti sintomatici di un meccanismo farraginoso e contorto che ha già sortito l'effetto, da un lato di incrementare fenomeni puramente speculativi, dall'altro di aumentare le incertezze in un settore già messo a dura prova da mesi di stasi a causa della repentina abrogazione, senza adeguate tutele per gli investimenti intrapresi, del III Conto Energia.  Fonte: Ufficio stampa Assosolare; Ufficio stampa Aper]]></description>
		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1411</link>
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	<item>
		<title><![CDATA[Uncsaal e Federlegno chiedono la conferma del bonus 55%]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23610.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>28/07/2011 - I Presidenti di Uncsaal e FederlegnoArredo hanno chiesto ai Ministri dell'Economia e dello Sviluppo Economico un incontro, possibilmente entro settembre, per illustrare la loro proposta di stabilizzazione degli incentivi fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici. In una lettera inviata ai Ministri Giulio Tremonti e Paolo Romani, le due associazioni imprenditoriali dei settori serramenti e arredamento propongono di stabilizzare gli incentivi per i prossimi quattro anni, non senza aver analizzato le disposizioni contenute nella Manovra (Legge 111/2011). La Manovra - osservano - contiene tre importanti dati:- non accenna alla cancellazione del 55% e non esclude la riconferma del provvedimento;- prevede il taglio lineare del 5% nel 2013 e del 20% nel 2014 di tutti i benefici fiscali (leggi tutto);- riduce dal 10% al 4% la ritenuta di acconto sugli interventi che beneficiano delle detrazioni fiscali del 36 e 55% (leggi tutto). La proposta tiene conto della necessità di contenimento delle aliquote imposta dalla situazione finanziaria e trae motivazioni concrete dall'analisi del Piano d'Azione Italiano per l'Efficienza Energetica 2011, ricordando che incentivare il risparmio energetico nell'edilizia residenziale rappresenta un risparmio di spesa anche per il bilancio dello Stato (leggi tutto).]]></description>
		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1412</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Manovra, tagli in arrivo per i bonus del 36 e 55% sugli edifici]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23591.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>27/07/2011 - Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, è ormai in vigore la Legge 111/2011 di conversione della Manovra finanziaria (DL 98/2011). Dal 2013 una stangata si abbatterà sulle detrazioni fiscali per gli interventi di ristrutturazione e di riqualificazione energetica degli edifici. Infatti, come già detto nei giorni scorsi, tra le misure previste (art. 40, comma 3-bis della Legge 111/2011) vi è la riduzione di moltissime agevolazioni fiscali, alcune delle quali riguardano gli immobili: in primis le detrazioni fiscali del36% sulla ristrutturazione del patrimonio edilizio e del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica, che verranno tagliate del 5% nel 2013 e del 20% a partire dal 2014. Per come è scritta la legge, non è ancora del tutto chiaro se la riduzione dei bonus si applicherà alle spese sostenute a partire dal 2013 (in caso, ovviamente, di proroga delle detrazioni del 55% e 36% in scadenza rispettivamente a fine 2011 e a fine 2012) oppure colpirà le quote che lo Stato restituirà ai contribuenti dal 2013 in poi, relative a spese effettuate negli anni scorsi. Nel primo caso, se le detrazioni verranno prorogate, quella del 36% sulle ristrutturazioni scenderà al 34% per il 2013 e a poco meno del 29% dal 2014, mentre quella del 55% sulla riqualificazione energetica si ridurrà al 52% nel 2013 e al 44% dal 2014. Nella seconda ipotesi, si ridurranno le quote che lo Stato sta rimborsando ai contribuenti per lavori effettuati negli anni scorsi.  Un altro taglio importante riguarda la deduzione della rendita catastale della prima casa. Oggi la deduzione è integrale, quindi la rendita non concorre a formare l'imponibile Irpef; dal 2014 sarà deducibile l'80% del totale. Il taglio sarà di circa 127 euro pro-capite che, moltiplicato per i 24milioni e 200mila contribuenti interessati, si traduce in oltre 3 miliardi di euro che restano nelle casse dello Stato. Le riduzioni nel complesso riguardano non solo la casa ma anche la famiglia, il lavoro e le pensioni, le erogazioni liberali e il terzo settore, e altre agevolazioni per persone fisiche e imprese. &Egrave; necessario però sottolineare che i tagli non si applicheranno se entro il 30 settembre 2013 verrà riordinata la spesa sociale con provvedimenti in materia fiscale e assistenziale, in modo tale da produrre un risparmio per lo Stato di almeno 4 miliardi di euro per il 2013 e di 20 miliardi di euro annui a decorrere dal 2014.]]></description>
		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1407</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Rinnovabili, la Campania concilia ambiente e eolico]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23566.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>26/07/2011 - Conciliazione tra rinnovabili e tutela dell'ambiente. Con questo obiettivo la Regione Campania ha approvato la LR 11/2011 sugli impianti eolici. In base alla normativa, approvata il primo luglio e pubblicata sul Bollettino Ufficiale numero 43 dell'11 luglio scorso, la costruzione di nuovi aerogeneratori è autorizzata esclusivamente nel rispetto di una distanza pari o superiore a 800 metri dall'aerogeneratore più vicino. L'aerogeneratore non deve essere necessariamente già esistente e installato sul territorio. Può trattarsi infatti di un impianto autorizzato, ma non ancora realizzato. La norma, sottolineano i relatori, da una parte assicura che l'aerogeneratore usufruisca della frequenza del vento in relazione all'intensità e alla reale capacità di produrre energia. D'altro canto, la regione cerca di coniugare lo sviluppo della produzione di energia da fonte eolica con la conservazione e la tutela del patrimonio naturalistico, storico e culturale del territorio stabilendo una "griglia di sostenibilità" degli impianti.]]></description>
		<pubDate>Tue, 26 Jul 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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	<item>
		<title><![CDATA[Quarto Conto Energia: il Registro grandi impianti non c'è ancora]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23557.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>26/07/2011 - &Egrave; stato pubblicato il 15 luglio e ritirato qualche giorno dopo per 'correggere errori materiali'. Dal 18 luglio non si hanno più notizie del Registro per i grandi impianti fotovoltaici, previsto dal quarto Conto Energia (DM 5 maggio 2011) e gestito dal GSE. Gli errori che il GSE sta correggendo sono 'relativi - si legge nel comunicato del 18 luglio scorso - all'inserimento in graduatoria dei grandi impianti iscritti al Registro in posizione tale da rientrare nei limiti di costo'. Il GSE - continua la nota - 'sta provvedendo alle dovute revisioni a valle delle quali pubblicherà, con le consuete modalità, la graduatoria rettificata'. Ma finora dell'elenco corretto nessuna traccia. E le aziende che si occupano di fotovoltaico sono già sul piede di guerra: Assosolare ha chiesto al Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, un incontro urgente sulle criticità e sulle incertezze del quarto Conto Energia che, secondo l'Associazione "rischiano di aprire una lunga fase di ricorsi da parte delle aziende escluse dalle graduatorie". In particolare, Assosolare osserva che "dopo che gli operatori sono stati costretti a una vera e propria corsa alle iscrizioni, non è stata ancora pubblicata la graduatoria corretta, l'"Elenco A", e nemmeno la graduatoria dell' "Elenco C" che contiene la lista dei progetti che probabilmente verranno "ripescati" in sostituzione dei grandi impianti entrati in esercizio entro il 31 agosto". Problemi sono stati rilevati anche nell'inserimento dei documenti per l'iscrizione nel registro: il sistema - secondo Assosolare - è "risultato macchinoso, e la pubblicazione di graduatorie con dati non aggiornati per gli impianti non ancora in esercizio tiene bloccati senza ragione i budget delle aziende. Colpa, questa, non del GSE che si è impegnato ad applicare in poco tempo la normativa, ma di un meccanismo errato e inefficiente all'origine".]]></description>
		<pubDate>Tue, 26 Jul 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1400</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Città verdi in corsa per il Premio Innovazione Amica dell'Ambiente]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23545.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>25/07/2011 - Città verdi, reti intelligenti, risorse rinnovabili. Sono questi i temi al centro dell'edizione di quest'anno del Premio all'Innovazione Amica dell'Ambiente, promosso da Legambiente e Confindustria. Il Premio è un riconoscimento nazionale rivolto all'innovazione di impresa in campo ambientale, che viene attribuito a innovazioni di prodotto, di processo, di servizi, di sistema, tecnologiche e gestionali. Scopo del Premio è creare un contesto favorevole alla ricerca e contribuire alla diffusione di buone pratiche orientate alla sostenibilità ambientale, valorizzando quelle realtà che sappiano raccogliere le sfide dell'ambiente come valore e opportunità irrinunciabile di sviluppo anche economico e sociale. Possono partecipare le imprese (private, pubbliche, individuali, cooperative, consortili, organizzazioni non profit) che producono beni o erogano servizi. La partecipazione è gratuita ed è aperta anche alle amministrazioni pubbliche, alle istituzioni scientifiche, agli istituti universitari, ai liberi professionisti e alle associazioni di cittadini. Il riconoscimento premierà le innovazioni sviluppate in una delle seguenti aree tematiche: AbitareDalla casa all'ecoquartiere. La sfida della sostenibilità si vince nelle nostre città e nei nostri paesi. Nelle città del prossimo futuro non basterà più costruire edifici a emissioni zero, ma sarà sempre più necessario agire su 'porzioni di città' per avere economie di scala e per fare da volano al resto del territorio. &Egrave; dai quartieri che può partire la rigenerazione urbana come indirizzo per riportare qualità e identità nelle nostre città e nei nostri territori, creando comunità, servizi di prossimità e sostenibilità. Il bando valuta le realizzazioni che hanno puntato su:- riqualificazione e recupero di aree dismesse o degradate;- raccolta e riciclo di acque e rifiuti, efficienza e utilizzo di fonti di energia rinnovabile: i servizi urbani di caseggiato e di quartiere;- impiego di tecnologie nella gestione degli edifici (istruzioni, manutenzione, corretto utilizzo impianti, gestione energetica);- minor consumo di risorse sia rinnovabili che non rinnovabili anche attraverso servizi di prossimità e impiego di materiali a ridotto impatto in tutte le fasi del ciclo di vita. MobilitàIl bando valuta le innovazioni che hanno generato:- attivazione o miglioramento della multimodalità nei sistemi di trasporto pubblico locale, nonchè la flessibilità e l'integrazione con altri servizi di mobilità;- miglioramento della logistica delle merci;- sensibilizzazione da parte di aziende o amministrazioni pubbliche di clienti, fornitori e dipendenti indirizzandoli verso modelli di mobilità sostenibile;- miglioramento delle 'prestazioni' delle infrastrutture di mobilità a servizio dei cittadini mediante soluzioni basate sulle tecnologie dell'infomobilità, integrate con tecnologie spaziali/satellitari;- ampliamento dell'offerta sul mercato di tecnologie, mezzi, componenti e prodotti a basso impatto ambientale. EnergieIl bando valuta: prodotti e servizi per il risparmio e l'efficienza energetica; tecnologie, processi, servizi per la generazione, la distribuzione o l'acquisto di energia da fonti rinnovabili. Particolare attenzione viene posta ai progetti finalizzati alla costruzione di reti intelligenti basate su soluzioni capaci di far dialogare i soggetti integrati nella rete, nonchè a servizi e tecnologie per la gestione dei flussi di informazione. Agricoltura Il bando si rivolge alle realtà che hanno investito in: trasferimento di conoscenze, tutela e innovazione dei prodotti tipici, tutela del territorio e del suolo agricolo e forestale; efficienza nell'uso delle bioenergie e biomateriali in un contesto di filiera territoriale; sviluppo di una rete di diagnostica avanzata per la qualità, la tracciabilità, la sicurezza alimentare. Particolare attenzione viene posta a progetti di agricoltura periurbana e urbana, integrati nei quartieri. Per partecipare occorre compilare on line la domanda e la scheda tecnica entro e non oltre il 24 ottobre 2011.]]></description>
		<pubDate>Mon, 25 Jul 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1387</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Sardegna, 70 mln per rigenerazione urbana ed efficienza energetica]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23542.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>25/07/2011 - La Regione Sardegna e la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) hanno dato vita nei giorni scorsi al Fondo di partecipazione JESSICA destinato a finanziare progetti nell'Isola. La dotazione del Fondo è di 70 milioni di euro così ripartiti:- 35 milioni saranno dedicati alla riqualificazione e rigenerazione urbana nelle principali cittadine capoluogo di provincia della Sardegna;- altri 35 milioni andranno al progetto "Sardegna CO2.0" finalizzato a migliorare su base comunale l'efficienza energetica in tutta la Regione attraverso il finanziamento di progetti integrati che possano prevedere anche l'installazione di impianti di fonti energetiche rinnovabili. Contemporaneamente alla stipula del 'funding agreement', che regola il funzionamento del fondo di partecipazione, si è insediato l'Investment Board, struttura tecnica composta da dirigenti dell'Amministrazione regionale e da rappresentati della BEI che presiede al funzionamento del fondo. Gli investimenti saranno effettuati attraverso Fondi di sviluppo urbano (urban development funds o UDFs) che investono nei progetti inseriti nei piani integrati di sviluppo urbano e/o di efficienza energetica, in particolar modo nei progetti in project finance o public private partnership (ppp). Tali fondi vengono creati o selezionati in modo da garantire una adeguata competenza e autonomia di gestione nel selezionare gli investimenti finanziariamente più solidi. Le risorse provengono dal PO FESR 2007/2013. "La costituzione di questo Fondo rappresenta un passo deciso verso una strategia di investimento che mira a garantire alla Sardegna un rapido assorbimento delle risorse allocate dalla Regione e ad attrarre dal mercato risorse finanziarie aggiuntive - hanno spiegato il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, e il vice presidente, Giorgio La Spisa. Lostesso Fondo rappresenta uno strumento flessibile che la Regione potrà utilizzare per l'implementazione di iniziative che potranno essere lanciate nel corso di questo o dei prossimi periodi di programmazione, eventualmente anche a valere su fondi regionali e nazionali".Foto di Elisabetta Messina tratta da sardegnadigitallibrary.it]]></description>
		<pubDate>Mon, 25 Jul 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1388</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Rinnovabili, alleanza Veneto Confindustria]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23495.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>25/07/2011 - Su proposta dell'assessore ai lavori pubblici e all'energia, Massimo Giorgetti, la Giunta regionale ha approvato uno schema di accordo quadro di collaborazione tra la stessa Regione e Confindustria Veneto per la pianificazione di attività in campo energetico, prevedendo anche l'istituzione di un tavolo di lavoro permanente su tale materia."Anche il Veneto - spiega Giorgetti - è chiamato a fare la sua parte, per garantire uno sviluppo sostenibile, incentivando il risparmio energetico, sviluppando l'utilizzo di fonti rinnovabili, controllando i consumi per diminuire le emissioni di gas a effetto serra, al fine di rispettare il protocollo di Kyoto della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e gli ulteriori impegni assunti a livello comunitario e internazionale dal nostro Paese"."Lo strumento di pianificazione primaria e di indirizzo fondamentale per le politiche energetiche regionali ai fini del raggiungimento di tali obiettivi - prosegue l'assessore - è il Piano Energetico Regionale, che riveste un ruolo di primo piano nello sviluppo socio-economico della regione, poiché l'energia, in quanto motore di sviluppo economico e sociale, rappresenta un tema strategico per l'azione di governo del Veneto. Recentemente, nell'ambito della Legge finanziaria regionale, il Consiglio ha approvato una norma che detta disposizioni transitorie in materia di impianti fotovoltaici a terra e di impianti di produzione alimentati da biomassa e a biogas e bioliquidi, che prevede uno specifico stralcio del Piano energetico regionale, relativo alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Per avviare questa pianificazione e per istituire forme di collaborazione operativa in materia di energia, abbiamo raggiunto un'intesa preliminare con Confindustria Veneto, uno dei principali attori dello scenario economico sul territorio regionale, sugli obiettivi da conseguire e ora discipliniamo la collaborazione attraverso questo accordo quadro che si concretizzerà con l'istituzione di un Tavolo di lavoro permanente".Il Tavolo permanente si occuperà di: pianificazione strategica e di settore;  iniziative a carattere legislativo e regolamentare; definizione di atti di indirizzo e linee-guida;  semplificazione dei procedimenti; attività di monitoraggio e controllo del raggiungimento degli obiettivi; individuazione ed attuazione di progetti pilota e dimostrativi; programmazione e l'attuazione di forme di incentivazione e di sostegno, non solo di natura economica, agli investimenti in materia di energia a vantaggio delle imprese venete; definizione degli interventi volti a promuovere e valorizzare le imprese del territorio operanti nel campo energetico che hanno raggiunto livelli di eccellenza in materia nel panorama nazionale ed internazionale; individuazione di forme di agevolazione, non unicamente di natura economica, volte a premiare gli investimenti di particolare pregio ambientale.I punti strategici su cui la Regione del Veneto e Confindustria preliminarmente concordano sono: raggiungimento della sostenibilità ambientale nella produzione energetica a copertura del fabbisogno regionale, nell'uso razionale ed efficiente della stessa, nell'individuazione delle buone pratiche per il risparmio energetico; riduzione delle emissioni inquinanti; raggiungimento degli obiettivi posti a carico della Regione da "emission trading" e "pacchetto clima"; sviluppo economico e sociale attraverso una corretta produzione e distribuzione; razionalizzazione e realizzazione delle infrastrutture necessarie; riduzione dei costi di approvvigionamento sia per le imprese che per le famiglie."Nello svolgimento delle attività oggetto dell'accordo - continua Giorgetti -, con particolare riferimento alla formazione degli strumenti di pianificazione e alle scelte che influiscono sull'uso delle risorse ambientali, la Regione assicurerà il confronto con i cittadini e le associazioni economiche e sociali portatrici di rilevanti e diffusi interessi sul territorio, nonché con i gestori di servizi pubblici e di uso pubblico. Sarà invece cura di Confindustria Veneto coinvolgere le Associazioni di categoria e gli organismi aderenti al proprio sistema".Va ricordato che il cosiddetto pacchetto "20-20" varato dalla Commissione Europea per avviare entro la fine di questo decennio il nostro continente verso un futuro sostenibile, sviluppando un'economia a basse emissioni di CO2 e improntata all'efficienza energetica, fissa degli obiettivi vincolanti per ciascuno degli Stati membri e per l'Italia l'impegno previsto entro il 2020 è di produrre il 17% dell'energia, tra elettrica e termica, da fonti rinnovabili."Lo strumento dei Piani energetici regionali relativi alle fonti rinnovabili - conclude l'assessore Giorgetti -, la liberalizzazione del mercato, gli impegni assunti dall'Italia in ambito comunitario, le tematiche relative alla tutela e salvaguardia dell'ambiente, dello sviluppo sostenibile e dei temi del Protocollo di Kyoto da un lato, la devoluzione di competenze energetiche alle Regioni dall'altro, hanno trasformato la programmazione energetica regionale in uno strumento di programmazione strategico e interdisciplinare, la cui redazione è un impegno della Giunta Regionale del Veneto".Fonte: Regione Veneto]]></description>
		<pubDate>Mon, 25 Jul 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1389</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Marche, bando da 7,7 milioni per le scuole]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23500.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>21/07/2011 - Adeguamento, messa in sicurezza e incremento dell'efficienza energetica degli edifici scolastici. &Egrave; l'obiettivo del bando da 7milioni e 700mila euro lanciato dalla giunta regionale delle Marche. L'iniziativa - si legge nel comunicato della Regione - è una prima risposta ai nuovi tagli ai trasferimenti statali, effettuati dal Governo nazionale con la Manovra finanziaria, una "situazione drammatica che ha spinto la Regione Marche a realizzare una strategia rivolta alla riduzione delle bollette energetiche delle strutture e dei servizi gestiti direttamente, cercando sempre più di coinvolgere gli Enti locali a fare altrettanto visto che sono titolari dell'80% del patrimonio immobiliare". Gli interventi finanziabili con il Bando saranno finalizzati alla messa in sicurezza da rischio sismico degli edifici scolastici (5,2 milioni di euro) e all'azzeramento delle bollette elettriche attraverso l'installazione degli impianti fotovoltaici sui tetti o negli spazi liberi delle scuole (2,5 milioni di euro). Le Province dovranno effettuare una mappatura del patrimonio edilizio scolastico e individuare quali edifici scolastici hanno maggiore necessità di un adeguamento per fronteggiare il rischio sismico. Una volta individuate le strutture da adeguare l'impresa privata parteciperà al bando realizzando i lavori con sistemi antisismici ed interventi di risparmio energetico. Inoltre, gli Enti locali dovranno effettuare un monitoraggio dei consumi elettrici e termici esteso a tutto il proprio patrimonio edilizio (non solo quello scolastico), finalizzato a individuare le strutture a maggiore consumo energetico per programmare ulteriori investimenti di risparmio. I dati evidenziano che le spese degli enti pubblici legate ai consumi energetici, sia elettrici che termici, nella Regione Marche superano i 100 milioni di euro annui e solo con il ricorso alle energie rinnovabili, al risparmio ed all'efficienza energetica ci possono essere ampi margini di risparmio. Ai 5,2 milioni di euro potranno essere aggiunti i cofinanziamenti dei Comuni e delle Province proprietari delle scuole, mentre le economie ricavabili dal miglioramento termico degli edifici e le somme corrisposte per 20 anni dal Gse (Gestore Servizi Energetici) come tariffe incentivanti per la produzione di energia elettrica con i pannelli fotovoltaici (Conto Energia) andranno ad attivare un "Fondo di rotazione" del quale potranno beneficiare gli enti locali, proprietari di scuole.]]></description>
		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1383</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Fotovoltaico: dal GSE la Guida all'integrazione architettonica]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23473.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>19/07/2011 - Il GSE ha pubblicato la "Guida alle applicazioni innovative finalizzate all'integrazione architettonica del fotovoltaico", La Guida è aggiornata al quarto Conto Energia (DM 5 maggio 2011), il cui Titolo III disciplina l'incentivazione degli impianti fotovoltaici che utilizzano moduli non convenzionali e/o componenti speciali sviluppati specificatamente per integrarsi e sostituire elementi architettonici degli edifici. Tali impianti devono avere potenza nominale compresa tra 1 kW e 5 MW. Nella predisposizione della Guida - spiega il GSE - si è tenuto conto dell'esperienza maturata dall'esame dei progetti con caratteristiche innovative inviati ai sensi del terzo Conto Energia e dei numerosi approfondimenti effettuati, anche in campo internazionale, con gli operatori. La Guida individua univocamente definizioni, tipologie, categorie, criteri e modalità di installazione. Sono esclusi dalla tariffa incentivante riservata agli impianti architettonicamente integrati quelli i cui moduli costituiscono elementi costruttivi di pergole, serre, barriere acustiche, tettoie e pensiline. Inoltre, per le applicazioni su coperture di edifici, viene considerata superficie utile per l'installazione anche l'eventuale porzione di tetto che si estende a protezione di volumi non chiusi, purché questa non sia stata realizzata con interventi di retrofit appositamente progettati per ospitare la superficie fotovoltaica. L'impianto fotovoltaico è considerato architettonicamente integrato quando il modulo fotovoltaico non convenzionale o la superficie fotovoltaica (nel caso di componente speciale) garantisce, oltre la produzione di energia elettrica, le funzioni tipiche di un involucro edilizio: la tenuta all'acqua e la conseguente impermeabilizzazione della struttura edilizia; una tenuta meccanica comparabile con quella dell'elemento edilizio sostituito; una resistenza termica tale da non compromettere le prestazioni dell'involucro edilizio. Inoltre, l'integrazione architettonica del fotovoltaico è tale se la rimozione dei moduli fotovoltaici compromette la funzionalità dell'involucro edilizio, rendendo la costruzione non idonea all'uso. La Guida, infine, specifica la documentazione da presentare a corredo della domanda di ammissione per l'accesso alle tariffe incentivanti per gli impianti di cui al Titolo III del quarto Conto Energia.]]></description>
		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
		<guid>1379</guid>
		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1379</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Veneto, fotovoltaico fino a 1 MW con Procedura Semplificata]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23423.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>14/07/2011 - Con la legge regionale che ha modificato il Piano Casa (Lr 13/2011) il Veneto è intervenuto anche sulle procedure autorizzative degli impianti solari e fotovoltaici. L'articolo 10 attribuisce ai  Comuni la competenza per il rilascio dell'autorizzazione unica per l'installazione di impianti solari e fotovoltaici, integrati e non integrati con potenza di picco fino ad 1 megawatt (mw), comprese le opere di connessione alla rete elettrica. Gli impianti saranno autorizzati con la Procedura Abilitativa Semplificata (PAS), disciplinata dall'articolo 6 del Dlgs 28/2011. Resta ferma la sospensione fino al 31 dicembre 2011, decisa con la Finanziaria Regionale 7/2011, del rilascio di nuove autorizzazioni per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili (leggi tutto). Le richieste di autorizzazione unica presentate in Regione fino alla data di entrata in vigore della Lr 13/2011 (9 luglio 2011), sono rilasciate dalla Regione stessa, salvo quelle per le quali sia stata comunicata al richiedente la carenza dei contenuti minimi di cui agli articoli 13, 13.1, 13.2 e 13.3 dell'Allegato "Linee guida per il procedimento di cui all'articolo 12 del Dlgs 387/2003" (Parte III) del DM 10 settembre 2010, "Linee guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili"; queste ultime vanno trasmesse al Comune competente e seguono la nuova procedura.Al fine di rendere omogenea la predisposizione delle domande e della documentazione necessaria per il rilascio dell'autorizzazione unica, entro 30 giorni dall'entrata in vigore della Lr 13/2011, la Giunta regionale adotterà e trasmetterà ai Comuni gli schemi di modulistica.]]></description>
		<pubDate>Thu, 14 Jul 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
		<guid>1375</guid>
		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1375</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Fotovoltaico: dal GSE le Regole Applicative del 4° Conto Energia]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23403.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>12/07/2011 - Il Gestore dei Servizi Energetici ha pubblicato le 'Regole Applicative' per l'attuazione del quarto Conto Energia per il fotovoltaico (DM 5 maggio 2011). Il documento definisce le modalità di individuazione della tipologia di tariffa incentivante a cui l'impianto fotovoltaico può accedere, le relative modalità di accesso, incluse quelle riguardanti le maggiorazioni e il premio abbinato ad uso efficiente dell'energia eventualmente richiesti. Vengono inoltre definite le regole relative alle norme anti-frazionamento degli impianti e alle disposizioni derivanti dall'applicazione del Dlgs 28/2011 per gli impianti su terreni agricoli. &Egrave; stata, inoltre, pubblicata la versione aggiornata a luglio 2011 delle 'Regole tecniche per iscrizione al registro per i grandi impianti fotovoltaici di cui al DM 5 Maggio 2011', modificata a seguito degli approfondimenti interni al GSE e dei confronti intercorsi con i principali gestori di rete. Le nuove Regole tecniche contengono anche il Protocollo in base al quale i gestori di rete sono tenuti ad effettuare le attività di verifica sugli impianti. L'aggiornamento effettuato ha riguardato principalmente:a) le modalità di comunicazione degli esiti delle verifiche sugli impianti;b) l'ambito di applicazione delle attività di verifica in capo al Gestore di Rete;c) la possibilità per il Gestore di Rete di avvalersi di terzi incaricati. Nei prossimi giorni, a seguito del completamento degli approfondimenti in corso, il GSE procederà a pubblicare anche la Guida alle applicazioni innovative finalizzate all'integrazione architettonica del fotovoltaico prevista dallo stesso Decreto Ministeriale 5 maggio 2011. ]]></description>
		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
		<guid>1371</guid>
		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1371</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Rinnovabili, più snelle le procedure in Abruzzo]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23389.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>08/07/2011 - L'Abruzzo estende la procedura abilitativa semplificata agli impianti da fonti rinnovabili fino a 1 Mw elettrico. Lo ha deciso la Delibera di Giunta 294/2011, che attua il Decreto Legislativo 28/2011 sulla promozione dell'uso di energia alternativa. Secondo l'evoluzione del panorama legislativo, Regioni e Province Autonome possono estendere la soglia di approvazione della procedura semplificata agli impianti fino a 1 Mw, fermo restando i casi in cui, essendo previste autorizzazioni ambientali e paesaggistiche di competenza di Amministrazioni diverse dal Comune, la realizzazione dell'impianto resta soggetta all'autorizzazione unica. La delibera fissa criteri e regole condivise per la l'inserimento degli impianti fotovoltaici a terra. Il testo, modificando i precedenti provvedimenti, ammette l'autorizzazione semplificata per gli impiantifotovoltaici di potenza non inferiore a 20 kWp installati su elementi di arredo urbano e viario, sulle superfici esterne degli involucri di edifici, di fabbricati e strutture edilizie di qualsiasi funzione e destinazione anche non integrati.La semplificazione vale anche per gli impianti fotovoltaici a terra di potenza non inferiore a 20 kWp e non superiore a 1 MW. In precedenza, l'autorizzazione semplificata era limitata agli impianti fino a 200 kWp. La nuova delibera mira quindi a ridurre tutti gli ostacoli che possono impedire il ricorso alle rinnovabili. Per potersi avvalere dell'autorizzazione semplificata, la ditta e il tecnico abilitato devono trasmettere al competente Servizio Politica Energetica, Qualità dell'Aria, SINA, la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà. L'autorizzazione generalizzata è efficace dal trentesimo giorno successivo l'avvenuta acquisizione delle dichiarazioni sostitutive. In fase di delibera è stato approvato anche un criterio di indirizzo in base al quale hanno conseguito il titolo abilitativo gli impianti a terra in area agricola in relazione ai quali, entro il 29 marzo 2011, sia stata presentata la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà al Servizio Politiche Energetiche e qualità dell'aria. La data del 29 marzo era già stata assunta come limite per poter evitare le restrizioni introdotte dalla recente normativa in materia di incentivi alle rinnovabili (Leggi Tutto).]]></description>
		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
		<guid>1367</guid>
		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1367</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Bonus 55% al solare termico, il Governo intende mantenerlo]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23370.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>08/07/2011 - La detrazione fiscale del 55% è stata in questi anni sufficiente a sostenere il solare termico e il Governo farà il possibile per mantenerla. Lo ha detto Luciano Barra, dirigente del Ministero dello Sviluppo Economico, nel corso di un convegno sul solare termico organizzato da Assolterm, lo scorso 30 giugno, presso la sede del GSE. Una delle maggiori problematiche per l'applicazione del nuovo sistema di incentivazione - secondo Barra - risiede nella scelta politica di far pesare i costi sul prelievo fiscale o sulle bollette. La nuova forma di incentivazione - ha aggiunto - andrà ad incentivare quegli interventi che non sono coperti dalla stessa detrazione fiscale. Ma secondo il Presidente di Assolterm, Sergio D'Alessandris, il mantenimento dell'attuale sistema di incentivazione non sarà sufficiente al conseguimento dell'ambizioso obiettivo fissato dal PAN per il solare termico, pari ad oltre 26 milioni di m2 al 2020 (1,6 Mtep). D'Alessandris ha ricordato infatti che, sulla base dello storico del mercato italiano del solare termico degli ultimi tre anni, sotto il regime di incentivazione del 55%, sono stati installati di circa 500 mila m2 di pannelli all'anno. Gli obiettivi fissati dal Governo Italiano con il Piano d'Azione Nazionale per le rinnovabili - ha ricordato Costantino Lato del GSE - prevedono che il 17% dei fabbisogni energetici sia assicurato attraverso l'utilizzo di fonti rinnovabili (era il 5,5% nel 2008).Per D'Alessandris, la soluzione alternativa alla detrazione è una forma di incentivazione modellata sul Conto Energia per il fotovoltaico, così come previsto dal Dlgs 28/2011, che sia adeguata al raggiungimento di tale traguardo. La proposta di Assolterm per un "conto energia per il solare termico", prevede un incentivo che sia riconosciuto per 10 anni sulla produzione dell'energia termica prodotta dagli impianti solari, ad una tariffa che partendo da 0,16 &euro; per i primi tre anni, si riduca del 20% ogni quattro anni in relazione allo sviluppo del mercato (leggi tutto).]]></description>
		<pubDate>Fri, 08 Jul 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
		<guid>1363</guid>
		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1363</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Convegno Gruppo LAPE e Coedil 99]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/Definitivo_Seminario_tecnico_7_luglio-1.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/><p>'Il Gruppo LAPE, in collaborazione con COEDIL 99, partner sul territorio Aquilano, in occasione del Salone della Ricostruzione parteciper&agrave; al convegno</p>
<p>'Verso il 2020, le case a basso consumo'&nbsp;</p>
<p>Gioved&igrave; 7 luglio ore 17.30&nbsp;</p>
<p>Sala Munari &ldquo;Salone della Ricostruzione&ldquo; Localit&agrave; Monticchio - L&rsquo;AQUILA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><br /> L'Ing. Leonardo&nbsp;Vetturi, responsabile dell'Ufficio Tecnico di LAPE, Ambrotecno Italia e Akiba - Gruppo Lape, illustrer&agrave; gli ultimi sviluppi tecnici dei materiali isolanti, insieme all&rsquo;Ing. Odoacre Oriani - Zehnder Tecnosystems, che far&aacute; da riferimento sui sistemi di areazione nelle case quasi passive (ovvero a consumo quasi zero) e all&rsquo;Ing. Sergio Saggini - Gruppo&nbsp;Saggini Costruzioni, che tratter&agrave; le problematiche pratiche relative alla realizzazione delle case a basso consumo sulla base del progetto di Edifici in Classe A+&nbsp;che sta sviluppando.</p>
<p><br /> L'incontro vuole evidenziare che la costruzione di edifici a consumo quasi zero oggi &eacute; concreto,possibile e realizzabile solo cambiando il modo di pensare agli edifici con costi assolutamente equiparabili alle costruzioni tradizionali.</p>
<p>Una necessit&agrave; in un mondo che sempre pi&ugrave; manca di risorse energetiche e non pu&ograve; pi&ugrave; pensare ad un futuro non sostenibile.</p>
<p>Gruppo Lape</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
		<pubDate>Thu, 07 Jul 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
		<guid>1360</guid>
		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1360</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Marche, 7,7 mln per la sicurezza e l'efficienza energetica delle scuole]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23291.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>05/07/2011 - La Regione Marche investe 7 milioni e 700 mila euro per l'adeguamento, la messa in sicurezza e l'incremento dell'efficienza energetica degli edifici scolastici. La Giunta regionale ha approvato le le linee guida per la predisposizione del programma degli interventi, sostenuti con le risorse del bilancio regionale. Sono previste due tipologie di investimenti: una tradizionale, finalizzata alla messa in sicurezza da rischio sismico, finanziata con 5,2 milioni di euro; un'altra, innovativa, che consentirà l'azzeramento delle bollette elettriche attraverso l'installazione degli impianti fotovoltaici sui tetti o nelle aree di pertinenza delle scuole (misura incentivata con 2,5 milioni di euro).A questi fondi potranno essere aggiunti i cofinanziamenti dei Comuni e delle Province proprietari delle scuole, oltre le economie ricavabili dal miglioramento termico degli edifici e le somme corrisposte per 20 anni dal Gse (Gestore servizi energetici) come tariffe incentivanti per la produzione di energia elettrica con i pannelli fotovoltaici. Tutte queste risorse andranno ad attivare un "fondo di rotazione", del quale potranno beneficiare gli enti locali, proprietari di scuole.   "Si tratta di una modalità d'intervento - spiega l'assessore regionale ai Lavori Pubblici, Antonio Canzian - mirata al superamento del tradizionale metodo della distribuzione a pioggia di contributi in conto capitale a fondo perduto, tra l'altro non risolutivo, a causa soprattutto della esiguità delle risorse disponibili rispetto alla reale entità del fabbisogno. Inoltre vogliamo stimolare gli operatori marchigiani del fotovoltaico a sviluppare progetti capaci di incidere positivamente sull'architettura degli spazi e delle strutture interessate dagli interventi". Secondo l'assessore, "l'avvio di questo programma costituisce un implicito invito rivolto agli Enti locali a effettuare un lavoro di monitoraggio dei consumi elettrici e termici esteso a tutto il proprio patrimonio edilizio (non solo quello scolastico), finalizzato a individuare le strutture a maggiore consumo energetico per programmare investimenti di risparmio. Sulla base delle stime più aggiornate, le spese degli enti pubblici legate ai consumi energetici, sia elettrici che termici, nella nostra regione superano i 100 milioni di euro annui, evidenziando ampi margini di risparmio, conseguibili attraverso l'efficientamento energetico e impiantistico del patrimonio edilizio e il ricorso alle energie rinnovabili". L'attuazione del programma prenderà avvio con l'acquisizione del parere del Comitato delle autonomie locali. Gli interventi che saranno inclusi nel programma, individuati tramite bandi pubblicati in ogni territorio provinciale, saranno realizzati direttamente dagli enti locali - Comuni e Province - proprietari degli edifici scolastici. La Regione erogherà i contributi, controllerà l'attuazione dei lavori e curerà il monitoraggio degli aspetti più innovativi: energia prodotta, entità dei risparmi conseguiti, risorse acquisite sullo specifico fondo a destinazione vincolata nel quale confluiranno, per 20 anni, i proventi del Conto Energia.  Fonte: Regione Marche]]></description>
		<pubDate>Tue, 05 Jul 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
		<guid>1356</guid>
		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1356</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Efficienza Energetica, ecco il Piano del Governo]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23288.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>04/07/2011 - Il Ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato lo schema del 'Secondo Piano di Azione Nazionale per l'Efficienza Energetica', previsto dalla Direttiva 2006/32/CE. Sullo schema il Ministero ha aperto la consultazione pubblica, finalizzata a raccogliere commenti e suggerimenti prima dell'elaborazione e dell'approvazione definitive del testo. Il documento - spiega il Ministero in una nota - deriva da una proposta dell'ENEA e tiene conto delle prime osservazioni formulate nell'ambito di un gruppo di lavoro paritetico che ha coinvolto le Amministrazioni centrali e le Regioni. Nel secondo PAEE 2011 - si legge nella sintesi del documento - vengono illustrati i risultati conseguiti al 2010 e aggiornate le misure di efficienza energetica da adottare per il conseguimento dell'obiettivo generale al 2016, che viene mantenuto pari al 9,6%. Oltre alle misure relative ai Certificati Bianchi (o Titoli di Efficienza Energetica) e agli incentivi agli interventi di efficientamento energetico in edilizia, sono considerati anche gli effetti del Dlgs 192/2005, che recepisce la Direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico in edilizia. Questo decreto - spiega il documento - ha apportato forti novità, rispetto al quadro legislativo preesistente, nella metodologia progettuale, nelle prescrizioni minime e nell'ispezione degli impianti oltre ad aver introdotto la certificazione energetica degli edifici. Il decreto, già autosufficiente per la parte relativa alla climatizzazione invernale, prevedeva anche provvedimenti attuativi, tra i quali risultano emanate le seguenti norme: il decreto del Presidente della Repubblica del 2 aprile 2009, n. 59 e il decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 26 giugno 2009 relativi alle Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici. L'articolazione del PAEE 2011 è stata sostanzialmente mantenuta inalterata rispetto al PAEE 2007 a parte qualche modifica rivolta all'ottimizzazione delle misure di efficienza energetica, dei relativi meccanismi di incentivazione e in qualche caso, alla revisione della metodologia di calcolo. In particolare, per quanto riguarda il settore residenziale, la sostituzione dei vetri semplici con quelli doppi e la sostituzione degli scaldacqua elettrici hanno avuto un ottimo riscontro, mentre la coibentazione delle superfici opache degli edifici residenziali ha raggiunto risultati inferiori alle attese, probabilmente a causa dei costi più elevati che caratterizzano questa tipologia di opere. Saranno pertanto studiate e messe in atto nuove forme di incentivazione per stimolare gli interventi sull'involucro opaco, parte del sistema edificio-impianto che presenta il più alto potenziale di risparmio energetico. Nel PAEE 2011 l'intervento di coibentazione di pareti opache è stato sostituito con le prescrizioni del D. Lgs. 192/2005 (RES‐1). Nel settore terziario è stata introdotta la misura relativa al recepimento della direttiva 2002/91/CE e attuazione del D.Lgs. 192/2005.Il Piano sarà approvato dal Ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'Ambiente, d'intesa con la Conferenza Stato Regioni Province autonome. Successivamente all'approvazione il Piano sarà trasmesso alla Commissione europea.Le osservazioni possono essere inviate entro il 15 luglio alla casella di posta elettronica:piano.efficienza.energetica@sviluppoeconomico.gov.it ]]></description>
		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
		<guid>1348</guid>
		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1348</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Toscana, in arrivo 13 milioni per l'edilizia sostenibile]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23287.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>04/07/2011 - La Regione Toscana emanerà il prossimo autunno un bando sperimentale da 13 milioni di euro sull'edilizia sostenibile, per promuovere nuovi modi dell'abitare, del costruire e del recuperare, coniugando sostenibilità ambientale, economica e sociale. L'iniziativa è stata annunciata la scorsa settimana dall'assessore al welfare e alle politiche per la casa Salvatore Allocca durante il convegno 'Social housing: sostenibilità sociale e stili di vita' tenutosi a Firenze. All'incontro, organizzato dalla Regione in collaborazione con l'associazione Eco Action, ha partecipato anche l'assessore all'urbanistica e al territorio Anna Marson. "I nuovi modelli di concepire l'edilizia residenziale pubblica - ha detto Allocca - devono porre al centro i tre concetti di sostenibilità: sociale, economica ed ambientale. In questo momento non ci stiamo confrontando soltanto con una pesante crisi economica, ma anche con una incessante trasformazione sociale. Il dovere di chi amministra è, da un lato, tentare di garantire al massimo un diritto fondamentale, quello ad avere una abitazione, e, dall'altro, operare cercando di soddisfare i tre concetti di sostenibilità". Dopo l'estate arriverà il bando sperimentale sull'edilizia sostenibile da 13 milioni. "Il bando al quale stiamo lavorando - ha aggiunto l'assessore - promuovendo autocostruzione, autorecupero e cohousing, cerca di soddisfare questi criteri. Da quando abbiamo iniziato questo percorso abbiamo avuto una buona risposta dal territorio, che ci dice come il tema desti un interesse forte e crescente. Vorremmo che il bando fosse il frutto di questa concertazione e partecipazione e che ci permettesse di realizzare un modello di abitare che metta al centro il recupero delle relazioni sociali, un patrimonio che stiamo progressivamente dilapidando". Secondo l'assessore Anna Marson "per promuovere politiche abitative capaci di dare risposte convincenti a una domanda crescente in un contesto di disponibilità finanziarie progressivamente ridotte è essenziale lavorare il più possibile in modo intersettoriale. Nello specifico - ha continuato Marson - mi sembra essenziale rafforzare la relazione tra politiche abitative e politiche urbanistiche, senza dimenticare che il consumo di suolo ad opera di nuove urbanizzazioni verificatosi in questi anni in molti casi non ha nemmeno dato risposte adeguate alla domanda di case a costi sostenibili. Ricordo che invece negli anni '70, in molte città italiane, le politiche per le abitazioni sociali sono state essenziali per la riqualificazione e la rivitalizzazione dei centri storici". "Le politiche abitative - ha aggiunto l'assessore - devono essere in grado di contribuire alla rigenerazione delle città e alla riproduzione dei territori rurali dove, negli ultimi tempi, si stanno sviluppando interessanti esperienze di autorecupero ed autocostruzione. Occorrono risposte più articolate  a partire dalla previsione di quote di edilizia sociale come requisito per le diverse trasformazioni urbanistiche che usufruiscono di premialità diverse, e dallo sviluppo di filiere di produzione locale come sperimentalmente avviato con componenti per l'edilizia derivate dal legno. Siamo consapevoli - ha concluso - della necessità di una revisione legislativa per migliorare le diverse indicazioni in merito alla sostenibilità sociale e ambientale dell'edilizia, e una proposta in tal senso è contenuta anche in una proposta di legge attualmente all'attenzione del Consiglio regionale (leggi tutto). Senza dimenticare che l'intervento pubblico ha sempre la responsabilità di costituire un manifesto del modo possibile di fare città ed edilizia producendo utilità collettiva".  Fonte: Regione Toscana ]]></description>
		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
		<guid>1349</guid>
		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1349</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA['Edifici a Energia Quasi Zero', il tour chiude con successo]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23277.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>01/07/2011 - Con la dodicesima tappa svoltasi ieri a Bologna, si è concluso con un grande successo di pubblico il Tour "Edifici a Energia Quasi Zero", organizzato da Edilportale. Più di 350 tecnici hanno affollato l'Auditorium Enzo Biagi della Biblioteca Sala Borsa in Piazza del Nettuno.A entrare subito nel vivo dell'argomento, Kristian Fabbri del Servizio Energia ed Economia Verde della Regione Emilia Romagna, che ha annunciato come la Regione intenda diminuire il consumo di energia degli edifici del 70% entro il 2020. Parallelamente, verrà aumentata la produzione di energia da fonti rinnovabili. Nel piano energetico triennale, radicalmente diverso da quello precedente, perché ha dovuto tener conto della riduzione delle disponibilità finanziarie, è infatti riservato ampio spazio alla sostenibilità in edilizia. Per recepire laDirettiva2010/31/Ue sono inoltre stati fissati requisiti minimi più stringenti per la prestazione energetica, puntando l'attenzione anche sulla riqualificazione dell'esistente, prevalentemente in classe C.Claudia Mazzoli, del Servizio regionale per la Riqualificazione urbana e promozione della qualità architettonica, ha illustrato il sistema per la valutazione della sostenibilità, caratterizzato non da normative cogenti, ma da iniziative e bandi per incentivare la realizzazione di interventi in tal senso. Come il progetto, nato nel 2008, per rilevare, insieme ai Comuni, pregi e difetti del patrimonio esistente, che ha portato alcune Amministrazioni a testare l'iniziativa come strumento di incentivazione, riconoscendo premialità volumetriche a fronte del miglioramento energetico dell'edificio. Per il successo, ha spiegato Mazzoli, è infatti necessario intercettare gli interessi dei privati, legati al ritorno economico degli interventi. A completare il quadro, il bando, pubblicato nei giorni scorsi, per incentivare i comuni a bandire concorsi con obiettivi di qualità, e l'attivazione di Smart City, un laboratorio di creatività aperto ai tecnici dei diversi comuni.Marco Buriani, responsabile della Linea tecnologia e innovazione di Ance Emilia Romagna, ha annunciato la presentazione alla Regione di una proposta per migliorare la detrazione del 55%, giudicata non risolutiva perché ha raggiunto ad oggi solo il 10% dell'obiettivo. A parere di Buriani, si dovranno sfruttare le nuove possibilità aperte dal Decreto Sviluppo, che punta alla riqualificazione urbana con il trasferimento dei diritti edificatori e la concessione di premi di cubatura (leggi tutto).Ottorino Marinoni, ordinario alla facoltà di ingegneria dell'Università di Bologna, ha illustrato i risultati di una ricerca in base alla quale nel 2020 potrebbe verificarsi il rischio di debito energetico. L'Italia potrebbe cioè essere costretta ad acquistare energia rinnovabile. A parere di Marinoni, inoltre, le norme non dovrebbero prendere in considerazione solo il nuovo e le ristrutturazioni importanti, ma anche gli interventi minori e gli edifici vincolati, che rappresentano la maggior parte dello scenario. In ogni caso, ha sottolineato, sarebbe utile agire in tempi ristretti e in modo non invasivo per gli abitanti.Gli ha fatto eco il collega Eugenio Ansaloni, che ha illustrato esempi di ristrutturazione in cui, oltre alla prestazione energetica e alle azioni sulle dispersioni di energia, sono stati valorizzati il verde e gli spazi pubblici.Gianni Binacchi, Business Developement manager per Schneider Electric, ha spiegato la portata della norma EN 15232/2007, che contribuisce alla sostenibilità in edilizia consentendo di progetare con facilità gli impianti di automazione e controllo, attraverso i quali passa il raggiungimento dell'efficienza energetica. La norma consente di stimare il risparmio realizzato con l'applicazione di determinate soluzioni. Ne deriva, ha concluso, un cambiamento del metodo di progettazione, che deve diventare integrata, coordinando illuminazione, riscaldamento, condizionamento e ventilazione per ottimizzare il livello dei consumi.  All'incontro hanno partecipato:Kristian Fabbri Servizio Energia ed Economia Verde Regione Emilia RomagnaClaudia Mazzoli Servizio Riqualificazione Urbana e promozione della qualità architettonica - Regione Emilia RomagnaMarco Buriani Responsabile Linea Tecnologia e Innovazione Ance Emilia RomagnaOttorino Marinoni Docente Facoltà di Ingegneria Università di BolognaEugenio Ansaloni Docente Facoltà di Ingegneria Università di BolognaGianni BinacchiBusiness Development Manager Schneider ElectricCiro Bianco Dow ItaliaTawfik Mohamed KnaufI partecipanti al convegno hanno ricevuto gratuitamente il Vademecum "Edifici a Energia Quasi Zero".La partecipazione dà diritto all'assegnazione di crediti formativi.]]></description>
		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
		<guid>1344</guid>
		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1344</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Padova ha ospitato l'11^ tappa di 'Edifici a Energia Quasi Zero']]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23255.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>30/06/2011 - Si è svolta ieri a Padova, nel Centro Congressi A. Luciani, la penultima tappa del road show "Edifici a Energia Quasi Zero", organizzata da Edilportale. La discussione si è subito concentrata sullo stato dell'arte della normativa: se da una parte l'Italia sta recependo la Direttiva 2010/31/Ue con la Legge Comunitaria 2011, è anche vero che, entro il 30 giugno 2012 dovrà comunicare il proprio metodo di calcolo del rendimento energetico e spiegare cosa significa in concreto 'edificio a energia quasi zero'. I Paesi membri dovranno infatti istituire un metodo di controllo e regolare la figura del certificatore. Al momento, la Provincia di Padova ha iniziato la datazione degli edifici e l'analisi dei costi necesari per l'approvvigionamento di energia e l'efficientamento energetico. &Eacute; emerso un fabbisogno di 36 miliardi per raggiungere standard più alti entro il 2050. Secondo Angelisa Tormena del Metadistretto Veneto della bioedilizia, l'Italia è ancora indietro rispetto alla precedente normativa. Non sarebbero a suo avviso state ancora applicate tutte le disposizioni della Direttiva del 2002. Per colmare il gap "è quindi necessario ragionare sull'involulcro", non solo sulla qulità degli impianti e sull'installazione di pannelli solari. Tra gli strumenti messi a punto dalla Regione Veneto per mettersi al passo con Bruxelles, c'è la contestualizzazione delle norme a favore del risparmio energetico. Partendo dal Greenbuilding Challenge come strumento di riferimento internazionale, alla base del Protocollo Itaca, sono state approvate modifiche, conformi ai parametri nazionali, raccolte nel Biover - Protocollo Itaca Veneto, che a loro volta costituiscono le linee guida della L.R. 4/2007. Viene quindi definito il concetto di sostenibilità, inteso come incentivo al riutilizzo delle acque piovane e all'uso di materiali non energivori.Tra le nuove iniziative spiccano il recupero dell'edilizia storica e l'esposizione Eco (Make), aperta ai prodotti realizzati con materiali sostenibili. Ha insistito sull'importanza dell'involucro edilizio Gunter Gantioler del Centro di fisica edile TBZ Bolzano, a detta del quale l'Italia é all'avanguardia tra i Paesi con clima caldo e mediterraneo. A suo avviso, dopo la progettazione devono essere valorizzate le coibentazioni, i serramenti, la tenuta d'aria, il recupero di calore e l'uso di materiali tradizionali. Sulla stessa falsariga anche Roberto Zecchin, del Dipartimento di Fisica Tecnica dell'Università di Padova e Giorgio Garau, direttore del Dipartimento di Architettura, Urbanistica e Rilevamenti, che accanto all'isolamento, alla ventilazione e alla qualità dell'aria, hanno posto l'accento sui ritorni economici.I partecipanti al convegno hanno ricevuto gratuitamente il Vademecum "Edifici a Energia Quasi Zero".La partecipazione dà diritto all'assegnazione di crediti formativi.Il prossimo appuntamento:BOLOGNA - giovedì 30 giugno 2011ISCRIVITI!]]></description>
		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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	<item>
		<title><![CDATA[Direttiva 'Edifici a energia quasi zero': più lontano il recepimento]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23268.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>30/06/2011 - Registra una battura d'arresto l'iter per il recepimento nella normativa italiana della Direttiva 2010/31/Ue sull'efficienza energetica in edilizia e sugli 'edifici a energia quasi zero'. Il Parlamento sta recependo la Direttiva attraverso la Legge Comunitaria 2010, attualmente all'esame della Camera. Ma ieri Montecitorio ha bocciato l'articolo 1 della legge, proprio quello che prevede il recepimento di numerose Direttive, tra cui la 2010/31/CE. Il Governo è stato battuto con 270 voti contrari dell'opposizione e 262 favorevoli della maggioranza. Sul risultato della votazione hanno inciso le assenze dei deputati della maggioranza. Per il momento l'esame del disegno di legge è rinviato ad altra seduta, ma la maggioranza sta pensando di spacchettare le deleghe e inserirle negli articoli ancora da votare, oppure di di stralciare alcune norme della Comunitaria 2010 e rinviarle a settembre inserendole nella Comunitaria 2011. Lo slittamento comporterebbe però per l'Italia il pagamento di multe per il mancato rispetto dei tempi di recepimento: un prezzo per gli italiani intorno ai 600mila euro al giorno, secondo i calcoli del capogruppo Pd in Commissione Politiche comunitarie di Montecitorio, Sandro Gozi. ]]></description>
		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<title><![CDATA[Un Conto Energia per il solare termico e incentivi all'efficienza energetica in edilizia]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23237.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>29/06/2011 - Un Conto Energia per il solare termico e un Piano per l'efficienza energetica degli edifici e dell'industria. Sono i contenuti di due decreti legislativi, annunciati dal sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, nel corso di un seminario all'Università Bocconi a Milano. Il Governo li varerà entro l'estate, per rilanciare la sua politica energetica dopo la pesante bocciatura del nucleare al Referendum del 12 e 13 giugno. Il Conto Energia per il solare termico, previsto dal Decreto Rinnovabili (Dlgs 28/2011) che attua la Direttiva 2009/28/CE, ricalcherà quello per il fotovoltaico (DM 5 maggio 2011) e punterà a promuovere il solare termico che ha potenzialità - secondo Saglia - "superiori rispetto alle promesse del fotovoltaico" e che "darà il maggior contributo per il raggiungimento degli obiettivi al 2020". Secondo il piano di azione sulle rinnovabili allo studio del Governo, "le rinnovabili elettriche dovranno passare nel 2020 dagli attuali 5 a 8,5 Mtep, mentre le rinnovabili termiche dovranno passare da 3,2 a 10,4 Mtep". Per raggiungere questi obiettivi, saranno necessari nuovi e più efficiaci strumenti di incentivazione, anche perché  - ha riconosciuto Saglia - "abbiamo un meccanismo di sostegno strutturale, i certificati bianchi, attualmente non del tutto idoneo a stimolare iniziative davvero competitive" e "altri strumenti di sostegno, come le detrazioni fiscali del 55% che al momento sono previste esaurirsi a fine 2011, non sono comunque idonei a coprire la varietà di soluzioni tecniche impiegabili". Per la promozione dell'efficienza energetica, il Governo metterà in campo un mix di strumenti finalizzati allo sviluppo del sistema imprenditoriale italiano: promozione di nuova edilizia a rilevante risparmio energetico e riqualificazione energetica degli edifici esistenti, promozione della cogenerazione diffusa e dell'autoproduzione di energia per le piccole e medie imprese, rafforzamento del meccanismo dei titoli di efficienza energetica, promozione di prodotti nuovi altamente efficienti. ]]></description>
		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<title><![CDATA[Dall'ANCI cinque milioni di euro per gli immobili comunali del Sud]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23225.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>28/06/2011 - &Egrave; stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea il bando per l'affidamento dei servizi di "Diagnosi ed efficientamento energetico delle strutture del patrimonio comunale, delle strutture sanitarie e di grandi impianti sportivi delle regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia". Il Bando è emanato dall'ANCI, Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, e promuove l'attività di diagnosi energetica, destinata agli edifici comunali, alle strutture sanitarie pubbliche ed ai grandi impianti sportivi che saranno selezionati dagli aggiudicatari nelle Regioni obiettivo convergenza (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) e che, in ogni caso, non risultino già destinatarie di cofinanziamento in materia di diagnosi energetica. Il progetto si pone come obiettivo quello di aumentare la consapevolezza degli utilizzatori degli immobili, in termini di impatto energetico ed ambientale, dotando gli organi tecnici ed amministrativi dei gestori di metodologie e strumenti operativi standardizzati per la realizzazione di diagnosi energetiche e per la realizzazione di interventi di efficientamento energetico sulla base delle analisi effettuate su un campione significativo di strutture di proprietà pubblica. Il bando mette in campo 5.010.000 euro (Iva inclusa) ed è finanziato con le risorse stanziate sull'asse II "Efficienza energetica ed ottimizzazione del sistema energetico" del POIn Energia in attuazione della convenzione tra il Ministero dell'Ambiente e l'ANCI. L'appalto è suddiviso in tre lotti: 1. "Diagnosi energetica del patrimonio edilizio comunale" - 2.510.000 euroPer "edifici comunali" si intendono: strutture di proprietà comunale, adibite a municipi/sedi amministrative comunali, non necessariamente di contatto con il pubblico, inclusi siti di particolare rilevanza storica o archeologica o edifici similari aventi carattere di esemplarità e forte valore dimostrativo, biblioteche e istituti scolastici ed altre strutture di proprietà comunale. Tali edifici, per la loro struttura ed utilizzo, risultano caratterizzati da notevoli sprechi energetici, da un medio-alto fabbisogno di energia, prevalentemente di natura elettrica e da una scarsa diversificazione negli usi finali della stessa. Tra gli "edifici comunali" è frequente la presenza di edifici storici, di elevato pregio architettonico e soggetti a vincolo storico-monumentale, spesso localizzati nei centri storici delle città. La stessa categoria è fortemente soggetta ad obsolescenza degli ambienti e degli impianti. 2. "Diagnosi energetica delle strutture sanitarie pubbliche" - 1.950.000 euroPer "strutture sanitarie pubbliche" si intendono: aziende sanitarie locali (ASL), aziende ospedaliere, istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS), aziende o policlinici universitari ed altri erogatori di servizi sanitari, tutti soggettivamente pubblici. Le strutture sanitarie si qualificano quali sistemi fortemente energivori, caratterizzati da un elevato consumo energetico anche a seguito degli elevati ricambi d'aria richiesti e da un'ampia diversificazione negli usi finali della stessa. I consumi energetici degli ospedali e quelli relativi a sistemi, impianti o apparecchiature, inoltre, possono presentare una significativa variabilità da struttura a struttura, come conseguenza diretta dei numerosi fattori in grado di influenzarne le performance energetiche. 3. "Diagnosi energetica e individuazione di interventi esemplari di efficientamento di grandi impianti sportivi" - 550.000 euroPer "grandi impianti sportivi" si intendono: grandi strutture di proprietà soggettivamente pubblica dedicate prevalentemente ad attività sportive, anche se con caratteristiche di fruibilità per altre tipologie di attività. Gli impianti sportivi sono strutture particolarmente energivore, con consumi di natura prevalentemente elettrica, fortemente differenziati in funzione dello specifico utilizzo. Possono concorrere al bando singoli professionisti, studi associati, società di professionisti e di ingegneria il cui fatturato globale degli ultimi 3 esercizi non sia inferiore a 3 volte l'importo del lotto per il quale concorrono e che abbiano espletato negli ultimi 3 anni servizi nel settore oggetto del bando (compresa la pianificazione, progettazione realizzazione di interventi di efficientamento energetico) per un importo almeno pari a quello del lotto per il quale concorrono. L'appalto verrà aggiudicato con procedura ristretta e con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Le domande di partecipazione dovranno essere presentate entro le ore 12.00 del 27 luglio 2011; tutti i soggetti in possesso dei requisiti minimi fissati dal bando di gara e dal disciplinare saranno invitati entro l'8 agosto 2011 a presentare l'offerta.]]></description>
		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<title><![CDATA[Impianti elettrici, il Cnpi propone incentivi alla rottamazione]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23224.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>28/06/2011 - Rottamare gli impianti elettrici non a norma, prevedendo incentivi su una parte delle spese sostenute. &Egrave; la proposta lanciata al Governo dal Cnpi, Consiglio nazionale dei periti industriali. Già a maggio scorso i periti industriali avevano chiesto di censire gli edifici con impianti elettrici non a norma e di sostituirli con l'aiuto di una detrazione fiscale parziale, da suddividere in cinque o più anni. Secondo il Cnpi, oltre al miglioramento energetico si avrebbero ricadute positive in termini di maggiore occupazione e minori rischi sociali, legati a una più bassa incidenza degli infortuni. Nel piano elaborato dai periti industriali, il diritto al bonus fiscale scatterebbe dopo la presentazione di un certificato di collaudo che attesti la conformità dell'impianto alle norme o al progetto redatto da un professionista abilitato e iscritto a all'albo. In base alle stime effettuate, al momento in Italia sono presenti circa 10 milioni di edifici con impianti non a norma. L'operazione di rottamazione lanciata dal Cnpi mira quindi a rendere gli impianti intelligenti, con elettrodomestici capaci di spegnersi in base alle disponibilità di energia, sistemi di climatizzazione in grado di modulare la temperatura degli ambienti e luci ad accensione controllata.]]></description>
		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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	<item>
		<title><![CDATA[Puglia, nuovo sprint alla legge sull'abitare sostenibile]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23215.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>27/06/2011 - Iniziative per divulgare la legge pugliese sull'abitare sostenibile; modifiche all'originario sistema di certificazione; aggiornamento del Protocollo Itaca Puglia alla recente edizione 2011. Sono questi gli impegni assunti dall'Assessore alla Qualità del Territorio della Regione Puglia, Angela Barbanente, al termine di un incontro sull'attuazione della Lr 13/2008 sull'abitare sostenibile, tenutosi nei giorni scorsi e preannunciato nel corso della tappa Bari del tour "Edifici a Energia Quasi Zero" organizzato da Edilportale (leggi tutto). L'Assessore si è detta "molto soddisfatta dei risultati dell'incontro, animato da spirito costruttivo e desiderio comune di contribuire a diffondere le pratiche di edilizia sostenibile nella regione. La legge sull'abitare sostenibile - ha affermato Barbanente - è molto importante per conseguire l'obiettivo 20-20-20, in particolare per la parte che prevede di portare al 20% il risparmio energetico e ridurre del 20% le emissioni di gas a effetto serra". All'ordine del giorno dell'affollata riunione, alla quale hanno partecipato oltre 100 rappresentanti del partenariato istituzionale e socio-economico, erano:1) iniziative per accelerare l'attuazione delle norme sull'abitare sostenibile;2) la certificazione di sostenibiltà per risolvere la questione sollevata dal TAR Puglia (leggi tutto);3) l'adozione del sistema ITACA 2011. Sui tre punti, dopo ampia discussione, sono stati assunti precisi impegni:1) saranno organizzate dalla Regione di concerto con l'Anci Puglia iniziative per divulgare la Guida all'applicazione della legge e proporre ai Comuni esempi di deliberazioni e metodi operativi;2) sono state proposte modifiche all'originario sistema di certificazione, accolte favorevolmente dai presenti, che la Regione trasmetterà ai presenti per raccogliere osservazioni e proposte di integrazione;3) si è condivisa l'importanza di aggiornare il Protocollo Itaca Puglia alla recente edizione 2011 (leggi tutto) anche allo scopo di migliorare l'attuale versione per renderla più coerente con gli obiettivi di qualità ambientale che la Regione si pone di perseguire.Foto: edificio residenziale in Classe A realizzato a Bari da Mi. Edil srl su progetto di MoodMaker - Bari]]></description>
		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1316</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Conto Energia: dal GSE i criteri di priorità per i grandi impianti]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23201.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>27/06/2011 - Arrivano dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) chiarimenti in merito alle modalità di formazione della graduatoria dei grandi impianti fotovoltaici iscritti al registro istituito dal quarto Conto Energia(DM 5 maggio 2011). Tali chiarimenti sono stati sollecitati dagli operatori. Il GSE precisa che la graduatoria rispetterà il seguente ordine: a) impianti entrati in esercizio alla data di presentazione della richiesta di iscrizione, ordinati secondo la data di entrata in esercizio;b) impianti per i quali sono terminati i lavori di realizzazione alla data di presentazione della richiesta di iscrizione, ordinati secondo la data di fine lavori;c) impianti in fase di sviluppo o a progetto, provvisti di idoneo titolo autorizzativo e di richiesta di connessione alla rete accettata dal Gestore di Rete competente. In caso di parità di data di entrata in esercizio - spiega il GSE - per gli impianti di cui al punto a), oppure in caso di parità di data di fine lavori per gli impianti di cui al punto b), oppure per gli impianti di cui al punto c), il GSE applicherà in ordine gerarchico i seguenti ulteriori criteri di priorità: 1) precedenza della data del pertinente titolo autorizzativo;2) a parità di data del pertinente titolo autorizzativo, minore potenza dell'impianto;3) a parità di data del pertinente titolo autorizzativo e anche di potenza dell'impianto, precedenza della data della richiesta di iscrizione al registro. Ricordiamo che le Regole tecniche per l'iscrizione dei grandi impianti fotovoltaici al registro istituito dal quarto Conto Energia sono state pubblicate dal GSE a metà maggio (leggi tutto). Qualche settimana fa il Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani, rispondendo ad un'interrogazione alla Camera, aveva chiarito che, per accedere alle tariffe incentivanti del quarto Conto Energia, i grandi impianti, nel 2011 e 2012, devono essere iscritti al registro del GSE in posizione utile e inviare al GSE la certificazione di fine lavori entro termini prefissati (leggi tutto).]]></description>
		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1317</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Risparmio energetico, l'Ue prepara una nuova Direttiva]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23193.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>24/06/2011 - L'Europa non è a buon punto nella riduzione del 20% dei consumi energetici entro il 2020. Lo ha affermato nei giorni scorsi la Commissione Europea, che dopo aver valutato positivamente i progressi nel taglio delle emissioni di gas serra e nell'incremento di produzione energetica da fonti rinnovabili, pensa a una nuova direttiva sull'efficienza. Secondo la Commissione, senza un'inversione di tendenza nel campo dei consumi di energia, sarebbe impossibile raggiungere in pieno gli obiettivi del 20-20-20. Il ritardo, però, potrebbe essere colmato con una serie di misure vincolanti, da adottare dopo ulteriori verifiche da condurre entro il 2014. Al momento, infatti, la proposta della Commissione Europea contiene misure non vincolanti, che prevedono una serie di incentivi a favore di privati e imprese. I risultati delle nuove azioni dovrebbero essere valutati nel 2014 dalla Commissione Europea. Nel caso in cui fosse necessaria un'ulteriore accelerazione, verrebbe formulata una proposta per fissare obiettivi nazionali vincolanti. Cosa prevede la propostaSecondo Bruxelles, tutti i Paesi membri dovrebbero avere l'obbligo di elaborare piani per il risparmio energetico. In quest'ottica, i fornitori dovrebbero incoraggiare i clienti a diventare più efficienti, riducendo le vendite annue dell'1,5%. Allo stesso tempo, i proprietari di immobili potrebbero essere incentivati a migliorarne l'efficienza agendo sull'impianto, installando doppi vetri o isolando il tetto. Ai consumatori verrebbero date informazioni gratuite sui loro consumi in modo da poter migliorare l'efficienza col cambiamento delle abitudini. Ai Governi è invece chiesto di proporre metodi alternativi, come programmi di finanziamento e accordi volontari con i fornitori, ma anche di ridurre del 3% all'anno i consumi degli edifici pubblici, di tenere conto dell'efficienza energetica nell'acquisto di beni e servizi e di controllare l'efficienza delle nuove centrali, promuovendo il recupero del calore residuo. Le grandi imprese, infine, dovrebbero sottoporsi ad audit energetici per individuare nuovi metodi di riduzione dei consumi. Lo stesso potrebbe essere fatto dalle piccole imprese grazie all'erogazione di incentivi. L'efficienza energetica dovrebbe poi essere presa in considerazione anche dagli organismi nazionali dell'energia in fase di approvazione degli oneri di rete. ]]></description>
		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1308</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Quarto Conto Energia: online il sito del GSE]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23189.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>24/06/2011 - Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha pubblicato sul proprio sito la sezione dedicata al Quarto Conto Energia. Nella sezione sono descritte le modalità di incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici e dello sviluppo di tecnologie innovative per la conversione fotovoltaica, secondo il DM 5 maggio 2011. Possono usufruire degli incentivi definiti nel quarto Conto Energia tutti gli impianti, di potenza non inferiore a 1 kW, che entrano in esercizio dopo il 31 maggio 2011 e fino al 31 dicembre 2016 a seguito di interventi di nuova costruzione, rifacimento totale o potenziamento, appartenenti alle seguenti categorie specifiche: - Fotovoltaico- Fotovoltaico integrato innovativo- Fotovoltaico a concentrazione- Fotovoltaico con innovazione tecnologica ]]></description>
		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1309</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Edifici a Energia Quasi Zero, il tour Edilportale fa tappa a Torino]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23180.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>23/06/2011 - Sono stati circa 400 i tecnici che ieri hanno partecipato alla decima tappa del road show "Edifici a Energia Quasi Zero", organizzata da Edilportale al Centro congressi Torino Incontra di Torino. Livio Dezzani, Dirigente della Regione Piemonte, ha aperto i lavori con una panoramica sulle recenti attività legislative della Regione: in particolare la Lr 1/2011 che ha modificato il Piano Casa (Lr 20/2009) incentivando la demolizione e ricostruzione con premi volumetrici legati al raggiungimento di determinati punteggi del Protocollo Itaca. E il Protocollo Itaca è stato illustrato nei dettagli da Andrea Moro, Presidente IISBE Italia, che ha ricordato l'impegno del Piemonte sul tema della sostenibilità in edilizia: dal 2000 la Regione è nel Green Building Council e ha applicato il Protocollo Itaca nei Contratti di Quartiere I e II, nel Programma Casa e, come già detto, nel Piano Casa. Il nuovo Palazzo della Regione Piemonte, progettato da Massimiliano Fuksas (leggi tutto) - ha aggiunto Moro -, ha ottenuto un punteggio di 3,4 (su 5) secondo il Protocollo Itaca. La 'casa passiva' e le soluzioni tecnologiche per contenere i consumi energetici sono stati il tema dell'intervento di Stefano Dotta dell'Environment Park di Torino. Marco Carlo Masoero, docente alla Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Torino, ha illustrato brevemente la nuova Direttiva 2010/31/CE sugli 'edifici a energia quasi zero', soffermandosi sugli articoli relativi agli impianti, e ha suggerito alcuni interventi per migliorarne l'efficienza: la contabilizzazione del calore, l'installazione di pompe di calore e di impianti di micro-cogenerazione. Un altro sistema per migliorare l'efficienza - il monitoraggio dei consumi energetici, soprattutto negli edifici pubblici - è stato illustrato da Jacopo Toniolo, ricercatore presso il Politecnico di Torino. Ugo Cavallera, Assessore regionale all'Urbanistica, alla sua seconda partecipazione ai Tour di Edilportale (era al convegno sul Piano Casa dell'ottobre 2010 - leggi tutto), si è complimentato per la scelta del nuovo tema e ha ribadito l'impegno della Regione Piemonte a mettere a sistema incentivi fiscali e premi volumetrici per la riqualificazione del patrimonio edilizio. Ha poi annunciato che entro due settimane arriverà in Consiglio regionale il testo della legge di modifica alla Lr 56/1977 urbanistica. Ultimo ma più applaudito di tutti, l'intervento di Franco Barosso, Federazione Ordini Ingegneri Piemonte e Valle d'Aosta, che ha sottolineato come la vera sfida per il risparmio energetico sia quella sul patrimonio edilizio esistente. Barosso ha poi definito 'inutile' la certificazione energetica e criticato la Lr 13/2007, in materia di rendimento energetico nell'edilizia. Ricordiamo che qualche settimana fa è stata annullata la Delibera regionale che istituiva la tassa di iscrizione all'Albo dei certificatori energetici (leggi tutto). All'incontro sono intervenuti:Livio Dezzani Direttore Programmazione Strategica, Politiche Territoriali ed Edilizia della Regione PiemonteAndrea Moro Presidente IISBE ItaliaStefano Dotta Environment ParkMarco Carlo Masoero Dipartimento di Energetica - Facoltà di Ingegneria - Politecnico di TorinoJacopo Toniolo, ricercatore presso il Politecnico di TorinoUgo Cavallera Assessore all'Urbanistica e programmazione territoriale, Beni ambientali, Edilizia della Regione PiemonteFranco Barosso, Coordinatore della Commissione Impianti e Sicurezza della Federazione Ordini Ingegneri Piemonte e Valle d'AostaI partecipanti al convegno hanno ricevuto gratuitamente il Vademecum "Edifici a Energia Quasi Zero".I prossimi appuntamenti:PADOVA - mercoledì 29 giugno 2011BOLOGNA - giovedì 30 giugno 2011ISCRIVITI ALLA TUA TAPPA!]]></description>
		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1304</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Rinnovabili, la Liguria stanzia 21 mln]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23151.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>22/06/2011 - Dopo il referendum che ha sbarrato nuovamente la strada al nucleare e in attesa del piano energetico nazionale che il Governo ha annunciato per quest'autunno, la Liguria riparte dalle energie rinnovabili. Con le risorse che si possono mettere a disposizione in questo momento ma soprattutto con una decisa azione di semplificazione che dovrebbe aprire la strada a nuovi impianti per fotovoltaico, eolico, biomasse e altre fonti di energia alternativa. Il settore soffre in Liguria, anche se dal 2005 ha fatto un deciso balzo in avanti. "I dati mostrano che crescono il fotovoltaico e l'eolico, mentre le altre faticano - spiega il Presidente Claudio Burlando - ma guardiamo alla progressione notevole degli ultimi cinque anni". Pur con i limiti di un territorio non adatto, è stata invertita una tendenza.  E ancora di più si farà nel prossimo futuro. "Le richieste emersa dal tavolo con imprese e associazioni di categoria per la green economy - spiega l'assessore allo sviluppo economico Renzo Guccinelli -  non riguardano solo gli incentivi, ma almeno in egual misura la semplificazione e lo snellimento delle procedure. Per questo abbiamo costituito un gruppo di lavoro tra i diversi dipartimenti regionali per vedere dove si può rendere più agevole l'iter per installare impianti a energia rinnovabile. Per la stessa ragione stiamo parlando con le soprintendenze. Nei prossimi giorni porteremo in Giunta una delibera che darà le indicazioni necessarie". Entro la fine di giugno, inoltre, verranno stanziati i primi 800.000 euro del piano di investimenti deciso per il settore. Per gli impianti fotovoltaici è probabile che l'attuale limite di 20 kw oltre il quale è necessario avviare la procedura di Via (valutazione di impatto ambientale) venga innalzato a 200 kw sia per gli edifici a uso abitativo sia per i capannoni industriali. Anche per l'eolico si alzerà un po' il limite. Si ragiona anche su facilitazioni per l'installazione di pannelli fotovoltaici nelle discariche e nelle cave dismesse. "Mettiamo insieme salvaguardia dell'ambiente e semplificazione. Non possiamo pensare di installare impianti ovunque in Liguria, ma non vogliamo neanche rallentare e rendere difficili gli interventi dove sono possibili". I nuovi incentivi in programma ammontano a 21 milioni complessivi, che si aggiungono ai 30 già investiti dal 2005. Verranno finanziati progetti di imprese e comuni. Verrà istituito un fondo di garanzia per favorire l'accesso al credito bancario delle piccole e medie imprese. Verranno finanziati anche studi per il miglioramente dell'efficienza ambientale ed energetica.Tenendo conto dei limiti strutturali del territorio ligure, negli ultimi anni il settore ha ricevuto un impulso notevole. Per il solo eolico la Liguria è passata dai 2,5 kw del 2005 ai 30 installati (più altri 30 già autorizzati) di oggi. Incremento analogo per il fotovoltaico, da 0,85 a 30. Trend positivo, seppur minore in percentuale, anche per biomasse (da 1,7 a 2,5), biogas (da 4,26 a 10,25) e idroelettrico (da 74,6 a 80). Fonte: Regione Liguria]]></description>
		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<title><![CDATA[Piemonte: i certificatori energetici saranno rimborsati]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23147.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>22/06/2011 - La Regione Piemonte restituirà agli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Torino le somme versate per l'iscrizione all'elenco regionale dei certificatori energetici. Il rimborso è dovuto all'annullamento della Delibera di Giunta 43-11965 del 4 agosto 2009 che istituiva la tassa, a seguito del ricorso presentato dall'Ordine di Torino contro la Regione Piemonte. Infatti, con Decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 2011 la Delibera è stata annullata limitatamente al paragrafo 3.3. (Oneri di iscrizione) nella parte in cui è previsto che "Alle istanze di iscrizione all'elenco regionale è applicato a carico dei richiedenti, un onere annuale pari a euro 100,00 da versarsi a favore della Regione Piemonte (...)" (leggi tutto). Dal momento che il ricorso è stato proposto dall'Ordine di Torino, l'annullamento è valido per gli iscritti all'Ordine di Torino con effetto retroattivo a far data dal 1&deg; ottobre 2009, giorno in cui è entrata in vigore la delibera impugnata. Agli altri certificatori, iscritti ad ordini o collegi professionali, che non hanno presentato il ricorso, sarà restituito l'importo, pari a 100,00 euro, corrisposto tra il 31 gennaio 2011 e il 20 aprile 2011, data di aggiornamento della procedura telematica ai disposti della sentenza. Sul sezione del portale della Regione Piemonte dedicata alla Certificazione Energetica sono pubblicate le istruzioni e i modelli per chiedere il rimborso. La Regione invita a presentare la domanda entro il 30 settembre 2011.]]></description>
		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1293</link>
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		<title><![CDATA[Firenze, oltre 400 progettisti per 'Edifici a Energia Quasi Zero']]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23176.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>23/06/2011 - Sono stati più di 400 i progettisti intervenuti alla nona tappa del tour "Edifici a Energia Quasi Zero" organizzato da Edilportale. Il convegno, svolto nella prestigiosa sede della Cassa di Risparmio di Firenze, Auditorium Cosimo Ridolfi, ha posto l'attenzione su tutta la filiera delle costruzioni, che dalla progettazione alla realizzazione e posa in opera deve diventare più sensibile al risparmio energetico. Dopo una panoramica sulle norme, svolta da Maria Chiara Torricellie Caterina Gargari, del Dipartimento Tecnologie dell'Architettura e Design all'Università degli Studi di Firenze, Fabio Fantozzi, docente alla Facoltà di ingegneria di Pisa, ha fatto notare che sono le ristrutturazioni del patrimonio esistente a influire maggiormente sul risparmio energetico. Oltre a questo, Fantozzi ha suggerito qualche regola per il contenimento dei consumi, da seguire in fase di progettazione, come l'orientamento, l'ombreggiamento e la forma dell'immobile, ma anche la riduzione dei ponti termici che spesso si vengono a creare durante la posa in opera. Gaetano Fasano dell'Enea ha evidenziato i punti critici delle norme sulla certificazione energetica, che a suo parere conta oggi su una legge nazionale confusa e su norme regionali troppo diverse tra loro. Per Sergio Gatteschi, Amministratore Unico dell'Agenzia Fiorentina per l'energia, il miglioramento energetico non implica solo minori costi, ma anche maggiore comfort. Il nuovo impulso al settore edile potrebbe giungere proprio dalle ristrutturazioni e dagli interventi di demolizione e ricostruzione. Nel rilancio, l'edilizia pubblica dovrebbe costituire un esempio. Al contrario, ha lamentato Gatteschi, le istituzioni ostacolano il cammino verso l'efficienza energetica rendendo poco sicuri gli incentivi, come successo con il 55%, prorogato solo per un anno, e e con il Conto Energia. Ha insistito sull'importanza della posa in opera il direttore dell'Ance Toscana Carlo Lancia, che ponendo l'attenzione sulla professionalità delle maestranze, ha ricordato la proposta di disegno di legge sulla qualificazione delle imprese di costruzione. In conformità a quanto stabilito dal Decreto Sviluppo, la Regione sta modificando la legge urbanistica 1/2005 concentrandosi sulla riqualificazione urbanistica e fornendo chiarimenti sui casi in cui ricorrere alla Dia o alla Scia. Ha concluso con una richiesta di semplificazione e chiarezza Gianfranco Cellai della Federazione Ordine degli Architetti della Toscana, secondo il quale tutto deve partire dalla progettazione architettonica sostenibile.All'incontro sono intervenuti:Maria Chiara Torricellidel Dipartimento Tecnologie dell'Architettura e Design all'Università degli Studi di FirenzeCaterina Gargaridel Dipartimento Tecnologie dell'Architettura e Design all'Università degli Studi di FirenzeFabio Fantozzi docente alla Facoltà di ingegneria di PisaGaetano Fasano EneaSergio Gatteschi Amministratore Unico dell'Agenzia Fiorentina per l'energiaCarlo Lancia direttore Ance ToscanaGianfranco Cellai Federazione Ordine degli Architetti ToscanaI partecipanti al convegno hanno ricevuto gratuitamente il Vademecum "Edifici a Energia Quasi Zero".I prossimi appuntamenti:TORINO - oggiPADOVA - mercoledì 29 giugno 2011BOLOGNA - giovedì 30 giugno 2011ISCRIVITI ALLA TUA TAPPA!]]></description>
		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<title><![CDATA[Rinnovabili, la Sardegna mira a superare gli obiettivi Ue]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23145.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>21/06/2011 - La Sardegna punta a trasferire i consumi energetici dalle fonti tradizionali a quelle rinnovabili, superando la soglia del 35% entro il 2030. Lo ha annunciato il Presidente regionale Ugo Cappellacci, che lunedì scorso ha firmato il patto dei sindaci, impegnandosi anche a superare gli obiettivi europei. Il patto mira a sostenere le autorità locali, impegnate in piani per l'abbattimento delle emissioni inquinanti e per l'incremento nella produzione di energie rinnovabili.  Obiettivi che riprendono il programma Sardegna Co2.Zero, che secondo gli organizzatori darà nuovo impulso all'economia e alla creazione di nuovi posti di lavoro. La Regione si è impegnata davanti alla Commissione Europea a coinvolgere i 377 comuni sardi nella realizzazione di obiettivi energetici, che potranno avvalersi di contributi finanziari, master per la creazione di nuove figure professionali e progetti per il contenimento dei consumi. Considerato che un edificio certificato in Classe A utilizza 3 litri di gasolio per riscaldare per un anno un metro quadrato, uno in classe C ne brucia 70 e uno in classe E ne consuma fino a 120, è nato anche il piano Smart City - Comuni in Classe A, che si propone di andare oltre gli obiettivi stabiliti dalla Commissione e mettere la sostenibilità in cima alle priorità di governo. Sono per questo previsti interventi di riconversione energetica degli immobili pubblici, piani di mobilità elettrica, progetti di edilizia sostenibile, creazione di reti intelligenti. Secondo Cappellacci, i territori insulari possono avere maggiori possibilità di successo nelle politiche a sostegno della sostenibilità ambientale. A detta del governatore della Sardegna, questo positivo punto di partenza sarà accompagnato dal programma Co2.Zero, che rappresentaun punto di svolta e rottura col passato.]]></description>
		<pubDate>Tue, 21 Jun 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1284</link>
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		<title><![CDATA[Certificazione energetica, il punto sulla situazione italiana]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23142.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>21/06/2011 - Sostenibilità energetica nell'edilizia, obiettivi europei al 2020, normativa regionale sulla certificazione energetica, figura professionale del certificatore. Questi alcuni dei temi al centro del Primo Forum Nazionale sulla Certificazione Energetica  organizzato dal Comitato Termotecnico Italiano (CTI) e da Mostra Convegno Expocomfort (MCE) e tenutosi la scorsa settimana a Milano. Il tema della sostenibilità energetica nell'edilizia è di grande attualità, anche in vista delle nuove richieste europee che prevedono entro il 2020 la costruzione di 'edifici a energia quasi zero', una richiesta anticipata al 2018 per il settore pubblico. Quest'ultimo argomento è al centro anche del Tour 'Edifici a Energia Quasi Zero' che Edilportale sta realizzando in 12 città italiane. Durante il Forum è stato presentato il Rapporto 2011 "Attuazione della certificazione energetica degli edifici in Italia", lo studio che per la prima volta offre un quadro di riferimento ufficiale dettagliato e comparato sull'applicazione della certificazione energetica degli edifici a livello nazionale (leggi tutto). Le conclusioni del Rapporto hanno costituito la base per la discussione dei due giorni del Forum. Si è parlato infatti dell'esigenza di una maggiore coerenza normativa fra i diversi territori, considerato ad esempio che dieci Regioni (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Marche, Molise, Sardegna, Umbria e Veneto) non hanno una legge quadro regionale sulla materia; solamente quattro Regioni hanno costituito un catasto regionale dei certificati energetici: Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Valle d'Aosta. Tra gli argomenti più dibattuti vi è stato quello della figura del certificatore energetico, dei criteri per la costituzione di eventuali elenchi, della necessità di uniformare la preparazione tra le diverse regioni, così come dell'urgenza di avviare un sistema efficace di controlli. &Egrave; emersa anche con forza la necessità di una maggiore informazione per i consumatori sul valore aggiunto che la certificazione edilizia porta alle abitazioni. Senza questa percezione, infatti, l'intero processo rischia di essere percepito come un'ulteriore imposizione. &Egrave; stato osservato che mentre sul mercato del nuovo una classe energetica elevata aggiunge valore alle abitazioni, nel settore dell'esistente questo processo non è stato ancora avviato, pur essendo il mercato della riqualificazione energetica la sfida più importante che attende tutto il comparto europeo delle costruzioni.]]></description>
		<pubDate>Tue, 21 Jun 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1285</link>
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		<title><![CDATA[Fotovoltaico, Piemonte bocciato su moratoria per impianti a terra]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23133.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>20/06/2011 - "Il settore fotovoltaico va adeguatamente governato. Bisogna sostenerlo con convinzione, ma non si può essere disposti a tutto". Così Massimo Giordano, Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Piemonte, ha risposto alla sentenza 192/2011 della Corte Costituzionale, che ha bocciato la moratoria introdotta dalla LR 18/2010 sui nuovi impianti a terra. La norma regionale, che blocca la realizzazione di nuovi impianti fotovoltaici a terra, è stata impugnata dal Consiglio dei Ministri, secondo il quale la moratoria non rientra tra le competenze regionali. La Corte Costituzionale, che dopo aver esaminato il testo ha dato ragione al Governo, ha fatto notare come la legge regionale, rimandando in modo indefinito il rilascio delle autorizzazioni e sospendendo i procedimenti in corso, contravviene al principio di celerità e uniformità dei procedimenti autorizzativi, che devono concludersi entro 180 giorni. Giordano ha affermato che la Regione sta lavorando a un piano energetico, da presentare entro la fine dell'anno, basato non solo sul fotovoltaico, ma anche su idroelettrico, biomasse e solare termico. &Egrave; inoltre prevista la creazione di una filiera che permetta di valorizzare le eccellenze imprenditoriali del territorio, usando materiali innovativi. L'Assessore si è detto poi contrario alle speculazioni, evitabili con un piano regionale che impone limiti al fotovoltaico a terra per non invadere aree agricole di pregio o sottoposte a tutela del paesaggio storico, artistico e culturale.]]></description>
		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1276</link>
	</item>
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		<title><![CDATA[La Lombardia modifica l'Attestato di certificazione]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23124.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>20/06/2011 - Con la Delibera di Giunta n. IX/1811 del 31 maggio 2011, la Regione Lombardia ha approvato il nuovo modello di Attestato di Certificazione Energetica degli edifici. La Delibera attua l'art. 17, comma 1, lettera f) della LR 3/2011 il quale prevede che: "A decorrere dal 1&deg; settembre 2011, l'ACE acquista efficacia con l'inserimento, nel sistema informativo regionale di cui all'articolo 9, comma 3 bis, del file di interscambio dati, i cui contenuti sono di responsabilità del soggetto certificatore che lo ha asseverato". Le principali modifiche rispetto al vigente modello di ACE riguardano:- eliminazione nel box "Accettazione del Comune" del timbro per accettazione del Comune e del relativo logo presente nella prima pagina dell'ACE;- sostituzione della dicitura "Numero di protocollo" con "Codice identificativo";- inserimento del Comune Catastale, dato fondamentale per identificare un immobile presso il Catasto e non sempre coincidente con il Comune Amministrativo;- inserimento della dicitura "Installazione/sostituzione VMC" nel box riguardante i possibili interventi migliorativi del sistema edificio impianto termico. Il modello entrerà in vigore a partire dal 1&deg; settembre prossimo. Fino a tale data sarà valido l'ACE predisposto secondo il modello riportato nell'allegato C alla DGR VIII/ 8745/2008. ]]></description>
		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1277</link>
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		<title><![CDATA[Rinnovabili: le aziende del fotovoltaico guardano al futuro]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23119.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>17/06/2011 - Il mercato delle rinnovabili è ancora in difficoltà, anche dopo l'approvazione del quarto Conto Energia. Lo ha detto Gianni Chianetta, Presidente di Assosolare, l'associazione nazionale dell'industria fotovoltaica, nel corso dell'assemblea annuale tenutasi a Milano martedì scorso, aggiungendo che "la radicale riduzione delle tariffe, le incertezze del registro per gli impianti medio-grandi e i numerosi punti ancora poco chiari del Decreto hanno fatto sì che gli investitori, grandi e piccoli, abbiano assunto un atteggiamento di prudenza nel cimentarsi nel nuovo contesto".Ad oggi il settore accenna una timida ripresa, dopo mesi di blocco dovuti alla revisione degli incentivi. Assosolare suggerisce di ripensare all'opportunità del tetto rigido agli incentivi e del meccanismo burocratico  di accesso che - secondo l'Associazione - soffoca oggi la fattibilità degli impianti medio-grandi. Anche alla luce dei risultati del referendum, che impongono ora un'azione di Governo efficace e con obiettivi più ambiziosi nei confronti delle energie rinnovabili, Chianetta ha lanciato l'idea di un tavolo permanente Governo-Industria delle rinnovabili per monitorare la crescita del settore.  Inoltre, Assosolare appoggerà i ricorsi al TAR che le aziende associate (anche solo un'azienda) faranno a difesa dei diritti acquisiti con il Terzo Conto Energia e poi disattesi. Il ricorso al TAR chiederà l'annullamento parziale del Dlgs 28/2011 e del DM 5 maggio 2011, con eventuale richiesta di risarcimento del danno. Non ci sarà quindi un effetto sospensivo delle tariffe. Il ricorso conterrà inoltre le domande volte a sollevare la questione di legittimità costituzionale del Dlgs 28/2011, che il TAR potrà rimettere alla Corte Costituzionale per violazione dei principi costituzionali e/o la questione di interpretazione della conformità dei decreti con la normativa comunitaria, che il TAR potrà rimettere alla Corte di Giustizia della UE.  Intanto le imprese delle rinnovabili aderenti ad ANIE/GIFI (Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane) accolgono con favore l'annuncio del Governo per la stesura del nuovo Piano Energetico Nazionale. Un Piano che - come anticipato dal sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia - conterrà "la diversificazione delle fonti e delle rotte di approvvigionamento, azioni orientate all'efficienza energetica, competitività dei costi di generazione, compatibilità ambientale e sviluppo delle fonti rinnovabili secondo gli obiettivi europei". E che dovrà pensare ad un'alternativa all'opzione nucleare, bocciata dal 94% degli italiani che sono andati a votare ai referendum. "I più recenti accadimenti hanno imposto un cambio di rotta nella definizione della politica energetica italiana - ha dichiarato Guidalberto Guidi, Presidente di Confindustria ANIE. Il ripensamento dell'agenda politica in materia energetica affonda le radici nella trasformazione in atto negli ultimi anni nel mercato energetico internazionale e nelle sfide che il mutamento di scenario ha imposto al sistema economico e produttivo". "Le nuove direttrici che vorrebbero darsi alla programmazione energetica offrono segnali importanti per l'intera filiera delle rinnovabili attiva nel nostro Paese  - ha dichiarato Valerio Natalizia, Presidente di Gifi-Anie. A questo proposito è fondamentale l'elaborazione di una strategia condivisa che tenga conto del ruolo fondamentale che le fonti rinnovabili dovranno ricoprire nelle future strategie energetiche del nostro Paese. Senza infrastrutture energetiche efficienti, sicure e sostenibili non è possibile garantire la competitività del sistema industriale e del Paese nel suo complesso; nella definizione del Piano è importante pertanto trovare un giusto equilibrio fra le soluzioni oggi disponibili, superare i particolarismi e continuare a favorire gli investimenti" ha concluso Natalizia. "L'industria elettromeccanica italiana rappresentata da Confindustria ANIE fornisce le tecnologie per il mercato energetico nei segmenti della generazione, trasmissione e distribuzione elettrica - ha proseguito il Presidente Guidi. Si tratta di un comparto con un peso economico significativo che, includendo il fotovoltaico, nel 2010 ha superato i 14 miliardi di fatturato aggregato di cui quasi il 60% realizzato oltreconfine". ]]></description>
		<pubDate>Fri, 17 Jun 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1272</link>
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		<title><![CDATA[Milano, Palazzo Pirelli ha ospitato 'Edifici a Energia Quasi Zero']]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23104.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>16/06/2011 - L'Auditorium Giorgio Gaber del grattacielo Pirelli di Milano, ha ospitato ieri i 400 tecnici intervenuti all'ottava tappa del tour 'Edifici a Energia Quasi Zero' organizzato da Edilportale e Agorà. Avrebbe origine nelle politiche lombarde, orientate all'evoluzione dei fattori che influenzano la trasformazione del territorio, la certificazione energetica. Ha esordito così Alberto De Luigi, Dirigente alla struttura e strumenti per il governo del territorio. Dopo i 600 mila edifici censiti e certificati si pensa ora ad integrare le pratiche per la certificazione con quelle di aggiornamento catastale. Il sistema di certificazione, già attivo da quattro anni, ha creato la figura professionale del certificatore energetico, attivando circa 700 corsi accreditati. Non si attendono quindi grandi cambiamenti con l'entrata in vigore delle norme che recepiranno a livello nazionale e locale la Direttiva 2010/31/Ue. Maggiore attenzione dovrà essere posta alla qualità dei materiali e al consumo di territorio, ma anche allo sviluppo verticale degli edifici, che implica un invecchiamento più veloce delle strutture. Ha insistito sulla riqualificazione attraverso la sostituzione edilizia Walter Callini, Professional Programmazione e Pianificazione territoriale. Elementi indispensabili per elevare la qualità urbana, architettonica e prestazionale, che dovrebbero essere accompagnati a incentivi volumetrici e finanziari. Per passare dalla teoria al mercato, ha spiegato Lorenzo Pagliano, docente della Facoltà di ingegneria al Politecnico di Milano, è necessario definire con più precisione il concetto "quasi zero", capendo se intervenire sul costo globale dell'investimento o su quello relativo al ciclo di vita dell'edificio. L'anno prossimo, ha ricordato, i Paesi membri dovranno definire obiettivi intermedi, tarati sul proprio livello di "quasi zero", considerando che la riduzione dei consumo aumenterà necessariamente i costi di investimento. Nel nuovo panorama normativo, ha aggiunto il vicepresidente di Anit Daniela Petrone, non ci saranno più tabelle, ma valori di riferimento applicati a un edificio tipo. Nella scelta delle modalità costruttive ci si dovrà rifare al principio per cui non esiste un materiale migliore, ma una mogliore applicazione di quel materiale. Secondo Angelo Deldossi, delegato della Commissione tecnologia e innovazione dell'Ance, il must delle imprese diventerà la cura dei dettagli e l'attenzione a ponti termici e dispersioni, con la consapevolezza che passare dalla classe G alla C richiede un investimento minore di quello necessario per passare dalla C alla A. Deldossi ha poi affermato che l'efficientamento energetico dovrà coinvolgere anche le realtà industriali. Sulla stessa lunghezza d'onda Andrea Moro, presidente di IISBE Italia, che crede necessaria l'applicazione del Protocollo Itaca a indistrie e scuole. Per Anna Devitofrancesco del Cnr, che ha spiegato le potenzialità di Green Building Challenge, SB Method, SB Tool e Protocollo Itaca, al momento la migliore pratica corrente si attesta sul livello 3. negli edifici a energia quasi zero si potrebbe puntare al livello 5, il più avanzato. Infine Marco Nocera dell'Enea ha fornito un quadro sul mercato dell'efficienza energetica, riportando qualche risultato riscosso dagli incentivi del 55%. Gli interventi sono stati per lo più effettuati su edifici isolati. In base alle regioni prese in considerazione, è emersa una diversa incidenza della tipologia di lavori realizzati. Se in alcune, ad esempio, ha vinto la sostituzione degli infissi, altre hanno agito prevalentemente sugli impianti o sull'installazione di pannelli solari. All'incontro sono intervenuti:Lorenzo Pagliano, Dipartimento di Energia - Facoltà di Ingegneria - Politecnico di MilanoWalter Callini, Dirigente Programmazione e Pianificazione Territoriale Regione LombardiaMario Nocera ENEA UTEE-ERTAnna Devitofrancesco CNR - Istituto per le Tecnologie delle CostruzioniAndrea Moro Presidente IISBE ItaliaDaniela Petrone vicepresidente ANITAngelo Deldossi, Delegato della Commissione Tecnologia e Innovazione di Ance Lombardia. I partecipanti al convegno hanno ricevuto gratuitamente il Vademecum "Edifici a Energia Quasi Zero".I prossimi appuntamenti:FIRENZE - martedì 21 giugno 2011TORINO - mercoledì 22 giugno 2011PADOVA - mercoledì 29 giugno 2011BOLOGNA - giovedì 30 giugno 2011ISCRIVITI ALLA TUA TAPPA! ]]></description>
		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1268</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Quarto Conto Energia: Romani chiarisce sui grandi impianti]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23088.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>15/06/2011 - Per accedere alle tariffe incentivanti del quarto Conto Energia, i grandi impianti, nel 2011 e 2012, devono essere iscritti al registro del GSE in posizione utile e inviare al GSE la certificazione di fine lavori entro termini prefissati. Lo ha chiarito il Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani, rispondendo ad un'interrogazione posta dal deputato di Iniziativa Responsabile, Luciano Mario Sardelli la scorsa settimana alla Camera. Sardelli ha spiegato che il quarto Conto Energia (DM 5 maggio 2011) prevede per i 'grandi impianti' l'iscrizione in un apposito registro istituito dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), le cui Regole tecniche sono state pubblicate dal GSE il 16 maggio 2011 (leggi tutto). Tali Regole tecniche però - secondo Sardelli - a parere di molti imprenditori del settore, lasciano ampi spazi di interpretazione sul concreto funzionamento del meccanismo di iscrizione al registro e di erogazione delle tariffe incentivanti. In particolare si evidenzia una contraddizione tra l'art. 6, comma 4, del quarto Conto Energia, che recita "In tutti i casi la tariffa incentivante spettante è quella vigente alla data di entrata in esercizio dell'impianto" e l'art. 5 delle Regole tecniche del GSE nel quale si legge che "la tariffa incentivante spettante agli impianti è quella vigente alla data di entrata in esercizio dell'impianto, purché l'impianto stesso sia stato iscritto nel registro in posizione tale da rientrare nei limiti specifici di costo del periodo di riferimento. Ai grandi impianti, entrati comunque in esercizio dal 31 agosto 2011 al 31 dicembre 2012, senza essere iscritti nel registro in posizione tale da rientrare nei limiti specifici di costo del periodo di riferimento, per i quali i soggetti responsabili chiederanno l'ammissione agli incentivi a partire dal 2013, sarà attribuita una data convenzionale di entrata in esercizio per la determinazione della spettante tariffa, coincidente con il primo giorno del semestre nel quale viene effettuata la richiesta al GSE successivamente al primo gennaio 2013. Rimane valida l'obbligo della comunicazione al GSE della richiesta di incentivazione entro 15 giorni dalla suddetta data convenzionalmente individuata". Questo - secondo Sardelli - determina l'impossibilità reale per chi non dovesse accedere al registro di poter completare il proprio investimento. L'intervento del GSE sembrerebbe - spiega ancora Sardelli - in contrasto con il dettato normativo e, soprattutto, andrebbe a ledere in maniera definitiva un settore importante del nostro comparto produttivo. Il Ministro Paolo Romani ha sottolineato che prima di leggere il comma 4 dell'art. 6, occorre prestare attenzione al comma 3 che identifica le condizioni che i grandi impianti devono rispettare nel 2011 e 2012 per accedere agli incentivi, e cioè l'iscrizione al registro in posizione utile e il rinvio al GSE della certificazione di fine lavori entro termini prefissati. Tale norma - ha detto Romani - costituisce il principio generale entro il quale si colloca il sistema di incentivazione del fotovoltaico. Il successivo comma 4 - ha proseguito il Ministro - è solo una disposizione di dettaglio tesa a chiarire che la tariffa incentivante è quella della data di entrata in esercizio, fermo restando il rispetto nel biennio 2011-2012 delle condizioni del comma 3. L'interpretazione dell'interrogante - secondo Romani - consentirebbe invece ai grandi impianti di accedere alle tariffe incentivanti per gli anni 2011 e 2012 senza alcun limite.  Un altro punto non chiaro per Sardelli è l'ambito di applicabilità dell'art. 12, comma 5, del DM 5 maggio 2011 che recita: "Ai fini dell'attribuzione delle tariffe incentivanti, più impianti fotovoltaici realizzati dal medesimo soggetto responsabile o riconducibili a un unico soggetto responsabile e localizzati nella medesima particella catastale o su particelle catastali contigue si intendono come unico impianto di potenza cumulativa pari alla somma dei singoli impianti. Entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente provvedimento, il GSE definisce e pubblica ulteriori requisiti e regole tecniche volti ad evitare il frazionamento di un impianto in più impianti di ridotta potenza". Tale previsione - secondo Sardelli - pone gli operatori che ricadono o potrebbero ricadere nei limiti di intervento della suddetta norma nell'impossibilità di iscriversi al registro. Secondo il Ministro, il fatto che il termine entro il quale il GSE deve emanare le ulteriori regole tecniche ricade all'interno del periodo di apertura del registro non pone problemi agli operatori ai fini dell'iscrizione o dell'eventuale aggiornamento della documentazione già presentata, dal momento che, fino alla data di chiusura del registro, è possibile aggiornare o integrare la documentazione.]]></description>
		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1260</link>
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	<item>
		<title><![CDATA[Rinnovabili, Regioni in ritardo nel recepimento delle Linee Guida]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23085.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>15/06/2011 - Migliaia di imprese e 100 mila occupati tra diretti e indotto, fonti pulite installate nel 94% dei Comuni italiani: le numerose esperienze in campo, in tante realtà del Paese, mostrano come le fonti rinnovabili siano oggi tecnologie affidabili, sulle quali è possibile costruire un modello energetico più moderno, efficiente e pulito. Il corretto sviluppo delle rinnovabili può permettere all'Italia di raggiungere gli obiettivi europei al 2020 e inaugurare una nuova fase di sviluppo. Gli impianti per le rinnovabili diffusi sul territorio e la continua crescita dell'efficienza, hanno garantito oltre il 22% dei consumi elettrici complessivi italiani. Ora però, è possibile andare oltre questa situazione non solo in termini quantitativi, come già ci siamo impegnati a fare in ambito europeo, ma soprattutto qualitativi, creando nuove opportunità per i territori e per i cittadini: lavoro di qualità e opportunità di risparmio in bolletta. Questo il quadro dell'Italia delle rinnovabili descritto nel corso di un convegno che si è tenuto la scorsa settimana a Roma, a cura di Anev (Associazione nazionale Energia del Vento) e Legambiente nell'ambito delle iniziative del Wind Day, la giornata mondiale dedicata all'energia eolica (15 giugno), promossa dall'Ewea, l'associazione europea dell'energia eolica e dal Gwec e il Global Wind Energy Council. "Le prospettive sono rosee - ha dichiarato Edoardo Zanchini, responsabile Energia di Legambiente - ma per ottenere risultati vantaggiosi è necessario dare risposta ad alcune questioni fondamentali. Gli obiettivi europei al 2020 devono essere perseguiti con concretezza, coinvolgendo nella sfida anche il settore dell'edilizia e della piccola e media impresa. Bisogna poi dare certezza agli incentivi e definire regole semplici e trasparenti per l'approvazione dei progetti da fonti rinnovabili, risolvendo così l'annoso problema della complessità dell'iter per la realizzazione degli impianti".   Un primo significativo test è rappresentato proprio dal modo in cui sono state recepite le Linee Guida nazionali. Complessivamente, sono 15 le Regioni a essere intervenute, fino ad oggi, per declinare le indicazioni nazionali rispetto ai territori, ma solo nel caso della Puglia e della Provincia di Bolzano è stato definito un quadro completo, ossia con indicazioni che riguardanotutti i tipi di impianto. Marche, Molise e Valle D'Aosta hanno introdotto indicazioni per eolico e fotovoltaico, mentre Emilia Romagna, Piemonte e Toscana si sono occupate solo di fotovoltaico. Nelle altre regioni sono stati introdotti provvedimenti parziali, oppure di semplice recepimento o, come nel caso di Friuli, Liguria, Lombardia e Sicilia non è stato fatto ancora nulla. In generale, va sottolineato, come l'approccio si sia limitato, nella maggior parte dei casi, a definire i vincoli per le rinnovabili - come del resto prevedevano le Linee Guida: aree "non idonee", criteri di progettazione, altri divieti - ma non ancora un progetto per accompagnare positivamente lo sviluppo nei territori, gestire i processi di confronto con imprese e Enti Locali sulle proposte, dare certezze a cittadini e imprenditori, tenendo assieme le ragioni dello sviluppo con quelle della tutela. Per Legambiente, è necessario porsi degli obiettivi concreti che possano promuovere la crescita e lo sviluppo corretto di tutto il settore, a partire dal raggiungimento degli obiettivi europei al 2020 per l'energia e il clima, per i quali bisogna innescare politiche di spinta alle rinnovabili e soprattutto di efficienza energetica trasversali all'edilizia, alle piccole e medie imprese, ai trasporti, per raggiungere il 17% dei consumi finali di energia soddisfatti attraversofonti rinnovabili con grandi vantaggi in termini di minori importazioni, bollette meno care, energia finalmente pulita. Per riuscirci occorre un patto tra Governo e Regioni per approvare un sistema di burden sharing (previsto dalla Legge 13/2009), e cioè un piano per dividere e condividere impegni e responsabilità tra le diverse regioni sulla base delle risorse e delle condizioni dei territori, con obiettivi di sviluppo che ogni Regione articolerà rispetto alle proprie risorse e alle scelte energetiche più efficaci che vorrà assumere. La seconda urgenza riguarda la prospettiva di certezze per gli incentivi alle fonti rinnovabili di progressiva riduzione verso la grid parity. Oggi vi sono tutte le condizioni tecnologiche per raggiungere gli obiettivi di sviluppo delle fonti rinnovabili e insieme creare le condizioni per raggiungere una situazione per cui il costo di produzione dell'energia da fonti rinnovabili avrà pareggiato il costo d'acquisto dell'energia dalla rete. Dopo lo stop del Decreto Romani infatti, vi sono ora finalmente certezze per gli investimenti nel fotovoltaico, mentre per le altre fonti gli investimenti sono di fatto fermi in attesa che si definisca il nuovo sistema, complicato e a rischio di fallimento, delle aste introdotto con il Decreto del Governo. Per concludere, il terzo importante obiettivo riguarda le regole semplici e trasparenti per l'approvazione dei progetti da fonti rinnovabili. Negli scorsi anni è stato questo infatti, il principale problema italiano con un sistema talmente complesso da aver reso felici solo giuristi e avvocati, ma non certo operatori del settore e cittadini comuni. "Il Dossier presentato oggi - ha concluso Zanchini - si occupa proprio di chiarire la situazione italiana facendo il punto sul quadro normativo, in particolare con le regole e i criteri introdotti dalle Regioni in questi mesi, per a sottolineare le diverse questioni ancora aperte e contribuire alle soluzioni".   Fonte: Ufficio stampa Legambiente]]></description>
		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1261</link>
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	<item>
		<title><![CDATA[Marche, il Consiglio di Stato boccia l'albo dei certificatori]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23072.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>14/06/2011 - Il Consiglio di Stato ha accolto la richiesta degli ingegneri marchigiani di sospendere i provvedimenti della Regione Marche in materia di certificazione energetica degli edifici. Ribaltando una precedente ordinanza del Tar Marche, secondo il quale non c'erano le condizioni di interesse ad agire da parte degli ingegneri, i giudici di Palazzo Spada hanno dato ragione alla Federazione regionale degli ingegneri delle Marche che nel 2010 aveva chiesto l'annullamento delle Delibere di Giunta 359/2010, 361/2010, 1141/2009, 1499/2009, 760/2009. Si tratta dei provvedimenti con i quali la Regione Marche ha definito le procedure per la certificazione della sostenibilità energetico-ambientale degli edifici e istituito l'albo dei certificatori. Gli ingegneri fanno sapere di non essere contrari alla formazione professionale, che anzi promuovono costantemente tramite gli Ordini, ma di ritenere ingiusta e illegittima l'istituzione di un elenco specifico di certificatori, al quale possono iscriversi anche figure sprovviste delle conoscenze e delle competenze necessarie a svolgere l'attività di certificatore. Conoscenze e competenze che - spiegano - agli ingegneri derivano dal curriculum di studi e che sono assegnate loro per legge a livello nazionale."Finalmente è l'autorevole voce del Consiglio di Stato che, ribaltando l'Ordinanza del TAR Marche, fa chiarezza sulla questione certificazione energetica ed accoglie la nostra tesi, annullando gli atti regionali poiché chiaramente lesivi della nostra professione". Questo il commento del Presidente della Federazione degli Ordini degli Ingegneri delle Marche, Pasquale Ubaldi. Resta ancora aperta la questione dell'illegittimità della Legge regionale sulla quale dovrà esprimersi invece la Corte Costituzionale alla quale il TAR Marche ha rimesso gli atti, poiché crea di fatto una nuova figura professionale, competenza questa unicamente dello Stato e non delle Regioni. "Ribadiamo la nostra disponibilità - conclude Ubaldi - ad un confronto sempre più aperto con la Regione per costruire norme regionali rispettose del quadro normativo nazionale, che contemperino la necessità di formare tecnici adeguatamente preparati con il rispetto della professione e delle competenze assegnate per legge a livello nazionale". Ricordiamo che la questione dell'albo regionale dei certificatori energetici è stato al centro dello scontro fra professionisti ed Enti locali anche in altre Regioni (Piemonte, Puglia).]]></description>
		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1256</link>
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	<item>
		<title><![CDATA[Certificazione energetica: Regioni in ordine sparso]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23067.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>13/06/2011 - Il Comitato Termotecnico Italiano (CTI) ha elaborato il Rapporto 2011 sullo stato di attuazione della certificazione energetica degli edifici in Italia. La pubblicazione (aggiornata al 12 maggio 2011) fornisce un quadro globale dettagliato e comparato sullo stato di applicazione, a livello nazionale, della certificazione energetica degli edifici. Ogni Regione ha un diverso stato di applicazione della normativa in tema di certificazione energetica: alcune sono partite proponendo dei loro schemi, altre hanno definito le regole recependo le Linee Guida nazionali quando sono uscite, altre ancora non hanno legiferato accettando tacitamente la normativa statale. Tutte le Regioni che si sono mosse in anticipo rispetto alla pubblicazione delle Linee Guida nazionali (DM 26/06/2009), lo hanno fatto nel rispetto della legalità: la modifica del Titolo V della Costituzione rende infatti l'energia materia concorrente tra Stato e Regioni; inoltre l'articolo 17 del Dlgs 192/2005 esplicita in modo chiaro questo concetto affermando che le Regioni e le Province autonome possono recepire in modo indipendente la Direttiva 2002/91/CE garantendo il rispetto dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dei principi fondamentali contenuti nello stesso Dlgs 192/2005. Le Regioni e le Province autonome che alla data della pubblicazione del DM 26/06/2009 avevano già provveduto al recepimento della direttiva 2002/91/CE avrebbero dovuto, secondo l'art.5, adottare delle misure atte a favorire un graduale ravvicinamento dei propri strumenti regionali di certificazione energetica degli edifici alle Linee guida nazionali. Nonostante la finalità sia solamente informativa, il Rapporto del CTI rileva le differenze regionali proponendo, in un'ottica di aggiornamento e rinnovamento della legislazione nazionale, una maggiore omogeneità normativa, anche in vista del recepimento della Direttiva 2010/31/UE - EPBD Recast. La 2010/31/UE entrerà prossimamente in vigore imponendo regole per le costruzioni maggiormente restrittive dal punto di vista energetico rispetto alle attuali arrivando, a partire dal 31/12/2018 per gli edifici di nuova costruzione occupati da enti pubblici e di proprietà di questi ultimi ed entro il 31/12/2020 per tutti gli edifici di nuova costruzione, ai cosiddetti «edifici ad energia quasi zero». L Regioni Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Puglia e Sicilia hanno legiferato in materia di certificazione energetica. Nelle restanti Regioni la certificazione degli edifici è comunque obbligatoria, come previsto dalla normativa nazionale. L'entrata in vigore dell'obbligatorietà della produzione dell'attestato di certificazione energetica (ACE) è stato spesso differenziato da Regione a Regione con una graduale applicazione dei provvedimenti regionali. Relativamente all'archiviazione delle informazioni contenute negli attestati di certificazione, solamente quattro Regioni hanno un sistema informativo (catasto energetico) per il relativo deposito. In tutte le altre Regioni gli attestati sono consegnati manualmente o inviati per posta elettronica certificata o per raccomandata alla Struttura regionale competente. L'indagine rivela, inoltre, la disomogeneità delle procedure di calcolo utilizzate per la valutazione degli indicatori energetici (in due Regioni non si utilizzano ancora le norme UNI/TS 11300). Le Linee Guida nazionali prevedono l'utilizzo di procedure di calcolo semplificate per edifici esistenti residenziali a partire da una superficie utile inferiore ai 3.000 m2; anche in questo caso c'è molta disomogeneità nell'applicazione di questa regola: alcune Regioni non consentono la semplificazione, altre la consentono in modo totale o parziale. Le stesse Linee guida nazionali introducono la possibilità di autocertificare l'edificio assegnandogli la classe G. L'autocertificazione non è consentita in sole cinque Regioni, il che vuol dire che in tutte le altre la certificazione energetica standard, in caso di compravendita, può essere evitata. Riguardo al modello dell'attestato di certificazione energetica, gli orientamenti delle Regioni e delle Province autonome sono due: utilizzare il modello previsto dalle Linee guida nazionali (14 Regioni hanno scelto questa soluzione) o utilizzare un modello personalizzato che differisce da Regione a Regione. In 13 casi l'attestato viene emesso dal software certificato (dal CTI), mentre negli altri casi viene emesso dalla piattaforma web gestita dalla Regione o dall'Organismo di abilitazione. Per quanto riguarda la targa energetica la situazione è ancora più articolata. Nella maggior parte dei casi non è obbligatoria, in altri è obbligatoria solamente per gli edifici pubblici, in altri ancora lo è per tutti gli edifici certificati (la Direttiva 2002/91/CE prevede che la targa energetica sia obbligatoria per gli edifici ad uso pubblico). La certificazione energetica, vista dal professionista, è stata recepita come una opportunità di lavoro, a volte addirittura una nuova professione. Molte Regioni hanno istituito un elenco dei certificatori, altre non ancora. Dai dati raccolti risulta che i certificatori iscritti negli elenchi sono più di 30.000. Ma quanti attestati di certificazione energetica sono stati prodotti fino ad ora nel nostro Paese? La risposta non è semplice, anzi attualmente impossibile dal momento che non tutte le Regioni hanno istituito un loro catasto. Dai dati ufficiali forniti dalle Regioni (solo 12 hanno comunicato il numero di attestati depositati), emerge che gli ACE censiti al 1/03/2011 sono circa 891.000, la parte del leone la fa naturalmente la Regione Lombardia che, da sola, ne ha prodotti circa 500.000. Il Rapporto sarà distribuito gratuitamente in occasione delForum nazionale sulla certificazione energetica degli edifici organizzato dal CTI e da MCE - Mostra Convegno Expocomfort il 14-15 giugno 2011.  Fonte: Comitato Termotecnico Italiano]]></description>
		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1252</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Edifici a Energia Quasi zero, 2mila tecnici per la tappa di Roma]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23043.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>10/06/2011 - Oltre ogni aspettativa il numero di tecnici intervenuti per assistere al dibattito sul tema del risparmio energetico, affrontato nel Tour "Edifici a Energia Quasi Zero" organizzato da Edilportale. Il road show, che ieri ha fatto tappa a Roma, ha registrato un'affluenza di circa 2 mila progettisti, desiderosi di ricevere chiarimenti sulle ripercussioni in edilizia della Direttiva Europea 2010/31/Ue e degli obiettivi 20-20-20 sul contenimento dei consumi energetici. Sembravano sufficienti i 600 posti dell'Auditorium di Zaha Hadid al MAXXI, scelto come location del convegno dagli organizzatori. L'impennata di iscrizioni registrata nelle ultime ore ha invece creato qualche difficoltà ad alcuni partecipanti, che non sono riusciti a prendere parte alla conferenza. Complice della consistente affluenza è stato forse il format già sperimentato con successo per il Piano Casa Tour, che consentendo lo scambio di idee tra relatori e platea, cerca di risolvere i dubbi pratici dei tecnici, alle prese con l'impatto delle nuove norme sull'attività di progettazione e costruzione. Con più probabilità il fiume di iscritti è stato determinato dall'attualità del tema trattato. L'utilizzo delle rinnovabili e l'efficienza di un edificio, che deve tendere all'autonomia energetica, non è solo un dovere sociale per il rispetto dell'ambiente, ma una necessità economica. Gli investimenti per l'efficientamento energetico degli edifici hanno infatti consistenti ritorni in termini di minore consumo e conseguente risparmio. Analogamente, il sistema a "energia quasi zero", applicabile alle nuove costruzioni e al recupero degli edifici, pur comportando costi di realizzazione parzialmente più alti, implica consumi quasi nulli, che possono essere assorbiti dall'impiego delle energie alternative. Le tappe precedenti del tour, caratterizzate da accesi dibattiti, hanno infatti mostrato una crescente attenzione sull'impiego di materiali sostenibili, ma anche sui percorsi formativi dei progettisti.Le imprese si sono inoltre mostrate dinamiche nel percepire le variazioni del mercato. Una caratteristica spesso sconosciuta alle istituzioni, più lente nell'attivare percorsi legislativi mirati. Posizioni più radicali hanno invece evidenziato la scarsa utilità delle norme, sostituibili con i principi della fisica applicati all'edilizia. Un panorama variegato, con scuole di pensiero che hanno bisogno di proseguire sulla via del confronto.]]></description>
		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1248</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Edilizia, soluzione nelle costruzioni ad alta efficienza energetica]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23014.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>09/06/2011 - Imprese più reattive delle istituzioni nel trainare l'edilizia fuori dalla crisi economica grazie al risparmio energetico. &Egrave; emerso durante la quinta tappa del Tour "Edifici a energia quasi zero", organizzata da Edilportale a L'Aquila nella sala convegni dell'Ance. L'incontro ha registrato un grande successo, con circa 300 partecipanti, che hanno voluto approfondire le proprie conoscenze sulla normativa vigente in materia di prestazioni energetiche degli edifici, recentemente modificata dalla Direttiva europea 2010/31/Ue. La norma comunitaria dovrà essere recepita dai Paesi membri, attivando anche una serie di strategie a livello regionale. Lo ha spiegato Antonio Sorgi, a capo della Direzione Affari della Presidenza, Politiche Legislative e Comunitarie della Regione Abruzzo. Oltre al Patto dei sindaci e alla collaborazione con Province e Comuni, Sorgi ha ricordato che il Fesr Abruzzo destina risorse all'efficienza energetica. In ogni Comune è previsto anche un progetto pilota per accompagnare la ristrutturazione degli edifici pubblici a interventi di riqualificazione energetica. Sono inoltre in fase di discussione due disegni di legge. Il primo, che riguarda il governo del territorio, descrive le procedure per la Vas - Valutazione ambientale strategica. Nel secondo, recante il nuovo Testo Unico dell'edilizia regionale, sono inserite le norme per il recupero dei materiali edili, da effettuare in collaborazione con il Cnr, e il Catasto energetico regionale, frutto della partnership con l'Enea, attiva anche per la diagnosi e la certificazione degli edifici.  E proprio dall'efficienza energetica potrebbe partire la ripresa del settore edile. Così Fausto Ronconi di Ance Abruzzo, che negli obiettivi 20-20-20 vede la soluzione ai cinque anni di crisi che gravano sul comparto. Per il futuro, ha spiegato Ronconi, sono necessarie meno costruzioni di qualità maggiore e rispetto alle istituzioni, che spesso attuano scelte politiche lente, le imprese sono già pronte a mettere sul mercato edifici sostenibili. Il successo del nuovo sistema coinvolgerà tutta la filiera, dai materiali alle attività dei progettisti, che dovranno essere sempre più integrate. Si fonda su questo concetto il progetto di ricerca "Eco Tool", spiegato da una dottoranda della facoltà di Ingegneria de L'Aquila, che offre un sistema per la valutazione dei costi nelle nuove costruzioni e negli interventi di riqualificazione basati sull'approccio "Energia quasi zero". I partecipanti al convegno hanno ricevuto gratuitamente il Vademecum "Edifici a Energia Quasi Zero".I prossimi appuntamenti:MILANO - mercoledì 15 giugno 2011FIRENZE - martedì 21 giugno 2011TORINO - mercoledì 22 giugno 2011PADOVA - mercoledì 29 giugno 2011BOLOGNA - giovedì 30 giugno 2011ISCRIVITI ALLA TUA TAPPA!]]></description>
		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1240</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Edifici a Energia Quasi Zero, 350 tecnici ad Ancona]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/23031.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>09/06/2011 - Successo per la tappa Ancona del tour "Edifici a Energia Quasi Zero", organizzata da Edilportale nell'Auditorium Regionale Erf. Oltre 350 tecnici e progettisti hanno partecipato al convegno sulla sostenibilità energetica in edilizia, in evoluzione dopo l'emanazione della Direttiva europea 2010/31/Ue. Il dibattito è entrato subito nel vivo, spiegando le iniziative regionali a sostengo del risparmio energetico e della riqualificazione degli edifici. Massimo Marchesini, Dirigente Servizio territorio, Ambiente ed Energia della Regione Marche, ha infatti annunciato uno stanziamento di 7 milioni di euro per l'efficientamento energetico e l'adeguamento sismico delle scuole. Il bando, che sarà pubblicato a breve, potrebbe essere disponibile già da luglio. Sulla stessa lunghezza d'onda Raffaella Fontana di Itaca Marche, che ha illustrato come, grazie ai bandi e ai finanziamenti per l'efficienza energetica negli edifici pubblici, sia stata possibile la realizzazione di una scuola materna e di un rifugio. Secondo Paolo Principi, docente presso il Dipartimento Energetica - Università Politecnica delle Marche, i metodi costruttivi in grado di rendere l'edificio indipendente dal punto di vista energetico richiedono la formazione di figure di esperti. I partecipanti al convegno hanno ricevuto gratuitamente il Vademecum "Edifici a Energia Quasi Zero".I prossimi appuntamenti:MILANO - mercoledì 15 giugno 2011FIRENZE - martedì 21 giugno 2011TORINO - mercoledì 22 giugno 2011PADOVA - mercoledì 29 giugno 2011BOLOGNA - giovedì 30 giugno 2011ISCRIVITI ALLA TUA TAPPA!]]></description>
		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1244</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Incentivi al fotovoltaico: il GSE chiarisce sulla legge Salva Alcoa]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/22968.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>07/06/2011 - Il GSE risponde agli operatori del settore fotovoltaico sui dubbi sollevati in merito alle richieste di incentivi presentate sulla base della Legge 129/2010, cosiddetta "Salva Alcoa". Secondo GIFI-ANIE, il GSE starebbe rigettando molte pratiche a causa della mancanza o della non conformità di alcuni allegati documentali (leggi tutto); secondo Assosolare invece, centinaia di richieste inviate da dicembre 2010 ad oggi sono ancora inevase, pur essendo trascorsi i 60 giorni a disposizione del GSE per rispondere (leggi tutto). Il GSE spiega innanzitutto il significato da attribuire al 'preavviso di rigetto': "ai sensi della Legge 241/1990, regolante il procedimento amministrativo, nei casi in cui il GSE debba pronunciarsi su una qualsiasi istanza, nella fattispecie la richiesta di accesso ai benefici di cui alla Legge 129/2010, è necessario, prima della formale adozione di un provvedimento negativo, comunicare i motivi che ne impedirebbero l'accoglimento. Con tale provvedimento è riconosciuta e garantita al Soggetto Responsabile la facoltà di interloquire con il GSE e di illustrare le proprie ragioni, mediante l'invio, in conformità alle modalità illustrate in calce al preavviso di rigetto, di osservazioni e/o documenti di cui si terrà conto per l'adozione del provvedimento conclusivo. Il preavviso di rigetto interrompe i termini per concludere il procedimento di valutazione, avviato dal GSE, che iniziano nuovamente a decorrere dalla data di presentazione delle eventuali osservazioni o, in mancanza, dalla scadenza del termine concesso a tal fine al Soggetto Responsabile". Vista la numerosità delle richieste di accesso ai benefici previsti dalla Legge 129/2010 per impianti fotovoltaici realizzati nell'ambito dell'attività edilizia libera, prive della comunicazione di fine lavori da inviare all'Amministrazione competente al rilascio dell'autorizzazione - continua il comunicato del GSE -, e attesa la finalità di tale previsione volta a consentire all'ente locale competente l'esercizio di un eventuale controllo tecnico-amministrativo, il GSE ritiene che il medesimo obiettivo possa essere raggiunto anche nella ipotesi in cui il Soggetto Responsabile abbia inviato, o invii, al GSE copia della Comunicazione di inizio lavori presentata, anche eventualmente in sanatoria, al Comune interessato, o abbia inviato, o invii, dichiarazione del Comune attestante l'esenzione, nel proprio territorio, dall'obbligo di comunicazione dell'inizio dei lavori per impianti fotovoltaici realizzati in edilizia libera. Inoltre, dato l'alto numero delle asseverazioni pervenute al GSE prive di dichiarazione in merito all'esecuzione dei lavori nel rispetto delle pertinenti normative, il GSE comunica che saranno ritenute conformi le asseverazioni, pur carenti di tale esplicita attestazione, nel caso in cui dal testo e dai documenti eventualmente inviati dal Soggetto Responsabile a seguito del preavviso di rigetto, emerga che i lavori per l'installazione dell'impianto fotovoltaico, di cui si sia già dichiarata la conclusione entro il 31 dicembre 2010, siano stati effettivamente realizzati nel rispetto delle pertinenti normative, come previsto dalla legge 129/2010. Relativamente agli impianti per i quali il GSE rigetti definitivamente l'istanza di accesso ai benefici della Legge 129/2010, è possibile presentare una nuova richiesta di incentivazione secondo i seguenti criteri:- se la data di entrata in esercizio dell'impianto, così come definita del DM 6/8/2010, è antecedente il31/5/2011, il Soggetto Responsabile può presentare la domanda ai sensi del Terzo Conto Energia. Il termine di 90 giorni previsto per la presentazione della domanda decorre dalla data di ricezione, da parte del Soggetto Responsabile, della comunicazione di rigetto inviata dal GSE, nell'ambito del procedimento di cui alla legge 129/2010;- se la data di entrata in esercizio dell'impianto, così come definita nel DM 5/5/2011, ricade nel periodo tra il 1&deg; e il 30 giugno 2011, il Soggetto Responsabile può presentare la domanda ai sensi del Quarto Conto Energia. Il termine di 15 giorni ivi previsto per la presentazione della domanda, decorre dalla data di ricezione, da parte del Soggetto Responsabile, della comunicazione di rigetto inviata dal GSE, nell'ambito del procedimento di cui alla legge 129/2010. Infine, il GSE precisa che i suddetti criteri non si applicano agli impianti per i quali siano stati forniti dati o documenti non veritieri, dichiarazioni false o mendaci, o i cui lavori d'installazione non siano stati conclusi entro il 31/12/2010, diversamente da quanto dichiarato. In tali circostanze il GSE applica le disposizioni di cui agli artt. 23 e 43 del Dlgs 28/2011.]]></description>
		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1236</link>
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		<title><![CDATA[Quarto Conto Energia fotovoltaico: i dubbi di Assosolare]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/22955.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>06/06/2011 - Sono ancora tanti i dubbi degli operatori delle rinnovabili sul quarto Conto Energia per il fotovoltaico, le cui tariffe sono entrate in vigore il 1&deg; giugno scorso. Gianni Chianetta, Presidente di Assosolare ha scritto una lettera al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) per chiedere chiarimenti su alcune criticità riguardo al quarto Conto Energia (DM 5 maggio 2011) e al Decreto Rinnovabili (Dlgs 28/2011). Le criticità esposte da Assosolare al GSE sono state rilevate dalle 90 aziende del fotovoltaico rappresentate da Assosolare nel corso di un'ampia consultazione interna all'associazione. L'intento della lettera è quello di contribuire positivamente al lavoro del GSE e al buon funzionamento del quarto Conto Energia, mettendo in rilievo alcune delle tematiche più critiche ed urgenti. Tra i chiarimenti richiesti: - il Registro per i grandi impianti - spiega Assosolare - pone ancora, a valle della pubblicazione delle Regole tecniche (leggi tutto), diversi dubbi interpretativi che mettono in difficoltà gli operatori, sia per quanto riguarda le tariffe incentivanti a cui si potrà accedere nelle varie e numerose casistiche possibili, sia per quanto riguarda le modalità di calcolo ai fini del raggiungimento dei tetti (CAP) di spesa previsti; - il Premio del 10% previsto per gli impianti il cui costo di investimento per quanto riguarda i componenti sia per almeno il 60% riconducibile ad una produzione realizzata nell' Unione Europea: non risulta chiara - rileva Assosolare - la tipologia di certificati richiesti, né i contenuti e i criteri del certificato di ispezione di fabbrica al fine di consentire il rilascio del certificato da parte di organi certificatori riconosciuti, né quali siano tali organi certificatori. Non è chiaro fin dove si spinga la definizione di componente (Se si pensa ad esempio ad un pannello, il componente è il pannello stesso o il singolo elemento costitutivo, come la cella? Se un'azienda extra UE apre una linea di assemblaggio in Italia o acquisisce un  produttore di pannelli in UE, il pannello è ammesso al premio?); - centinaia di richieste di convenzione inviate da dicembre 2010 ad oggi attraverso il canale informatico del GSE per il cosiddetto "Salva Alcoa" del secondo Conto Energia - denuncia l'associazione - risultano ancora inevase, pur essendo trascorsi i 60 giorni a disposizione del GSE per rispondere. Servono dunque urgenti chiarimenti perché questo sta comportando per molti operatori difficoltà economiche ed extra costi finanziari. Senza contare il mancato incasso di incentivi e proventi derivanti dalla valorizzazione dell'energia prodotta. Quest'ultimo problema è stato sollevato qualche giorno fa anche da GIFI-ANIE, che ha segnalato il rigetto da parte del GSE di numerose pratiche di riconoscimento della tariffa incentivante inviate dalle aziende sulla base del decreto "Salva Alcoa" (leggi tutto).]]></description>
		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1232</link>
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		<title><![CDATA[Milano, referendum per incentivare la rottamazione degli edifici]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/22948.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>03/06/2011 - Il 12 e 13 giugno, contestualmente ai referendum nazionali, i cittadini di Milano saranno chiamati ad esprimersi su altri cinque temi.L'iniziativa - promossa dal comitato "Milanosimuove" che ha raccolto circa 24.000 firme per ciascun quesito - propone l'introduzione a livello comunale di norme finalizzate ad una trasformazione urbana complessiva che interessa i sistemi della mobilità, dell'energia, del verde, delle acque e dell'uso dello spazio urbano. I cinque "referendum consultivi d'indirizzo" propongono di potenziare i mezzi pubblici, estendere l'ecopass e pedonalizzare il centro; raddoppiare il verde pubblico e ridurre il consumo di suolo; conservare il futuro parco dell'area EXPO; aumentare l'efficienza energetica degli edifici; riaprire il sistema dei navigli.In particolare il quarto quesito propone un Piano per l'energia sostenibile ed il clima che impegni il Comune a ridurre le emissioni di gas serra connesse al riscaldamento degli edifici. Il Piano prevedrebbe:1. la conversione entro il 2012 di tutti gli impianti di riscaldamento alimentati a gasolio degli edifici comunali;2. la conversione degli impianti di riscaldamento domestico alimentati a gasolio fino alla loro completa eliminazione entro il 2015;3. la previsione della classe energetica di massima efficienza come standard per tutti i nuovi edifici e l'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili;4. la promozione e la diffusione del teleriscaldamento, utilizzando fonti rinnovabili e tecnologie ad alta efficienza, al fine di raggiungere almeno 750.000 abitanti equivalenti entro il 2015;5. la concessione di incentivi per la demolizione e ricostruzione ("rottamazione") degli edifici più inefficienti e privi di valore storico e architettonico attraverso premi volumetrici.Gli interventi costerebbero di 10 milioni di euro all'anno per 3 anni e sarebbero finanziati con la parziale dismissione del patrimonio immobiliare comunale tramite lo strumento dei fondi immobiliari già avviato, escludendo gli immobili di pregio storico-monumentale, o mediante il coinvolgimento di società che realizzano interventi di efficienza energetica (Esco) e l'attivazione di strumenti di finanziamento in conto terzi. Affinchè le proposte referendarie costituisca un indirizzo vincolante per l'amministrazione comunale, è necessario raggiungere il quorum del 30% di partecipazione al voto degli iscritti alle liste elettorali, oltre che avere una maggioranza di sì.]]></description>
		<pubDate>Fri, 03 Jun 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1224</link>
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		<title><![CDATA[Umbria, regolamento sugli impianti da fonti rinnovabili]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/22942.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>03/06/2011 - Disciplinare le procedure e individuare i criteri per l'installazione in Umbria di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili è l'obiettivo del Regolamento regionale in materia che è stato illustrato martedì scorso dall'assessore regionale all'ambiente Silvano Rometti ai soggetti del "tavolo sulla green economy", previsto nell'ambito dell'Alleanza per lo sviluppo dell'Umbria. "Il provvedimento, fortemente atteso dagli operatori pubblici e privati - ha detto Rometti - costituisce un passaggio ineludibile per regolare un settore strategico quale quello delle energie rinnovabili e di uno sviluppo regionale ancorato a politiche di tutela dell'ambiente e del paesaggio umbro, così come indicato anche nel programma di legislatura". Il Regolamento affronta in modo organico le questioni legate alla produzione di energia pulita dalle diverse fonti, fotovoltaico, eolico, l'idroelettrico e biomasse, stabilendo le aree e i siti non idonei alla installazione di specifiche tipologie di impianti. I 12 articoli che compongono il Regolamento affrontano il quadro complessivo delle procedure autorizzative per ogni tipologia di impianto da fonti rinnovabili, inclusi i casi di estensione del regime della Procedura Abilitativa Semplificata e i casi di estensione del regime della comunicazione relativa alle attività in edilizia libera, i casi in cui la presentazione di più progetti sono da valutare in termini cumulativi nell'ambito della Valutazione di Impatto Ambientale, le disposizioni regionali, i criteri e le condizioni che devono essere rispettati per l'installazione degli impianti, le modalità di trasmissione alla Regione Umbria, da parte di Comuni e Province, delle informazioni relative agli impianti autorizzati, la modulistica da utilizzare da parte del proponente e l'ammontare degli oneri istruttori a favore di Province e Comuni. Accompagnano il Regolamento tre allegati. Il primo, sulle procedure amministrative per l'installazione, tiene conto del tipo di impianto da installare, della potenza in KW, definendo la tipologia di autorizzazione necessaria, le procedure da seguire, l'autorità competente al rilascio del titolo, l'eventuale documentazione aggiuntiva da allegare. Il secondo è relativo ai criteri di localizzazione e di progettualità di carattere generale in relazione alle diverse tipologie. Il terzo indica le aree non idonee. "Il Regolamento regionale - ha detto Rometti - ha l'obiettivo di offrire ai diversi soggetti interessati un quadro chiaro sulle procedure ed i criteri relativi alla produzione di energia alimentata da fonti rinnovabili. E ciò in un quadro normativo nazionale che è invece determinato da difficoltà e profonde incertezze". Rometti ha quindi ricordato i rilevanti e repentini cambiamenti del regime di incentivi che hanno influenzato lo sviluppo del settore. Con il secondo e terzo conto energia si è registrata una crescita tumultuosa del settore, in parte legata a fenomeni speculativi, mentre con l'annunciato ridimensionamento degli incentivi si è determinato un sostanziale blocco degli investimenti. Ma è soprattutto con il Quarto Conto Energia - ha spiegato l'assessore - che si è decisa una drastica riduzione del regime di sostegno il cui effetto non potrà che rendere più difficoltoso il raggiungimento del 17 per cento di produzione di energia da fonti rinnovabili stabilito per l'Italia nell'ambito della Strategia europea 20-20-20, e per la Regione Umbria il raggiungimento della quota minima di produzione di energia da fonti rinnovabili che le sarà assegnata in base al cosiddetto decreto 'burden sharing'. "Il tema dell'energia prodotta da fonti rinnovabili - ha detto l'assessore - è di grande importanza e occorre ricordare - ha proseguito - che le Regioni ormai hanno l'obbligo di rispettare dei vincoli sulla percentuale di produzione sul proprio territorio che sono sanzionati e fanno riferimento non alla produzione di energia, ma al consumo". Per Rometti, in Umbria c'è ancora molto da fare in proposito, "visto che la produzione di energia oscilla tra il 5 e il 7%, mentre l'obiettivo è del 20%. In questo contesto lo sviluppo di energia prodotta da biomasse è fondamentale anche se rappresenta un 'passaggio' delicato e, in questo periodo, anche oggetto di grande attenzione. La Regione ha favorito gli impianti di cogenerazione da installare a distanza dai centri abitati. Inoltre, abbiamo cercato di fare un'operazione più selettiva scindendo tra varie tipologie di biomasse".  Fonte: Regione Umbria]]></description>
		<pubDate>Fri, 03 Jun 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
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		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1225</link>
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	<item>
		<title><![CDATA[Quarto Conto Energia: in vigore da oggi i nuovi incentivi per il fotovoltaico]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/22928.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>01/06/2011 - Entrano in vigore oggi 1&deg; giugno le nuove tariffe incentivanti per il fotovoltaico definite dal quarto Conto Energia, il DM 5 maggio 2011. Il decreto, infatti, si applica agli impianti fotovoltaici che entrano in esercizio da oggi fino al 31 dicembre 2016, per un obiettivo indicativo di potenza installata a livello nazionale di circa 23.000 MW, corrispondente ad un costo indicativo cumulato annuo degli incentivi stimabile tra 6 e 7 miliardi di euro. Per i 'piccoli impianti'fotovoltaici (impianti fino a 1000 kW realizzati su edifici, impianti fino a 200 kW operanti in regime di scambio sul posto, impianti di potenza qualsiasi realizzati su edifici ed aree delle Amministrazioni pubbliche) non è previsto alcun tetto di spesa fino a fine 2012. Per i 'grandi impianti'(tutti quelli diversi dai 'piccoli') sono previsti tetti di spesa semestrali fino al 2012. Vedi tabella Per gli impianti grandi e piccoli, dal 2013 al 2016, il superamento dei tetti non limita l'accesso alle tariffe incentivanti, ma determina una riduzione aggiuntiva delle stesse per il periodo successivo. Dal 2013 è prevista l'introduzione del modello tedesco. Chi può accedere agli incentivi Possono beneficiare delle tariffe incentivanti persone fisiche, persone giuridiche, soggetti pubblici e condomini per impianti fotovoltaici di almeno 1 kW, conformi alle norme tecniche di cui all'allegato 1 e al Dlgs 28/2011, nuovi, collegati alla rete elettrica o a piccole reti isolate. Le tariffe incentivanti in vigore dal 1&deg; giugno 2011 alla fine del 2016La tariffa incentivante, differenziata per potenza dell'impianto e per periodo temporale secondo le tabelle di cui all'allegato 5, è riconosciuta per 20 anni dall'entrata in esercizio dell'impianto ed è costante in moneta corrente per tutto il periodo di incentivazione. Le tariffe sono differenziate per tipo di impianto e per classe di potenza. Sono favoriti gli impianti su edifici, e tra questi i più piccoli. Dal primo semestre 2013, le tariffe assumono valore onnicomprensivo sull'energia immessa nel sistema elettrico. Sulla quota di energia autoconsumata è attribuita una tariffa specifica. Dal secondo semestre 2013 si applicheranno riduzioni programmate rispetto alle tariffe vigenti nel semestre precedente. Tutte le tariffe applicabili dal 1&deg; giugno 2011 alla fine del 2016, sono indicate nell'Allegato 5, Tabelle da 1 a 5. Tariffe diverse sono previste per gli impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative. Si tratta di impianti fotovoltaici tra 1 kW e 5 MW che utilizzano moduli non convenzionali e componenti speciali, sviluppati specificatamente per integrarsi e sostituire elementi architettonici. Tutte le tariffe applicabili dal 1&deg; giugno 2011 alla fine del 2016, sono indicate nell'Allegato 5, Tabelle da 6 a 9.Ultima tipologia è quella degli impianti a concentrazione, le cui tariffe applicabili dal 1&deg; giugno 2011 alla fine del 2016, sono indicate nell'Allegato 5, Tabelle da 10 a 13.Le regole per l'incentivazione dei grandi impiantiI grandi impianti che entrano in esercizio entro il 31 agosto 2011 accedono direttamente alle tariffe incentivanti, previa comunicazione al GSE dell'entrata in esercizio. Invece, i grandi impianti che entrano in esercizio dopo il 31 agosto 2011 e fino a tutto il 2012, per accedere alle tariffe incentivanti, devono essere iscritti nell'apposito registro informatico gestito dal GSE, in una posizione tale da rientrare nei limiti di costo definiti per ciascun periodo (leggi tutto).Il GSE ha pubblicato le Regole tecniche per l'iscrizione dei grandi impianti fotovoltaici al registro (leggi tutto).]]></description>
		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 01:02:03 +0200</pubDate>
		<guid>1220</guid>
		<link>http://www.ambrotecno.it/news/dettaglio/1220</link>
	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Detrazione 55% e opere pluriennali, rimborsi differenziati]]></title>
		<description><![CDATA[<img src='http://www.ambrotecno.it/media/images/userimages/news/22910.jpg' alt='[]' style='width:320px;'/>31/05/2011 - &Egrave; il principio di cassa a regolare le detrazioni del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. In caso di opere pluriennali eseguite dai privati, la detrazione deve cioè essere calcolata in base alle spese sostenute in ogni annualità e pagate con bonifico, senza tenere in considerazione la data di fine lavori. Si è espressa in questo senso l'Agenzia delle Entrate, che con la Circolare 20/E/2011 ha confermato quanto concluso ad aprile in un'interrogazione parlamentare, durante la quale il sottosegretario all'Economia e alle Finanze Sonia Viale aveva risposto che il rimborso delle spese per la riqualificazione energetica degli edifici va rateizzato in base alla normativa vigente nell'anno in cui sono state sostenute. La detrazione va quindi ripartita in cinque rate per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2010 e in 10 rate per quelle affrontate nel 2011. Le modalità sono infatti cambiate con la Legge di Stabilità 2011, che ha prorogato di un anno il bonus fiscale. Al contrario, i contribuenti esercenti attività di impresa devono basarsi sul principio di competenza. Fruiranno quindi dell'intera detrazione secondo le modalità previste dalla normativa in vigore al momento in cui sono terminati i lavori. Se l'intervento è ultimato nel 2011, ma è iniziato negli anni precedenti, si potrà usufruire del bonus in sede di Unico 2012, relativo al 2011, ripartendo il rimborso in dieci rate. La circolare c
